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RETE BIOREGIONALE ITALIANA - La pratica del bioreregionalismo e dell'ecologia profonda
 
 
 
 
           
       

La Rete Bioregionale Italiana è ispirata dall'idea di Bioregione: aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che le abitano.
Una bioregione è un insieme di relazioni di cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.

Qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Daniela Spurio - Grafica e fotografa - Impaginatrice dei Quaderni di
Vita Bioregionale - "Viverecongioia Jesi" dhanil@live.it,

Giorgio Vitali, presidente Infoquadri, Referente per il Signoraggio monetario ed aspetti economici correlati. Email.  vitali.giorgio@yahoo.it, - Tel. 393.6542624 

Rita De Angelis ritadeangelis2@alice.it e cell. 3385234247 - ecologia casalinga

Antonella Pedicelli, docente di filosofia, residente a Monterotondo (Sabina Romana)Referente per rapporti con le scuole e interventi formativi di recupero e attenzione verso la cultura bioregionale. Email: hariatmakaurr@gmail.com 

Claudio Martinotti Doria, monferrino, storiografo e ricercatore di storia locale ed economica, saggista, ambientalista libertario e localista. Referente per le Politiche economico ecocompatibili. Email: claudio@gc-colibri.com  tel. 0142487408 - Sito web: http://www.cavalieredimonferrato.it

 Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Avv. Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers,
Via Sirtori, 56, 00149 Roma. Email:
vitmar@tiscali.it - Tel.
348.1317487 - Referente per l'ecologia nei consumi.

Caterina Regazzi
, medico veterinario Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti:
caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Fulvio Di Dio, residente ad Amelia (Terni), funzionario alla Regione
Lazio Assessorato Ambiente
. Email.
fulvio.didio@libero.it - Tel.
329.1244550. Referente per l'ecologia nelle aree urbane.

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: info@viverealtrimenti.com

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete. Referente per l'area comasca, ecovillaggio, ricerca spirituale. Recapito: 031.683431 ore serali.

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  -  blog (cliccare qui sotto): www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto!

Paolo D'Arpini, addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti) e di inviare una email di conferma a:  circolo.vegetariano@libero.it

 

 
 
 
 

 
21 gennaio 2015

Agricoltura biologica bioregionale

Salviamo l'Agricoltura con il biologico bioregionale




Abbiamo tutti i dati disponibili sui responsabili del fallimento delle
politiche agroambientali europee in Italia, miliardi di € stanziati
dal 1992 (e in forma obbligata e prioritaria dal 2000), per sostenere
le coltivazioni biologiche e la sostituzione dei pesticidi chimici in
agricoltura, ovvero la loro reale riduzione, obiettivo principali dei
regolamenti europei in materia.

Gli Agricoltori Biologici hanno diritto al pagamento dei mancati
ricavi (considerato un calo del 30% di rese), maggiori costi, più un
20% per i costi di transazione (burocrazie), più un 30% per azioni
d'area collettive che possano comportare un beneficio territoriale (ad
esempio nell'area del Lago Trasimeno, di interesse naturalistico
europeo strategico, che poteva godere anche di sussidi aggiuntivi
ulteriori, mai utilizzati). I riferimenti medi a superficie europei
sono di 600 €/ha per le colture erbacee e 900 €/ha per quelle arboree,
salvo possibilità di aumentare adeguatamente tali pagamenti per
colture particolarmente sensibili e costose (Orto-frutticole, Tabacco,
Ornamentali, Ulivi secolari, Vigneti di pregio, ecc.).

Soldi che, purtroppo, hanno invece sostenuto prima una falsa riduzione
dei Pesticidi (Reg. 2078/92) e poi una falsa Agricoltura Integrata (da
2000 al 2013), senza obbligo di utilizzo dei prodotti biologici
"sostitutivi dei pesticidi" chimici, come previsto dalla Decisione CE
del 30-12-1996 in materia di Produzione Integrata.

E, dopo 20 anni di disastro chimico e truffe agroambientali, dal 1
gennaio 2014 l'Agricoltura Integrata è diventata obbligatoria su tutto
il territorio nazionale con l'entrata in vigore del D. lgsl. 150/2012
che recepisce la Direttiva UE sull'uso sostenibile dei Pesticidi e non
potrà pertanto più godere dei pagamenti agroambientali, previsti per
impegni facoltativi a benefico ambientale e sanitario. Nonostante ciò
alcune regioni (Umbria, Toscana, ecc.) hanno aperto bandi
agroambientali nel 2014 per continuare a pagare l'agricoltura
"cosiddetta integrata".

Mentre i disciplinari di Agricoltura integrata, ancora oggi come da 20
anni, prevedono trattamenti chimici molto superiori al normale uso in
agricoltura convenzionale. Una truffa comunitaria, denunciata dagli
agricoltori Umbri alla Corte dei Conti dell'Umbria, nel 2001
(Procuratore Minerva) e alla Corte dei Conti UE nel 2007, al MIPAAF e
alla Commissione UE, con uno studio inviato dal sottoscritto che segue
la relazione durissima della stessa corte dei Conti UE sulla spesa
agroambientale (Rel. n. 3/2005).

Con segnalazioni ed esposti al Comando NAC, gia dal lontano 2001-2002,
alle Trasmissioni Report e ad Ambiente Italia negli stessi anni
2001-2002 e in svariate denunce pubbliche e convegni... fino ai giorni
nostri, laddove le colline in primavera, invece che verdi diventano
arancio, per l'uso assurdo dei disseccanti totali, che prima non si
utilizzavano in agricoltura. Mentre ora sono addirittura inseriti nei
disciplinari di Agricoltura Integrata con cui si prende il pagamento
europeo agroambientale (i soldi delle nostre tasse), con conseguenze
disastrose per la distruzione dell'humus dei terreni e le conseguenti
alluvioni per mancanza di trattenimento dell'acqua... fino al delirio
legislativo di autorizzarli per disseccare il Grano e gli altri
cereali prima della raccolta, in modo da avvelenare la base della
dieta Italica, provocando esplosioni di allergie, celiachia, tumori
dell'apparato digerente, leucemi e linfomi, ecc... causati dai residui
dei disseccanti stessi.

L'Italia, in tal modo, ha costantemente aumentato le vendite di
pesticidi chimici di sintesi negli ultimi 20 anni, acquistati spesso a
scontrino, da agricoltori che hanno percepito e continuano a percepire
pagamenti agroambientali, coperti e incentivati dai Sindacati
Agricoli, mentre l'agricoltura biologica ha visto ridurre i terreni
certificati (a fine conversione) di oltre il 20% negli ultimi 10 anni.
E l'incremento continuo dei residui chimici nelle acque superficiali e
profonde è il principale indicatore del risultato fallimentare e
negativo della politica agroambientale delle regioni e del ministero,
che rischiano una procedura d'infrazione comunitaria. Oltre alla
riduzione drammatica degli insetti impollinatori (Api), ...e degli
spermatozooi degli esseri umani, come ci ricorda il Dr. Luigi Montano.

Mentre i Sindacati Agricoli continuano a vivere in un conflitto di
interessi, essendo partecipi dei Consorzi agrari che vendono pesticidi
chimici, mentre decidono le politiche regionali agroambientali nei
cosiddetti Tavoli Verdi insieme alle regioni...

Invece di riconvertire i consorzi all'Agroecologia e vendere mezzi
tecnici biologici, supportati dai pagamenti agroambientali comunitari,
attuando una convergenza di interesse per il bene collettivo, che era
l'obiettivo della politica agroambientale europea, ndr.

Manca ancora la necessaria assistenza tecnica specialistica nella
difesa delle coltivazioni, nonostante sia finanziata dalla Comunità
europea con 1.500 € a consulenza aziendale dal 2007, mentre i tecnici
divulgatori agricoli han finito per diventare burocrati dei sindacati
stessi per le pratiche dei contributi europei, in concorrenza
(sleale?) nei confronti dei tecnici privati iscritti agli albi
professionali, non adeguatamente difesi dagli albi professionali.
Agroecologi che dovevano essere invece da guida per le politiche
agroambientali europee, prioritarie ed obbligatorie, assistendo in
maniera indipendetne gli agricoltori nella riconversione alle tecniche
biologiche.

Mentre i venditori di pesticidi (o i loro cosiddetti "tecnici
dipendenti") abusano della loro professione, consigliando direttamente
gli agricoltori sull'uso dei Pesticidi chimici di sintesi, senza la
necessaria prescrizione da parte di tecnici abilitati e indipendenti
dalla vendita dei pesticidi chimici, come previsto dalla circolare
MIPAAF sull'atto fitoiatrico.

E gli albi professionali, dopo un ventennio in cui sono stati a
guardare, sono ricorsi finalmente al TAR del Lazio... mentre per
comprare un semplice antibiotico bisogna andare dal veterinario.

Insomma mi pare ce ne sia abbastanza per un'indagine parlamentare e
una commissione d'inchiesta che metta un pò d'ordine in materia. Oltre
che per una denuncia alle Procure della Repubblica. Intanto, sono in
corso ricorsi ai TAR (degli agricoltori biologici in Toscana) e
appelli al Consiglio di Stato sulla materia agroambientale. Che
speriamo si concludano positivamente con il rimborso delle somme
percepite da chi ha praticato una falsa agricoltura integrata e per il
trasferimento dei fondi stessi verso chi si impegna nella
riconversione biologica, con commisurazione adeguata dei Pagamenti
Agroambientali corrrispondenti (oggi molto ridotti rispetto a quanto
previsto dalle norme UE).

Mentre i nostri figli hanno raggiunto il record mondiale dei tumori
dell'infanzia (OMS), con allergie su oltre 2 milioni di bambini e
l'aspettativa di vita sana Italiana è crollata di almeno 8 anni dal
2003 ad oggi (Eurostat). Con la spesa sanitaria che incide oggi per
oltre l'80% dei bilanci regionali (almeno 100 miliardi all'anno per
malattie degenerative, con conseguenze, purtroppo, spesso mortali)

I Pesticidi sono definiti dalla Dir. in materia di Uso sostenibile
come Pericolosi per la salute e rappresentano le principali concause
aggravanti della maggior parte delle patologie degenerative gravi,
come dimostrano auterevoli entità di ricerca (IARC Lione, Ist.
Oncologico Ramazzini - Bologna, ecc.).

E' troppo tardi ormai per essere pessimisti o catastrofisti... è solo
tempo di Agire.

