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RETE BIOREGIONALE ITALIANA - La pratica del bioreregionalismo e dell'ecologia profonda
 
 
 
 
           
       

La Rete Bioregionale Italiana è ispirata dall'idea di Bioregione: aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che le abitano.
Una bioregione è un insieme di relazioni di cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.

Qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Daniela Spurio - Grafica e fotografa - Impaginatrice dei Quaderni di
Vita Bioregionale - "Viverecongioia Jesi" dhanil@live.it,

Giorgio Vitali, presidente Infoquadri, Referente per il Signoraggio monetario ed aspetti economici correlati. Email.  vitali.giorgio@yahoo.it, - Tel. 393.6542624 

Rita De Angelis ritadeangelis2@alice.it e cell. 3385234247 - ecologia casalinga

Antonella Pedicelli, docente di filosofia, residente a Monterotondo (Sabina Romana)Referente per rapporti con le scuole e interventi formativi di recupero e attenzione verso la cultura bioregionale. Email: hariatmakaurr@gmail.com 

Claudio Martinotti Doria, monferrino, storiografo e ricercatore di storia locale ed economica, saggista, ambientalista libertario e localista. Referente per le Politiche economico ecocompatibili. Email: claudio@gc-colibri.com  tel. 0142487408 - Sito web: http://www.cavalieredimonferrato.it

 Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Avv. Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers,
Via Sirtori, 56, 00149 Roma. Email:
vitmar@tiscali.it - Tel.
348.1317487 - Referente per l'ecologia nei consumi.

Caterina Regazzi
, medico veterinario Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti:
caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Fulvio Di Dio, residente ad Amelia (Terni), funzionario alla Regione
Lazio Assessorato Ambiente
. Email.
fulvio.didio@libero.it - Tel.
329.1244550. Referente per l'ecologia nelle aree urbane.

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: info@viverealtrimenti.com

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete. Referente per l'area comasca, ecovillaggio, ricerca spirituale. Recapito: 031.683431 ore serali.

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  -  blog (cliccare qui sotto): www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto!

Paolo D'Arpini, addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti) e di inviare una email di conferma a:  circolo.vegetariano@libero.it

 

 
 
 
 

 
7 dicembre 2014

L'Alba del Tramonto di Linda Guerra

...Già da qualche giorno avevo letto sul Giornaletto di Saul di una iniziativa a Modena: LibriAmo 33° rassegna di editoria modenese in Piazza Grande da sabato 6 a lunedì 8 Dicembre 2014, ed appreso che sabato 6 al pomeriggio si sarebbe tenuta la presentazione del libro di Linda Guerra: "L'alba del Tramonto". La presentazione diceva anche che "il libro rappresenta un contributo alla lotta per i diritti degli animali, in forma letteraria, in cui l'autrice ha voluto dare voce ai protagonisti delle varie storie raccontate in prima persona, denunciando realtà drammatiche e talvolta sconosciute al grande pubblico". Io e Paolo conosciamo Linda da qualche anno, l'avevamo incontrata la prima volta a Sassuolo ad una conferenza contro la vivisezione tenuta 3 anni fa da Riccardo Oliva di Memento Naturae, poi lei aveva partecipato all'Incontro Collettivo Ecologista (della Rete Bioregionale) del 2013 a Vignola, alla Bifolca di Maria Miani. Considero Linda una donna molto coraggiosa e battagliera anche se a volte non condivido il suo estremismo e la sua opinione sugli allevamenti cosiddetti industriali, che per definizione di molti animalisti sfrutterebbero brutalmente gli animali somministrando loro qualsiasi tipo di sostanza anche vietata e dannosa alla salute umana e animale (ma io per l'esperienza lavorativa che ho affermo che non è così). Ieri abbiamo subito deciso che volevamo esserci anche noi a Modena e rivedere così l'amica Linda. Tra l'altro un giro a Modena ogni tanto fa piacere. Nella sua presentazione del libro l'ho trovata più equilibrata e come ho già detto sopra coraggiosa. Parlando davanti ad un gruppo di persone probabilmente già sensibili, di multinazionali, di inutilità della sperimentazione animale, di danni per l'ambiente e per la salute, facendo esempi e riportando studi scientifici, mi ha fatto capire quanto si stia documentando e quanto stia approfondendo l'argomento e pertanto da alle sue opinioni un valore più condivisibile e universale di quello basato "solo" (si fa per dire) su questioni etiche. Le auguriamo ogni bene e buon proseguimento per le sue attività...

