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RETE BIOREGIONALE ITALIANA - La pratica del bioreregionalismo e dell'ecologia profonda
 
 
 
 
           
       

La Rete Bioregionale Italiana è ispirata dall'idea di Bioregione: aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che le abitano.
Una bioregione è un insieme di relazioni di cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.

Qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Daniela Spurio - Grafica e fotografa - Impaginatrice dei Quaderni di
Vita Bioregionale - "Viverecongioia Jesi" dhanil@live.it,

Giorgio Vitali, presidente Infoquadri, Referente per il Signoraggio monetario ed aspetti economici correlati. Email.  vitali.giorgio@yahoo.it, - Tel. 393.6542624 

Rita De Angelis ritadeangelis2@alice.it e cell. 3385234247 - ecologia casalinga

Antonella Pedicelli, docente di filosofia, residente a Monterotondo (Sabina Romana)Referente per rapporti con le scuole e interventi formativi di recupero e attenzione verso la cultura bioregionale. Email: hariatmakaurr@gmail.com 

Claudio Martinotti Doria, monferrino, storiografo e ricercatore di storia locale ed economica, saggista, ambientalista libertario e localista. Referente per le Politiche economico ecocompatibili. Email: claudio@gc-colibri.com  tel. 0142487408 - Sito web: http://www.cavalieredimonferrato.it

 Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Avv. Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers,
Via Sirtori, 56, 00149 Roma. Email:
vitmar@tiscali.it - Tel.
348.1317487 - Referente per l'ecologia nei consumi.

Caterina Regazzi
, medico veterinario Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti:
caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Fulvio Di Dio, residente ad Amelia (Terni), funzionario alla Regione
Lazio Assessorato Ambiente
. Email.
fulvio.didio@libero.it - Tel.
329.1244550. Referente per l'ecologia nelle aree urbane.

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: info@viverealtrimenti.com

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete. Referente per l'area comasca, ecovillaggio, ricerca spirituale. Recapito: 031.683431 ore serali.

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  -  blog (cliccare qui sotto): www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto!

Paolo D'Arpini, addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti) e di inviare una email di conferma a:  circolo.vegetariano@libero.it

 

 
 
 
 

 
19 maggio 2013

Mutazioni climatiche senza speranza

Mutazioni climatiche - Avete voluto il progresso? Ed ora godetevi il regresso... Acqua acqua ed ancora acqua giù dal cielo...

 

Dipinto di Franco Farina

 
Acqua, acqua ed ancora acqua giù dal cielo...ma cosa sta accadendo? Se lo chiedono le persone nei bar, nelle riunioni salottiere, per strada. 

Finalmente qualcuno comincia a ricordarsi quello che noi ambientalisti, climatologi e studiosi dei cambiamenti climatici dicevamo 30 anni fa. Quando accennavamo al rischio della rottura irreversibile della "macchina del tempo" causata dall'eccessiva immissione di gas serra nell'atmosfera, i più facevano "spallucce" ed altri ci tacciavano di essere terroristi ambientali. Allora, 30 anni fa, la presenza di CO2 nell'atmosfera era di 370 parti per milione. 

Oggi siamo arrivati a 400 ppm. Un record impressionante solo se pensiamo per un istante che l'aumento di 10 ppm di CO2 nell'atmosfera in tempi passati poteva avvenire in secoli o in millenni, noi umani di questo secolo siamo stati "più bravi", siamo riusciti a superare 30 ppm in meno di 30 anni. 

E allora non dobbiamo più chiederci cosa sta accadendo, quali forze misteriose stanno agendo sul nostro clima. Le forze misteriose siamo noi con le nostre attività scellerate, dalla devastazione di intere foreste, dal bruciare senza ritegno i combustibili fossili del pianeta che in milioni d'anni avevano imprigionato miliardi e miliardi di tonnellate di anidride carbonica, fino alla cementificazione di aree vaste che messe insieme coprirebbero quasi tutta l'Europa. 

I guai li abbiamo prodotti noi  ed ora non ci resta che subirne le conseguenze.

Ciò che sconvolge noi "addetti ai lavori" è l'indifferenza del pubblico mondiale su eventi epocali che stanno accadendo sul nostro pianeta. Solo qualche tiepida attenzione dei politici e dei mass media a fenomeni impressionanti come la scomparsa di uno dei più grandi laghi salati interni del mondo, il lago d'Aral, l'attraversamento per 5 mesi l'anno del Polo Nord, il  rapido scioglimento del permafrost  in Alaska e in Siberia e poi e poi...

Questo è il risultato, direbbe il grande scienziato Erich Fromm, della scelta che ha fatto l'umanità: non più Essere ma solo Avere. Qualche extraterrestre rivolgendosi a noi umani con un po' di ironia potrebbe dirci: " avete voluto la bicicletta ed ora pedalate!!"

Abbiamo ceduto ed accettato ciecamente il mito e le false filosofie di un capitalismo dal volto umano, rappresentato da un consumismo esasperato ed a ciò, chi più e chi meno, in silenzio ci siamo  allineati. Abbiamo abusato di tutto quello che di buono il nostro pianeta ci aveva messo a disposizione, trasformandolo in materiale morto non più rigenerabile, abbiamo sperperato il nostro capitale e in "banca" non abbiamo che pochi spiccioli ancora da spendere.  Siamo giunti in zona rossa e non sappiamo più come uscirne fuori....

La gente nei bar, nei salotti e nelle strade quindi non si interroghi più su cosa sta accadendo e su quali forze misteriose abbiamo a che fare, ma si sforzi di capire che tutto questo è opera non di forze aliene o esoteriche, ma di noi uomini di questo pianeta in carne ed ossa.  

Ennio La Malfa




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18 maggio 2013

La storia è l'unica verità?

Per storia si intende qui ciò che è preso in considerazione, ciò che è affermato e il sentimento che ne abbiamo. In funzione delle esigenze del discorso la prospettiva può essere sociale o individuale. In ogni caso la Storia corrisponde ad una esigenza. Qui, diversamente dalla nostra tendenza culturale, la Storia viene presa per essere legittimata non per rinnegarla.

La storia è l'unica verità?

Questo intervento non ha un’intenzione positivistica. Non aspira a divulgare, dimostrare, convincere, promuovere. Vorrebbe solo lasciare ad ognuno lo spazio utile affinché qualcuno degli spunti potenziali qui raccolti, possa dimostrarsi fertile per il terreno di altre biografie.

Ognuno avrà forse modo di applicare alla propria indagine le osservazioni e la prospettiva qui considerata. Queste, scaturiscono da un aspetto della ricerca in corso che non ha cessato di sussistere indipendentemente dall’ambito culturale che stavo considerando intellettualmente o fisicamente. Così, psicologia, culture, filosofie, esoterismo, spiritualismo, psicomotricità, poesia, didattica, guerre, ideologie, medicina, scienza, alchimia, comunicazione, apprendimento, corpo, sentimento, esigenze, ratione, religione, tecnicismo, grandi numeri, costituivano per me soprattuto espressioni umane prima che ambiti, prima che verità. In quanto tali, erano di pari valore e ne ricercavo via via la matrice comune, le loro ragioni d’essere, il loro significato strumentale e mediatico. La loro comune identità. La loro Storia.

Tuttavia, non c’è intenzione di dare valore all’autoreferenzialità della Storia stessa, anzi, è proprio emancipandosi da quell’autoreferenzialità che possiamo accedere a dimensioni creative altrimenti castrate. É emancipandosene che possiamo riconoscere gli ambiti e i limiti entro cui le verità possono sussistere. Non riconoscendo l’ambito si corre il rischio di eleggerle ad assolute, con tanto di accettazione della lotta per la loro difesa o affermazione.

A parte queste poche battute, propongo il presente intervento senza alcuna ulteriore introduzione ad esso. Questa scelta ha il doppio intento di prediligere una comunicazione circolare, di provocare in ogni interessato le sue personali considerazioni, nonché di cogliere incongruenze e sinapsi efficaci. La provocazione di reazioni personali, all’apparenza pleonastico, è invece affermato per sottolineare quanto la comunicazione abbia bisogno della nostra motivazione all’ascolto, del nostro sentimento libero, affinché esso possa riconoscere - più opportunamente di quanto non sia concesso alla ratione - l’opportuno e il vero mescolato alle parole e ai concetti. É con processi di questo tipo che possiamo integrare nella nostra biografia elementi e prospettive alle quali ancora non avevamo avuto opportunità di porre attenzione. É in questo modo che scegliamo l’utile rametto per integrare il nostro sapere, così come sceglie il castoro per la sua opera. Diversamente si tratta di informazione, un piano di realtà che più facilmente lascia spazio ad uno scambio conflittuale.