Mentre si stanno decidendo in questi mesi i nuovi PSR Regionali, le
ricchissime finanziarie agricole che hanno a disposizione degli
agricoltori i fondi adeguati per riconvertire tutta l'Agricoltura
italiana al Biologico, e prevedono anche il pagamento di ulteriori
azioni a beneficio agroclimatico-ambientale (incremento dell'humus e
della biodiversità, riduzione della CO2, Siepi e alberature,
forestazioni e aree naturali, ecc.), dell'Assistenza Tecnica (1.500 €
per consulenza), per la formazione dei tecnici (200.000 € all'anno),
per la certificazione biologica (3.000 € ad azienda), per i giovani
agricoltori (70.000 € per ogni nuova partita iva), per Innovazioni e
Diffusione delle tecniche agroecologiche, per la promozione dei
prodotti agroalimentari biologici e la vendita diretta, per le
fattorie biologiche didattiche e sociali, per i progetti agroecologici
intercomunali dei GAL, per le Assicurazioni agevolate in agricoltura,
con rimborso del 65% dei costi delle polizze in caso di Assicurazioni
Mutualistiche tra gli agricoltori per la Difesa Biologica dalle
avversità (malattie e insetti dannosi, grandine ecc.) delle
coltivazioni, per gli investimenti agricoli e per l'informazione degli
agricoltori... oggi disinformati quasi su tutto in materia
agroecologica. E per i consulenti delle Regioni e del Ministero, che
dovrebbero essere esperti in materia agroambientale, obbligatoria,
prioritaria e trasversale su tutte le azioni previste dalla PAC per
l'Italia, che gode di oltre 50 miliardi di € (dal 2015 al 2020) e dai
Regolamenti Europei che finanziano i PSR (20 miliardi di € per
l'Italia).

Non perdiamo anche quest'ennesima occasione... sono esattamente 25
anni che ripetiamo le stesse cose.

Salviamo l'Agricoltura Italiana e soprattutto salviamo gli agricoltori
dal suicidio chimico, da altri premeditato...

Giuseppe Altieri


19 gennaio 2015

Proposte agricole bioregionali per la XXXI Festa dei Precursori - Treia dal 25 al 26 aprile 2015

Proposte agricole bioregionali per la XXXI Festa dei Precursori che si tiene a Treia dal 25 al 26 aprile 2015

1. Non mangiare carne ed alimenti d’origine animale se non di allevamenti biologici ed al massimo una volta alla settimana, o meglio, al mese. In fondo è molto meglio essere vegetariani… si diventa più sereni e, soprattutto in pace con la “coscienza planetaria”, si corre di più nello sport e si fa anche meglio l’amore, vivendo più a lungo. Ovviamente con varietà e fantasia, a tavola come in tutto il resto. L’alimentazione a prevalenza vegetariana oggi si impone come atto di civiltà e rispetto della Natura del pianeta Terra e dev’essere la prima risposta dell’Istinto di sopravvivenza della specie Umana.

2. Trasformare gli allevamenti industriali in biologici, pertanto, utilizzando i pagamenti europei stanziati per il benessere animale, ovvero 500 € per Unità Bovina Adulta, a disposizione delle Finanziarie agricole Regionali, i Piani di Sviluppo Rurale, elaborati troppo spesso di nascosto, mentre le norme prevedono la Massima concertazione e discussione popolare.

3. Nel contempo è necessario interrompere il sostegno agli allevamenti industriali, oggi calcolato sul numero di capi venduti o sulle quote di latte prodotto, che dissangua le finanze europee per sostenere ormai solo il mercato dei mangimi e dei farmaci, essendo gli allevatori in perdita netta. Spostando tali immense risorse sulla Zootecnia Biologica, che in un paese civile dovrebbe essere semplicemente obbligatoria, non foss’altro per la sofferenza degli animali allevati in veri e propri lager o in gabbie (…e di coloro che se li mangeranno).

4. Con una moratoria mondiale, a partire dall’Italia, fermare gli OGM e i brevetti sulla materia vivente, che rendono gli agricoltori “tossicodipendenti” delle Multinazionali, le quali vendono semi e pesticidi collegati, ritirando i raccolti a prezzi da fame. Mentre i commercianti locali e le banche acquisiscono i terreni degli agricoltori per ripianare i debiti.

5. Vietare l’uso di Pesticidi e di concimi chimici che distruggono i terreni, oggi ormai inutili, in quanto sostituibili con tecniche biologiche. Anche in base al Reg. Cee “Reach” ed ai diritti costituzionali inviolabili alla salute, alla salubrità dell’ambiente ed al progresso dell’agricoltura (Art 32, 9, 44 della Costituzione Italiana). A partire dai Sindaci che possono, in qualità di responsabili della salute pubblica, dichiarare i territori Biologici e liberi da OGM (vietandone il commercio oltre che la coltivazione).

6. E’ necessario Utilizzare immediatamente al meglio le risorse economiche previste dai regolamenti europei “agroambientali” Sono a disposizione circa 200 miliardi di € in Europa per i PSR Regionali, una cifra enorme sufficiente a riconvertire in biologico la gran parte dell’Agricoltura Europea. In Italia, con la riforma medio termine della PAC, abbiamo circa 25 miliardi di € disponibili, con priorità e obbligatorietà per l’agricoltura Biologica (nelle misure agroambientali, che possono interessare fino al 70% del bilancio complessivo dei Piani di Sviluppo Rurale regionali.

Prof. Giuseppe Altieri, agroecologo



4 giugno 2014

No all'abbattimento indiscriminato... La xilella degli ulivi non è mortale...

Salento - Dalla UE imposte "cure radicali" per gli ulivi malati di Xilella

 

Come dire:  "Avete le piattole? Tagliatevi le palle..." (Saul Arpino)

Non serve a nulla distruggere gli ulivi, la Xilella, come tutte le altre patologie dell'ulivo, dovute all'abbandono e all'uso indiscriminato di disseccanti, antilombrichi !!! (ovviamente vietati) e pesticidi, si curano con un programma di gestione Agroeco-Biologica degli uliveti secolari, come dimostrano le aziende biologiche della zona, che non manifestano sintomi di xilella ne di altre batteriosi o parassiti a livello patologico di danno economico

E' necessario attivare al più presto u programma dimostrativo di innovazione Agroecologica in Olivicoltura (mis 124 del PSR Puglia) e / o supportato dai fondi della rete Rurale Nazionale de MIPAAF, al quale parallelamente affiancare misure agroambientali ad hoc a sostegno dell'Ulivicoltura Biologica, con fondi aggiuntivi per gli ulivi secolari

L'Europa non può imporre alla regione Puglia di distruggere i propri Ulivi, simbolo millenario di civiltà e cultura.

Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo


Xylella fastidiosa, l’Ue ha deciso. Nel Salento altri uliveti a ferro e fuoco. 

 
mappa degli uliveti da abbattere in Puglia

 
Saranno messi a ferro e fuoco altri uliveti della Puglia: sono situati attorno a Gallipoli e in cinque aree, molto più piccole, della provincia di Lecce. Il collage riassume la situazione, le mappe dettagliate sono nella fotogallery dopo il “continua”. E’ questa la reale portata delle “rafforzate misure di prevenzione” varate ieri dall’Unione Europea contro la Xylella fastisiosail batterio che danneggia gli ulivi e sul cui arrivo nel Salento la magistratura ha aperto un’indagine. Bisogna scavare a fondo per realizzare che l’Ue ha deciso l’abbattimento di numerosi ulivi pu rsenza esplicitarlo: ma di questo esattamente si tratta.
I punti di partenza sono i comunicati stampa diffusi ieri dalla rappresentanza in Italia della Commissione Europea e dalla stessa Commissione Europea, che nel dispaccio riassuntivo delle sue decisioni ha dedicato un paragrafo alla Xylella. Tutti e due i comunicati dicono la stessa cosa: approvate misure per contrastare il batterio e per prevenire la sua diffusione.
Per capire di quali misure concretamente si tratti, bisogna leggere un terzo comunicato stampa, diffuso  dalla Regione Puglia. In sostanza, restrizioni agli spostamenti di alcune varietà di piante cresciute in vivai situati nelle zone infette dalla Xylella e nelle limitrofe zone tampone. Inoltre – e qui cominciamo ad avvicinarci al punto – “per la zona focolaio è prevista la eliminazione delle piante infette e la distruzione in situ del materiale che potrebbe contribuire alla diffusione del batterio”.
Ma dove sono le “zone focolaio” in cui gli ulivi malati saranno abbattuti? Come dice il comunicato stampa, esse sono state individuate il 18 aprile scorso da una determinazione regionale. Essa peraltro rimanda ad un “Allegato A” in cui le aree vengono finalmente definite, e che è disponibile soltanto scaricando sul proprio computer la versione integrale del bollettino ufficiale numero 59 della Regione Puglia.

Forum Ambiente Saluteforumambientesalute@gmail.com


24 marzo 2014

La natura trionfa contro gli OGM

Natura versus OGM - Un insetto vince contro la Monsanto

 

Altro motivo per bandire gli OGM: non funzionano !!!

Un insetto ha imparato a mangiare i campi di mais Ogm

 
diabrotica del mais

 

 
Nei campi degli Stati Uniti una bestiolina sta facendo secco (letteralmente) il mais Ogm studiato apposta per resisterle. Ricordate la diabrotica (foto), l’insetto che ha imparato a fare marameo ai campi di mais geneticamente modificato della Monsanto? Ebbene, ora la diabrotica è andata oltre. E’ in grado di mangiare (e danneggiare) anche le varietà di mais Ogm commercializzate da altri colossi dell’agrochimica quali Syngenta e DuPont

Lo certifica 
un articolo pubblicato pochi giorni fa dal Pnas: il bollettino dell’Accademia delle Scienze statunitense, mica il ciclostilato dei centri sociali.

Un passo indietro per capire. I mais Ogm che devono alzare bandiera bianca di fronte all’assalto della diabrotica hanno una cosa in comune. Il loro patrimonio genetico è stato manipolato in laboratorio inserendovi un frammento di patrimonio genetico del 
Bacillus thuringiensis, un batterio in grado di produrre sostanze insetticide. Sono cioè mais Ogm Bt. Esistono vari tipi di mais Ogm Bt, ciascuno dei quali è in grado di produrre una diversa sostanza insetticida.