Caterina Regazzi - Referente per il rapporto con gli animali della Rete Bioregionale Italiana


11 giugno 2013

Vignola - Vigilia di San Giovanni - Incontro Collettivo Ecologista 2013

Vignola, vigilia di San Giovanni... 22 e 23 giugno 2013 ed Incontro Collettivo Ecologista

 
 
 
 
 
In questi giorni di metà giugno Paolo ed io osserviamo continuamente il cielo: le nuvole passano, si aprono squarci di sereno, brilla il sole e subito dopo improvvisamente comincia a piovere e la temperatura si abbassa in modo repentino.
Stamattina al bar del centro a Spilamberto il nostro barista affezionato faceva previsioni meteorologiche: 
"Il tempo sarà incerto fino a sabato, forse però domenica e lunedì pioverà di brutto.... speriamo che per la festa di San Giovanni non dovremo stare sotto l'acqua!" L'abbiamo guardato in silenzio pensando "Eh, si, anche noi lo speriamo, che San Giovanni ci porti il sereno!". Eh già, la festa di San Giovanni è anche la nostra festa......
Da sei mesi stiamo lavorando all'Incontro Collettivo Ecologista, che si terrà a Vignola il 22 e il 23 giugno 2013 ed anche adesso stiamo limando, aggiungendo ed integrando il programma.
L'incontro comincia alle 16.30 del 22 giugno alla Sala Cantelli nel centro storico di Vignola con una tavola rotonda sulla riscoperta dell'identità locale con interventi seri, poesie e musica di un organetto.
Subito dopo ci trasferiamo in Via dei Gelsi, nel terreno di Maria Miani (la Bifolca) dove raccoglieremo l'iperico e varie erbe aromatiche per preparare l'acqua di San Giovanni. Dopo aver desinato frugalmente al servizio buvette delle cambusiere di Agribio, danzeremo attorno al fuoco acceso al suono di un tamburo sciamanico.
Ma non è finita! L'indomani mattina, 23 giugno, sempre nell'orto di Maria, ci racconteremo le nostre storie e mangeremo assieme quel che ognuno avrà portato. Nel primo pomeriggio saremo al fiume Panaro per il battesimo di San Giovanni ed un semplice esperimento di ecopsicologia. Infine, tornati, in conclusione dell'incontro Collettivo Ecologista si terrà  una festa bucolica, con inizio alle h. 18.00.   
La celebrazione comprende  una performance teatrale, sul tema dell'umiltà, con le attrici dilettanti: Maria Miani, Caterina Regazzi e Luisa Parmeggiani, nelle vesti di tre monache (con l'ausilio tecnico di Monica Ferrari, Francesca Marchese e Paolo D'Arpini).  Seguirà  un aperitivo agricolo, una esibizione di eccellenze contadine ed un concertino di musica popolare a cura del gruppo Lanterna Magica. 
Un fuoco sarà acceso....  

Caterina e Paolo

 
Info. bioregionalismo.treia@gmail.com - Cell. 333.6023090 - 333.9639611


5 maggio 2013

Incontro Collettivo Ecologista 2013

Scaletta (informativa) di servizio per l’Incontro Collettivo Ecologista del 22 e 23 giugno 2013 a Vignola (Mo)

 



 
Sabato 22 giugno 2013

 
Ore 15.30 - Appuntamento al Teatro Cantieri  Cantelli (al centro storico di Vignola) per preparazione sala. Chi vuole dare una mano è benvenuto

 
Ore 16 .30 Inizio tavola rotonda “Bioregionalismo, ecologia profonda e spiritualità laica per la riscoperta di una identità locale”.  Se qualcuno dispone di un registratore lo porti all’incontro. 
 