Le note che seguono non hanno dunque alcun intento proselitico.

La prospettiva qui considerata è scaturita dall’interesse di trovare risposte alle domande sul perché della nostra condizione e sull’ipotesi dell’essere del sovrumano. Ricerca sostanzialmente dedicata alla verifica di una possibile universalità. Il percorso ha contemplato anche la soluzione che ogni nostro elaborato ha la sua esigenza storica. Cerchiamo l’extra esattamente come visitiamo tutte le tasche nella speranza di ritrovare un accendino al quale non avevamo più pensato, la volta che restiamo chiusi nell’ascensore. Un approccio dunque totalmente dedicato alla Storia. Una Storia che fa la parte dell’ascensore bloccato, generatrice di esigenze.

Forse, proporre queste note può essere interessante e riguardare tutti coloro che hanno riconosciuto che la realtà è maschera. Coloro che sono disponibili a sospettare che tutta la nostra ricerca e convinzione trova la sua esigenza in sinapsi stocastiche, tutte  di pari dignità, perciò vere. Storiche.

''La Terra e' sacra...''

Così si legge nelle prime righe de la Carta per il rinascimento della campagna, un interessante articolo di Wendell Berry, Giannozzo Pucci, Vandana Shiva, Maurizio Pallante comparso nello spazio Idem (Italian deep ecology movement) su ilcambiamento.it 23 gennaio 2012. Tutto il pezzo è una bellissima celebrazione della Terra. Meglio, è la celebrazione che può essere concepita e vissuta solo da coloro che ne stanno osservando la mortificazione, lo stupro, la violenza, l’ingiuria, l’insulto, la vergogna, la sopraffazione. Un pianto in più maniere che ogni giorno possiamo versare come tributo, fedeltà, amore e convinzione di verità. Ma è questo il punto interessante che offre la Carta.

A quale verità ci stiamo riferendo? A quale verità stiamo affidando la nostra identità, concezione e realtà? Chiamando “sacra” la Terra emettiamo un segno che necessariamente fa riferimento alla cultura umana. Cioè, prima di quella cultura, non v’era sacralità alcuna. Senza quella cultura non v’é sacralità alcuna, gli animali possono confermarcelo (forse). Certamente ce lo conferma la fisica quantistica, quella che ha riconosciuto ciò che certa tradizione ha sempre affermato. Cioè, che l’osservatore tende a produrre la realtà osservata. Con una precisazione dissacrante: è sacro tutto ciò che consideriamo nostra estensione.
La considerazione non è frutto del mio sacco (ma non voglio sottrarmi ad eventuali mie responsabilità). É frutto invece della prospettiva dei primitivisti, dei green anarchy e forse di altri movimenti a loro affini.

TUTTA la cultura umana, a partire dal linguaggio, è per loro una mediazione che necessariamente implica uno scollamento dalla Natura, dall’uno (minuscolo perché non da intendere in modo sacro). Così, non si tratta più di difendere la campagna ma di fare presente che l’agricoltura è la prima forma organizzata di perdizione dell’uomo dalla sua condizione originaria. Non solo, l’ultima, cronologicamente, è l’arte. Quest’ultima, è un’espressione umana che praticamente tutte le società - modulandone il motivo - hanno celebrato senza riserva.

I primitivisti hanno osservato che solo le piccole società di meno di 100 persone, di raccoglitori- cacciatori, possono avere e mantenere un legame con la natura. (Resta da chiedere ai primitivisti se con le consapevolezze acquisite dagli uomini sussiste la possibilità di recuperare, con soddisfazione, le origini.) Aggregazioni più ampie tendono a provocare esigenze che producono cultura, cioè mediazione, distanza, separazione. Il sacro ufficializzato, cioè non quello vissuto come un noi stessi esteso, è perciò solo espressione culturale, quindi solo dimostrazione di estraneità alla natura, quindi di valore alcuno.

Se la prospettiva della loro radicale critica alla società non interessa ai tanti che condividono che le condizioni da loro elette siano irrecuperabili, potrebbe però interessare ai pochi che comunque si pongono dannanti domande. Due sono quelle qui utili.

  1. La storia è il palmares di un ininterrotto campionato tra esigenze diverse? In caso positivo, non possiamo che rispettarla. In caso negativo non possiamo che offenderla.
  2. La critica alla società dei primitivisti è particolarmente interessante quando - nel suo insieme - ci fa notare un aspetto che forse non è stato ancora adeguatamente trattato. Quello dei grandi numeri. Ogni considerazione critica, come per esempio l’articolo sopra citato dedicato alla celebrazione della campagna, segnala preoccupazioni e cerca consensi affinché il cambio di rotta o di paradigma possa godere di una spinta a favore in più. Tentativo mirabile, ma che forse non è il prioritario. La priorità dovrebbe essere data all’osservazione delle dinamiche che i grandi numeri creano rispetto a quelle ammissibili nei piccoli. Una priorità giustificata dal fatto che un cambio di rotta concepito senza tener conto delle dinamiche molteplici tipiche dei grandi numeri, corre il rischio di inadeguatezza, tipico di tutte le iniziative statiche, bidimensionali.

Nei grandi numeri, è possibile non avere frange di sabotatori? É possibile un equilibrio univoco?

É possibile l’onestà definitivamente affermata?

É possibile il consenso assoluto?

É possibile governare con amore?

É possibile un regno condiviso da tutti?

Forse basta un’incertezza negativa per una sola di queste domande per passare alla seconda fase, a sua volta sintetizzata in una domanda: come affermare la nostra verità?

Dovremo ricorrere alla forza?

Adotteremo la sopraffazione?

Anche i grandi numeri possono comportarsi come i piccoli?

Le dinamiche implicate nel grande numero non sono verità?

Porgeremo l’altra guancia lasciando che la Terra sia ulteriormente divorata? Potremo fare a meno delle lobby di potere?

Se anche per la seconda fase ci venisse qualche incertezza, significa che siamo disponibili alla terza: come raggiungere il nuovo paradigma senza far ricorso agli strumenti del vecchio?

Se la risposta sta nella rivoluzione personale che ognuno di noi può compiere, da una parte affermiamo l’unica cosa capace di insinuarsi nello spazio apertoci dalla teoria, dall’altra - e questo è il punto - togliamo sacralità alla Terra e la diamo alla Storia.
Proprio come si era incominciato.

Grazie per l’ascolto

In libreria: qualche spunto per cogliere prospettive oltre alla nostra, con l’indicazione di non accreditare troppo l’autoreferenzialità:

John Zerzan - Primitivo attuale - Nuovi Equilibri, Viterbo 2004
John Zerzan - Pensare primitivo - Bepress, Lecce 2010
Gregory Bateson - Dove gli angeli esitano - Adelphi, Milano 1989
Gregory Bateson - Verso un’ecologia della mente - Adelphi, Milano 1977
Max Stirner - L’unico e la sua proprietà - Vulcano, Treviolo (Bg) 1977
Heinz von Förster - Sistemi che osservano - Astrolabio-Ubaldini, Roma 1987
Heinz von Förster - La verità è l’invenzione di un bugiardo - Meltemi, Roma 2001
Paul Feyerabend - Addio alla Ragione - Armando, Roma 1990
Jiddu Krishnamurti - Libertà dal conosciuto - Astrolabio-Ubaldini, Roma 1973
Enrico Manicardi - Liberi dalla civiltà - Mimesis, Milano 2010
Marshall McLuhan - Gli strumenti del comunicare - Il Saggiatore, Milano 1964
Titus Burckhardt - Alchimia - Arché, Milano 1979
Walt Whitman - Foglie d’erba - Einaudi, Torino 1973

di Lorenzo Merlo
 




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17 maggio 2013

Controllo della deforestazione planetaria

Controllare la deforestazione dall'alto.... con il Global Forest Watch

 

Presentato in anteprima al Forum delle Nazioni Unite sulle foreste il Global Forest Watch 2.0 un nuovo sistema di monitoraggio delle foreste indipendente, interattivo e sarà anche social perché accetterà informazioni inserite dagli utenti. Il World Resources Institute ha finalmente messo a punto uno strumento importante per controllare lo stato di salute delle foreste a livello planetario: il Global Forest Watch. 