La diabrotica (
Diabrotica virgifera virgifera) è un insetto presente anche in Italia che depone le uova nel terreno: le piante mangiano le radici del mais. Gli adulti, nella seconda metà dell’estate, ne mangiano le foglie. Già da alcuni anni è nota l’esistenza di ceppi di diabrotica in grado di banchettare su piante di mais Ogm che esprimono tossina insetticida Cry3Bb1, come ad esempio la varietà Mon 863 della Monsanto.

La novità riportata dal Pnas è la scoperta di ceppi di diabrotica resistenti anche ad una diversa tossina insetticida, che viene chiamata mCry3A e che è propria di altri tipi di mais Ogm Bt: 
quil’elenco completo; seguendo il link si nota che soltanto pochi sono stati approvati per la coltivazione e appartengono appunto a Syngenta e DuPont. Non a Monsanto.

Sempre sul Pnas si legge che la resistenza alle due tossine insetticide è presente contemporaneamente negli stessi ceppi di diabrotica. Ossia, sono stati trovati insetti in grado di mangiare sia mais Ogm che produce la tossina Cry3Bb1 sia mais Ogm che produce la tossina mCry3A.

Fin qui le notizie. Le considerazioni? Principalmente una: l’agricoltura che punta sugli Ogm è un’agricoltura di retroguardia. Negli Usa è il modello dominante da una ventina di anni; questo breve lasso di tempo ha consentito alla diabrotica di vincere. Del resto, la diabrotica non aveva scelta: o adattarsi e resistere alle tossine insetticide prodotte dalle piante, o perire.

Si è adattata. Per la cronaca, tradizionalmente la diabrotica viene combattuta con la rotazione delle colture: le uova vengono deposte nel terreno, le larve mangiano le radici del mais e se invece trovano quelle di un’altra pianta muoiono semplicemente di fame. E’ una tecnica in uso da secoli e funziona tuttora.

Prof. Giuseppe Altieri


12 gennaio 2014

Riconversione biologica dell'agricoltura

 

Riconversione biologica dell'agricoltura e non OGM, disseccanti e pesticidi



E' necessario un immediato programma territoriale di riconversione biologica dell'Agricoltura, a partire dal Simbolo del Salento e della Cultura Mediterranea: "l'Ulivo Sacro Millenario"... Immortale. (vedi:   http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?18919)

Che andrebbe sostenuto dai Pagamenti Agroambientali Europei attraverso i Piani Regionali di Sviluppo Rurale. Miliardi di € che spesso tornano indietro a Bruxelles o non arrivano agli agricoltori che potrebbero tutelare la nostra salute (...e la propria in primis...), l'ambiente, la Bodiversità, attraverso l'Agricoltura Biologica Tradizionale, 100% agroecologica, 100% made in Italy e 100% libera da OGM...

Mentre ancora oggi molte regioni italiane sovvenzionano con quei fondi una falsa agricoltura integrata che prevede uso di pesticidi a volontà e addirittura dissecanti chimici, pericolosissimi per la salute, che inquinano le falde potabili e devastano territori e paesaggi (colorazione Arancio di erba morta)... e la biodiversità (microrganismi utili del terreno, erbe salutari, insetti utili, uccelli e mammiferi, ecc...).

Predisponendo i territori alle alluvioni a causa della perdita dell'Humus, base della fertilità e sostanza che trattiene acqua fino a 10 volte il suo peso, acqua che così scorre a valle provocando morte e distruzione...  e Miliardi di danni.

Mentre l'atmosfera si riempie di anidride carbonica e vapore acqueo, proprio a causa della distruzione dell'humus e delle erbe fotosintetiche, oltre che per la follia degli allevamenti industriali di animali che oggi mangiano alimenti a base di Pesticidi ed OGM (che si accumulano nelle carni), almeno come 20 miliardi di esseri Umani... prima causa dell'effetto serra per la produzione di CO2, Metano, Ossidi di Azoto, Vapore Acqueo e sprechi energetici pazzeschi... (vedasi il film Home a link: http://www.youtube.com/watch?v=I1fQ-3-CEFg )

Fermiamoci... è già troppo tardi... troppo tardi per essere Pessimisti.
L'Italia, ad esempio, ha il triste primato mondiale dei tumori dell'Infanzia...

Stiamo distruggendo il nostro futuro in modo irreversibile... la salute dei Bambini.  Le soluzioni sono semplici ed efficaci e renderebbero gli agricoltori biologici e l'Italia più ricca e sana che mai.

Un esempio da mettere in primo piano per Expò 2015.
Agroecologia: nella Tradizione... l'Innovazione. A partire dal Recupero delle conoscenze smarrite.

Superando i conflitti di interesse, per la convergenza degli interessi di tutti... nessuno escluso.

Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo



25 maggio 2013

Regione Umbria - Avvelenamento del grano "per legge"

Umbria, avvelenamento del grano "per legge"

 

Incredibile e indecente: La regione Umbria raddoppia la deroga ad usare pesticidi sul Grano !! 

Il terreno dove si coltiva il Grano viene prima disseccato ... poi il grano si ammala... e poi lo si avvelena.... e si incassa anche il Pagamento agroambientale per l'Agricoltura (dis)Integrata...

Fermiamo queste deroghe con ricorsi al TAR e interventi Parlamentari urgenti.

Premessa
quest'anno le multinazionali avevano venduto pochi diserbanti fino a marzo... perché pioveva sempre e si è seminato poco grano e non si riusciva a entrare sui campi per diserbare...

Ora, però,  si stanno rifacendo ampiamente, con continui trattamenti chimici sul grano assolutamente inutili,  chissà che anche quest'anno non battano il record di vendite di pesticidi chimici in Italia, come accade da decenni...

Deroghe all'avvelenamento del Grano
Basta un'azienda che chiede la deroga (vedasi  norma bollettino ufficiale regionale) e la regione autorizza i trattamenti su tutto il territorio.

Quando li arrestiamo per avvelenamento della base della dieta Umana?

Il grano... avvelenato, dopo essere stato disseccato il terreno prima della semina... causa scatenante della Fusariosi, come dimostrano le ricerche in USA sulla fusariosi, per cui poi si concedono le deroghe a usare pesticidi pericolosissimi per la salute umana ed animale...

L'Italia ha raggiunto il record mondiale dei tumori dell'infanzia e l'aspettativa di vita sana è crollata di oltre 10 anni dal 2004...
sicuramente i Pesticidi sono principale concausa aggravante di tale decadimento della salute umana in Italia


Prof. Giuseppe Altieri, agroecologo

 

..........................

DIREZIONE REGIONALE RISORSA UMBRIA. FEDERALISMO, RISORSE FINANZIARIE, UMANE E STRUMENTALI - SERVIZIO SERVIZIO FITOSANITARIO REGIONALE - DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE 9 maggio 2013, n. 2982.
 
Deroga al limite di impiego di prodotti fitosanitari su frumento per il controllo della fusariosi e integrazione linee guida nazionali difesa integrata e controllo delle infestanti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 36


24 aprile 2013

Umbria - No all'uso di veleni in agricoltura

Giuseppe Altieri: "Umbria. No all'uso di pesticidi ed altre sostanze chimiche nocive in agricoltura..."

 

Dipinto di Franco Farina


Agli organi istituzionali competenti
al fine di effettuare adeguate indagini

Le linee guida per la produzione integrata, attraverso cui vengono erogate enormi risorse dei pagamenti agroambientali europei attraverso le mis 214 del PSR Regionale Umbro (lo stesso vale per le altre regioni, ndr), prevedono l'uso prioritario dei mezzi tecnici biologici, come Rame e Zolfo, per la cura delle patologie vegetali dei cereali, tra l'altro efficaci s non migliori dei prodotti chimici 
Questi ultimi, purtroppo, vengono invece autorizzati, come tutti gli anni, dal "Derogatore" di professione locale Dr.Natalini della regione Umbria e dai suoi dirigenti (ed Assessore), pur non essendo previsti nei disciplinari di Produzione Integrata dei frumenti duro e tenero.
Inoltre, nella produzione integrata dovrebbe essere prevista la scelta prioritaria di varietà "resistenti" alle fitopatie... cosa spesso non applicata in quanto gli agricoltori preferiscono puntare alla quantità di produzione, trascurando la resistenza varietale... nonchè la rotazione, anche questa talvolta derogata per cause climatiche

Dai disciplinari di produzione integrata regione Umbria, redatti sulle linee guida nazionali del MIPAAF... rileviamo infatti

...(omissis)...
DIFESA FITOSANITARIA
2.1 OBIETTIVI
Nell’ambito di un’agricoltura sostenibile, la difesa fitosanitaria integrata deve avere come obiettivo
prioritario la riduzione dell’impiego dei principi attivi, i quali devono essere scelti, tra quelli che
garantiscono una efficace protezione delle colture, in funzione del minor impatto nei confronti dell’uomo
e dell’ambiente. Il ricorso ai fitofarmaci dovrà essere inoltre limitato mediante l’applicazione di mezzi di
difesa alternativi (agronomici, fisici, genetici, biologici) e, quando disponibili, di modelli previsionali,
privilegiando quando possibile la prevenzione.... (e la prevenzione si fa col rame e non coi prodotti chimici sistemici, ndr..)
.... omissis...
Possono essere utilizzate tutte le sostanze attive previste dal Reg. (CE) n. 834/2007(Agricoltura Biologica, ndr) e successive
modifiche a condizione che siano regolarmente registrate in Italia per la coltura e per l’avversità con
eccezione di quelle classificate come T (tossici) e T+ (molto tossici) che potranno essere utilizzate solo
se specificatamente indicate nelle norme tecniche di coltura.
...omissis)..
DEROGHE ALLE NORME DEI DISCIPLINARI DI AGRICOLTURA INTEGRATA
Le aziende, in seguito al verificarsi di avversità biotiche ed abiotiche possono richiedere particolari
deroghe al Servizio Tecnico Agronomico della Regione Umbria , per impieghi di trattamenti fitosanitari
non previsti dai disciplinari in oggetto. Le deroghe verranno concesse a seguito di specifica richiesta scritta
dell’azienda o di tecnici delegati contenente le seguenti indicazioni:
?? intestazione ed ubicazione dell’azienda o dell’area interessata;
?? la coltura o i gruppi di colture per le quali si richiede la deroga;
?? l’avversità;
?? le motivazioni che giustificano l’intervento;
Il servizio preposto provvederà tempestivamente alla risposta e comunque non oltre tre giorni lavorativi
successivi alla data di ricevimento, riservandosi la possibilità di eseguire sopralluoghi per accertare la
necessità dell’intervento. 
Nel caso di deroghe a valenza territoriale, il Servizio tecnico agronomico
provvederà all’inserimento delle stesse nei relativi bollettini fitosanitari con l’individuazione dell’ambito
territoriale nel quale si potranno applicare.
...omissis...
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Ora, però
Come ogni anno, da circa un decennio, si "approfitta" della richiesta di deroga da parte di un Agricoltore, in questo caso il signor Spazzoni titolare Az Agricola la Pescara..., commerciante di grano internazionale e credo anche di agrofarmaci chimici (... cosa da verificare... ha anche un figlio titolare di azienda agricola...)... 
(mi sembra che anche in anni passati fu lo Spazzoni a chiedere deroghe all'uso di prodotti chimici di sintesi sui cereali, ma non ne sono sicurissimo....)
...laddove vengono rilevati sintomi di un malattia (Septoriosi) del Grano ... (malattia praticamente  inesistente fino a dieci anni fa in Umbria)
per autorizzare trattamenti chimici con diversi principi attivi di sintesi...