Ore 19.30 Chiusura tavola rotonda e risistemazione della sala e trasferimento nell’azienda agricola La Bifolca, in Via dei Gelsi  (Vignola)

 
Ore 20  Raccolta erbe aromatiche e iperico per preparazione acqua benedetta di San Giovanni

 
Ore 21   Aperitivo agricolo serale 
 
Ore 22.30 Accensione del fuoco e danza rituale e salto del falò (le donne sono pregate di indossare gonne larghe  ed anche gli uomini è meglio se indossano un pareo)

 
Ore 23.30 Osservazione delle stelle e respirazione yoga guidata

 

 

 
Domenica 23 giugno 2013

 
Ore 9  Assembramento nell’azienda agricola La Bifolca e formazione del primo cerchio di condivisione col bastone della parola

 
Ore 12  Accensione del forno a legna e preparazione collettiva del pasto vegetariano: ognuno porta qualcosa e ognuno contribuisce come può

 
Ore  13 Picnic e disbrigo a sorte

 
Ore 14.30  Escursione al fiume con rito battesimale di San Giovanni ed esperienza di ecolopsicologia

 
Ore 16  Cerchio di condivisione col bastone della parola e conclusioni

 
Ore 18  Piccola recita edificante su modestia ed umiltà

 
Saluti per chi parte e continuazione per chi resta 
 
Durante la manifestazione verrà presentato il nuovo numero di Quaderni di Vita Bioregionale ed il libro "Riciclaggio della Memoria" sul tema dell’ecologia profonda, bioregionalismo e spiritualità laica. Le spese organizzative vengono coperte con offerte libere a cappello (esclusi gli aperitivi agricoli). Per il pernottamento è possibile campeggiare liberamente nel terreno della Bifolca, oppure con sacco a pelo in un centro yoga di Vignola (con rimborso spese). In caso di pioggia l’incontro si terrà comunque nel centro yoga menzionato.

 
La manifestazione  si svolge con il Patrocinio morale del Comune di Vignola  ed  è aperta a tutti coloro che si riconoscono nella carta degli intenti. (http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/?r=28856)

 

 
Per info e per comunicare la propria presenza:  

 

 

 


 
P.S. Aiutanti necessari per il compimento: un astronomo dilettante, un fuochista, un pizzettaro, un tecnico per la registrazione audio, un fotografo, una madrina della festa, musicanti popolari, una sciamana per la preparazione dell'acqua di San Giovanni,  inservienti vari.


26 giugno 2012

Bioregionalismo e senso della comunità

Aprilia Comunitas, specchio del Cielo e della Terra - Bioregionalismo, ecologia profonda e spiritualità laica al solstizio estivo 2012

 
Campo del vetiver ad Aprilia

 

 
Aneddoti ed immagini dell'Incontro Collettivo Ecologista 2012

 
Sui pianori delle ultime propaggini del Vulcano laziale, abbracciati dall’orizzonte locale dei Monti Lepini, dei Monti Albani, della pianura e del mare, è consacrato lo spazio comunitario dedicato al solstizio d’Estate. I filari di vetiver allineati in ampi spazi per dare spazio all’incontro per condividere un sogno che può trasformarsi in progetto.

 

 
Cerimonia del Palus

 

 
Il palus, punto di intersezione dei tre mondi celeste, terrestre e infero, è il centro sacrale di osservazioni dello spazio e del tempo definiti dal Sole con il suo essere nel cielo in modo sempre uguale e sempre diverso.

 
Nel momento più alto del suo percorso nell’azzurro del cielo, il Sole con la proiezione dell’ombra del palus indica la direzione Nord-Sud del cardo tracciato con il decumano nella pianta di fondazione di Aprilia, città della terra.