Si tratta di una nuova piattaforma che unisce dati satellitari quasi in tempo reale, dati forestali e informazioni inserite dagli utenti per monitorare la situazione delle foreste in ogni angolo del globo. La piattaforma diventerà completamente funzionale nel corso del 2013, ma già ora è possibile visualizzare mappe interattive delle zone maggiormente a rischio.

Questo sistema è stato sviluppato dal World Resources Institute assieme a diversi partner – tra cui Google, l’Università del Maryland e il Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite (Unep) e che è stato presentato in anteprima ai partecipanti della sessione di Istanbul del Forum, sarà ufficialmente lanciato il prossimo mese. «Il Global Forest Watch 2.0 non poteva arrivare in un momento più critico», commenta il Sottosegretario Generale per gli Affari Economici e Sociali Wu Hongbo. «Nel raggiungimento di una gestione sostenibile delle foreste, dati e informazioni affidabili, aggiornati e facilmente accessibili sono essenziali per gli interventi di monitoraggio e valutazione».

Global Forest Watch 2.0 permetterà di seguire la deforestazione quasi in tempo reale, visualizzando i lotti di foresta tagliati nel corso dell’ultimo mese. Sarà anche possibile per giornalisti ed attivisti condividere fotografie georeferenziate delle distruzioni forestali in corso. 

Come spiegato da Nigel Sizer del World Resources Institute, oggi i singoli Paesi stanno spendendo milioni di dollari nella raccolta e analisi dei dati satellitari, “piuttosto che destinarli ad azioni capaci di affrontare davvero le questioni e l’aumento della trasparenza sulla attività forestali ridurrà il ritmo di deforestazione, come è accaduto in Brasile, dove si è registrato un calo dell’80% dal 2004, anche a causa delle migliori informazioni satellitari disponibili.”. 


Secondo l’Istituto, il nuovo strumento è stato reso possibile grazie ad una convergenza di progressi tecnologici tra cui il cloud computing e i software open source che possono ora essere utilizzati per elaborare e interpretare rapidamente grandi volumi di dati satellitari a basso costo utilizzando cluster di server sparsi per il mondo. 




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15 maggio 2013

Forme pensiero e comunicazione che cambia

Forme pensiero - Come e perché la comunicazione su internet cambierà la storia

 

Alcuni psicostorici ritengono che solo le forme pensiero che siano sostenute da immagini accompagnate da emozioni e sentimenti, oltre che da intelligenza, possano essere recepite nel subconscio e quindi entrare a far parte della cultura umana.
Infatti dal subconscio le forme pensiero vengono inizialmente  rielaborate in sogni, immaginazioni, invenzioni e  successivamente in credenze, filosofie, religioni, ideologie, etc. 
Il processo quindi della trasmissione  ed assimilazione  delle notizie ricevute, nel contesto culturale umano,  è alquanto complesso e può richiedere anni ed anni. In effetti le attuali forme pensiero, quelle consolidate nelle nostra società, sono il risultato di una lenta crescita all’interno della psiche collettiva, una crescita che è iniziata parecchie centinaia e migliaia di anni fa… 
Lo dimostra anche il fatto che le religioni -ad esempio- hanno durata millenaria e non parlo solo del Cristianesimo o Giudaismo o Islamismo che sono tutto sommato alquanto recenti, mi riferisco invece alle religioni matristiche ed animistiche che hanno avuto incubazioni di migliaia di anni…. e sono ancora presenti in vari modi nella nostra cultura attuale. Questo perché come avviene in natura e nel mondo della fisica   “nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma”.  
La trasformazione comunicativa, sempre in corso perenne, ha subito una forte accelerazione con internet, una accelerazione che è iniziata prima in forma passiva con la radio e la televisione ed ora è diventata interattiva con il web.  Ma torniamo alla questione iniziale e vediamo se esiste una risposta, o più risposte alle domande, e qui inserisco alcune ipotesi.
“….le previsioni sono sempre difficili e qualsiasi previsione è ipotetica. Per quanto riguarda questo aspetto, dobbiamo riferirci alla documentazione  storica. E la storia ci insegna che le grandi rivoluzioni sono in realtà trasformazione del sistema comunicazionale. Con l’invenzione della stampa -ad esempio- il primo libro veicolato è stato la Bibbia protestante, non quella controllata dalla Chiesa cattolica…. da qui la forza di Lutero e  gli altri riformisti. Il controllo del mezzo di comunicazione significa il controllo di tutto il resto”. (Giorgio Vitali)
Ma vediamo bene, è forse possibile un controllo sui modi espressivi della comunicazione?  In effetti anche l’ipotetico controllo deve tener conto delle mutazioni in cui l’informazione e la trasmissione del pensiero  si muove.   Succede così  una evoluzione fatale nella conquista elettronica, come sta avvenendo  proprio su internet, costruita inizialmente per motivi di supremazia militare e politica, che alla fine si è democratizzata per forza propria. 
La comunicazione interattiva, una volta avviata, ha preso il sopravvento ed  il numero di messaggi partiti ed arrivati è inestinguibile! La rincorsa del potere che cerca di correre ai ripari è perlomeno altrettanto caotica che l’immissione stessa su internet di notizie incontrollabili.
Chi detiene ipotetici poteri di controllo cerca di controbilanciare quella messe di nuove idee come in passato fecero al Concilio di Trento…  creando  realtà paramassoniche, i gesuiti, i dottrinari, gli inquisitori mediatici ed altro ancora.   Ma alla fine  la diffusione del pensiero laico  ed il recupero di dottrine esoteriche, tenute “occulte” per ragioni di sicurezza, hanno preso il sopravvento sul dogmatismo religioso. 
Su internet  un nuovo processo informativo  (e siamo solo agli inizi!) è ormai avviato e sarà  difficilissimo bloccarlo… ed a poco serve  l’utilizzo di altre  indicazioni veicolate dai Media facenti parte del Sistema. Anzi, è proprio il gioco dell’ evasione, dell’inosservanza, che consente ai “violatori” di trionfare  su internet.
Malgrado le varie visioni e strumentalizzazioni del  nuovo metodo di comunicazione globale,  abbiamo comunque visto che gli “argomenti” che  più coinvolgono gli utenti sono in fondo sempre gli stessi: religione, sesso, costume e qui aggiungerei anche “mito”, il mito è infatti un elemento  ricorrente in ogni modo comunicativo, è il ponte fra la realtà e la fantasia.
Su internet scorgiamo la sua presenza nelle cosiddette “leggende metropolitane” ovvero storie immesse nel web al limite della credibilità, storie che rappresentano quello che si vorrebbe  credere vero e che magari viene anche ritenuto vero in uno spazio della mente. Insomma attraverso queste cronache si ricrea il meccanismo della narrazione primitiva della tribù attorno al fuoco  e delle avventure raccontate che diedero origine alle immagini di draghi, chimere, fantasmi, dei, demoni ed eroi. Sono  quelle “forme pensiero” in grado di assumere una consistenza abbastanza forte da poter essere ritrasmesse e divenire parte integrante della cultura.
Anche questo articolo, ovviamente, rientra in questo processo formativo al limite del fantastico, in cui si dice e non si dice, si evoca ma si distingue, ed in cui la realtà del web viene comparata al sogno ed alla creazione onirica.
Paolo D’Arpini


14 maggio 2013

Il caldo che avanza...

...aspettando una calda calda estate... mentre i deserti avanzano!

 

 
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In attesa di una estate che anche quest'anno si preannuncia molto calda per tutto il bacino del Mediterraneo, dove lo scorso anno in alcune città del sud Italia si raggiunsero e si superarono i 40 gradi, diamo un'occhiata al resto del pianeta per scoprire se esistono altri luoghi dove le  estate è infuocata.