...per una malattia che potrebbe essere prevenuta con prodotti rameici innocui per la salute, (prodotti tra l'altro molto più economici di quelli chimici di sintesi)...
che possono essere usati in maniera preventiva  con la Concia del Seme (che, invece, viene effettuata anche essa con prodotti chimici pericolosi per l'ambiente e di scarsa efficacia, come dimostrano i continui attacchi successivi dei patogeni in primavera...) 
...e sul campo nella fase dell'inizio levata...
 in particolare i prodotti biologici rameici ad assorbimento, combinati con zolfo, in forma liquida, 
o sotto forma di Polvere di zolfo Ramata al 5 -10%.... 
...ma anche alla comparsa dei primi sintomi, per proteggere le ultime foglie e la spiga, le più importanti per la produttività del grano... con grande efficacia, come possono confermare molti agricoltori biologici locali

Inoltre, e questa è la cosa grave, 
 sulla base della presenza di septoriosi su una azienda che chiede la deroga a utilizzare prodotti chimici di sintesi, senza applicare prioritariamente le tecniche biologiche suddette previste dai disciplinari, nella parte generale, ma non scritte nella scheda colturale, dove c'è scritto solo che per tale fitopatia non sono previsti internventi e che solo la regione può attivare la Deroga in  caso di patologie presenti... (a proposito... ma nel disciplinare non c'è scritto che si doveva privilegiare la prevenzione? ...ma quando ci sono i sintomi la malattia è gia in atto... non è tardi?)...

...I tecnici e i dirigenti della regione umbria autorizzano l'impiego di diversi pesticidi chimici sintetici in Tutta la regione (vedasi allegata comunicazione ufficiale ricevuta dall'Albo Agronomi di perugia ieri pomeriggio con bollettino ufficiale regionale), in deroga ai disciplinari di produzione integrata, senza dare priorità all'uso del rame e dello zolfo, previsti dal disciplinare... principi attivi da privilegiare in quanto non pericolosi e sicuramente meno tossici di quelli chimici...
Ma in tal modo si avvelena il grano (base della dieta italica) di tutta la regione... anche se probabilmente i residui chimici rientrano nelle "norme di legge"...

Seguendo questa prassi gli agricoltori percepiscono il pagamento agroambientale...
in fondo per comprare pesticidi... 
il cui uso in italia è andato sempre crescendo grazie a tali escamotage, che hanno portato a un risultato agroambientale negativo; 
e che definire truffe è riduttivo in quanto trattasi di danni reiterati e dolosi per l'ambiente e la salute umana ed animale, per cui il Dr. Natalini è stato più volte diffidato dal sottoscritto...

Dal unto di vista scientifico agroecologico, oltre che normativo...
...invece di consigliare gli agricoltori un intervento con zolfo e rame prima che il grano cresca in primavera, consentando in tal modo di non avere attacchi di patogeni, evitando di inquinare l'ambiente...
...si aspetta che inizino i primi sintomi delle malattie per poi, con gli agricoltori spaventati per la paura di perdere i raccolti, autorizzare in porcedura di deroga, fungicidi chimici, i quali:
1. non risolvono assolutamente il problema in quanto il danno è per lo più ormai fatto
2. inquinano l'ambiente
3. danneggiano la salute degli operai agricoli e dei consumatori
4. danneggiano il grano che potete vedere è tutta calpestato con righe lungo i campi per le ruote dei trattori, con conseguenti perdite sul raccolto... spesso anche con trattamento chimico ripetuto sotto la spigatura...
5. comportano spese notevoli e molto maggiori per gli agricoltori, rispetto al trattamento di zolfo e rame preventivo...
insomma un vero e proprio disastro Agroecologico e sanitario (rispetto soprattutto al recente D.lgs. n. 150 del 14 agosto 2012 sull'uso sostenibile degli agrofarmaci)
Ben architettato dai funzionari dei serrvizi fitosanitari regionali, come il Dr. Natalini della Regione Umbria e altri suoi colleghi in tutta Italia, credo...( bisognerebbe verificare il regime di deroghe nelle altre regioni)
Inoltre
I disciplinari di agricoltura integrata rappresentano una vera  truffa Comunitaria e non sono nemmeno controlalbili ne verificabili... in quanto basati su semplici e presunte riduzioni di inputs chimici, con previsioni di interventi ammessi spesso molto superiori al normale uso nell'agricoltura convenzionale... e più volte censurate dalla Corte dei Conti UE

 
A seguire, anche una mia nota inviata a suo tempo alla Federbio e ai referenti ministeriali e regionali,
sull'avvelenamento dei cereali in Italia, a cominciare dal seme 
(con allegata la nota informativa della Coldiretti Piemonte, effettuata con finanziamenti del PSR Piemonte ... mis 111 ...comunicazione e assistenza..., ndr... che indica la concia chimica del seme, invece di quella biologica )


 
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in tal modo da diversi anni si iniziato a trattare il grano con prodotti chimici cosa che nessuno faceva prima dei programmi agroambientali europei, come da statistiche nazionali...

Proprio un bel servizio all'Ambiente alla salute e, soprattutto alle Multinazionali del settore chimico agrofarmaceutico
Prof. Giuseppe Altieri


 

 
Regione Umbria
Giunta Regionale

 
DIREZIONE REGIONALE RISORSA UMBRIA. FEDERALISMO, RISORSE FINANZIARIE, UMANE E STRUMENTALI
Servizio Servizio fitosanitario regionale

 

 

 

 
DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE

 

 
N. 2061  DEL  08/04/2013

 

 
OGGETTO:  
Disciplinare riguardante la difesa fitosanitaria e controllo delle infestanti. Deroga al  limite di impiego di prodotti fitosanitari su frumento per il controllo della septoriosi. 

 
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, 165 e sue successive modifiche ed integrazioni;
Vista la legge regionale 1 febbraio 2005, n. 2 e i successivi regolamenti di organizzazione, attuativi della stessa;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241 e sue successive modifiche ed integrazioni;
Vista la legge regionale 9 agosto 1991, n. 21; 
Visto il Regolamento interno di questa Giunta;
Vista  la Determinazione Dirigenziale n. 1706, del 25 marzo 2013, con cui è stato approvato   il “Disciplinare di produzione integrata della Regione Umbria. Sezione- Difesa fitosanitaria e controllo delle infestanti. Annualità 2013” che, al Capitolo “Indicazioni e norme generali”, al paragrafo 11) “Deroghe alle norme dei disciplinari di agricoltura integrata”  prevede  la possibilità di concessione, da parte del Servizio Fitosanitario Regionale (SFR), di deroghe alle limitazioni di impiego di fitofarmaci nella lotta alle patologie delle colture;
Vista la richiesta di deroga inoltrata dalla seguente azienda a seguito di attacchi di   patogeni fungini su frumento duro:
Soc. Agricola La Pescara di Spazzoni Giuseppe e c. s.a.s. voc. Stazione Fraz. Crocefisso 06059 Todi (PG) N. Prot. 0044986 del 27.03.2013;
Preso atto che in data 28.03.2013 l’ Ispettore fitosanitario Dr Giovanni  Natalini ha effettuato un sopralluogo presso la suddetta azienda constatando la presenza di attacchi diffusi di septoriosi ; 
Tenuto conto del recente e particolare andamento climatico che ha fortemente condizionato la coltura del frumento dal punto di vista agronomico e fitosanitario;
Viste, altresì, le ulteriori richieste  di sopralluogo per accertare la presenza di septoriosi su  coltivazioni di frumento, si reputa opportuno intervenire nei confronti della septoriosi su tutto il territorio regionale , impiegando le sostanze attive (s.a.) indicate nelle relative linee guida nazionali 2012/2013,  secondo le indicazioni riportate in tabella:

 

 
Coltura
s.a.
Avversità 
Note e limitazioni
Frumento duro e tenero
Azoxystrobin

 
Propiconazolo

 
Tetraconazolo

 
(Ciproconazolo+Procloraz) (1)

 
Picoxystrobin

 
Pyraclostrobin
Septoriosi
 Stagonospora nodorum
Septoria tritici
Interventi da effettuarsi in presenza di attacchi diffusi alla fase fenologica di inizio levata.
Possibile una miscela tra le s.a. indicate.
Indipendentemente dall’ avversità al massimo 2 interventi anticrittogamici all’ anno

 
(1) Solo in formulazioni Nc e Xi

 
Il Dirigente

 
D E T E R M I N A
1. di autorizzare, in deroga alle limitazioni stabilite nel disciplinare di agricoltura integrata approvato con D.D.  n. 1706, del 25 marzo 2013, i trattamenti fitosanitari su frumento tenero e duro su tutto il territorio regionale con le modalità indicate nella tabella :

 
Coltura
s.a.
Avversità 
Note e limitazioni
Frumento duro e tenero
Azoxystrobin

 
Propiconazolo

 
Tetraconazolo

 
(Ciproconazolo+Procloraz)
(1)
Picoxystrobin

 
Pyraclostrobin
Septoriosi
 Septoria tritici, Stagonospora nodorum

 
Interventi da effettuarsi in presenza di attacchi diffusi in corrispondenza della fase fenologica di inizio levata.
Possibile una miscela tra le s.a. indicate.
Indipendentemente dall’ avversità al massimo 2 interventi anticrittogamici all’ anno
(1) Solo in formulazioni Nc e Xi

 

 
2. di notificare il presente provvedimento alle Ditte:
-Soc. Agricola La Pescara di Spazzoni Giuseppe e c. s.a.s. voc. Stazione Fraz. Crocefisso 06059 Todi (PG);
-Molini Popolari Riuniti Ellera Umbertide , V. Repubblica 6 Umbertide, per la successiva trasmissione alle Aziende agrarie interessate;
3. di disporre, altresì, la pubblicazione del presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale della Regione e sul sito Internet della Regione nella parte riguardante il Servizio fitosanitario regionale dell’ area tematica Agricoltura;
4. di dichiarare che l'atto è immediatamente efficace.