 

 

 
Frutti ed erbe di Aprilia

 

 
Riconduce a Roma Il solco tracciato a delimitare i confini del nuovo comune che nasce per servire quanti vennero a popolare quelle terre in modo stabile dove il diritto e il dovere venivano riconosciuti nel contratto di appoderamento con l’Opera Nazionale Combattenti che intervenne anche nella formazione professionale dei braccianti e nell’assistenza tecnica e agronoma.

 
Il Comune con la scuola, la chiesa, il cinema, il servizio sanitario, la caserma dei carabinieri il mercato e la piazza, furono edificati per rispondere ai bisogni dei braccianti che diverranno contadini proprietari della casa colonica e delle terre.

 
Terre del grande latifondo dell’aristocrazia e della borghesia romana che finalmente fu rotto e trasformato con l’appoderamento che accolse gli italiani che provenivano dalle realtà italiane più depresse. Terra consacrata dal lavoro non più servile, verso il bene comune dell’intera nazione con la produzione cerealicola per dare ad ognuno il pane.

 

 
Momento durante il  cerchio di condivisione con iperico

 

 
La disposizione nella forma celeste del cerchio, si ritma con il passaggio del bastone della parola ornato dall’iperico. Di mano in mano fa esprimere ad ognuno di noi quelle parole che ci raccontano nel presentarci, nel condividere pensieri, emozioni, progetti e speranze. Il suo riformarsi arricchisce ancora e include chi è arrivato da poco.

 

 
Cibo bioregionale fresco

 

 
La musica chi si diffonde ai confini del tramonto, accompagnano le parole delle poesie di Gianni Rodari, sembra farci ritornare bambini. Con le parole ingenue dei piccoli pone le grandi domande, evidenzia le contraddizioni umane nei confronti del mondo e dipinge immagini belle di un mondo possibile.

 

 
Momento musicale con sorriso di Stefano Panzarasa

 
La condivisione del cibo è atto comunitario, riflesso nello spazio che ci circonda e di cui siamo parte, durante l’accoglienza con la degustazione dei prodotti del territorio: acqua di fonte, miele, frittate, pizze ripiene di verdura, pasta, olio, dolci e marmellate.

 

 
Piatto di cibo bioregionale vegetariano

 

 
Intenso e vibrante l’abbraccio nella spirale avvolgente che all’unisono si ritma e respira nella vibrazione del suono di un corpo solo.

 
Il popolo celeste ci sovrasta nel buio della notte. Si comincia a riconoscere e prende forma nella narrazione preceduta da uno spicchio di Luna crescente che rossastra tramonta sullo sfondo.

 
In quello spazio di cielo, che è dello sguardo di Callisto e Arturo, si proiettano le immagini evocate dal racconto animato dalle emozioni più diverse aperte alla riflessione nel lungo silenzio. Callisto violata, accusata, scacciata e punita genera in sé la potenza della resilenza nella scelta di essere madre protettrice.

 
E ci insegna come la forza per riemergere anche nelle situazioni più difficili è dentro ognuno di noi. E quando essa si unisce nell’intensità a quella di altri nella specifica progettualità dei territori diventa comunità in potenza. E esprime tanta intensa autenticità nell’incontro degli sguardi di chi la popola che può immaginare di riflettere le dinamiche celesti ed essere ammirata nello specchio del cielo.

 
Fuoco acceso nella notte del 23 giugno 2012

 
La Terra, l’Acqua, il Fuoco e l’Aria croce colorata nel cerchio della gialla ghirlanda solstiziale, materializzano la loro energia nella notte e catalizzano le loro forze positive nell’acqua della fonte apriliana che accoglie i fiori gialli dell’iperico e tutte le erbe profumate offerte da questa Terra. Solo al mattino potremo intingere le nostre dita in essa e bagnare il nostro corpo per riceverne l’energia cosmica.

 

 
Salto del fuoco con tamburo sciamanico

 

 
Il fuoco rischiara i volti nell’oscurità della notte e si anima dei suoni della chitarra e del tamburo sciamanico nella danza corale nel cerchio. Ma è da soli che affrontiamo il salto nel fuoco come prova di coraggio che segue la concentrazione la meditazione su noi stessi nella riflessione personale sul nostro essere, sul nostro agire e sul nostro protrarsi nel futuro frutto del presente e del passato.