Non si fa fatica a credere che le prime posizioni siano occupate in particolare da aree pressoché desertiche del pianeta, per lo più comprese tra Asia e Africa
E con una tale concorrenza non possiamo meravigliarci se i nostri picchi estivi di 40° non siano inseriti nella top ten dei luoghi più caldi al mondo. In queste zone le atmosfere sono realmente roventi, tanto da renderle, nei casi più estremi, quasi inabitabili. Qui il caldo è un vero e proprio flagello, basti pensare che nel Deserto del Lut, in Iran, il primo classificato della graduatoria dei luoghi più torridi del pianeta, il termometro può raggiungere addirittura i 70°. 

Non meglio va la situazione per il secondo classificato, lo stato australiano del  Queensalnd, infatti, misura temperature che toccano i 68,9°. Soltanto un paio più del luogo che precede. La medaglia di bronzo, infatti, è stata assegnata a Turpan in Cinacon i suoi 66,7°. Scende un pochino di più la colonnina di mercurio per quanto riguarda i piazzamenti successivi. La città di El Azizia, in Libia, registra temperature fino a 58°. Il quinto posto è per la famosa Death Valley, in California, unico luogo statunitense in top ten con i suoi 57°.

Si torna in Libia per la sesta posizione dove, a Ghadames, si registrano temperature fino a 55°. Come a Kebili, in Tunisia, che occupa la settima posizione in graduatoria.
A seguire, in ottava posizione, Timbuctu,  nel Mali. Qui il termometro tocca i 54°. Quasi un altro parimerito con il nono piazzamento, ottenuto da Tirats Tsvi, in 
Israele
 che "vanta" temperature di 53,9°. 

A chiudere la classifica con "soli" 52,8° Wadi Halfa, una città araba del Sudan. Quindi se tra qualche mese torneremo su valori vicini o appena superiori ai 40°, non lamentiamoci troppo...consoliamoci pensando che per fortuna non ci troviamo nel deserto di Lut né a Timbuctu. 

 
Filippo Mariani - Accademia Kronos


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13 maggio 2013

CIR, ecovillaggi, bioregionalismo... incontri gratuiti di maggio e giugno 2013

CIR, ecovillaggi, bioregionalismo... incontri gratuiti di maggio e giugno 2013

 

Collage di Vincenzo Toccaceli

 
QUANDO? DOVE? COSA? ALLEGATI
1 Maggio MILANO Eventi gratuiti di informazione Psicologica  
2 18 Maggio TOSCANA,Arezzo,Anghiari Convegno nazionale per un’Ecologia Narrativa 1 allegato
3 23/24/25 Maggio FIRENZE Centro Popolare Autogestito Sgrana & (Tra)Balla": tre giorni di musica popolare al CPA Fi sud  
4 22 Giugno dalle h:08.00 alle 22.00 TOSCANA,nei pressi di Pistoia Mercatino “Libero”(Clandestino)
Toscano
 
5 22/23Giugno h:16.30/19.30 EMILIA ROMAGNA,Modena, Vignola Ecologia profonda e bioregionalismo per la riscoperta dell'identità locale TAVOLA ROTONDA  

 
 
 1_ MILANO: Eventi gratuiti del Maggio di Informazione psicologica

Ciao a tutti,  
con piacere vi segnalo gli incontri che terrò in occasione del Maggio di Informazione Psicologica.
 Mercoledì 15 Maggio  Ore 19.00-22.00
PRENDERSI CURA SI SÉ. UN’ESPERIENZA DI PSICOLOGIA TRANSPERSONALE
C/O  Centro Om, via Montalbino 7 Milano

 
Venerdì 24 Maggio  Ore 19.00-22.00
GUARIRE DA DENTRO. UN’ESPERIENZA DI PSICOLOGIA TRANSPERSONALE
C/O Ombelico del Mondo, via Vittoria Colonna 7, Milano

 
Venerdì 31 Maggio  Ore 19.00-22.00
IN VIAGGIO PER TRASFORMARSI. UN’ESPERIENZA DI PSICOLOGIA TRANSPERSONALE
C/O Ombelico del Mondo, via Vittoria Colonna 7, Milano
Tutti gli eventi sono gratuiti

 
Un caro saluto

 
Matteo
 

2_ Toscana: CONVEGNO NAZIONALE “PER UN’ECOLOGIA NARRATIVA”


 
Teatro Comunale dei Ricomposti
Anghiari 18 maggio 2013

 
PROGRAMMA:

 
MATTINA
Ore 9,00
“Raccontare la Terra”, video-narrazioni a cura di
Giancarlo Cammerini
Testimonianze
Saluti
Riccardo La Ferla
Sindaco del Comune di Anghiari
Stefania Bolletti
Presidente della Libera Università dell’Autobiogra!a
Interventi
Duccio Demetrio
Direttore scienti!co della Libera Università dell’Autobiogra!a
Valentino Mercati
Presidente del Gruppo Aboca
Maurizio Pallante
Fondatore del Movimento della Decrescita felice
Maria Grazia Mammuccini
Vice presidente Navdanya International
Vandana Shiva
Scienziata, fondatrice di Navdanya e del Centro per la Scienza, la
Tecnologia e la Politica delle Risorse Naturali di Dehra Dun, India.
POMERIGGIO
Ore 15,00
Moderatore, Gianni Marucelli
Interventi
Aurelio Angelini
Sociologo dell’ambiente e condirettore della rivista .eco
Anna Re
Ricercatrice IULM di Milano
Tiziana Curti
Poetessa
Tiziano Fratus
Cercatore di alberi
Gigi Manenti e Cristina Sala
Agricoltori e autori de libro “Alle radici dell’agricoltura”
Monica Botta

Architetto , Healing Gardens, verde terapeutico e ortoterapia


 
 

2_ Firenze Concerto…"Sgrana & (Tra)Balla": tre giorni di musica popolare al CPA Fi sud

Dal 23 al 25 maggio

 
Centro  Popolare Autogestito (CPA Fi-Sud)
Via Villamagna 27/a
50126  Firenze
Programma Completo
Giovedi 23 Maggio

Dalle ore 19.30  Stuzzica e ristuzzica

TARABARALLA

Il gruppo presenta uno spettacolo che ripercorre la storia dei canti popolari della tradizione toscana dal
rinascimento, ai canti di lavoro di fine ottocento, fino alla canzone d'autore di Odoardo Spataro.
Da un po' di tempo hanno approfondito lo studio di quella nicchia di repertorio dei canti di protesta di lotta , della resistenza.

Dalle ore 21.00  I cuochi son pronti

VINCANTO“Popolo che canta non muore” è un viaggio attraverso canti sul tema della Resistenza, visto però da varie angolature. Dai canti classici che nacquero “sui monti” in Italia e sulle barricate repubblicane in Spagna, che venivano cantati dai partigiani durante la guerra, pieni di speranza e orgoglio, a quelli nati sotto il regime fascista e quello franchista, più sarcastici e insieme più malinconici, fino a canzoni d’autore, spesso più riflessive, ma anche più ironiche e pungenti. Canzoni che sono vere pagine di storia, importanti come documenti, e insieme di grande valore musicale e poetico..

NENEJEM

Progetto musicale che nasce nel 2001 dalla volontà di Guerino Di Sanzo (chitarra e voce), Andrea Dilillo (batteria e percussioni) e Gaspare Bucca (Basso).  Il gruppo si consolida con il polistrumentista Samuele Venturin (chitarra, violino, fisarmonica e mandolino). I quattro costruiscono affinità nell'amicizia ed elaborano un repertorio sulle capacità canore e sulla storia calabro lucana di Guerino, instancabile chansonnier del miglior  meridione. Gaspare, forte nella sua cultura siculo jamaicana, morbido ed incalzante nelle sue linee di basso, s'intreccia con le ritmiche arabo africane di Andrea e il gruppo inizia a girare dando il meglio di se dal vivo dove il rock ed il reggae s'impastano con le tarantelle e gli stornelli popolari in una miscela che trascina e tracima nel ballo


Venerdi 24 Maggio

Dalle ore 19.30  C’è sempre qualcosa da spelluzzicare

CA DI CAMPO

La Compagnia Aquilana di Canto Popolare nasce alla Cantina del Boss a L’Aquila, luogo di ritrovo serale degli universitari, studenti provenienti da diverse parti d'Italia. La Compagnia in quella cantina cantava, ballava e suonava, per la sola gioia di farlo, canzoni d' amore e di dispetto, di lotta e di lavoro, con l'organetto e il ddu bott', la chitarra e il violino, i tamburelli, il flauto e le castagnette. Dopo la notte maledetta del 6 aprile 2009, quando è stata la terra a ballare una tarantella di morte, le parole e i suoni  sono andati in esilio, e a vegliare sulle macerie e nei vicoli deserti è rimasto solo il silenzio.  Ma la Compagnia non ha mai smesso di suonare e cantare, di portare in giro la musica della tradizione popolare, in attesa di tornare nella sue care e vecchie cantine, piazzette, strade e vicoli.

