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retebioregionale
RETE BIOREGIONALE ITALIANA - La pratica del bioreregionalismo e dell'ecologia profonda
 
 
 
 
           
       

La Rete Bioregionale Italiana è ispirata dall'idea di Bioregione: aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che le abitano.
Una bioregione è un insieme di relazioni di cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.

Qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

 Giorgio Vitali, presidente Infoquadri, Referente per il Signoraggio monetario ed aspetti economici correlati. Email.  vitali.giorgio@yahoo.it, - Tel. 393.6542624 

Rita De Angelis (curatrice del prossimo numero dei Quaderni di Vita Bioregionale). Inviare a lei i materiali ritadeangelis2@alice.it e cell. 3385234247 Roma e per posta a Paolo D'Arpini, Via Mazzini, 27 -  cap 62010 Treia (Macerata)

Antonella Pedicelli, docente di filosofia, residente a Monterotondo (Sabina Romana)Referente per rapporti con le scuole e interventi formativi di recupero e attenzione verso la cultura bioregionale. Email: hariatmakaurr@gmail.com 

Claudio Martinotti Doria, monferrino, storiografo e ricercatore di storia locale ed economica, saggista, ambientalista libertario e localista. Referente per le Politiche economico ecocompatibili. Email: claudio@gc-colibri.com  tel. 0142487408 - Sito web: http://www.cavalieredimonferrato.it

 Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Avv. Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers,
Via Sirtori, 56, 00149 Roma. Email:
vitmar@tiscali.it - Tel.
348.1317487 - Referente per l'ecologia nei consumi.

Caterina Regazzi
, medico veterinario USL specializzato in allevamento e alimentazione animale. Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti:
caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Fulvio Di Dio, residente ad Amelia (Terni), funzionario alla Regione
Lazio Assessorato Ambiente
. Email.
fulvio.didio@libero.it - Tel.
329.1244550. Referente per l'ecologia nelle aree urbane.

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: info@viverealtrimenti.com

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete. Referente per l'area comasca, ecovillaggio, ricerca spirituale. Recapito: 031.683431 ore serali.

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  -  blog (cliccare qui sotto): www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto!

Paolo D'Arpini, addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti) e di inviare una email di conferma a:  circolo.vegetariano@libero.it

 

 
 
 
 

 
30 gennaio 2012

Rilancio della Campagna per l'Agricoltura Contadina

Rilancio della campagna per l'agricoltura contadina - Se ne parla ad Aprilia, all'incontro collettivo ecologista del solstizio estivo 2012

 

Mucche libere

Qui di seguito alcune nostre note integrative ai co-promotori della Proposta di Legge per l'Agricoltura Contadina (vedi: www.agricolturacontadina.org) :

Cari co-promotori, per quanto riguarda il progetto per l'agricoltura contadina, dopo averne discusso ripetutamente in vari incontri, della Rete Bioregionale Italiana e del Circolo Vegetariano VV.TT., siamo arrivati alla conclusione che sarebbe opportuno modificare alcuni punti dell’impostazione relativa all'allevamento bestiame, tenendo conto che l'agricoltura contadina non può essere sopravanzata dall'allevamento, quindi è necessaria una riduzione nella commistione fra agricoltura ed allevamento ed una revisione del concetto stesso di “alimentazione naturale”. Durante gli incontri recenti della Rete Bioregionale abbiamo sempre condiviso la comprensione del necessario abbassamento dell’uso carneo nella dieta ecologica, soprattutto in considerazione del livello di inquinamento e sfruttamento della terra in conseguenza dell’allevamento industriale.

Tra l’alto c’è da considerare che nell’ecologia “umana”, sulla base degli studi di anatomia comparata e sulle ricerche fatte sui residui coprologici dei nostri padri, risulta evidente che l’uomo non è assolutamente carnivoro, bensì frugivoro, esattamente come le scimmie antropomorfe ed i maiali, significa che i frugivori hanno una alimentazione fondamentalmente senza carne (al massimo un 5 o 10 % di prodotti di origine animale ivi compreso il latte materno), per cui se vogliamo fare un discorso “ecologico” non possiamo prescindere da queste considerazioni.

E qui vorrei fare alcune precisazioni ulteriori sul concetto di agricoltura naturale, scissa dall’allevamento sia pur biologico. Secondo me è comprensibile che in un piccolo appezzamento agricolo vi siano anche animali a condividere il territorio sia per questioni di pulizia del fondo, sia per la produzione di letame od eventualmente latte, questi animali dovrebbero poter vivere dei soli erbaggi e rimasugli di cucina, in modo che la loro presenza sia realmente in sintonia con il contadino e con il luogo, perciò nell’appezzamento coltivato naturalmente non dovrebbero essere ammessi allevamenti di animali nutriti a mangime, la qual cosa fuoriusciurebbe da una sistema ecologico di piccola agricoltura.
Alcune galline (od altri volatili) fanno le uova e va bene… può anche capitare che ogni tanto qualche galletto in più può essere sacrificato, se vi sono degli armenti come pecore e capre occorre limitare il loro numero alle reali possibilità di loro sopravvivenza nutrendosi con i prodotti spontanei del campo, quindi non credo che vi sarebbero molti agnelli da macellare, forse al massimo uno o due all’anno giusto per Pasqua come si dice… Se si attuasse questa metodologia semplice e corretta dal punto di vista ecologico ed alimentare, il contadino di fatto ritornerebbe ad una dieta tradizionale mediterranea in cui la carne compare molto raramente sul piatto e questo lo accetto….. (anche se continuo a dichiarare che se ne può fare tranquillamente a meno e ve lo confermo essendo stato vegetariano ed in perfetta salute dal 1973).


Paolo D’Arpini
Rete Bioregionale Italiana
Circolo Vegetariano VV.TT.

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Parere del Prof. Giuseppe Altieri, agroecologo: "Sono perfettamente d’accordo sulla posizione della Rete Bioregionale Italiana, relativa all'agricoltura contadina.
Dobbiamo lasciar vivere gli animali sui pascoli liberi ma la realtà deve essere cambiata un pò per volta a partire dai lagers zootecnici intensivi… che devono essere chiusi per Politica comunitaria già approvata… e informando i consumatori tutti della necessità e dei vantaggi di diventare vegetariani… quando tutti saranno vegetariani… gli animali saranno finalmente liberi di pascolare senza essere ammazzati intanto facciamo massima propaganda sulla tossicità della carne e sulla distruzione del pianeta operata dagli “allevamenti intensivi”…. e soprattutto fermiamo gli ogm… altrimenti i geni animali ce li metteranno dentro i vegetali… e nessuno si potrà più salvare…"


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Nota: Di questo tema se ne parlerà durante l'incontro collettivo ecologista, previsto ad Aprilia (Latina) dal 22 al 24 giugno 2012. Info. circolo.vegetariano@libero.it - Programma:
http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/2012/01/20/aprilia_programma_per_lincontr.html


Capra libera - foto di Gustavo Piccinini
 
 


Presentazione del progetto di legge per l'Agricoltura Contadina.