 
Distribuzione dell'acqua santa di san Giovanni la mattina del 24 giugno 2012 

 

 
Che la forza del Sole rinforzi i nostri animi e la sua luce illumini i nostri percorsi migliori.

 

 
Lorella De Meis

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Commento - Osservazione di Stefano Panzarasa: 

Caro Paolo, sono stato molto contento di aver partecipato all'incontro della Rete, l'atmosfera era ottima e il posto bello e significativo vista l'attività così interessante della coltivazione del Vetiver, a quanto pare un toccasana per il pianeta e gli umani... Bravi Benito e sua nipote a portare avanti questa attività.
Ho trovato in tutti i partecipanti una bella consapevolezza ecologica e i discorsi vari che sono stati fatti mi hanno molto interessato. Sono anche sicuro che saprai raccontare bene e più in particolare tutti i bei momenti di vita conviviale che ci sono stati e quello che si è detto (e anche i bei riti prima di tutto quello del fuoco e dell'acqua di S. Giovanni...
Singolare però, ma non si può certo dire "fuori luogo", il fatto che alcune persone nel loro linguaggio utilizzassero spesso termini e frasi come "guerriero", "battaglia", "uso delle armi se proprio necessario", ecc., e anche la bella situazione notturna di osservazione delle stelle è stata animata con passionedal racconto del mito della creazione della costellazione del Gran Carro con l'Orsa Maggiore, mito però basato sulla violenza sessuale fatta da Giove a una ninfa poi emarginata e punita (!) fino a ritrovarsi stella nel cielo...
Personalmente ci terrei molto che si facesse una riflessione comune (e in parte si è fatta all'incontro) sul fatto che la consapevolezza ecologica debba essere radicalmente pacifista, anche se so bene che scrollarsi di dosso un fortissimo pensiero patriarcale, intriso di violenza (contro la natura, gli animali, le donne...) che pervade tutta la nostra società da millenni non è facile, e neanche per me... (Paola di Villa Lina lo ha spiegato molto bene). Però sono sicuro che tutte le belle persone che erano all'incontro questo percorso lo stanno già facendo...
Ma perché ho detto che questo linguaggio alla fine non era "fuori luogo"? Sembra un controsenso ma invece non lo è affatto... Il luogo dell'incontro era all'interno di un territorio chiamato "Campo di carne" (!) e questo nome deriva da una famosa battaglia qui avvenuta (una lapide apposita non lo diceva) dove morirono migliaia di combattenti,- singolare il fatto che quasi tutti noi presenti eravamo vegetariani o vegani -  poi il recente mega impianto per produrre energia elettrica dal gas (che purtroppo però produrrà anche poveri ultrasottili altamente cancerogene) e infine una situazione urbanistica selvaggia fino in riva al mare... Insomma un territorio grondante sangue e devastato in tutti i modi e tempi...
Forse a pensarci bene il rito più importante che si doveva fare era un rito di purificazione della terra, almeno quella di Benito e delle persone presenti. Ma ci sarà sicuramente un'altra bella occasione come questa...
Un saluto,
Stefano Panzarasa
 
...................
 
 
Mia rispostina:

Grazie caro Stefano per aver pazientato sino in fondo  cercando di accettare ed integrare il discorso fatto dai vari partecipanti, inutile dire che la tua presenza come quella di Carlo Consiglio o di Ciro Aurigemma, tanto per fare alcuni nomi, è stata utile a mantenere la rotta.. E sulla nostra zattera c'era un bel po' di gente... Hai visto anche tu che l'aria era portatrice di buone nuove, ed anche la presenza di Giulietta Blù degli ecovillaggi, di Lupanna, di Franca Chichi e di tanti altri..  è stata di buon auspicio.

Ricordando inoltre  l'ospitalita generosa di Benito Castorina e l'accoglienza prodiga di Riccardo Oliva e di Lorella De Meis.