Dalle ore 21.00  Magna te che magno io

ESMIYA

Esmiya in cretese vuole dire lo stare insieme, l'incontro. L'incontro tra quattro persone arrivate a Creta da qui
e là. Questo incontro portò alla creazione di un gruppo musicale con l'Uti, il Nèi, le percussioni, le voci e le
musiche tradizionali da varie parti della Grecia.

LOU TAPAGE

Il viaggio inizia alle porte del 2000 nel sud ovest del Piemonte, su quelle montagne dove si uniscono mare e
pianura, Francia e Italia: una terra di confine in cui l'unirsi e il confondersi di lingue e tradizioni dà vita ad un mosaico di differenti voci, colori, suoni, un frastuono che tradotto in musica e in Occitano-Provenzale porta il nome Lou Tapage. Un gruppo rock figlio del Folk - contaminato da un discreto numero di padri ignoti - la cui musica spazia dal ritmo dei balli popolari alle arie irlandesi, dal cantautorato italo-francese alla musica celtica,il tutto legato da un filo conduttore che è proprio lo stile eclettico e personale con il quale i Lou Tapage da 10 anni a questa parte suonano in giro per l'Europa.


Sabato 25 Maggio

Dalle ore 19.30  E un vi si lascia senza mangiare e bere

RENATA MEZENOV SAPropone un ricco repertorio di canzoni che hanno segnato dal primo ‘900 la nascita di un genere che non si è mai estinto nella tradizione canora dell’isola di Cuba: La Trova. Si tratta di uno stile musicale che è alla radice della musica  cubana più diffusa e conosciuta nel mondo, intrecciata alle caratteristiche influenze africane e
spagnole. La memoria di un’infanzia trascorsa a San Pietroburgo la porta ad interpretare anche melodie dell’antica Russia.

GRUP HAYKIRIS

Il Grup Haykiris (Grido) nasce in Germania nella numerosa comunità di immigrati turchi. Fedele Alla tradizione della musica e danza turca ha rielaborato le sonorità della musica popolare con l'inserimento dei suoni degli
strumenti moderni creando una contaminazione di grande effetto. Vicini al Partito dei lavoratori turchi in Germania (ATIK) raccontano nei loro testi la lotta della parte migliore del loro popolo.

Dalle ore 21.00  E mangia, riecco tutto quì popò di roba

DIGRESKDigresk è un gruppo di musica popolare bretone. Digresk  significa decrescenza in bretone. Ma lo stile di questi 6 musicisti è tutt'altro che decrescente. Il celtico-electro-rock è una fusione fra la musica degli strumenti tradizionali bretoni e celtici, come il Binioù, la bombarda, il flauto e la cornamusa,  con i ritmi più moderni della chitarra
elettrica e dei sintetizzatori. E questa alchimia perfetta fa ballare ogni anno migliaia di bretoni durante i Fest-Noz (feste popolari) bretoni. Gruppo militante, i Disgresk hanno sempre appoggiato con la loro musica e la loro
allegria le lotte del popolo bretone.

KALAMU

Kalamu (il cui nome significa musica kalabra) nascono nel 2005, quando un gruppo di giovani calabresi sperimenta un percorso musicale che vede la loro terra d?origine protagonista in un?evoluzione di suoni contaminati dal mondo che la circonda. Parte il progetto che riprende brani della tradizione popolare meridionale rielaborati con l?uso di sempre nuovi generi musicali e brani composti interamente da loro utilizzando la musicalità dei loro dialetti con testi che affrontano tematiche sociali, politiche, culturali della loro terra e del resto del mondo, attraverso occhi di giovani che non smettono di sperare in un futuro migliore.

 
Per informazioni:
Centro Popolare Autogestito Firenze Sud
Via Villamagna 27a - Firenze
www.cpafisud.org - www.facebook.com/CpaFirenzeSud

 

3_ Toscana MERCATINO “LIBERO” (clandestino) TOSCANO

Carissim@ amiche e amici, sorelle e fratelli,
sull'onda del successo del Seminasogni nelle Marche  e del Mercatino umbro (più di 100 edizioni...)

 
VI INVITIAMO CON GIOIA AL MERCATINO "LIBERO" (clandestino) TOSCANO

 
SABATO 22 GIUGNO
dalle ore 8 alle 22 circa
nei pressi di Pistoia

 
Evento culturale piuttosto che commerciale, con l'obiettivo di dar vita a un momento di AGGREGAZIONE, CONDIVISIONE, SCAMBIO E AUTOFINANZIAMENTO...
IN UN CLIMA DI FESTA

 
Ospitato su di un terreno privato, in un contesto conviviale, libero da regolamentazioni e restrizioni:
ognuno partecipa a suo "rischio e pericolo" e garantisce la qualità di ciò che offre "secondo la propria coscienza"

 
Potrete trovare o offrire:
* beni alimentari autoprodotti
* artigianato
* seconda mano in riciclo
* laboratori creativi, artistici, culturali
* cerchi di condi-visione
* musica, danze, spettacoli

 
Grazie di portare con voi cibo, ciotola e bicchiere, strumenti musicali, tavolini, ombreloni e quant'altro vogliate condividere

 
Questa prima volta ci ospitano Orietta e Renato, ideatori della Zucca Barucca di Pistoia, nel loro meraviglioso terreno alle porte di pistoia (a 4 km dal centro).
A nostra disposizione ampio parcheggio, grande prato alberato e la chiesa sconsacrata (in caso di pioggia).

 
Il mercatino si vuole in seguito itinerante, ospitato da chi lo vorrà ospitare.

 
Spargete la voce!
A PRESTO

Per informazioni: yann-vai yvs10@yahoo.fr e 388 3479705

 
Come arrivare:
A Pistoia raggiungere la Porta San Marco e imboccare sulla destra la via Antonelli (strada in mezzo alle case). A un certo punto (l'unico) trovate una strada sulla sinistra che parte a Y - via di San Alessio. Imboccatela e seguitela fino in fondo.
Allo stop imboccate sulla sinistra la via Mezzo Monte che seguite per 300mt, lì sulla destra trovate la via di Pulica con indicazioni per Corsini. Seguire questa strada in salita per 800mt e dopo una curva a sinistra troverete l'entrata del terreno sulla sinistra. Il parcheggio è subito li (potete proseguire solo per scaricare).

 
Nel caso vi siete persi, potete in alternativa chiedere dov'è la chiesa della località Candeglia (comincia vicino alla Porta San Marco), davanti alla chiesa parte la via di Mezzo Monte, percorrendola per 3/4 trovate la via di Pulica sulla destra.
 
Dal 22 Giugno 2013 al 23 Giugno 2013 - Vignola (Mo)
4_ Emilia Romagna: ECOLOGIA PROFONDA E   BIOREGIONALISMO PER LA RISCOPERTA DELL'IDENTITÀ LOCALE
Ecologia profonda e bioregionalismo per la riscoperta dell'identità locale, tavola rotonda a Vignola
Vignola 22 e 23 giugno 2013 - Incontro Collettivo Ecologista - "Esserci per esserci"

 
Vignola (Mo): “Esserci per esserci”

Continua la tradizione delle celebrazioni solstiziali fatte combaciare con un momento di riflessione collettiva. L'associazione Agribio Emilia Romagna quest'anno ospita l'Incontro Collettivo Ecologista che si terrà a Vignola (Mo) dal 22 al 23 giugno 2013. La Rete Bioregionale Italiana, che promuove l'incontro, è lieta di partecipare ad un consesso in cui varie associazioni e gruppi, fra cui la stessa Agribio, Civiltà Contadina, European Consumers, Olis, CIR, Comunità ed Ecovillagi, etc. si trovano assieme per condividere le proprie esperienze di percorso nell'ambito del bioregionalismo, dell'ecologia profonda e della spiritualità della natura (o laica) e del ri-abitare la Terra in un modo gentile.