Da quando la figura di chi lavora la terra è stata istituzionalizzata e resa, da anni di leggi, definitivamente e regolamente “imprenditore agricolo”, le piccole e piccolissime fattorie rurali hanno gradualmente ceduto il passo: chi chiudendo, chi vendendo, chi evolvendosi in azienda più grande per sopravvivere. Altre cose sono cambiate e hanno preso forma e nomi nuovi. La terra fertile non esiste più, ora è chiamata, in burocratese, SAU (superficie agricola utile). Assieme al trattore e ai suoi attrezzi l’agricoltore non può fare a meno di avere al suo libro paga un commercialista, un esperto di finanziamenti statali, un geologo e altri professionisti vari che avallano le sue pratiche firmandole, perché la burocrazia è diventata parte della sua attività lavorativa quotidiana. Il suo mercato non è più la piazza di paese o di rione ma è la “filiera”, corta o lunga che sia, ma di rado l’agricoltore vede il viso di chi mangerà i suoi prodotti. Le sue sementi, di “altra” qualità ibrida, non sa nemmeno che genetica contengano e non le può possedere o riseminare ma le deve ricomprare ogni anno. E se usa antiparassitari e concimi chimici dovrà possedere una profonda conoscenza di studi farmaceutici per distrigarsi nella lettura delle schede tecniche e comprendere tutti gli effetti collaterali che hanno quei prodotti sulla sua salute. Pochi sanno ad esempio che molti di questi portano all’infertilità. Ogni fase del suo lavoro è regolata da articoli di legge che una commissione agricoltura che si riunisce a Bruxelles, fatta di persone che non sanno “cos’è un campo di grano”, gli hanno scritto. Tutto ciò ha prodotto una nuova generazione di lavoratori della terra, profondamente diversa da quella del passato, che non può fare a meno di ampie superfici coltivate con una sola specie (monocoltura) e che cerca di vivere producendo molto ma a basso costo, anche perché i loro clienti, spesso grandi gruppi commerciali, di più non offrono e il prezzo lo fanno loro.

Tutto ciò ha chiuso le porte alla contadinanza di piccola scala, quella che ha a disposizione piccoli appezzamenti e ha solo “mercato di piccola scala” per i suoi prodotti. L’agricoltura contadina e i contadini hanno semplicemente cessato di esistere, sostituiti dagli imprenditori agricoli che vivono anche grazie ai finanziamenti della comunità europea. Noi di Civiltà Contadina vorremmo far rinascere sia i contadini sia un modello nuovo di agricoltura contadina, non per nostalgia, non per “tornare alle origini”, non perché crediamo che “gli asini volano”.

Siamo invece sicuri che si può fare di meglio sui campi di ciò che si fa ora e se abbiamo deciso di lanciare questa campagna popolare è perché crediamo che, come noi, la pensino in tanti. Infatti l’agricoltura industriale attuale ha dato fin troppo prova di essere un insuccesso quasi totale. Pensiamo solo alla carenza di cibo nel mondo dovuta in gran parte alla importazione di derrate alimentari dai paesi più poveri a quelli più ricchi che sono incapaci di essere autosufficienti sul piano della produzione agricola interna, Italia compresa. Pensiamo alle continue scoperte di cibi posti in vendita già avvelenati o adulterati (carni alla diossina, cereali ammuffiti, influenza dei polli, latte alla melamina solo per citare quelli successi e i più noti dell’ultimo anno) che sono il risultato dell’agricoltura industriale. Pensiamo alla differenza impressionante che esiste fra il prezzo pagato al produttore agricolo e quello che costa al cliente finale per via di un mercato intermediario pervertito. Pensiamo all’uso di sementi geneticamente modificate e ai tanti prodotti agricoli tossici immessi nell’ambiente di vita umano solo per avere produzioni a norma dei regolamenti di mercato internazionali. Pensiamo infine alla perdita di sapore dei prodotti da supermercato e alla perdita di poesia dei campi di pianura ormai ridotti a tavole piatte a perdita d’occhio.

La Campagna per l’agricoltura contadina guarda al futuro, a far rinascere una nuova generazione di persone che lavoreranno la terra dove abitano e vivono. Guarda a persone che si vogliono riappropriare del nome di contadino. E per ridare contadini alla terra siamo partiti da poche e semplici proposte che con il tempo e le energie di tutti diventeranno realtà. Anni fa alcuni di noi che ora organizzano questa campagna hanno profuso energie per sostenere leggi a protezione e diffusione della biodiversità delle sementi. Oggi tutte le leggi auspicate sono state tutte promulgate assicurando così piena legaità alle sementi della biodiversità rurale. Per questo motivo crediamo che avremo da aspettarci un’altra vittoria con questa Campagna Popolare, quella di rivedere le facce dei contadini ripopolare le campagne e renderle produttive. Nella petizione abbiamo voluto riassumere alcuni di quelli che riteniamo essere i principi basilari della contadinanza. Ma non vogliamo, non possiamo fermarci qui, e con il dialogo e la discussione sul sito che abbiamo creato, www.agricolturacontadina.org arriveremo a completare il quadro delle proposte per rendere perfetta l’identità contadina. Sul sito è possibile firmare la petizione on line come pure scaricare un modulo per far firmare.

PRIMI PROMOTORI: Civiltà Contadina, Consorzio della Quarantina, CIR, Antica Terra Gentile e Rete Bioregionale Italiana

 

 


29 gennaio 2012

Monterubbiano (Fermo)... le scie chimiche ci sono!

Scie chimiche nel cielo di Monterubbiano (Fermo), ecco la prova fotografica di Stefania Acquaticci

 
Foto scattata da  Stefania Acquatici - Monterubbiano (Fermo)


Carissime/i, vi invito ad alzare più spesso gli occhi al cielo.

Le foto che vedete sono state da me scattate ieri mattina a Monterubbiano più di venti aerei hanno solcato i nostri cieli dall'alba per tutta la mattina, incrociandosi, con traiettorie del tutto improbabili per gli aerei di linea.  Alle otto verso Fermo si contavano quattordici strisce, ma anche il cielo a sud era devastato alle dieci il cielo non era più visibile coperto da una cortina bianca alle 12 il cielo ha iniziato ad aprirsi e si sono formati cumuli di nuvole
forse grazie anche ai tre dispositivi, che utilizzano l'energia cosmica orgonica per rigenerare ed armonizzare il nostro ambiente cosmico umano-terrestre, da poco istallati nel nostro territorio:
il Crystalbuster
http://umaniindivenire.grou.ps/583019 e il Genesa Crystal http://umaniindivenire.grou.ps/578485

Non è strano che non piova dalla prima settimana di luglio?


Per chi fosse interessato ad approfondire consiglio di vedere il video:
http://www.youtube.com/watch?v=_cwmXcM9L3E&list=FLel5iQLA2SluUPpHqs31prA&index=8&feature=plpp_video

Comunque in rete potete trovare moltissima documentazione sulle scie chimiche.
Credo che la  fondazione diversoinverso -  per un vivere più umano, nata per diffondere la bellezza e la diversità, nel rispetto di ogni essere vivente, mai come in questo momento debba essere al fianco di quanti si stanno impegnando, a tutti i livelli, per portare il nostro pianeta e i suoi abitanti in armonia con le Leggi Universali.

La presa di coscienza delle scie chimiche è uno dei tanti tasselli di questa realtà che stiamo subendo, che ci viene imposta attraverso l'istillazione dell'emozione paura, alimentata ogni giorno da chi crede di poter controllare l'Umanità.
Informarsi, acquisire consapevolezza e soprattutto assumere la propria responsabilità personale è il solo modo per ritrovare l'amore e l'equilibrio interiore capace di traghettare se stessi e l'umanità oltre l'attuale paradigma di sopraffazione che non ci appartiene quali Esseri Divini.

Vi abbraccio con affetto fraterno, certi che insieme potremmo creare un nuovo paradigma di esistenza.

Stefania Acquaticci 
Monterubbiano, 29 gennaio 2012

Scie chimiche sopra Monterubbiano (Fermo)


28 gennaio 2012

Due post in uno - Iniziative laiche a Roma e canzone antimafia

Roma - Decade Laica 2012 - dal 9 al 19 febbraio 2012

 
Gocce di rugiada - Foto di Gustavo Piccinini



Calendario delle iniziative laiche a Roma, dal 9 al 19 febbraio 2012


Giovedì 9 febbraio ore 15 - L’Associazione Garibaldini per l’Italia propone presso il Mausoleo Ossario Garibaldino del Gianicolo – Via Garibaldi, 29/e di celebrare insieme alle associazioni, agli studenti e ai professori delle scuole romane, il 163° anniversario della proclamazione della Repubblica Romana 1849 – 2012


Venerdì 10 febbraio ore 17 - La Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni e Italialaica presentano per il Cineforum Laico alla Biblioteca Comunale Elsa Morante di Ostia Via A. Cozza 7 "I BACI MAI DATI" un film di Roberta Torre.