Le simbologie antiche stanno lì nella cultura dell'uomo, miti leggende, dalla bibbia ai greci, dai purana al corano... Purtroppo di scritture matriarcali non se ne sono preservate e la nostra tradizione è tutta lì (nel descritto). Noi possiamo pian piano costruire una nuova "mitologia" come spesso diceva anche Marina Canino che purtroppo non è potuta venire... Ciao, Paolo.

E grazie per le foto preziose testimonianze della nostra presenza che sono qui pubblicate (in parte)

 

 


25 giugno 2012

Resoconto non-resoconto dell'incontro collettivo ecologista del solstizio estivo 2012

Non-resoconto dell’Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo 2012 (prima parte)

 
Un momento della cerimania fondativa del 22 giugno 2012

Care, cari,

son qui sotto una tettoia di plastica e metallo del bus stand di Macerata. L’afa è tanta.. ma anche questa al fine è fatta: l’Incontro Collettivo Ecologista is over!

Mi sono liberato anche di questa karma pesante e gioioso allo stesso tempo. Il 22, 23 e 24 giugno sono stato ad Aprilia, in “culo al mondo”, nel campo del vetiver di Benito Castorina. Lo scopo? Mantenere una promessa e porgere i miei omaggi e saluti ad alcuni amici vecchi e nuovi. Fatalità, com’era prevedibile, si è parlato e si è praticato assieme il bioregionalismo, l’ecologia profonda e la spiritualità laica. Uffah!

State ora leggendo un non-resoconto poiché qui col caldo, ed una stanchezza che non provavo dalla notte dei tempi, non sento di voler scrivere alcunchè di sensato.. solo sensazioni e flash di immagini vissute.

Ho chiesto una penna in prestito a due ragazze punk maceratesi che come me aspettano un autobus, non so quale non so per dove…

Ad un certo punto per andare ad Aprilia sarei dovuto partire da Treia a ridosso della manifestazione in compagnia di Lucilla o di Umberto… ed invece no! Non sarebbero venuti anche se ancora non lo sapevo quando si manifestò il karma che mi competeva.

A volte bisogna far attenzione a ciò che si dice. Diversi mesi fa, eravamo ancora in inverno, avevo promesso agli amici di Agribio E.R. Che sarei stato con loro per festeggiare il solstizio estivo. Insomma è avvenuto che a metà giugno spinto da un irresistibile destino e dal desiderio impellente di riabbracciare la mia amata Caterina ecco che mi son trovato imbarcato su un treno per Bologna, per buona grazia di Valeria, e lì in piazza c’era Caterina ad attendermi per farsi abbracciare e per abbracciarmi.

Ovvio che a quel punto son rimasto in Emilia per aspettare la venuta di Sonia che doveva svolgere una perlustrazione erboristica in quel di Rastellino il 19 ed il 20 giugno sono stato a Vignola da Maria per festeggiare il giorno quasi più lungo, mangiare leccornie ed ascoltar musica popolare dal vivo. Bella festa!

L’indomani ce la siamo presa comoda, sapendo che io e Caterina saremmo partiti assieme per Aprilia. Invece no! La email di Daniele ha cambiato tutto… Lui partendo da Piacenza avrebbe potuto darmi in passaggio passando da Modena e voilà la mattina del 22 giugno mi son trovato catapultato su un furgonato a gas, in compagnia di Daniele, e la sua non-compagna madre di suo figlio (con il figlio stesso), in lenta discesa verso il Lazio.

Viaggio ben corroborato da discorsi spirituali e dietetici, caldo asfissiante e velocità ridotta. Usciti dall’autostrada a Roma gira che ti rigira ci siamo smarriti sul GRA, sommersi dal traffico dei pendolari che rientravano dal lavoro, cercando senza trovarla via Anagnina e cercando di interpretare le “precise” indicazioni forniteci da Benito, belli disperati, accaldati digiuni incazzati senza darlo a vedere, insomma sotto sballo. Ma un santo, sicuramente San Giovanni, vegliava su di noi, gira che ti rigira ecco che riesco a scorgere una freccetta azzurra piccola piccola con su scritto “Anagnina”. Malgrado avessimo già superato il bivio Daniele impavido ha fatto un pezzo di marcia indietro e l’abbiamo imboccata… Ci è sembrato di rivivere l’allegria nel furgonato era allle stelle…. e le difficoltà ulteriori degli ultimi 50 kilometri di viaggio ci sono sembrate quelle di una avventura a Disneyland.