 
 

 

 
Perugia lì 08/04/2013
L’Istruttore
Giovanni Natalini

 
Istruttoria firmata  ai sensi dell’ art. 23-ter del Codice dell’Amministrazione digitale

 

 

 
Perugia lì 08/04/2013
Si attesta la regolarità tecnica e amministrativa
Il Responsabile

 
Giovanni Natalini

 
Parere apposto ai sensi dell’ art. 23-ter del Codice dell’Amministrazione digitale

 

 

 
 

 
Perugia lì 08/04/2013
Il Dirigente 
Paolo Pergolari

 
Documento firmato digitalmente ai sensi del d.l.g.s. 7 marzo 2005, n.82, art. 21 comma 2
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 

Oggetto:  Prof.  Altieri al Direttivo FEDERBIO-UPBIO. Nota tecnica: avvelenamento Semi di cereali e coltivazioni (con sostegno dei fondi agroambientali). All.to Pubblicità Coldiretti Piemonte PSR - Mis 111
Si richiede di trasmettere alle commissioni competenti Mnisteriali, Regionali e della Commissione UE
e di adoperarsi per immediato ricorso alla corte dei Conti  e nelle altre sedi competenti
Si segnala la possibilità di istituire una causa per danni professionali, ambientali e sanitari nei confronti delle rappresentanze sindacali agricole italiane, che hanno manipolato da almeno un decennio, i recepimenti dei programmi agroambientali e in generale dei PSR regionali, negando  le priorità agroambientali, chiaremente richieste dai regolamenti comunitari di riferimento e ostacolando la riconversione biologica dell'agricoltura italiana
saluti
Giuseppe Altieri


2 aprile 2013

Chiesto referendum contro la peste OGM

“OGM, solo il M5S ci può salvare dalla peste, promuovendo un referendum nazionale” Lettera di Giuseppe Altieri, agro-ecologo

 
 

Domanda: Caro Giuseppe Altieri, mi chiamo Caterina, sono la compagna di Paolo D’Arpini, ho letto sul Giornaletto di Saul la storia che sarebbero arrivati in Italia non so quanti sacchi di sementi di granturco OGM da seminare quest’anno, sembrerebbe quasi una bufala, non ho trovato notizie attendibili. Tu ne sai qualcosa?
Grazie e ciao, Caterina Regazzi

……………….

Risposta: Sicuramente girano mais contaminati da OGM… l’anno scorso han trovato campi anche nel Lazio ARSIAL…
Bisogna fermarli con la clausola di salvaguardia e/o una legge nazionale ad Hoc.Ho incontrato 6 parlamentari del Movimento 5 Stelle al Senato, gli ho scritto diversi documenti ed ho incontrato anche il Comando della Forestale per i Controlli

Bisogna che i ragazzi a 5 stelle ci sostengano un gruppo di lavoro tecnico giuridico… gli girano intorno quelli di Mario Capanna (fondazione dei diritti genetici… che furono d’accordo con le tolleranze di Ogm anche nel biologico… …traditori dei benefattori….)
Dobbiamo star vicino agli onorevoli a 5 stelle che hanno buona volontà ma non conoscono bene la materia
Guardate su you tube il convegno che abbiamo fatto a firenze per il M5S “siamo tutti cavie OGM”… c’era anche il signor Fidenato che vuole seminare OGM… dura tre ore….abbiamo detto moltissimo e Fidenato non sapeva come risponderci…

La questione si affronta con un a legge nazionale in quanto la nostra costituzione non è stata delegata sui trattati europei in materia di salute e ambiente… ma io da solo posso far poco già abbiamo fatto tantissimo coi ricorsi ala corte costituzionale ai
tempi e con le battaglie che conduciamo da sempre… qui è una questione di controlli, applicazione del diritto costituzionale e/o europeo (principio di precauzione) e tolleranza zero !!!
Altrimenti non si possono fare controlli (sui semi per fortuna la tolleranza è ancora zero… ma gli ogm si importano in oltre 60 specie diverse contenute in alimenti umani o animali… e contaminano lo stesso l’ambiente… diffondendosi come semi di granaglie, per becchime o mangime… deiezioni di animali che se ne nutrono e trasferimento genico orizzontale dei pezzi di dna modificato, che viaggiano nell’acqua attraverso i batteri ecc… trasferendo resistenza agli antibiotici e modificazioni del dna pericolosissime …

Bisogna fermarli prima che sia tardi… lo è già ma ancora non troppo tardi… E’ ora di bandire gli OGM e fare se necessario anche un referendum, obbligatorio per regolamento comunitario…ma che nessuno ha mai fatto..

Vi mando un pezzo da pubblicare.. lanciate una raccolta fondi per pagare uno-due collaboratori al mio lavoro… altrimenti non ce la facciamo Speriamo ci aiutino Grillo e il M5S.
Ciao, Giuseppe Altieri

………………………….

 

Ai Parlamentari M5S: OGM: sintesi in materia di “coesistenza”, diritto alla tolleranza zero OGM, Applicazione del Principio di Precauzione + Modifica Urgente regolamenti di Camera e Senato !+

Gentile On. Zaccagnini,
pc gruppo Agricoltura Parlamentari M5S
Facendo seguito al nostro incontro e ai colloqui telefonici
Invio, per ora, questa nota di sintesi in vista dell’incontro coi ministri Ambiente e Sanità
e in relazione alla circolare in materia del Ministrero Agricoltura

Rimango a vostra disposizione

Prof. Giuseppe Altieri
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LA COESISTENZA CON GLI OGM E’ UNA CONTRADDIZIONE IN TERMINI, ABROGATA DA DUE SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE

- La prima, su ricorso della regione Marche ha Abrogato il decreto Alemanno (D. L. n. 279/2004) che pretendeva di disciplinare tale presunta coesistenza.
- La seconda ha legittimato le Regioni che si sono dichiarate “Libere da OGM” vietandone la coltivazione, bocciando il ricorso dell’allora Governo Berlusconi contro le regioni stesse.

Quella sulla “coesistenza” è, di fatto, una contraddizione in termini, non regolata da nessuna norma giuridica vincolante.
E non potrebbe essere altrimenti in quanto sono impossibili “norme di Coesistenza” ,dal momento che non ci sarebbe più agricoltura e produzioni libere da OGM in caso di rilascio ambientale di coltivazioni transgeniche, le quali contaminerebbero irreversibilmente (”naturalmente” e non “accidentalmente”), tutte le altre forme di coltivazione. Ciò si può rilevare da quanto è avvenuto nel tempo in altri paesi che hanno aperto alle coltivazioni transgeniche (USA, Canada, Argentina, Brasile).
Esperienza di cui si deve tener conto prima di qualunque decisione in materia di OGM, come previsto dalla Dir. 2001/18 Ce

La cosiddetta coesistenza, meglio definita dal termine di “commistione” è auspicata solo una “raccomandazione” facoltativa della Commissione, pertanto non vincolante, come citato espressamente anche nella sentenza del Consiglio di Stato, che, secondo qualcuno (FUTURAGRA – Movimento Libertario) , intenderebbe autorizzare la semina di OGM in Italia.

Inserisco a tal proposito l’estratto dell’Audizione parlamentare dell’Ass. Asseme, Associazione che ha partecipato ad Adiuvandum ai Ricorsi alla Corte Costituzionale sopracitati, della regione Marche contro il decreto suddetto ed alla Difesa dal ricorso del Governo Berlusconi, contro el regioni dichiaratesi Libere da OGM, presentando memorie.
(Audizione XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati (Roma, 9 dicembre 2004 – ore 15,45)
“NOTAZIONI SUL D. L. n. 279/2004 CHE DISCIPLINA LA COESISTENZA TRA LE OLTIVAZIONI DI OGM CON QUELLE SENZA OGM”,

… (omissis) “Sul contenuto del decreto, si rileva che non appare esatto quanto specificato dall’art. 1, per il quale:
“Il presente decreto (è) in attuazione della Raccomandazione della Commissione 2003/556/CE del 23 luglio 2003”.
Si attua solo ciò che è vincolante, non ciò che è facoltativo. Il punto 1.5 della Raccomandazione, infatti, chiarisce: “I presenti orientamenti, sotto forma di raccomandazioni non vincolanti rivolte agli Stati membri…”
In proposito, aggiungasi che il punto 2.1.2, della medesima Raccomandazione, se attuata, prevede non l’assenza di contaminazione delle aree non OGM, ma una contaminazione di queste aree. Recita il citato punto 2.1.2.
“Le misure di gestione relative alla coesistenza dovranno rispecchiare i migliori risultati scientifici disponibili sulla probabilità e sulle fonti di commistione (e non coesistenza, ndr Altieri) tra colture transgeniche e non transgeniche. È opportuno permettere entrambi i tipi di coltura, garantendo, tuttavia, che i prodotti ottenuti da colture non geneticamente modificate contengano un tenore di OGM inferiore alle soglie legali previste per l’etichettatura e le norme di purezza applicabili ai prodotti alimentari, ai mangimi e alle sementi geneticamente modificati, quali definiti nella normativa comunitaria”. (oissis)….
——-
Insomma, dalla nota dell’Asseme, secondo una raccomandazione non vincolante si pretenderebbe di costringere tutte le altre forme di coltivazione a sopportare delle contaminazioni da OGM.
Ma la tolleranza di OGM per le sementi, al presente, (ad esempio di mais) è zero. Per cui non potremmo più coltivare produzioni sementiere in italia, ne tantomeno le varietà tradizionali protette (varietà da conservazione) protette da un decreto nazionale ad hoc, nel quale si cita espressamente la necessità assoluta di evitare contaminazioni da OGM (tolleranza Zero)
Aggiungasi che per tutte le sementi, e non solo per quelle di mais e soia, la stessa Commissione CE ha chiarito, con decisione del 2 settembre 2003 (GUCE L. 230/34, del 16/09/2003), al punto 55, “la direttiva 2001/18/CE non prevede alcun valore soglia (de minimis) in relazione alla presenza accidentale o tecnicamente inevitabile di OGM non autorizzati nelle sementi. Di conseguenza gli Stati membri non hanno il potere di determinare le quantità di OGM considerate pericolose, né – quindi- di stabilire tali soglie”.