Sabato 11 febbraio: ore 12 - Banchetto informativo in centro, a cura dell'UAAR
ore 17 L'Assemblea Permanente delle Donne per i Consultori presenta Alla  Casa Internazionale delle Donne Via della Lungara 19
"OBIEZIONE DI COSCIENZA E DIRITTI NEGATI. Quando l'aborto diventa un incubo"
Intervengono: Chiara Lalli, filosofa e autrice di “C’è chi dice no” e Cinzia Sciuto, redattice di Micromega e blogger. Modera Elena Ribet, giornalista di Noidonne.


12 febbraio, ore 12 - Banchetto informativo in centro, a cura dell'UAAR 


13 febbraio, ore 18 - Altrevie e Liberacittadinanza presentano Alla Villetta della Garbatella, Via Francesco Passino 26
"Battaglie di Libertà" di Sergio Lariccia - Presentano il libro: Chiara Lalli, filosofa,  Enzo Marzo, direttore di Critica Liberale, Andrea Beccari, assessore alle Politiche Sociali dell’XI Municipio. Modera   Claudio Bocci dell’associazione Altrevie. Interviene l'Autore.
Dopo una semplice cena/spuntino alle ore 21.15 per il Cineforum della Villetta proiezione del film "Improvvisamente l'inverno scorso" con la presentazione e commento dei registi, sceneggiatori ed attori del film, che saranno presenti in sala
Luca Ragazzi e Gustav Hofer


14 febbraio, ore 18. Il Circolo UAAR di Roma presenta alla Libreria Feltrinelli di via Vittorio Emanuele Orlando 78/81
"Darwin day" - Una giornata per la scienza - Presentazione del libro di Telmo Pievani La vita inaspettata. Il fascino di un'evoluzione che non ci aveva previsto
Modera Raffaele Carcano, segretario nazionale dell'UAAR.


15 febbraio, ore 21.15 - Fondazione Critica Liberale. Presenta presso la sede della Fondazione Via delle Carrozze n. 19 - Roma. L’ultimo Dio, Internet, il mercato e la religione stanno costruendo un mondo    post-umano
Lettura-dialogante di brani del nuovo libro di Paolo Ercolani, fatta dall’Autore


16 febbraio,ore 16.30 - Crides - Scuola e Costituzione, presenta all’ITIS "Galileo Galilei", Via Conte Verde 51
Insegnamento Religione Cattolica, e alternative - Normativa e nuove iscrizioni


17 febbraio,ore 17 - La Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni aderisce all’iniziativa organizzata da Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” a Piazza Campo dei Fiori. Nel Nome di Giordano Bruno. Emancipazione e Uguaglianza. Interverranno: Maria Mantello (Giordano Bruno – il coraggio dell’emancipazione), Francesco De Martini (Giordano Bruno – libertà e scienza), Elena Coccia (Beni Comuni), Gianni Ferrara (Liberi dal bisogno – il valore laico della Costituzione). Presenta Antonella Cristofaro


18 febbraio - Partecipiamo tutti al sit in davanti l’Ambasciata Italiana presso la Santa Sede a viale delle Belle Arti, organizzato dall'UAAR


19  febbraio, ore 15.30. Il Gruppo Laico di Ricerca propone in Piazza Salvatore in Lauro. Incontri per Strada: Le memorie di Tor di Nona
Ricordi raccontati nel luogo dove, nel gennaio  1949, grandi assemblee popolari sancivano l'inizio della straordinaria avventura della Repubblica Romana e dove, agli inizi dell'anno 1600, nel terribile carcere di Tor di Nona, fu imprigionato Giordano Bruno.
 

"Non sono d'accordo..." - di Stefano Panzarasa

 
Stefano Panzarasa, che canta la sua canzone


Non sono d’accordo

La camorra interra i suoi rifiuti nel napoletano
e la mafia siciliana investe i soldi più lontano.
Questo sì che riciclaggio, sì ma di denaro sporco
e tu adesso che lo sai, gridalo forte: Non sono d’accordo!

Ma la gente muore a frotte laggiù nel napoletano
è il pianeta intero adesso a non essere più sano.
Donne uomini e bambini vanno uniti a protestare
e anche Padre Zanotelli scende a fianco dei ribelli.

Dicono state tranquilli c’è il termovalorizzatore
Ma la diossina va fuori ancora come dal vecchio inceneritore.
E le discariche dappertutto, pure nei parchi le vogliono fare!
Voglio raccogliere differenziato, zero rifiuti e… RICICLARE!


Stefano Panzarasa


27 gennaio 2012

Diossina e biomonitoraggio ambientale

Veleni nell'acqua e nell'aria? Scopriamoli con il biomonitoraggio

 
"Quanta diossina nell'aria... Oh Ermione!" (Saul Arpino)


Per capire quanto l’aria è inquinata si possono usare i licheni, si possono osservare o analizzare le api, si possono monitorare altri piccoli insetti… e lo stesso si fa con noi umani. Nel nostro sangue, capelli, unghie, latte si depositano le sostanze che ci circondano, anche gli inquinanti, e noi possiamo funzionare come un vero e proprio ‘termometro’ per misurare la qualità dell’ambiente. Si tratta di sostanze chimiche che possono essere dannose per la salute e bisogna capire come entrano nel corpo e dove vanno, per potersi difendere dai loro effetti.

All’inizio del 2008 cinque cittadini della Campania decisero di farsi analisi del sangue per capire i propri livelli di diossina, e le notizie diffuse erano di paura, allarme.

Ma di cosa si tratta? Cosa ci dice il biomonitoraggio umano? Cosa si può analizzare, come e perché? Da dove abbiamo iniziato? Cosa ne sappiamo nel mondo? E in Italia?

A queste e altre domande risponde il libro - dal taglio divulgativo - “Se fossi una pecora verrei abbattuta?”

Sottotitolo: "Storie di persone, animali e inquinamento".

E’ questo un libro sulle tematiche ambientali scritto dalla dottoressa Liliana Cori dell’Istituto di Fisiologia Clinica di Roma del Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Per contatti: liliana.cori@ifc.cnr.it

Alessandro Marescotti - Ecologia Peacelink


26 gennaio 2012

Razzismo ed eugenetica

Gianfredo Ruggiero: "In virtù del razzismo..." - Ovvero come l'uomo ha cominciato a percepire le differenze nella sua stessa specie...

 
Lotta impari

Premetto che questo intervento non ha lo scopo di dissertare su illuminismo e dintorni, ma più politicamente di sollevare quel velo di ipocrisia e omertà che copre le malefatte dei padri della "democrazia" e di mettere in discussione uno dei tanti dogmi del novecento su cui si basa la legittimazione di questo nostro sistema.


Il razzismo, la schiavitù contemporanea e la successiva segregazione razziale, il neocolonialismo, l’eugenetica e il mito della superiorità ariana non sono incidenti della storia o il frutto di qualche mente bacata, bensì la naturale conseguenza di talune dottrine filosofiche.L’illuminismo è ricordato come la culla della democrazia e dei diritti umani, volutamente si dimentica che fu anche l’origine del razzismo propriamente detto e della derivante schiavitù etnica.