Ed accoci dopo peripezie e speranze di volta in volta nutrite e svanite alfine giungere dove dovevamo andare -“in tanta malora”- nel campo del vetiver. Sole brillante e bollente malgrado il tardo pomeriggio, stralunati, vaganti, siamo entrati infine nel luogo dell’incontro (o meglio fuori dal cancello). Appiedati per gli ultimi duecento metri un po’ rasserenati per aver indovinato la strada abbiamo visto che lì ad attenderci c’erano già alcuni coraggiosi, maestri e maestre di arrivi, e di cui più avanti vi dirò…

Risaliti al cancello scaricati i bagagli a mano ed in carriola mi son ritrovato a guardarmi attorno per decidere sulla mia sistemazione notturna. Alcuni avevano già optato per la tenda, visto che la disponibilità di letti era modesta (due stanze un soppaco e una cucina) e molte le persone da ospitare, fra cui donne bambini ed anziani (nel senso più anziani di me) su due piedi ho deciso anch’io di montare la tenda che Caterina mi aveva prestato (per ultima ratio). Dopo 40 anni di incompatilità con le tende mi trovo alquanto impacciato nell’opera di edificazione.

Per fortuna un volenteroso professore ed un bambino mi aiutano (pur anch’essi non avendo mai montato una tenda) e gli sforzi congiunti danno un buon risultato. La tenda è eretta ma lì mi avvedo del pezzo mancante, il telo di sopra, senza il quale l’igloo è una semplice zanzariera con fondo plasticato. Allora mi rendo conto di non poter trascorrere la notte in quel riparo così malsicuro. Anche perchè si è già alzato un forte vento e la temperatura è bella che scesa e si prevede che scenderà ancora e dal cielo stellato scenderà la benefica (per le piante) rugiada notturna.

Mi trovo alquanto stordito ed indeciso, poiché non ho nemmeno una coperta. Allora prendo a vagare nel compound in cerca di una ispirazione o di un riparo alternativo.

Le stanze in casa sono già tutte sovraffollate, ci sarebbe un divano in cucina e decido che per me va bene e ne prenoto l’uso. Poi torno alla tenda per raccattare le mie cose ma mentre torno -miracolo- noto un piccolo garage magazzino laboratorio, per curiosità ci ficco il naso dentro, puzza di gasolio e simili, ma il pavimento è ben piastrellato e c’è spazio sufficiente per coricarsi a terra..

Immantinenti opto per questa nuova sistemazione, vado a cercare una stuoia ed un materassino, pulisco per terra, riordino e benedico, ed ecco che nel giro di un’oretta ho sistemato la mia reggia. Scopro che nello sgabuzzino interno c’è pure un minuscolo servizio, un po’ ingombro di gomme d’auto, attrezzi, bidoni, ed altre cianfrusaglie, e riesco a mettere a nudo un cesso, un lavandino ed un bidet con qualche rottura qui e lì, ma funzionanti. Sono proprio fortunato, non è più un garage magazzino laboratorio è una casetta romantica che tutti gli altri ospiti mi invidiano.

Nel frattempo -nel bus stand di Macerata, le ragazze punk debbono partire e mi fanno capire di aver bisogno della penna, che restituisco. Ma ormai ho cominciato a scrivere e non demordo mi faccio un giro finché riesco a farmene prestare un’altra da una signora caritatevole e posso continuare il racconto.

Finalmente sistemato posso dedicarmi alla mia toeletta personale, sudato e sporco come sono, sento il bisogno di una doccia che spero di poter fare nel bagno comune della casa. Ma debbo accontentarmi di lavarmi con il sistema indiano, con un secchiello, perché la manopola della doccia è rotta. Comunque rinfrescato e pulito….