Probabilmente durante i grandi raduni di Stonhenge, attorno ai sacri sassi, succedeva la stessa cosa, i saggi del tempo si riunivano per raccontarsi avventure e scoperte e per nuovamente sancire l'appartenenza ad una cultura condivisa. Lo stesso avviene quest'anno a Vignola e la cosa bella è che la tavola rotonda del pomeriggio di sabato 22 giugno 2013 si terrà, nella Sala Teatrale Cantieri Cantelli, capiente e funzionale, che il Comune ha messo a disposizione per il meeting. Evidentemente un Comune virtuoso che condivide lo scopo del risveglio della “identità locale” di cui si andrà a parlare durante la riunione.

Avevo pensato ad una frase introduttiva: "Tutto quel che ci circonda e noi stessi siamo la stessa identica cosa, siamo immersi in noi stessi come acqua nell'acqua eppure continuiamo a comportarci come fossimo separati, disponendo di ciò che riteniamo "sia al di fuori di noi" come  fosse "altro" da noi. C'è una meraviglia più grande di questa?"

In un certo senso mi sono ispirato al pensiero di Roberto Marchesini, un  etologo emiliano, nato a Bologna, che è stato anche un ricercatore antesignano nell'ambito dell'ecologia del profondo, nonché un educatore che ha tentato in ogni modo di trasmettere l'amore per la natura. Egli così affermava: “...tutti a parole sono d'accordo nel definire l'ambiente, le altre specie, la biodiversità, le risorse naturali un bene prezioso tuttavia con grande difficoltà si riesce a tradurre questa coscienza in scelte concrete di eco-compatibilità. La difficoltà maggiore sta nel voler riconoscere un oppressore ed inquinatore che viene sempre da lontano, una alterità prepotente in cui il nemico da combattere è sempre l'altro”.

Insomma dobbiamo vivere l'ecologia nel quotidiano ed in noi stessi se vogliamo che venga attuata nel contesto sociale ed ambientale in cui ci troviamo. La bioregione è la nostra casa,.....

 

 
 
Ciao e buon Lavoro! Paolo




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12 maggio 2013

Effetto serra danni irreparabili

Fulmine tremendo ferisce 50 persone ed altre notizie ambientali dalla Germania

 

E' accaduto il pomeriggio del 9 maggio 2013. Poteva essere una strage, la prima nella storia procurata da un fulmine: uccidere centinaia di persona all'istante. Per fortuna la potentissima scarica elettrica ha toccato alberi e terreno e non persone. Tuttavia lo spostamento d'aria e scariche elettriche secondarie hanno mandato a gambe all'aria più di 50 persone che si erano radunate per la tradizionale "Festa del papà" a Dabel, nel Meclemburgo-Pomerania (zona nord-est della Germania).  Erano più di 500 le persone che si erano riunite per la tradizionale festa di maggio. Inizialmente il cielo era poco nuvoloso, poi improvvisamente si è coperto completamente e sono iniziati a cadere i primi fulmini, uno dei quali ha interessato la comunità dei " papà". Fortunatamente nessuno è rimasto folgorato in maniera seria,  sarebbero stati comunque almeno una cinquantina quelli rimasti contusi o ustionati per le conseguenze del fulmine e alla fase di panico immediatamente successiva alla caduta del fulmine. L'evento ha avuto molta eco in tutta la nazione tedesca, rimasta comprensibilmente sotto shock. Il fulmine si sarebbe scaricato improvvisamente fra gli alberi in prossimità di dove si teneva la manifestazione, colpendo anche una centralina elettrica. Subito dopo si è scatenato il panico. Per soccorrere i feriti sono dovuti accorrere due elicotteri e diverse ambulanze. Alcune delle persone ferite sono state ricoverate in gravi condizioni, ma non sarebbero in pericolo di vita. Quanto accaduto fa venire in mente quelle che sono le regole basilare per evitare danni da fulmini, fra cui quella di sostare in prossimità o sotto alberi ad alto fusto.

Mauro Meloni

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Clima, accordo sulla riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2015. Ma per gli scienziati è ormai troppo tardi. Nel 2020 supereremo i fatidici 2° in più di temperatura terrestre

E' l'appello lanciato da Berlino dalla cancelliera tedesca Angela Merkel alla comunità internazionale riunita in occasione del Terzo Dialogo Mondiale sul Clima ( presenti 35 Paesi ) "Continuare non è un'opzione! " Ha esclamatola Merkel:  " Dobbiamo evitare di raggiungere i 2° di aumento della temperatura terrestre. Ecco perché  l'accordo deve essere siglato entro il 2015". Per gli scienziati tutti gli sforzi che vogliamo intraprendere oggi per evitare l'aumento di 2° gradi di temperatura terrestre, sono inutili. Anche se smettessimo improvvisamente di produrre gas serra in atmosfera, il trend è ormai inarrestabile, il danno è stato fatto e allora dobbiamo solo attendere gli effetti su tutto il pianeta!! Dall'ultimo summit di Rio si è previsto di raggiungere un accordo definitivo sul clima da parte di tutti i Paesi del mondo per il 2020. Troppo tardi ! Da qualche settimana abbiamo superato i 400 ppm di CO2 nell'atmosfera, limite questo che era ritenuto ultimo baluardo per fermare il trend di riscaldamento globale, ora dobbiamo aspettarci le inevitabili conseguenze.... 




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10 maggio 2013

Lavoro agricolo - Terra pubblica i giovani agricoltori

Roma (Borghetto) - 12 maggio 2013 - Presidio per la terra ai giovani agricoltori

 

PRESIDIO PERMANENTE A BORGHETTO SAN CARLO
----------- TERRE PUBBLICHE AI GIOVANI AGRICOLTORI! ------------
 
PARTECIPATE AL PRESIDIO DEI TERRENI AGRICOLI IN 
VIA CASSIA 1450, angolo con VIA RICARDO MORETTI
22 ettari pubblici abbandonati, un casale mai ristrutturato su cui è prevista una spesa di 2milioni di euro.
 Una proposta:
 
lavoro ai giovani, prodotti di qualità, servizi e verde per il quartiere
nella tenuta agricola di proprietà pubblica, del Comune di Roma
 
“AGRICOLTURA PUBBLICA BORGHETTO SAN CARLO” 
(Coop CO.R.AG.GIO.Coop Me&TreeBiosfera Onlusass. Amaltea
in collaborazione con coop Cobragor e studio Associato Agrifolia
ha presentato al Comune di Roma e all’Ente Parco di Veio un progetto che prevede :

 
-       IL PIENO UTILIZZO AGRICOLO DEI TERRENI, CON COLTIVAZIONI BIOLOGICHE DI ORTOFRUTTA, PIANTE AROMATICHE E OFFICINALI,
-       ACCESSIBILITà CICLOPEDONALE;
-       SPAZI DA DESTINARE AD ORTI SOCIALI PER LE FAMIGLIE DEL QUARTIERE;
-       ATTIVITA’ DI VENDITA DIRETTA E RISTORAZIONE CON I PRODOTTI DELLA ZONA
-       L’IMPIEGO DI GIOVANI DISOCCUPATI E DI SOGGETTI SVANTAGGIATI NELLE ATTIVITA’ AGRICOLE, CON Più DI 30 POSTI DI LAVORO A REGIME;
-       L’APERTURA DI UN AGRI-ASILO PUBBLICO;
-       ATTIVITA’ DI FORMAZIONE E DI “FATTORIA DIDATTICA”;
-       ATTIVITA’ SPORTIVE E DI RICREAZIONE NEL PARCO CAMPAGNA APERTO A TUTTI.
 
Pochi sanno che in Via Cassia 1450 ci sono 22 ettari di pregiato territorio agricolo e un casale dei primi del novecento acquisiti in proprietà dal Comune di Roma nel marzo del 2010 e da allora in stato di abbandono. Un “bene comune” già di proprietà pubblica grazie ad una compensazione urbanistica, con un contratto che prevede la completa ristrutturazione a carico del costruttore Mezzaroma del Casale.