Nel solco del pensiero illuminista, sviluppatosi in Europa nel XVIII secolo a da qui al nuovo mondo, si imposero le nuove dottrine del razzismo scientifico e della superiorità della razza bianca che portarono a giustificare la schiavitù americana, lo sterminio dei pellirosse nelle Americhe e la sottomissione delle popolazioni africane. Diedero inoltre forte impulso al nazionalismo e al colonialismo da rapina praticato soprattutto da Francia e Inghilterra, le due nazioni patria dell’illuminismo e culla della democrazia. La schiavitù e la discriminazione sono sempre esistiti, mi si può obiettare.

E’ vero, ma è con l’avvento dell’illuminismo che nasce il razzismo nella sua veste scientifica e razionale. E dalla scienza alla morale il passo è breve.Greci, romani e, prima di loro, gli egizi praticavano la schiavitù, ma solo nei confronti dei prigionieri di guerra, di popolazioni sottomesse o degli insolventi i quali, tuttavia, potevano riacquistare la libertà una volta saldato il debito o per concessione del padrone.

Di razzismo nella storia di Roma non vi è traccia, anzi molte importanti personalità della storia romana erano di origine africana, come l’imperatore Settimio Severo. Lo stesso concetto di “barbaro” derivava da motivazioni culturali e di arretratezza e non da considerazioni di ordine razziale (il termine - razza - all’epoca non esisteva neppure). La Roma di Traiano, nel periodo della sua massima espansione attorno al 110 d.C., era affollata da più di un milione di abitanti e di questi meno del trenta per cento era di origine latina, gli altri provenivano dai quattro angoli dell’Impero.

Nelle sue strade si potevano incontrare persone dall’aspetto nordico, alti, biondi con gli occhi azzurri e uomini e donne di bassa statura, di pelle scura o di chiara provenienza mediorientale o asiatica. A differenza di oggi non esistevano né quartieri etnici, né tanto mento ghetti: tutti si sentivano romani, parlavano la stessa lingua (il latino e per i più colti anche il greco), osservavano le stesse leggi e, soprattutto, si sentivano orgogliosi di appartenere ad una grande civiltà.

La cittadinanza romana era la cosa più ambita. Esisteva la schiavitù, è vero, ma come condizione sociale, spesso temporanea, e non come presupposto razziale, quindi perenne.

Gli schiavi, nell’antica Roma, potevano riacquistare la libertà in qualunque momento (liberti) e i loro figli nascevano liberi; non erano rari i casi di padroni che alla loro morte lasciavano il patrimonio o l’attività allo schiavo fedele, come frequenti era i matrimoni tra il padrone e la sua schiava. Perfino nelle terme (i romani aveva un vero e proprio culto dell’igiene), non vi era nessuna forma di separazione anzi, gli schiavi come le donne non pagavano neppure il biglietto.

Di razzismo nella civilissima Roma non vi era traccia: tutti erano cittadini dell’Impero con gli stessi diritti e doveri, a prescindere dal colore della pelle.Una prima forma di discriminazione di massa si manifestò a Roma solo sul finire dell’impero e fu a sfondo religioso quando, nel 380 d.C., Teodosio, con l’editto di Tessalonica, impose il cristianesimo come religione di Stato, unica e obbligatoria.


Il cristianesimo, forte del sostegno statale, assunse fin da subito una connotazione totalitaria che contraddiceva il tradizionale rispetto romano versi tutte le religioni praticate all’interno dell’Impero.
L’estremismo dei cristiani portò alla scomparsa degli antichi culti e alla mal tolleranza degli ebrei, loro progenitori.


Nell’Europa medioevale e cristiana questa avversione contro gli ebrei si radicalizza ancor di più e sconfina nella vera e propria persecuzione di massa, ma poggia ancora una volta su presupposti religiosi e non razziali a cui si aggiungono motivazioni morali derivanti dalla pratica dell’usura. Inoltre gli ebrei, altra loro colpa, erano l’unica minoranza non cattolica in un’Europa totalmente cristiana.

In occasione delle Crociate puntualmente si verificavano massacri di ebrei. Alla partenza della prima, nel 1096, in Renania 50.000 mila ebrei sono uccisi. Conquistata Gerusalemme ad essere sterminati dai cristiani furono non solo i musulmani, ma anche l’intera comunità ebraica (“Dio lo vuole” incitava Papa Urbano II, slogan non tanto diverso nelle conseguenze con quel “Gott Mit Uns” di hitleriana memoria).

I Pogrom nella Russia zarista e la cacciata dei ebrei “Marrani”. dalla Spagna cattolica nel 1492 avvennero, infatti, per motivazioni esclusivamente religiose.

L’evangelizzazione delle Americhe comportò la quasi completa scomparse di antiche civiltà come quella dei Maya, degli Incas, degli Atzechi. Civiltà primordiali, eppur avanzate in molti campi della scienza, spazzate via dalla furia dei conquistadores che in nome di Dio e per volere del Re presero possesso di quelle terre spogliandole dei loro tesori e massacrando gran parte degli indios. Le malattie veicolate dalla soldataglia fecero il resto.

Durante il Medio Evo la schiavitù persistette solo in alcune parti d’Europa e nel vicino Oriente e non veniva comunque associata alla popolazione nera o ad altre etnie, la parola schiavo deriva infatti da “slavo”.

Con la diffusione delle idee illuministe si ebbe il salto di qualità: la schiavitù si veste di razzismo e da fenomeno marginale in via d’estinzione riprende massicciamente vigore fino a diventare un vero e proprio fenomeno di massa, prima nelle colonie inglesi e poi in America.
Ad essere ridotti in schiavitù secondo la nuova morale illuminista non sono più gli uomini, come avveniva in passato, bensì degli esseri inferiori nati per servire la razza bianca.

I filosofi illuministi amavano parlare di uguaglianza, di diritti civili e di libertà nei famosi “Cafè” d’Europa, ma il caffè zuccherato che sorseggiavano - mentre scrivevano la dichiarazione universale dei diritti umani - e il cotone dei loro abiti era prodotto da persone che nell’Africa Occidentale venivano ammassate sulle navi col fucile puntato, trasportate attraverso l’Atlantico in condizioni spaventose (moltissimi di essi morivano durante il viaggio di stenti, di fame o per le percosse degli schiavisti), vendute all’asta e poi messe a lavorare per 15, 16 o addirittura 18 ore al giorno fin quando non morivano. Circa 14 milioni di esseri umani - giovani, donne e perfino bambini - andarono incontro a questo destino.

Lo schiavismo era considerato dagli alfieri dell’illuminismo e teorici della democrazia come un’impresa salutare, che acquisiva un ruolo civilizzatore nella storia dell’Africa: la tratta avrebbe allontanato dal Continente nero dei pagani primitivi e ignoranti per inserirli in un Occidente progredito e per di più cristiano. Anche il neo colonialismo è visto positivamente in quanto avrebbe portato in quelle terre l’influenza civilizzatrice degli occidentali.

La tratta dei neri raggiunse in America i massimi livelli nel 1750 con oltre 80 mila “importazioni”. Nei primi anni del secolo successivo l’America, vietò questa pratica, ma lo fece in maniera truffaldina e senza mettere in discussione il principio razzista, infatti aggirò l'ostacolo adottando una politica a favore della natalità dei neri presenti sul suolo americano. Così da importatori di schiavi l'America si trasformò improvvisamente in un paese di "allevatori di schiavi". I figli degli schiavi e le generazioni future, infatti, mantenevano perennemente tale condizione.

Grazie a questa nuova pensata gli americani non ebbero più bisogno di andare in Africa a prelevarli, bastava farli prolificare ...alla maniera animale.

La schiavitù in America fu definitivamente abolita solo nel 1865 con il 13° emendamento, ma non la segregazione razziale che rimase in vigore fino ai primi anni sessanta del novecento. Interessante notare che nello stesso periodo in cui la schiavitù veniva abolita lo sterminio delle popolazioni pellirosse veniva invece avallato a dimostrazione di come le teorie razziste e della supremazia della razza bianca fossero ben radicate nella cultura americana.