DIRITTO A PRODURRE ALIMENTI E PRODOTTI LIBERI DA OGM (tolleranza zero)
Inoltre, sussiste il diritto precedente di coloro che vogliono continuare, come da sempre a coltivare e produrre alimenti 100% liberi da OGM e non solo sementi, etichettandole come prodotti senza impiego di OGM (o 100% liberi da OGM), quale etichetta volontaria ad corretta informazione del consumatore (ai sensi del Codice dei Consumatori e Utenti).
Ciò dal momento che a livello europeo si è stabilita la tolleranza di OGM fino a 0,9% (9 grammi per kg di ingrediente… un’enormità) addirittura nei prodotti biologici (vedasi mio articolo “Il Cavillo di troia”), senza necessità di etichettatura, quale livello massimo consentito nell’UE.
Ma l’italia, in base al principio di sussidiarietà, può stabilire un livello di sicurezza sanitaria e di informazione del consumatore superiore a quello europeo, anche per evitare contaminazioni ambientali accidentali (importazioni si granaglie per mangimi sotto forma di semi vivi, trasferimento genico orizzontale di residui del dna transgenico attraverso le feci e i batteri intestinali e del terreno, ecc), imponendo la tolleranza zero e l’etichettatura in base alla presenza / assenza.

A tal proposito è utile citare la sentenza di un tribunale nazionale che ha assolto la ditta Paluani (quella del team di calcio Chievo Verona) presidente signor Campedelli,, la quale, dopo il decreto di Pecoraro Scanio che legittimava la presenza di ogm in Italia senza necessità di etichettatura fino allo 0,9%, etichettò tutti i suoi prodotti come Liberi da OGM (”non contiene ingrdienti geneticamente modificati”, o “prodotto con ingrdienti Non modificati geneticamente”), che fu denunciata dalla Associazione Dolciari italiana e mi pare dalla Nestlè e dalla Monsanto, ..
In tal modo si è legittimata l’etichetta OGM free al 100%, che oggi troviamo in molte confezioni alimentari (da non confondere con etichette ambigue su cui bisognerebbe fare chiarezza, tipo NO OGM, che allude alla tolleranza 0,9% di OGM, ingannando il consumatore…)

La tutela della libertà di iniziativa economica è regolata dall’Art 41 della Costituzione, che prevede il rispetto delle libertà reciproche ovvero di chi non vuol mettere in commercio prodotti contaminati da OGM, libertà violata dalle coltivazioni di OGM e dalle presenze nascoste attraverso soglie di tolleranza, che non rispettano i critori di indirizzo dell’Art. 41 della Costituzione Italiana, per il cui rispetto lo Stato deve legiferare

PERTANTO E’ OPPORTUNO CHE NELLA CIRCOLARE MINISTERIALE CHE RIBADISCE IL DIVIETO DI SEMINARE OGM IN ITALIA NON SI FACCIA ALCUN RIFERIMENTO A NECESSARIE NORME DI FANTOMATICA COESISTENZA

Si può “raccomandare” forse un posto di lavoro, non certo di inquinare irreversibilmente il territorio agricolo di una nazione, facendola rinunciare alla propria agricoltura e biodiversità tradizionale e alla sicurezza e sovranità alimentare.

Inoltre, l’autorizzazione alla semina del Mais Mon 810 è stata revocata dalla Francia, paese che l’aveva autorizzato alla coltivazione, ed è inoltre scaduta a livello europeo (seppur mai autorizzata con procedure decisionali chiare, ma attraverso meccanismi subdoli) e ad oggi non rinnovata.
Germania e Francia hanno fatto un brusco dietrofront sugli OGM, di fronte all’evidenza dei pericoli per la salute e l’ambiente accertati dalle ricerche indipendenti pubblicate in questi anni.
E In ogni caso non è certo un tribunale italiano o europeo, l’organo preposto all’Autorizzazione alla semina di OGM in Italia, così come in Europa, ne tantomeno l’EFSA, che da solo pareri “scientifici”, ad oggi basandosi esclusivamente sui dati forniti dalle Multinazionali degli OGM, mentre la Dir. 2001/18 chiede che vengano effettuati studi e ricerche indipendenti..

Barroso è stato chiaro qualche tempo fa… sugli OGM in Europa vige la politica di …”Ponzio Pilato”… ed ognuno fa quello che vuole, applicando (ai sensi della normativa europea) la Clausola di Salvaguardia Nazionale, in caso di accertati rischi e pericoli per la salute e l’ambiente, con conseguenti divieti di coltivazione ed importazione di OGM.
O, meglio, imponendo il diritto costituzionale nazionale in materia sanitaria e ambientale, scavalcando il Diritto Europeo

E’ bene rammentare che nessun stato membro europeo, con l’adesione all’Unione ha rinunciato ai propri diritti inviolabili alla salute e all’ambiente integro, Costituzionalmente tutelati dalle singole nazioni, potendo in ogni caso applicare in tali materie delle norme più restrittive e garantiste, rispetto alle indicazioni Comunitarie. Le quali, purtuttavia, dovrebbero riferirsi all’applicazione rigorosa del “Principio di Precauzione”, inserito nel trattato europeo, ovvero dell’esclusione di ogni rischio per la salute e l’ambiente su ogni nuova tecnologia proposta per il commercio: con la Certezza della Innocuità.
Principio giuridico troppo spesso scavalcato da procedure troppo permissive, non solo in materia di OGM, ma anche, ad esempio, di Pesticidi, senza tenere conto del criterio di “comparazione”, ovvero dell’inutilità di tali tecnologie, facilmente sostituibili con quelle Ecologiche.

APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE

In applicazione del principio di precauzione, lo stato Italiano può vietare gli OGM in quanto non c’è la CERTEZZA DI INNOCUITA’.
In tal senso è necessario predisporre una proposta di legge che chiarisca alla UE la sovranità nazionale italiana in materia di tutela ambientale e della salute umana ed animale ai sensi degli Art 9 e 32, della costituzione italiana e degli art. 41 e 44.
Ciò anche in applicazione del principio di sussidiarietà del trattato europeo.
O, se volete, anche migliorando il recepimento nazionale della Dir 2001/18 CE, cosa richiesta dal Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza e tutela della Biodiversità dalle contaminazioni da OGM.
Nella clausola di salvaguardia o Legge Nazionale che Bandisca gli OGM è necessario inoltre far riferimento al Diritto precedente di chi coltiva varietà esenti da contaminazioni di OGM, che devono essere tutelate in quanto il cosiddetto diritto a seminare OGM non può violare quello precedente di chi non vuole essere contaminato da OGM (cosa impossibile nel caso di semine di ogm).
Contaminazioni che possono avvenire anche grazie all’importazione di granella per mangimi e non solo di mais, ma anche di Soia, Colza, ecc…

FERMARE GLI OGM CON LE ARMI DL DIRITTO COSTITUZIONALE
Non essendo la materia ambientale e sanitaria delegata ai trattati internazionali, se non per i criteri minimi di sicurezza, stabiliti in ambito comunitario europeo, l’Italia dovrebbe preparare una Legge Nazionale che preveda il Bando di tutte le importazioni di OGM, con tolleranza zero e test di presenza assenza, a tutela della salute umana ed animale, dell’Ambiente e delle Coltivazioni Agricole, sottoponendola stessa legge e tutta la materia in tema di OGM, come previsto anche dalla Dir. 2001/18, a consultazione popolare preliminare attraverso referendum (vedasi allegato).
Mantenendo intanto il divieto di Coltivazione di OGM, come dato di fatto precedente a cui non si può rinunciare per sempre senza il consenso popolare.

Il regolamento dell’EFSA dovrà, come richiesto dal Parlamento UE, essere revisionato con l’inserimento obbligatorio dei pareri scientifici indipendenti.
Sui pericoli accertati per la salute degli OGM, leggiamo il libro di Arpad Pusztat: “La sicurezza degli OGM” – Edilibri MIlano. E, in attesa delle confutazioni scientifiche alle ricerche citate nel testo, è necessario vietare ogni importazione di OGM in Italia e, se possibile, in Europa, con la Clausola di salvaguardia, o meglio con Norme nazionali in applicazione degli articoli 9, 32, 44 e 41 della Costituzione, non delegati ai trattati internazionali in materia di ambiente e salute..

Modifica urgente del regolamento di camera e Senato
NB !!
L’Avvocatura dell’Associazione Sementieri Mediterranei (Asseme) mi segnala inoltre come primo atto urgente per il Movimento 5 Stelle, la necessità di modificare il regolamento di camera e senato, il quale attribuisce solo al presidente il potere di stabilire cosa va messo all’ordine del giorno per le votazioni…

E’ probabilmente prorio per questo che da almeno 10 anni aspettiamo che sia portata all’ordine del giorno la proposta di legge istitutiva della consultazione popolare in materia di OGM, inviata dal sottoscritto con precedente mail.

—————-
Abbiamo bisogno di creare un gruppo di consulenza sull’Agricoltura, OGM , Pesticidi e Alimentazione biologica, organizzato con una segreteria di supporto e una news letter informativa per tutti gli attivisti e Onorevoli del Movimento 5 Stelle, con il gruppo di legali e costituzionalisti di fiducia, collaborando in primis con le associazioni di assoluta garanzia, Asseme (Ass. Sementieri Mediterranei), che hanno sostenuto i ricosi alla corte costituzionale contro gli OGM,tutti vinti, e le vertenze giuridiche, tecniche, normative e istituzionali all’interno degli organi competenti (Stato e Regioni, Commisisone Europea e Parlamento UE) .Tra queste citiamo anche l’Ass. SUM – Stati Uniti del Mondo, di Maglie Lecce, che supporta da anni la battalgia dei contadini indiani contro gli OGM ed ha finanziato i nostri principali simposi mondiali in tema di OGM (2003 e 2010) e l’Accademia di esperti di nostra fiducia. che ha coinvolto Dario Fo come uomo immagine che ha sottoscritto la Carte di Montebelluna per bandire definitivamente gli OGM dall”ITALIA

Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo
—————–
Studio AGERNOVA – Servizi Avanzati per l’Agroecologia e la Ricerca
ACCADEMIA MEDITERRANEA PER L’AGROECOLOGIA E LA VITA (AMA la Vita)
Loc. Viepri Centro 15, 06056 Massa Martana (PG)
tel 075-8947433, Cell 347-4259872


24 marzo 2012

Bioregionalisti italiani contro gli OGM

“NO agli OGM assassini… caro ministro in Italia non siamo in-Clini…!”