 
L’Amministrazione del Comune di Roma non ha fatto rispettare quel contratto e i lavori di ristrutturazione del casale, che dovevano essere completati nel marzo del 2013 con un impegno di oltre 2 milioni di euro, non sono mai cominciati

 
NEL PIENO RISPETTO DEL VINCOLO DI DESTINAZIONE AGRICOLA PREVISTO PER QUESTA ZONA DAL PIANO D’ASSETTO DEL PARCO DI VEIO, BORGHETTO SAN CARLO
DEVE ESSERE DESTINATO AD ATTIVITA’ DI INTERESSE PUBBLICO.

 
PRETENDIAMO L’IMMEDIATO AVVIO DEI LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE
E MASSIMA ATTENZIONE AL PROGETTO PRESENTATO AI RESPONSABILI DELL’AREA!

 
Venite al presidio dei terreni in Via Cassia 1450
PER RAGGIUNGERCI:
Linea FL3, fermata GIUSTINIANA (Trenino da Ostiense, San Pietro, Valle Aurelia in direzione Cesano)
Poi a piedi per un Kilometro in direzione Viterbo
oppure tre fermate dello 032
promosso dai giovani agricoltori del coordinamento romano per la definizione del progetto di gestione. Basta con la speculazione edilizia: dalla campagna romana lavoro e servizi innovativi per i cittadini !!

 
DOMENICA 12 MAGGIO, DALLE ORE 10 FINO A SERA, PARTECIPATE ALLA FESTA, PER VIVERE BORGHETTO … CON CIBO E MUSICA, ATTIVITà E DIBATTITI!!

giacomo lepri  agricoltura.coraggio@gmail.com


9 maggio 2013

Vignola, solstizio d'estate 2013

Solstizio d’Estate – Il momento della glorificazione sociale e riproduttiva nella società umana ed in natura

 

“Il Farsi Incontro. Qui l’incontrarsi delle forze celesti e terrestri è di grande importanza poiché, nel momento in cui il terrestre compare, mentre il celeste è al suo culmine (riferito alla massima espansione solare), tutte le cose si dispiegano al massimo della loro consistenza corporea, e l’oscuro non può nuocere al chiaro. Da questo incontro ne nasce una grande fioritura,  questo è dunque un tempo di grande qualità ed influenza”. (Richard Wilhelm)
C’è una precisa corrispondenza fra il periodo di gestazione che inizia in questo momento, in seguito alla copulazione fortunata di giugno, mese che  nella tradizione romana era dedicato ai matrimoni, e termina a marzo in corrispondenza con l’equinozio di primavera. Perciò questo momento è considerato   significativo per la manifestazione vitale.
Osservando inoltre la vita come progetto globale ed universale vediamo che oltre gli aspetti naturalistici della sessualità, spesso connessi alle stagioni,   potremmo  discutere anche degli aspetti fantastici ed  occulti sulla sessualità  extraplanetaria. In alcune teorie ad esempio si fa risalire la nascita della vita sulla terra alla fecondazione con germi venuti dallo spazio.  
“Tutto il pensiero mediterraneo è orbitato per millenni attorno alla concezione unitaria dell’Universo con la Vita. La realtà sensibile, concreta, stabile, impersonificata in oggetti solidi (i primi simboli della religiosità sono… sassi, pietre… posti nei luoghi di passaggio) fino alle statue dei “nostri” santi (il cattolicesimo è definito dai protestanti una manifestazione di idolatria) è strettamente interconnessa con la vita nelle sue manifestazioni essenziali. Corporeità, sangue, linfa, nascita, morte, sessualità” (Giorgio Vitali)
E’ importante sottolineare che solo poco tempo fa l’umanità ha preso coscienza che l’atto sessuale è strettamente legato con la natività.  Da qui il concetto di Grande Madre, che  simboleggia il rito della natura che rinasce senza posa e senza fine. Anche il cristianesimo primitivo, che si sviluppa inizialmente all’interno della Classicità, e con alcuni “spunti” mesopotamici mediati dalla setta naturista degli Esseni, era una religione olistica,  fino alla condanna senza remissione della sessualità, delle concezioni vitalistiche dell’Universo e del Multiverso..  ma… -come scriveva Nietzche- il peccato è proprio “questo!  Il Grande Gabriele D’Annunzio così affermava: “… non chi più soffre, ma chi più gode, conosce!”
Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana

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Di questo e simili temi se ne parlerà durante l'Incontro Collettivo Ecologista del Solstizio Estivo 2013, previsto a Vignola (Mo) il 22 e 23 giugno 2013.

 
 


8 maggio 2013

Poesie bioregionali da leggere a Vignola il 22 giugno 2013

Pensieri e poesie da leggere a Vignola, il 22 giugno 2013, alla Tavola Rotonda su bioregionalismo, ecologia profonda e spiritualità laica

 


Alla pioggia non si arrende,
al vento non si arrende,
alla neve e al caldo estivo non si arrende,
ha un fisico robusto.
Mai adirato,
non ha smanie,
sempre sereno e sorridente.
Ogni giorno mangia settanta grammi di riso integrale,
il miso e un po’ di verdura.
In tutti i casi
non bada a se stesso
per conoscere, capire
e non dimenticare.
Vive in una piccola capanna di paglia
all’ombra di un bosco di pini.
Se ad est c’è un bambino ammalato
va ad assisterlo,
se ad ovest c’è una madre stanca
va per portarle quei fasci di riso,
se a sud c’è un moribondo
va per dirgli di non avere paura,
se a nord c’è un litigio o un contenzioso
va a dire di lasciar perdere le cose insignificanti.
Quando è periodo di siccità piange,
quando è estate fredda cammina preoccupato.
Da tutti viene detto un sempliciotto,
non è mai lodato,
però non è nemmeno causa di sofferenza.
Io voglio diventare
una persona così.
(Miyazawa Kenji)

 
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..e qui presso l’antico crematorio si può udire l’eterno pianto:
oscuro, muto, grigio, orribile, incolore,
soffocato, inudibile, incomprensibile,
lo si sente nel cuore.
Non è come un pianto di tristezza.
Non ha alcuna sfumatura di dispiacere
né alcuno spasimo…
Nel mezzo di quel pianto sconosciuto s’innalza il canto di Kali!
Amo quell’Oscura Bellezza,
con i capelli arruffati, che seduce il mondo,
così io l’amo…
Quella nera amata risiede nel mio cuore!
(Avadhut)

 
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“Sì, è così, sempre più chiaro diventa. Vedo come quella “sinistra” quel deturpamento dello spirito nobile, quell’oscuro yin, tende a travolgere l’intelligenza e l’azione positiva, a volte autoreferenziale e non disponibile al dialogo futile, dello yang, della forza creatrice. Essa, forza oscura, l’altra parte della luce, si muove con estrema sottigliezza e subdolamente, ha un andamento mellifluo, si maschera da giustizia e da progresso. E’ la finanza amorfa che si oppone all’economia imprenditoriale, è l’astrazione e l’ideologia speculativa che trascina la concretezza e la capacità di risposta diretta in una diatriba di parole. E’ il femminismo osceno che porta in evidenza il corpo, cancellando allo stesso tempo la natura divina e prolifica del corpo, rendendo il corpo un campo del vizio e della trasgressione. E’ l’esuberanza religiosa di un papa che esibisce la compassione, si inchina davanti al carcerato e gli lava i piedi.. senza liberarlo anzi giustificando la sua pena ed il suo senso di colpa. Quante cose ho visto… ma non posso raccontarle tutte assieme né voglio… per non cadere nella trappola della “ragione”, nel meccanismo del “bene e del male”, nella direzione e separazione del “destra e sinistra”. Lascio le cose così appena accennate…”
(Paolo D’Arpini)

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Ruba a qualcuno la tua forsennata stanchezza
o gemma che trapassi il suono
col tuo respiro l’ombra che sta ferma
di fronte ad un porto di paura
quel trascendere il mito
come se fosse forzatamente azzurro
o chi senza abbandono
che non sanno che il pianto dei poeti
è solo canto.
Canto rubato al vecchio del portone
rubato al remo del rematore
alla ruota dell’ultimo carro
o pianto di ginestra
dove fioriva l’amatore immoto dalle turbe angosciose di declino
io sono l’acqua che si genuflette
davanti alla montagna del tuo amore.
Alda Merini