In virtù della “Dottrina della scoperta” (Doctrine of Discovery) del 1823 ai nativi d’America è ancora oggi negato ogni diritto di possesso delle loro terre.

George Mosse nel suo libro “Il razzismo in Europa: dalle origini all’olocausto” afferma che culla del razzismo moderno è stata l’Europa del XVII secolo, quando il pensiero illuminista iniziò ad affermarsi e a condizionare la cultura e i costumi dell’epoca.

L’antropologo inglese Edward Tyson individua nei neri - e più precisamente nei pigmei - “l’anello mancante” tra la scimmia antropomorfa e l’uomo, collocando i neri al livello più basso dell’ipotetica scala evolutiva, mentre Arthur De Gobineau, teorico francese vissuto nella metà del diciannovesimo secolo e autore del “Saggio sulla disuguaglianza delle razze umane”, interpreta la storia umana affermando che la purezza della razza determina la capacità di sopravvivenza e di dominio sulle popolazioni inferiori. Concetto poi ripreso dall’ideologo del nazismo Rosemberg e dagli assertori dell’eugenetica.

In epoca illuminista sorsero nuove scienze come la frenologia e la fisiognomica tese a dimostrare lo stretto legame tra l’aspetto fisico, ed in particolare la struttura del cranio e l’angolo facciale, e le qualità psichiche e la personalità dell’individuo. La bellezza ariana era infatti considerata sinonimo di forza spirituale e potenza generatrice.

L’italiano Cesare Lombroso, padre dell’Antropologia Criminale e strenuo assertore del Darwinismo Sociale, nel 1876 pubblicò “L'uomo delinquente”, in cui affermava che i criminali portano in se tratti anti-sociali dalla nascita, per via ereditaria e che i loro caratteri degenerativi, che li differenziano dall’uomo normale e socialmente inserito, sono manifesti nella loro struttura fisica. Fu di conseguenza un convinto sostenitore della pena di morte per i criminali e dell’eugenetica per i disadattati al fine di bloccarne la discendenza. L’aspetto singolare è che il Lombroso, che oggi non esiteremmo a definire razzista, nasce da una facoltosa famiglia ebraica.

Il filosofo illuminista David Hume scriveva nel 1754 che “non è mai esistita una nazione civilizzata che non fosse bianca: sono portato a sospettare che i negri, e in generale tutte le altre specie umane, siano per natura inferiori ai bianchi”.

Altri pensatori illuministi Diderot, D’Alembert e Voltaire avevano rifiutato l’idea che bianchi e neri discendessero da un medesimo progenitore.

John Locke, il filosofo inglese tanto ammirato da Voltaire, non solo giustificava pienamente lo schiavismo, ma si arricchiva tramite le sue azioni della Royal Africa Company, società specializzata nella tratta dei neri. Lo Stesso Voltaire, universalmente riconosciuto come il padre della democrazia (suo è il famoso assioma: detesto le tue idee, ma darei la vita affinché tu le possa esprimere) trovava normale investire i proventi della vendita dei suoi libri nelle compagnie dedite alla tratta dei negri. A conferma di come i principi di libertà, fratellanza ed uguaglianza proclamati dai filosofi illuministi e sanciti nel sangue della Rivoluzione francese riguardassero solo la razza bianca.

Un inconsapevole contributo venne anche da Darwin, non a caso la pubblicazione, nel 1859, del suo celebre libro “L’origine delle specie” destò grande interesse negli ambienti accademici illuministi.

Concetti cardine dell’impianto darwiniano come “selezione naturale, sopravvivenza del più adatto” e il termine di “razza favorita” furono infatti accolti con grande entusiasmo tanto dai teorici del razzismo, quanto dai sostenitori del libero mercato e della supremazia della razza bianca i quali trovarono nelle teorie evoluzioniste una inaspettata sponda scientifica ed una insperata giustificazione morale.

Anche i nemici della Chiesa, ed in particolare la Massoneria, esultarono in quanto le teorie evoluzioniste, per quanto scientificamente discutibili e ai mio avviso errate, contraddicevano la tesi biblica della creazione.


Il principio della selezione naturale a vantaggio del più adatto è stato tradotto dai fautori del darwinismo sociale come prevalenza del più forte sul più debole a sostegno della nascente ideologia capitalista ispirata da Adam Smith, il teorico del liberalismo.

In Europa il razzismo ebbe la sua espressione più violenta nella dottrina e nella politica del nazismo, dove l'antiebraismo fu uno dei punti centrali del programma hitleriano basato sulla purezza della razza ariana.

La politica persecutoria di Hitler trovò terreno fertile in una Europa intrisa di razzismo e antigiudaismo, presenti in particolar modo in Francia e Germania.

L’affaire Dreyfus, la vicenda del capitano dell’esercito francese ingiustamente accusato di tradimento a causa della sua origine ebraica, denunciato da Emile Zola, ci offre uno spaccato della società francese che mentre dissertava di libertà, fratellanza e uguaglianza si accaniva contro la minoranza ebraica accusata delle peggiori nefandezze. Va precisato che il forte senso di comunità che li portava spontaneamente a isolarsi dai “gentili” e il senso di superiorità derivante dalla definizione biblico di “il popolo eletto ” e la loro propensione per il commercio e l’alta finanza non favoriva di certo l’integrazione degli ebrei nella società.

In Europa, durante e dopo la fine del regime hitleriano, la selezione eugenetica della razza fu pratica per lungo tempo. La Svezia, insieme a Norvegia e Danimarca, attuò una politica che portò tra il 1934 e il 1976 alla sterilizzazione coatta di oltre 106.000 persone, in prevalenza donne disadattate, con problemi psichici o zingare, ritenute geneticamente pericolose per la purezza della razza.

In Paesi segregazionisti come la Rhodesia ed il Sudafrica la politica di separazione e sfruttamento degli indigeni fu attuata dai colonizzatori europei in virtù del mandato morale derivante dalle teorie illuministe.

Mi si può contestare che fu grazie all’illuminismo e al mito della “Dea Ragione” che è nata la democrazia dei partiti e l’ideologia liberal-capitalista. E’ vero, ma è altrettanto vero che fu battezzata nel sangue della rivoluzione francese, fra teste mozzate, massacri di cristiani in Vandea e terrore giacobino. Nulla da invidiare alle peggiori dittature del secolo scorso.
Senza il sostegno dei filosofi e ricercatori illuministi difficilmente sarebbero state accettate la schiavitù americana, il genocidio dei Pellerossa, la sottomissione delle popolazioni africane e la ripresa della persecuzione ebraica ad opera del regime hitleriano.

In conclusione: Rosemberg, il teorico nazista della superiorità ariana, è stato condannato dalla storia, ma non i suoi illuminati maestri. Hitler per la persecuzione ebraica e Mussolini per le leggi razziali sono stati anch’essi giudicati dalla storia, ma non l’America per aver massacrato 10 milioni di pellirosse, per aver ridotto in schiavitù 14 milioni di neri e per aver mantenuto la segregazione razziale fino a non molti decenni fa.

A questo punti ci domandiamo: perché quando si parla di razzismo ad essere degnamente ricordati sono soltanto gli ebrei? Forse perché neri e pellirosse sono ancora considerati esseri inferiori, oppure perché non si vuole mettere in imbarazzo l’America vista ancora oggi come faro di civiltà?

Abbiano il coraggio, coloro che amano parlare di libertà e di diritti umani, di aprire i loro armadi e di mostrare gli scheletri del loro passato, di farsi l’esame di conoscenza e di riflettere sui crimini e le nefandezze causati dai loro padri, prima di ergersi a giudici della storia.