 



Per un Bando Mondiale degli OGM (di qualsiasi in-natura)

OGM: Piante (?!) Transgeniche e Coltivazioni Mutanti Clearfields (resistenti ai diserbanti), Nanizzate (Allergizzanti)… e affini

Caro Ministro, in Italia non siamo in…Clini

Gentilissimi, purtroppo in Italia si importano oggi oltre 60 OGM, mai autorizzati dagli organi preposti, ovvero dal Consiglio dei ministri UE, nè dal Parlamento Europeo… visto che oggi vige il porcesso CO-decisionale tra parlamento e commissione UE.

Ministri /e oggi anche Parlamentari) che si lavano le mani alla Ponzio pilato… ben sapendo dei pericoli degli OGM per la salute Umana ed Animale e per l’ambiente.

Forse i politici non vogliono rischiare di essere processati in una seconda Norimberga… …ed allora ci pensano i “Tecnici” della Commis(t)ione cosiddetta europea, i quali concedono le importazioni in UE, salvo che ogni Paese è libero di vietare gli OGM se lo reputa opportuno, in applicazione del principio di precauzione e dei diritti Costitizionali inviolabili alla salute e all’ambiente salubre… non delegati da nessun paese ai trattati internazionali, che riguardano, commercio, moneta, difesa… e possono stabilire solo dei limiti minimi di salvaguardia dell’ambiente e della salute, che ogni paese può sempre migliorare osservando le proprie costituzioni nazionali.

Una seconda Norimberga…
…un processo per atti d’accusa dolosi che è ormai ora di costituire nei confronti di quelle stesse multinazionali che furono processate nel 1945 per aver contribuito a far scoppiare la seconda guerra mondiale ed aver sperimentato di tutto nei campi di sterminio… e in guerra (i pesticidi non sono altro che sostanze utilizzate come armi chimiche da guerra, riciclate sui campi coltivati).
Multinazionali che oggi diffondono Pesticidi e OGM massacrando gli esseri Umani a milioni …da 60 anni e più… nel più grande campo di sterminio mondiale a cielo aperto… l’Agricoltura Industriale.

Sicuramente molte più vittime Umane causate dei pesticidi che di tutte le guerre mondiali messe insieme !!!

I morti di Cancro sono milioni e milioni… provate a fare il calcolo…
forse superano il Miliardo, negli utlimi 70 anni, da quando fu impiegato il DDT…

Contro gli OGM, in Italia… non si è ancora applicata ne la clausola di salvaguardia nazionale a tutela della salute e dell’integrità dell’ambiente (quest’ultima sancita da un recente voto del parlamento UE) sufficienti a negare le importazioni di OGM.
Visto che gli OGM sono sicuramente pericolosi per la salute… e inquinano l’ambiente in maniera che rischia di divenire irreversibile se non ci fermiamo in tempo…
E i danni alla salute si stanno scoprendo già oggi con il crollo dell’aspettativa di vita sana in Italia… dal 2004 ad oggi di oltre 10 anni (Eurostat)… guarda caso proprio dall’entrata in vigore delle soglie di (in) tolleranza di OGM senza etichettature negli alimenti importati… OGM pieni di residui di Disseccanti e Pesticidi, visto che ne li producono (Mais Bt) o ne tollerano altissime dosi (OGM resistenti ai disseccanti).

L’Italia ha il record mondiale di tumori dell’infanzia, con oltre 20 punti sopra gli USA (Eurostat)…

Se si ammalano i bambini ai quali il Cancro viene trasferito direttamente dalla Madre… o si genera nel feto per modificazioni genetiche teratogene… vuol dire che non ci sono nemmeno i lunghi tempi di latenza normalmente necessari al Cancro… e che la situazione è oltre che drammatica …al capolinea dell’Umanità
che si sta sterilizando e perde il suo futuro: i nostri figli !!!

Ne si è inserito l’obbligo di etichettatura degli OGM, viste le soglie di (in)tolleranza di 9 grammi per chilogrammo oggi accettate senza indicazione in etichetta… addirittura negli Alimenti Biologici.
Nonostante un pronunciamento della corte di Giustizia europea in seguito a ricorsi…
per il quale i cittadini hanno diritto ad essere informati su ciò che stanno per comprare e per mangiare…

Ne, tanto meno, si è fatto il referendum consultivo obbligatorio prima di introdurre gli ogm nei paesi UE membri, visto che lo chiede la stessa direttiva 2001/18 sugli OGM…

Ne si è attuato un serio ricorso sulla brevettabilità degli OGM, ovvero di pezzi della Vita… di ciò che si modifica nel tempo e che non è mai stabile ne riproducibile esattamente uguale… (presupposti obbligatori per la brevettabilità di un prodotto)

Negli OGM, infatti, il costrutto transgenico estraneo inserito nel DNA diventa fortemente instabile e reattivo, provocando modifiche durante la riproduzione delle cellule dell’OGM… cose ammesse dalle stesse ditte produtrrici, che dichiarano sequenze geniche impreviste negli OGM brevettati… … ovvero la cosa brevettata è cambiata nel tempo… perchè non interviene immediatamente un Tribunale a fermare la follia dei brevetti sulla materia vivente?

Riguardo alle sementi, in Italia vige ancora la tolleranza zero ma non è stata definita dalla clausola di salvaguardia nazionale a tutela dell’integrità ambientale e sanitaria, nonchè della Biodiversità autoctona tradizionale Italiana, come previsto da un decreto sulla protezione dell’Integrità della sua Memoria genetica, che vieta di fatto la coltivazione degli OGM in Italia. Divieto oggi applicato nel nostro paese, solo attraverso decretini che ne vietano la coltivazione in assenza di piani di coesistenza regionali… ovvero piani di ciò che è impossibile far coesistere, dal momento che gli OGM contaminano le altre varietà e i campi, inquinando e diffondendosi nell’ambiente in maniera irreversibile…

Decreti che in ogni caso nessun Tar può permettersi di non far rispettare.
Visto che i tribunali sono li per far far applicare le Leggi e non per farle
…come pretendeva il signor Dalla Libera di Futuragra in Friuli.
Una recentissima sentenza della Cassazione infatti nega la possibilità di coltivazione di OGM in Friuli.

Purtroppo, però, questi divieti riguardano solo gli OGM transgenici…
…mentre da qualche anno in Italia stanno passando di nascosto coltivazioni OGM resistenti ai diserbanti (CLEARFIELDS)… Girasole, Mais, Sorgo, Riso e tra poco anche Grano… in migliaia di Ha… di cui nessuno parla, ottenute attraverso mutagenesi del DNA, indotta con sostanze chimiche, pesticidi in alte dosi, mezzi fisici come radiazioni, ultra suoni e altre porcherie mutagene.

Sementi che non vengono considerati OGM (mentre lo sono a tutti gli effetti) per cui non devono essere sottoposti alle procedure di autorizzazione previste dalle norme sugli organismi transgenici.
Piante (?!!) , se così si possono ancora definire le Clearfields (il che vale anche per gli OGM, i quali producono anche proteine animali e catene di aminoacidi strampalati… oltre a provocare nel sangue di chi se ne nutre sequenze di DNA e micro-Rna modificate… come dimostrano ricerche cinesi… pubblicate ovviamente…)
i cui effetti sconosciuti e imponderabili, imprevedibili e sicuramente dannosi… scopriremo solo nel tempo
classificandoli come “malattie genetiche rare” o nuove malattie genetiche…
…incolpando ovviamente il Malato per i suoi “difetti genetici”,
mentre tali malattie sono state create in laboratorio con “esperimenti a casaccio” a carico di ciò che ci vogliono far mangiare le multinazionali NuclearPetrolAgrochimicofarmaceuticOGM… OGM Transgenici ed OGM di varietà Clerfields, mutanti vegetali da radiazioni, animali mutanti clonati, latte agli ormoni OGM, ecc…

Tutte produzioni industriali derivanti da tecnologie che hanno superato la Scienza, ma che con la Scienza non hanno nulla a che fare…

Possiamo solo immaginare cosa succede nel dna di tali colture che poi ci fanno mangiare, che infatti si sterilizza (e ci sterilizza come esseri umani) consentendo di rubare ai nostri sementieri tutte le varietà vegetali applicando il brevetto clearfields… con tanto di raccolti al diserbante…. per migliorare il gusto al Palato.
E gli incassi della Chimica nei Campi e per le conseguenti Chemioterapie oncologiche,
Mentre le spese sanitarie impegnano oltre l’80% dei bilanci regionali attuali in Italia.

Un Paese al Reparto oncologico…
come fa a sottrarsi alla crisi economica e al programma di sterminio di massa metodicamente attuato a partire dalla vendita di pesticidi chimici di sintesi, oggi inutili in quanto sostituibili dalle tenciche biologiche anche più efficienti?
Eppure abbiamo a disposizione molti miliardi di € per riconvertire l’agricoltura in biologico, attraverso i Pagamenti Agroambientali europei, che sarebbero sufficienti a salvare tutta l’agricoltura italiana da pesticidi e debiti…

Il flagello del TGO (Trasferimento Genico Orizzontale) del DNA manipolato.
Ricordo che gli ogm si diffondono anche e soprattutto attraverso il trasferimento genico orizzontale e non solo con il polline, il che significa che gli ogm oggi importati a scopo alimentare, umano o animale… una volta mangiati
diffondono pezzi di dna transgenico ai batteri intestinali durante la digestione e al terreno con la decomposizione delle feci… mentre nel sangue di chi se ne nutre di trovano frammenti di DNA e soprattutto micro-Rna modificati, come dimostrano recenti ricerche cinesi… …che sicuramente contribuiscono al crollo dell’aspettativa di vita media sana nei paesi che importano OGM.

Per questo motivo bisogna vietare tutte le importanzioni di OGM sia di sementi che di alimenti e altre porcherie, prima che il flagello del TGO diventi irreversibile.