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“Supponete che una persona stia camminando al buio e che all’improvviso un cane cominci ad abbaiare rabbiosamente accanto a lui. Che accade? L’uomo accende la lampadina tascabile e si trova davanti un enorme serpente velenoso. Facendo attenzione può evitare le sue fauci velenose. In questo caso il cane dovrà essere considerato il suo guru oppure no? Si potrà certamente obiettare che il cane non ha abbaiato per rendere l’uomo cosciente, ma chi dà la Consapevo­lezza può presentarsi anche in forma di cane”
(Sri Anandamayi Ma)

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Scriveva Federico Nietzsche: “E’ col trionfo “ecumenico” cristiano (sventura dell’umanità, degli animali, del mondo) che si è realizzata una globale inversione dei valori. Tutto ciò che nel mondo pagano, tra i nostri padri contadini politeisti, era percepito in maniera retta, pulita, veritiera, si è velato e capovolto. Mai un antico avrebbe dato, per esempio, nome di “amore” all’odio o viceversa. La nera pretaglia sfruttatrice è proprio questo che impose, urbi et orbi. Così, per almeno mille anni essa torturò in nome del bene…”

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Il credere è statico, l’esperimentare è dinamico. Il credere è il risultato della memoria, l’esperimentare è il risultato di una azione. L’unica verità incontrovertibile è quella corroborata dalla propria esperienza personale… ma a meno che non si abbia una rivelazione diretta interiore affermare di credere in una religione è un esercizio mentale di volontà ed è privo di ogni sostanzialità. Cosa diversa, come detto sopra, nel caso di esperienza diretta o “realizzazione”. Ma siccome la “realizzazione” avviene nel Sé, possiamo tranquillamente affermare che la “verità intrinseca” è l’unica reale verità.. tutto il resto essendo semplice proiezione mentale” (Saul Arpino)
 

 
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Alcune brevi:
 
Ralph Waldo Emerson: La fiducia in se stessi è il principale segreto del successo…la quintessenza dell’eroismo.
Haneef Fatmi: L’intelligenza è quella facoltà del cervello grazie alla quale si percepisce l’ordine in una situazione precedentemente considerata disordinata.
Carl G. Jung: Riuscirete a vedere con chiarezza solo quando sarete in grado di guardare dentro il vostro cuore. Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia.
Thomas Carlyle: E’ un fatto matematico che se lascio cadere questo sassolino dalla mia mano il centro di gravità dell’Universo si altera.
Lewis Carroll: “Allora dovresti dire quello che pensi”, continuò la Lepre Marzolina. “Lo faccio sempre”, rispose Alice, “almeno penso quel che dico, che è la stessa cosa…no?” ”Non è la stessa cosa per niente! ” disse il Cappellaio, “Sarebbe come dire che…vedo ciò che mangio è la stessa cosa di  ..mangio ciò che vedo!”
 

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 "L’uomo è un essere naturale nella stessa misura in cui lo sono la pianta e l’animale.  Chi può negarlo, a parte il fantasticone cristiano, che ripone il suo onore più alto nell’ignorare le verità più evidenti, o nel sacrificarle per il bene della sua fede? Chi può strappare l’uomo dalla sua unità col mondo vegetale e animale? Chi può separare la storia culturale dell’umanità dalla storia culturale delle piante e degli animali? Chi può disconoscere che le piante e gli animali si modificano e si perfezionano con l’uomo come viceversa l’uomo con loro? Chi può gettare uno sgurdo anche solo fugace nelle mitologie e nelle religioni dei popoli senza scorgere sempre nella società degli dei e degli uomini animali e piante?" 
(LUDWIG FEUERBACH)

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 "Lo Spirito, che nel minerale si manifesta come fissità materiale, nella pianta come forma e nell’animale come psiche, nell’uomo sorge come pensiero: al grado di pensiero tuttavia, esso non ha la potenza che esprime come impronta nel cristallo, come forma nella pianta, come psiche istintiva nell’animale, ma consegue un’identità con sé, sia pure inizialmente riflessa, in cui comincia ad esprimere direttamente se stesso come Io. Compito del pensiero è realizzare al proprio livello l’identità con sé a cui lo Spirito rinuncia ai livelli della Natura, per esprimersi come struttura psichica, vitale e minerale." (Massimo Scaligero)

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 "Le circostanze della vita si formano non solo in seguito ad azioni concrete, ma anche per effetto del carattere dei pensieri di una persona.  Se avete un atteggiamento ostile nei confronti del mondo,  esso vi risponderà allo stesso modo. Se siete abituati ad esprimere perennemente insoddisfazione, avrete sempre più motivi per farlo. Se nei vostri rapporti con la realtà predomina il negativismo, il mondo sicuramente vi mostrerà i peggiori lati di sè. Al contrario, un atteggiamento positivo cambierà in meglio la vostra vita nel modo più naturale.  L’uomo ottiene sempre quello che sceglie. Così è la realtà delle cose , che vi piaccia o no…." (VADIM ZELAND)

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“Il farsi incontro. Qui l’incontrarsi delle forze celesti e terrestri è di grande importanza poiché, nel momento in cui il terrestre compare, mentre il celeste è al suo culmine (riferito alla massima espansione solare), tutte le cose si dispiegano al massimo della loro consistenza corporea, e l’oscuro non può nuocere al chiaro. Da questo incontro ne nasce una grande fioritura,  questo è dunque un tempo di grande qualità ed influenza”. (Richard Wilhelm)

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Equilibrio
Come potrei non meravigliarmi,
di questo divino, inconfutabile talento artistico che è la vita,
si fatta di meravigliosi e instabili equilibrismi.
Come potrei non guardare il cielo che accarezza la terra,
e come sua sposa, la conduce all’altare.
Come potrei non notare,
il vasto e silente rito, osservato ogni giorno dal mare,
si incastrano perfetti automatismi, dai percorsi dolenti
mi conducono, verso la montagna regale che,
mentre scende perspicace fino al mare,
osserva la natura e tace.
Come potrei non rimirare la collina,
che come una regina recluta a se i ruscelli, freschi di vita gettano acqua all’ombra dei vigneti.
Come potrei non raccontarvi dell’insolito e bizzarro incontro con un filo d’erba, semplicemente gli feci spazio nel piazzale di cemento dopo averlo calpestato alla radice e lui contento morì
Dove l’equilibrio è precario, ci sono uomini e donne che credono di essere gli autori ed i fautori del libro della vita
illusione follia la vita non si crea, essa genera se stess 
la vita non è illusione, né rabbia, né rassegnazione,
è arte e meraviglia.
(Annamaria Gaglioli)

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Massime  brevi:
«Nessuno può essere reso completamente schiavo più di coloro che credono falsamente di essere liberi.» Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832)
Dire che uno Stato non non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che un ingegnere non può costruire le strade per mancanza di chilometri  (E. Pound) 
La politica è l’azzuffarsi dei cani sull’osso del potere gettato loro dai banchieri. I politici hanno una loro etica. Tutta loro. Ed è una tacca più sotto di quella di un maniaco sessuale. (Woody Allen)
Dobbiamo imparare a fare le cose difficili, come disse Gianni Rodari in una delle sue ultime poesie: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco, liberare gli schiavi che si credono liberi.” (Mario Lodi)
 

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“Si parla tanto, in questo periodo, di riscoperta della sacralità della natura, ma tutto ciò ha un nome: spiritualità naturale o laica! E cosa è quest’ultima se non la visione spirituale di tutti coloro che si sentono parte indivisa della natura e del cosmo? Correttamente parlando la spiritualità laica non è una religione, non un concetto né un credo, ma un moto che parte dalla coscienza per integrarsi nella natura e con se stessi, proprio come fecero i nostri antenati durante i festeggiamenti del solstizio estivo, la cerimonia che sancisce l’inizio dell’estate, della maturazione delle messi, delle fresche abluzioni e del vivere il momento presente”.  
(P. D’A.)

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Il canto delle foglie
Ascoltami ora, ascoltami bene, è un breve momento!
Le foglie che parlano… mosse dal vento.
Di loro puoi sentire i discorsi ed i lamenti.
Ma sono altri che comandano: “i venti”!
Però la foglia ricorda, quando è stanca,
si stacca dal suo ramo e più non parla.
Cade pian piano sulla terra
la forza che la spinge
è sempre quella: il vento.
Ma lui di lei ha bisogno perché,
coi suoi suoni, la foglia fa l’accompagnamento.
(Franco Tonnarini)

 

 

 

 



 

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