Gianfredo Ruggiero
Presidente del Circolo Culturale Excalibur - Varese


25 gennaio 2012

Porto Miggiano - Santa Cesarea Terme: devastazione ambientale in corso!

Porto Miggiano - Santa Cesarea Terme: come distrugger?e un ambiente unico e la memoria di un luogo per 4 soldi...

 
Porto Miggiano oggi


Sono arrivata a Santa Cesarea Terme nel lontano 1968, quando questa piccola stazione termale veniva considerata una villeggiatura esclusiva.

Lungo la via degli Archi -quella che porta al mare- si alternavano
alberi di tamerici a quelli di ailanto e per una breve sosta c'erano
tante panchine di legno, verdi, le cui spalliere poggiavano su una
siepe bassa e fitta.

Ma l'attrazione maggiore di questa località era il suo mare:
trasparente, azzurro, indaco, con ogni sfumatura di verde e a volte
addirittura di viola; il suo cielo perennemente blu, l'aria profumata
dei pini d'Aleppo della pineta...

Facevano il resto la luce forte, accecante di giorno e carezzevole e
dorata quando il sole cominciava a scomparire e.....il silenzio (non
esistevano discoteche e l'orchestrina di cui parlavo suonava
discretamente, sottovoce, fino alle ventitrè).

E poi c'era la sorpresa: PORTO MIGGIANO e la sua torre diroccata messa
a guardia di un pianoro straordinario, brullo d'estate e verdeggiante
in primavera.

Un sentiero tagliava il pianoro in due e camminavi costeggiando piante
di finocchietto selvatico,di Achillea e di cardo -mentre mille
minuscole cavallette saltavano incrociando le tue caviglie- fino
all'alta falesia che stapiombava a mare nell'insenatura simile a un
fiordo.

E lì rimanevi senza fiato!!!!

Un'affacciata su un mare talmente bello, talmente straordinario che non
avresti mai immaginato potesse esserci un posto così speciale alla
portata di tutti. Sulla destra, al di sotto della villetta deliziosa
dei Ciullo (un piccolo cubo bianco con le finestre blu e una pinetina
alle spalle) esisteva una piccola scala scavata nella pietra che
portava a un'altra meraviglia: la spiaggetta di Porto Miggiano, unica
spiaggia del paese, con una sabbia gialla, dorata, un'acqua
cristallina e un bagnasciuga sul quale giocavano bambini felici.

La sera il pianoro di cui parlavo era deserto. Luci non ce n'erano e si
andava a riconoscere le stelle, mentre i grilli cantavano. Nella notte
di San Lorenzo tutti con il naso all'insù alla ricerca delle stelle
cadenti.

Molto è cambiato da allora.

La costruzione del porto --un progetto ardito e sciagurato-- ha
compromesso la falesia che è crollata in più punti; la spiaggetta è
ridotta alla metà perchè una parte del costone si è abbattuto sulla
sabbia, seppellendola. La scala è stata chiusa per pericolo di crollo
e sempre per pericolo di crollo quel che rimaneva della spiaggetta è
stato ricoperto da massi per renderla inagibile.

Il pianoro è ormai occupato da un esteso e pretenzioso ristorante
(utilizzato per sfarzosi matrimoni) che ha stravolto l'unicità e la
bellezza del luogo. Tre o quattro piscine (con quel mare!!!!) hanno
occupato lo spazio rimasto, rendendolo anonimo, e hanno completato
l'opera di distruzione di quel posto magico. Per raggiungere l'uno e
le altre sono state costruite due strade illuminatissime che sembrano
piste di atterraggio. L'incantesimo si è rotto!!!!!!

Si sbanca continuamente alterando il paesaggio per edificare seconde
case che, nella migliore delle ipotesi verranno occupate per due mesi
all'anno. Non sono previsti nuovi parcheggi, né tantomeno discese a
mare. Alla fine di agosto puntualmente le fognature esplodono.
Quest'anno alla festa patronale, i fedeli che seguivano la processione
con una mano sgranavano i rosario e con l'altra si turavano il naso!!
Dopo lo scempio di Gallipoli, di Castro, di Porto Cesareo, di Otranto
---terre meravigliose toccate in dono ai Salentini--- il cemento
avanza anche qui e senza scrupoli di sottrarre ai locali, ai turisti,
ai villeggianti, ai posteri luoghi e visioni di ineguagliabile
bellezza, si continua a pensare di edificare.

E questa mancanza di rispetto per una natura così generosa, mi fa
dolore, rabbia e tristezza.

Maria Civita


Porto Miggiano ieri


24 gennaio 2012

Internet censurato

Dopo la censura del Fava e il Bagnasco all’inferno… il bioregionalismo avanza!

 
Mostro censorio all'attacco della libera informazione


Care, cari,

stamattina ho ricevuta, appena spedito il Giornaletto di Saul, una mail di Stefano Panzarasa in cui mi diceva “Carissimo, ho visto le visite effettuate al video “Non sono d’accordo” che ti avevo inviato, e che tu hai segnalato sul Giornaletto, e sono state 1 o forse 2! Non è un gran risultato, ma quanta gente legge il Giornaletto? E con quale grado di attenzione?”. Al che gli ho risposto: “Ah, proprio non lo so… Bisogna accontentarsi, d’altronde quanta gente legge queste nostre mail? Una .. o forse due..”.

Il senso della mia risposta è che quando scrivo qualcosa non mi metto a pensare a quanti saranno i lettori, accrocco il tutto come se dovessi scrivere un messaggio ad un amico, e se almeno lui lo legge ecco che un risultato è stato ottenuto…

E d’altronde quanti messaggi riceviamo ogni giorno che cancelliamo senza nemmeno aprirli? Perciò diventa sempre più difficile comunicare.. la gente non legge, o perché non ha tempo, ma soprattutto perché ci si è assuefatti al sistema dispersivo in cui la comunicazione è solo pissi pissi bau bau… Vedi sms o post su facebook in cui nulla viene detto, con sequenze interminabili di commentini cretini, e pure fuori tema, ma così funziona…

E poi funziona solo finché non entrerà in vigore la nuova legge anti-internet. Ci aveva già provato il berlusca con il famoso DDL 733 (vedi articoli:
http://altracalcata-altromondo.blogspot.com/search?q=ddl+733), quello contro la libertà d’informazione. Allora la proposta di censura proveniva da un deputato UDC (che era alla finta opposizione) ed ora che l’UDC è nel ventre del governo alla censura ci pensa la Lega (che sta all’opposizione di facciata). Beh in verità si stanno proprio specializzando in censura questi leghisti, basti vedere quel che succede con Maroni e Tosi, tacitati e minchionati.

A proporre l’ammazza blog stavolta ci pensa l’onorevole Fava (non è una battuta il nome è vero!), egli dopo essere stato negli USA, per capire come si stanno muovendo nell’amministrazione Obama per censurare ogni protesta, eccolo che torna alla carica in Italia con una proposta di legge vieppiù punitiva di quella americana e del famigerato DDL 733. Basterà una mail di disappunto di chi si ritiene offeso da un post, o da una comunicazione passata su Google, su facebook o su qualsiasi blog e sito, che immediatamente scatterà l’obbligo, per i gestori, di cancellare il post incriminato.. Come dire che, se passasse la nuova legge, sempre che il monti sia d’accordo è ovvio, questo mio post potrebbe essere cancellato immediatamente su segnalazione del Fava, del berlusca, di Obama, dell’UDC, della categoria cretini, del monti, della Lega, del.. insomma di chiunque si sentisse offeso da queste mie invereconde parole… Ah, ah, ah! Ben mi sta!

Per cui, riferendomi ancora alle lamentele di Stefano, sarà grasso che cola se una sola persona sarà poi in grado di leggere quel che scriviamo.