E’ dall’Italia che deve partire il Bando Mondiale di tutti gli OGM, per affermare l’inviolabilità della memoria Genetica di tutti gli esseri viventi, sancita dalla carta dei diritti dell’Uomo

Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo
Accademia Mediterranea per l’Agroecologia e la Vita (AMA la Vita)


30 gennaio 2012

Rilancio della Campagna per l'Agricoltura Contadina

Rilancio della campagna per l'agricoltura contadina - Se ne parla ad Aprilia, all'incontro collettivo ecologista del solstizio estivo 2012

 

Mucche libere

Qui di seguito alcune nostre note integrative ai co-promotori della Proposta di Legge per l'Agricoltura Contadina (vedi: www.agricolturacontadina.org) :

Cari co-promotori, per quanto riguarda il progetto per l'agricoltura contadina, dopo averne discusso ripetutamente in vari incontri, della Rete Bioregionale Italiana e del Circolo Vegetariano VV.TT., siamo arrivati alla conclusione che sarebbe opportuno modificare alcuni punti dell’impostazione relativa all'allevamento bestiame, tenendo conto che l'agricoltura contadina non può essere sopravanzata dall'allevamento, quindi è necessaria una riduzione nella commistione fra agricoltura ed allevamento ed una revisione del concetto stesso di “alimentazione naturale”. Durante gli incontri recenti della Rete Bioregionale abbiamo sempre condiviso la comprensione del necessario abbassamento dell’uso carneo nella dieta ecologica, soprattutto in considerazione del livello di inquinamento e sfruttamento della terra in conseguenza dell’allevamento industriale.

Tra l’alto c’è da considerare che nell’ecologia “umana”, sulla base degli studi di anatomia comparata e sulle ricerche fatte sui residui coprologici dei nostri padri, risulta evidente che l’uomo non è assolutamente carnivoro, bensì frugivoro, esattamente come le scimmie antropomorfe ed i maiali, significa che i frugivori hanno una alimentazione fondamentalmente senza carne (al massimo un 5 o 10 % di prodotti di origine animale ivi compreso il latte materno), per cui se vogliamo fare un discorso “ecologico” non possiamo prescindere da queste considerazioni.

E qui vorrei fare alcune precisazioni ulteriori sul concetto di agricoltura naturale, scissa dall’allevamento sia pur biologico. Secondo me è comprensibile che in un piccolo appezzamento agricolo vi siano anche animali a condividere il territorio sia per questioni di pulizia del fondo, sia per la produzione di letame od eventualmente latte, questi animali dovrebbero poter vivere dei soli erbaggi e rimasugli di cucina, in modo che la loro presenza sia realmente in sintonia con il contadino e con il luogo, perciò nell’appezzamento coltivato naturalmente non dovrebbero essere ammessi allevamenti di animali nutriti a mangime, la qual cosa fuoriusciurebbe da una sistema ecologico di piccola agricoltura.
Alcune galline (od altri volatili) fanno le uova e va bene… può anche capitare che ogni tanto qualche galletto in più può essere sacrificato, se vi sono degli armenti come pecore e capre occorre limitare il loro numero alle reali possibilità di loro sopravvivenza nutrendosi con i prodotti spontanei del campo, quindi non credo che vi sarebbero molti agnelli da macellare, forse al massimo uno o due all’anno giusto per Pasqua come si dice… Se si attuasse questa metodologia semplice e corretta dal punto di vista ecologico ed alimentare, il contadino di fatto ritornerebbe ad una dieta tradizionale mediterranea in cui la carne compare molto raramente sul piatto e questo lo accetto….. (anche se continuo a dichiarare che se ne può fare tranquillamente a meno e ve lo confermo essendo stato vegetariano ed in perfetta salute dal 1973).


Paolo D’Arpini
Rete Bioregionale Italiana
Circolo Vegetariano VV.TT.

................

Parere del Prof. Giuseppe Altieri, agroecologo: "Sono perfettamente d’accordo sulla posizione della Rete Bioregionale Italiana, relativa all'agricoltura contadina.
Dobbiamo lasciar vivere gli animali sui pascoli liberi ma la realtà deve essere cambiata un pò per volta a partire dai lagers zootecnici intensivi… che devono essere chiusi per Politica comunitaria già approvata… e informando i consumatori tutti della necessità e dei vantaggi di diventare vegetariani… quando tutti saranno vegetariani… gli animali saranno finalmente liberi di pascolare senza essere ammazzati intanto facciamo massima propaganda sulla tossicità della carne e sulla distruzione del pianeta operata dagli “allevamenti intensivi”…. e soprattutto fermiamo gli ogm… altrimenti i geni animali ce li metteranno dentro i vegetali… e nessuno si potrà più salvare…"


.............

Nota: Di questo tema se ne parlerà durante l'incontro collettivo ecologista, previsto ad Aprilia (Latina) dal 22 al 24 giugno 2012. Info. circolo.vegetariano@libero.it - Programma:
http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/2012/01/20/aprilia_programma_per_lincontr.html


Capra libera - foto di Gustavo Piccinini
 
 


Presentazione del progetto di legge per l'Agricoltura Contadina.

Da quando la figura di chi lavora la terra è stata istituzionalizzata e resa, da anni di leggi, definitivamente e regolamente “imprenditore agricolo”, le piccole e piccolissime fattorie rurali hanno gradualmente ceduto il passo: chi chiudendo, chi vendendo, chi evolvendosi in azienda più grande per sopravvivere. Altre cose sono cambiate e hanno preso forma e nomi nuovi. La terra fertile non esiste più, ora è chiamata, in burocratese, SAU (superficie agricola utile). Assieme al trattore e ai suoi attrezzi l’agricoltore non può fare a meno di avere al suo libro paga un commercialista, un esperto di finanziamenti statali, un geologo e altri professionisti vari che avallano le sue pratiche firmandole, perché la burocrazia è diventata parte della sua attività lavorativa quotidiana. Il suo mercato non è più la piazza di paese o di rione ma è la “filiera”, corta o lunga che sia, ma di rado l’agricoltore vede il viso di chi mangerà i suoi prodotti. Le sue sementi, di “altra” qualità ibrida, non sa nemmeno che genetica contengano e non le può possedere o riseminare ma le deve ricomprare ogni anno. E se usa antiparassitari e concimi chimici dovrà possedere una profonda conoscenza di studi farmaceutici per distrigarsi nella lettura delle schede tecniche e comprendere tutti gli effetti collaterali che hanno quei prodotti sulla sua salute. Pochi sanno ad esempio che molti di questi portano all’infertilità. Ogni fase del suo lavoro è regolata da articoli di legge che una commissione agricoltura che si riunisce a Bruxelles, fatta di persone che non sanno “cos’è un campo di grano”, gli hanno scritto. Tutto ciò ha prodotto una nuova generazione di lavoratori della terra, profondamente diversa da quella del passato, che non può fare a meno di ampie superfici coltivate con una sola specie (monocoltura) e che cerca di vivere producendo molto ma a basso costo, anche perché i loro clienti, spesso grandi gruppi commerciali, di più non offrono e il prezzo lo fanno loro.

Tutto ciò ha chiuso le porte alla contadinanza di piccola scala, quella che ha a disposizione piccoli appezzamenti e ha solo “mercato di piccola scala” per i suoi prodotti. L’agricoltura contadina e i contadini hanno semplicemente cessato di esistere, sostituiti dagli imprenditori agricoli che vivono anche grazie ai finanziamenti della comunità europea. Noi di Civiltà Contadina vorremmo far rinascere sia i contadini sia un modello nuovo di agricoltura contadina, non per nostalgia, non per “tornare alle origini”, non perché crediamo che “gli asini volano”.

Siamo invece sicuri che si può fare di meglio sui campi di ciò che si fa ora e se abbiamo deciso di lanciare questa campagna popolare è perché crediamo che, come noi, la pensino in tanti. Infatti l’agricoltura industriale attuale ha dato fin troppo prova di essere un insuccesso quasi totale. Pensiamo solo alla carenza di cibo nel mondo dovuta in gran parte alla importazione di derrate alimentari dai paesi più poveri a quelli più ricchi che sono incapaci di essere autosufficienti sul piano della produzione agricola interna, Italia compresa. Pensiamo alle continue scoperte di cibi posti in vendita già avvelenati o adulterati (carni alla diossina, cereali ammuffiti, influenza dei polli, latte alla melamina solo per citare quelli successi e i più noti dell’ultimo anno) che sono il risultato dell’agricoltura industriale. Pensiamo alla differenza impressionante che esiste fra il prezzo pagato al produttore agricolo e quello che costa al cliente finale per via di un mercato intermediario pervertito. Pensiamo all’uso di sementi geneticamente modificate e ai tanti prodotti agricoli tossici immessi nell’ambiente di vita umano solo per avere produzioni a norma dei regolamenti di mercato internazionali. Pensiamo infine alla perdita di sapore dei prodotti da supermercato e alla perdita di poesia dei campi di pianura ormai ridotti a tavole piatte a perdita d’occhio.

La Campagna per l’agricoltura contadina guarda al futuro, a far rinascere una nuova generazione di persone che lavoreranno la terra dove abitano e vivono. Guarda a persone che si vogliono riappropriare del nome di contadino. E per ridare contadini alla terra siamo partiti da poche e semplici proposte che con il tempo e le energie di tutti diventeranno realtà. Anni fa alcuni di noi che ora organizzano questa campagna hanno profuso energie per sostenere leggi a protezione e diffusione della biodiversità delle sementi. Oggi tutte le leggi auspicate sono state tutte promulgate assicurando così piena legaità alle sementi della biodiversità rurale. Per questo motivo crediamo che avremo da aspettarci un’altra vittoria con questa Campagna Popolare, quella di rivedere le facce dei contadini ripopolare le campagne e renderle produttive. Nella petizione abbiamo voluto riassumere alcuni di quelli che riteniamo essere i principi basilari della contadinanza. Ma non vogliamo, non possiamo fermarci qui, e con il dialogo e la discussione sul sito che abbiamo creato, www.agricolturacontadina.org arriveremo a completare il quadro delle proposte per rendere perfetta l’identità contadina. Sul sito è possibile firmare la petizione on line come pure scaricare un modulo per far firmare.

PRIMI PROMOTORI: Civiltà Contadina, Consorzio della Quarantina, CIR, Antica Terra Gentile e Rete Bioregionale Italiana

 

 



 

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