Per fortuna le notizie odierne non sono poi tutte brutte, ce n’è pure una carina. Il Bagnasco, pelato vaticano, ha detto che lui andrà all’inferno. Sì andrà all’inferno perché “chi evade le tasse commette peccato grave”. Il vaticano ci tiene a sostenere il buon governo e siccome questo monti è un buon governatore “cristiano” a lui bisogna pagare le tasse altrimenti c’è la scomunica!

Ma… il vaticano non paga alcuna tassa ed in più riceve dallo stato italiano fior di miliardi di euro in prebende varie, ed i vaticanardi, a cominciare dalle corna sino alla coda (l’immagine demoniaca è del tutto casuale), son quindi tutti destinati alle fiamme dell’inferno. Buon per loro che almeno staranno al caldo senza dover pagare spese di riscaldamento.

Infine, dulcis in fundo, altro notizia bellissima, in seguito alla protesta dei camionisti ed alla impossibilità di rifornire i supermercati italiani della solita immondizia chiamata cibo, la gente sta finalmente tornando ai mercatini rionali ed agli acquisti diretti in campagna. Il bioregionalismo avanza!

Paolo D’Arpini


24 gennaio 2012

Infrastrutture in vendita

Tiziano Cardosi.. il Meeting sulle Grandi Opere Inutili e le infrastrutture in vendita...

 


Le infrastrutture, o meglio, il giro di affari che ruota attorno alle infrastrutture è boccone molto ambito dal salotto buono italiano (ma anche da oscuri investitori); un argomento che dovrebbe diventare di dibattito pubblico, anche nei bar o dal parrucchiere.

E' con questo spirito che stiamo cercando di organizzare il "Meeting sulle Grandi Opere Inutili" a Firenze il 3 e 4 marzo 2012.
Pare si prepari un ulteriore assalto ai servizi anche degli enti locali; per chi ha seguito un po' la vicenda di Milano capirà subito che si sta continuando a svendere il patrimonio pubblico per ripianare debiti la cui natura ha aspetti molto sospetti.
Ci pare un puro furto di risorse collettive a favore dei soliti pochi.
Un saluto da Firenze

Tiziano Cardosi - tiziano.cardosi@gmail.com


Notizia:
F2i: Gamberale, compreremo infrastrutture da Regioni (Rep)

ROMA (MF-DJ)--"Stimiamo che ci siano investimenti potenziali per almeno 7 miliardi, soprattuto nelle infrastrutture di Comuni, Regioni e Province, molti dei quali ci hanno ga' contattato e vorrebbero seguire la strada del Comune di Milano, dal quale abbiamo acquisito il 30% della societa' aeroportuale Sea".
Lo afferma ad Affari & Finanza di Repubblica, Vito Gamberale, che guida il primo fondo infrastrutturale italiano, F2i, aggiungendo che "di questi 7 miliardi potenziali potremmo essere interessati a circa il 50-60%, a cui potrenmmo arrivare utilizzando anche la leva finanziaria".

F2i, partecipata da Cdp, Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo, ha quasi esaurito la dotazione di 1,8 miliardi ma sono in corso contatti per un nuovo strumento da 1-1,2 miliardi di euro, con gli stessi obiettivi del primo, ovvero l'investimento in infrastrutture. "In teoria sarebbe possibile anche attivare investimenti in greenfiel. Certo ci vorrebbe un orizzonte temporale di almeno 20-30 anni. Ma soprattutto si dovrebbero superare le lungaggini dei processi autorizzativi che oggi bloccano la realizzazione di queste infrastrutture". Per quanto riguarda i settori, aggiunge infine Gamberale, "io privilegerei le autostrade (Pedemontana Lombarda e la Tirrenica in primo luogo), piu' alcuni sviluppi del gas e delle fibre ottiche".

http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=946660&lang=it


23 gennaio 2012

Bioregionalismo e democrazia diretta

Democrazia Diretta a Sasselo (SV) – Una bellissima vittoria dopo venti anni di lotta per la vera democrazia e per il federalismo…

Su suggerimento-ispirazione dell’amico Fabio Cavalca, il Comune di Sasselo (SV) che ha circa 1.500 abitanti, è il primo Ente locale a statuire gli strumenti per l’esercizio della democrazia diretta, in forma semplice e corretta dal punto di vista della sovranità popolare.

I referendum CHE SONO DELIBERATIVI E NON CONSULTIVI saranno possibili per qualsiasi argomento. Basterà un esiguo numero di firme per indirli, e SARANNO SENZA QUORUM.

È inoltre statuito l’uso del dialetto (o lingua autoctona) nel corso dei lavori del Consiglio comunale. Qui di seguito l’articolo relativo estrapolato dallo Statuto approvato ieri 20 Gennaio 2012: ART.16 — USO DEL DIALETTO 1.Durante le sedute consiliari, di commissione e di giunta è consentito l’uso del dialetto sassellese. 2.Il componente degli organi collegiali indicati al 1° comma che intenda esprimersi in dialetto dovrà assicurarsi che il dialetto stesso sia compreso da tutti gli astanti ed in particolare dall’ufficiale verbalizzante.

TITOLO II ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE E DIRITTI DEI CITTADINI CAPO I PARTECIPAZIONE E DECENTRAMENTO ART.29 — PARTECIPAZIONE POPOLARE 1.Il Comune promuove e tutela la partecipazione dei cittadini, singoli o associati, all’amministrazione dell’ente al fine di assicurarne il buon andamento, l’imparzialità, e la trasparenza. 2.La partecipazione popolare si esprime attraverso l’incentivazione delle forme associative e di volontariato e il diritto dei singoli cittadini a intervenire nel procedimento amministrativo e gli strumenti di democrazia diretta inseriti nel presente Statuto. 3.Il Consiglio Comunale predispone e approva un regolamento nel quale vengono definite le modalità con cui i cittadini possono far valere i diritti e le prerogative previste dal presente titolo. Omissis

CAPO III MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE ART. 34 – REFERENDUM 1. È prevista l’organizzazione di Referendum abrogativi, di rettifica, di conferma e di iniziativa. 2. A richiesta di 111 cittadini-elettori sassellesi qualsiasi delibera del Consiglio Comunale approvata in seduta pubblica deve essere sottoposta a Referendum abrogativo o di rettifica. La richiesta di Referendum dovrà contenere l’indicazione dell’eventuale conseguente modifica di bilancio. 3. Almeno dieci cittadini-elettori dovranno segnalare la loro determinazione a raccogliere le firme necessarie per indire il referendum prima che intervenga l’esecutività delle delibere non immediatamente eseguibili che intendono impugnare davanti all’elettorato. Detta raccolta dovrà avvenire entro 30 giorni da tale segnalazione. Nel frattempo l’eseguibilità della delibera viene sospesa e, se le firme necessarie saranno raccolte, essa sarà rinviata alla definizione del risultato del referendum. 4. La raccolta delle firme per indire referendum su delibere immediatamente eseguibili dovrà avvenire entro 60 giorni dalla loro pubblicazione. 5. Sarà sottoposta a Referendum di iniziativa, una qualsiasi proposta presentata alla Amministrazione competente ai sensi del precedente articolo 6 e respinta dalla Amministrazione, a condizione che le firme d’appoggio all’iniziativa raggiungano il numero previsto al precedente comma 2. 6. Il Consiglio Comunale potrà proporre una delibera alternativa all’iniziativa proposta dai richiedenti il Referendum. 7. Ogni firmatario dovrà versare all’Amministrazione la somma di Euro 5,00 (cinque/00) a titolo di rimborso spese. Il versamento sarà cumulativo ed avverrà contestualmente al deposito della domanda di referendum 8. La ammissibilità del referendum, della concreta possibilità di realizzare quanto richiesto dai sottoscrittori ed il controllo della correttezza del quesito sarà verificata dal Collegio dei probiviri di cui al successivo articolo 40 bis. 9. Dovrà essere organizzato un Referendum di conferma – per ogni delibera che nel bilancio corrente impegni risorse per un ammontare pari al dieci per cento delle spese obbligatorie del bilancio stesso o che impegni risorse future per un ammontare complessivo pari alla metà delle uscite previste dal bilancio corrente; – ogni qualvolta il Consiglio Comunale decida di sottoporre al giudizio diretto dei cittadini una qualsiasi delibera da esso assunta. 10. Il Referendum si terrà nella Casa Municipale o in altra sede indicata dal Consiglio Comunale. 11. Il seggio sarà gestito direttamente e gratuitamente dai Consiglieri Comunali e dai primi dodici firmatari della domanda di referendum, o da dipendenti comunali cui dovrà essere riconosciuto, poi, un riposo compensativo. 12. Le urne resteranno aperte in una prima giornata di sabato, dalle ore 9.00 alle 19.00. Al termine delle operazioni, verrà effettuato lo spoglio delle schede votate e verrà comunicato il risultato provvisorio. 13. Dopo due settimane, sempre di sabato e sempre dalle ore 9.00 alle ore 19.00, le urne saranno riaperte, per consentire ai cittadini che non abbiano ancora votato di procedere al voto. Al termine di questa seconda giornata di votazione sarà effettuato lo spoglio delle schede votate, ed il risultato conseguito sarà sommato al risultato della prima giornata di votazione. Qualora il segno del risultato complessivo della votazione non sia diverso da quello della prima giornata, il Referendum sarà dichiarato concluso. 14. Qualora al termine della seconda giornata di votazione il segno del risultato complessivo sia diverso da quello consolidato al termine della prima giornata, 10 dopo ulteriori quattordici giorni, con le stesse modalità delle precedenti, si procederà ad una ulteriore ed ultima terza giornata di votazione, cui potranno partecipare i cittadini che non abbiano espresso il loro voto nelle precedenti due giornate. Il risultato dello spoglio che seguirà, sommato ai risultati degli spogli precedenti, darà il risultato finale del referendum. 15. Il referendum Comunale sarà sempre valido e vincolante, qualunque sia il numero dei votanti. Questa è la prova documentale di come una rivoluzione democratica e nonviolenta possa iniziare dai Comuni.

Enzo Trentin


22 gennaio 2012

Moti di protesta in Sicilia - Forconi o Forchette?

I vespri siciliani del 2012, narrati da un siciliano nel 2012 - Il movimento dei forconi, avanti ed indrè....

 
Sicilia gennaio 2012 - Le danze sono aperte
 
 

 
 
 
"...i tempi non sono ancora maturi... questi son tempi da 'spigolatrice di Sapri'..."  (Saul Arpino)
 

 
 
 
 
..........solitamente si dice che "chi segue gli altri non arriva mai primo" ma la cosa più grave un po' troppo italiana è che siamo li ad aspettare che gli altri facciano il primo passo per poi dire  "ah,  ecco te lo avevo detto, ah,  si poteva fare meglio, ah si poteva fare cosi, si poteva fare colà.." ecc.
 

Quando si ha un idea bisogna poi realizzarla l'ide-a-zione "dall'idea all'azione"  (il buon Ezra diceva che se un uomo non è disposto a dare la sua vita per un'idea o vale poco l'uomo o vale poco l'idea" spesso è sempre la seconda.... silurante). Potrebbe esserci una regia dietro il movimento dei forconi e dal nostro contatto ne abbiamo avuto mezza prova) ma per fare una casa non servono solo i muratori servono gli scavatori, e ferraioli, gli elettricisti, gli idraulici gli arredatori ecc. ecc.
 

Pensare che con un sola squadra si riesca a fare tutto e nella totale convergenza è da ingenui (tanto è vero che nei cantieri nonostante ci siano i progetti  ci sono sempre dei problemi di esecuzione è nella natura umana).  L'uomo è un animale relazionale (poi data la tua professione lo sai perfettamente) queste relazioni ci illudiamo di fissarle e vincolarle con leggi e diritti che sono pura ideologia poiché l'uomo evolve, la comunità evolve la relazione evolve quindi anche le relazioni diventano necessariamente dinamiche.
 

Dietro i forconi ci sono i mafiosi? Ci sono gli inglesi? E' un movimento spontaneo? C'è Forza nuova? Ci sono tutti insieme?
 

La scienza della dietrologia cresce di giorno in giorno ma sopratutto liberiamoci dal mito che: se l'idea non è venuta o non è passata per la mia valutazione personale è sicuramente sbagliata" come al solito vincono "loro" nel fomentare divergenze e personalismi.
 

Personalmente credo che si deve avere l'intelligenza di cavalcare le singole circostanze a noi prossime anche non perfettamente allineate per poi ricondurle a nostro favore ed è il motivo per cui li abbiamo contattati due volte.... come al solito la sensazione è stata amara non tanto per l'ipotetica sponsorizzazione che ci stava dietro ma per l'ignoranza totale della fonte della crisi.....
 

Ora tolti i pseudo capetti-plagiatori noi si deve puntare alla base .... ma si deve capire che la base non viene da Marte o dalla Russia o da chissà dove... viene da cittadini italiani che per un motivo o l'altro hanno una storia politica religiosa culturale... se li cerchiamo tutti politicamente vergini lasciamo perdere..... per chi ha fatto marketing o il commerciale sa perfettamente che quando si va a vendere un prodotto ti capita spesso di trovare il cliente che ha già un suo fornitore che fai? Non ci parli lo stesso per convincerlo che il tuo prodotto è migliore per una serie di motivi? Sono processi banali se vuoi....
 

Se non comprendiamo prima noi che la mente umana anche in ordine alle idee, le convinzioni, gli stereotipi funziona allo stesso modo non si va da nessuna parte... l'avere ragione senza che l'altro sia messo in condizione di capire che hai ragione non frutta nessun risultato..... ma tutto questo si fa solo ed esclusivamente con la coltivazione delle relazioni che è il valore più alto che esista in un comunità comunque sia complessa.. l'induzione del valore (Auriti) prende valore  solo nella mutua relazione collettiva.... lo stesso marketing negli ultimi dieci ha cambiato completamente filosofia comprendendo il limite fisico del (saturazione)... non devo vendere e scappare... devo fidelizzare il cliente e trattarlo bene perché lui è il valore per la mia continuità economica....
 

Capisco anche che parlare di marketing e di ideali stride un poi ma ci dobbiamo convincere che ogni giorno ci vendono idee su come vivere su cosa pensare su cosa comprare, su cosa votare..... SIAMO PIU' PROGRAMMABILI DI QUANTO POSSIAMO PENSARE.... con l'illusione di essere liberi e il solo fatto di crederci liberi ci soddisfa.... per poi trovarci spiazzati quando dal mondo dello spettacolo in cui viviamo siamo spintonati giù nel mondo reale... e qualcuno si sveglia.
 

Per concludere, ogni circostanza fatta da uomini può e deve essere utili per l'obbiettivo..... Un amico ha citato un frase che mi è piaciuta tantissimo e che riporto "se ti convinci che non può essere fatto nulla per risolvere una questione, nulla sarà fatto".......
 

Giuseppe Turrisi 
 

................
 

Commento di Cristina: "Secondo la mia personale opinione, e cìò che ci insegna la storia, sarebbe più opportuno arrivare a posizioni di "potere" politico e poi lavorare da lì. Difficile ottenere qualcosa (di grande) da azioni del genere, a meno che non scoppi una guerra civile. Riguardo lo scritto di Giuseppe, purtroppo (e a volte per fortuna) non sempre tutto è come appare. L'importante però è l'esserne CONSAPEVOLI, essere vigili, avere gli occhi bene aperti ed un buon quadro generale di "ciò che è" ed andare avanti con onore e pazienza per il proprio cammino...."



 

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