Ma qui anche la seconda penna se ne va… e decido di continuare a scrivere con una pennetta di estrema riserva che avevo messo nella tasca della mia borsa, è un po’ scarica e la scrittura necessita di ricalcature ma funge… ho ancora da aspettare oltre un’ora e mezza per il bus che va a Treia… a da passà il pomeriggio e scrivendo passa meglio.

Tornando al campo del vetiver finalmente vado a salutare quelle persone a modo che aspettavano che io finissi tutti i miei preparativi.... Ospiti eccezionali che hanno preparato ogni ben di dio per darci accoglienza. Tavoli apparecchiati all’ombra della sera con sopra torte e tortine, frittate, crostate, biscotti,acqua di sorgente frizzantina,albicocche, prugne, visciole a cui aggiungo i due boccioni di vino delle Marche che l’amore mio Caterina mia aveva dato come contributo per l’Incontro. Ma prima di passare alle gozzoviglie la maestra Lorella ci ha invitati tutti a partecipare alla cerimonia di fondazione del luogo, con il posizionamento del palo sacro per l’individuazione delle direzioni come insegnato nell’antico sistema romano.

Al termine del rito abbiamo pasteggiato al lume di candela in piedi, soddisfacendo così il nostro bisogno di cose concrete. Ed io mi sono bevuto almeno un litro d’acqua frizzantina naturale. Dopo il prasad bioregionale altra cerimonia per riconoscere le stelle ma il mio sguardo era fortemente attratto dalla falce rossa della luna crescente sulla quale mi sono soffermato lungamente. Con questo la prima giornata è ben terminata e soddisfatto mi sono ritirato nella rimessa, sdraiato sulla stuoia un po’ dura al lume del moccoletto antizanzare (anch’esso dono di Caterina) leggo mentalmente lo Shiva Manasa Puja.

Avvoltolato in una serie di magliette, camicia e maglioncino leggero (portato per ”un non si sa mai” altamente previdente) e coperto da tutti i miei scialli indiani. E mi addormento malgrado il freddo.

L’indomani mi desto arzillo di buon’ora e prendo confidenza con la cucina (che non abbandonerò mai per tutti i giorni di permanenza) facendomi un teuccio e sgranocchiando qualche trancetto di crostata della sera prima.

Pian piano anche gli altri si svegliano e la seconda giornata inizia per tutti. Dopo colazione ci si coordina sulle cose da fare. Alcuni si dedicano al lavoro di pulizia del campo ed al montaggio di un forno a legna, che purtroppo non sarà mai pronto… mentre altri decidono di fermarsi in cucina per preparare assieme a me il pranzo. Meglio che tutto sia a posto in modo che dopo lo sharing che inizia alle 10 e dura sino alle 13 non ci si debba affannare a preparare da mangiare. Menù: panzanella, dhal, patate e erbe di campo, insalata ed altre cosette sfiziose.

A questo punto forse qualcuno si interrogherà su quanto è stato detto durante l’incontro, a cominciare da questa prima sessione di condivisioni di esperienze e pareri sulla pratica bioregionale. Resterà deluso, non dirò nulla di ciò (almeno per ora) sperando che qualche anima pia lo faccia come pegno d’amore per il gruppo e per la causa (Aha aha ah).

Continuando, nel pomeriggio del 23 giugno i più goliardici rinunciano al riposino e decidono di andare a fare un tuffo al mare ovviamente non mi sono unito al gruppo, anche perché devono arrivare nuovi ospiti, fra cui Luisa, Paola, Ciro, Giulietta, Carlo, Franco, Caterina mia figlia con nipotini.. e diverse altre persone che approfittano della mia discesa ad Aprilia per venirmi a salutare (ed a farmi gli auguri di compleanno). Inoltre c’è da preparare e pulire la spianata ove si farà il fuoco, sistemare il focolare, predisporre gli ingrediente per la preparazione dell’acqua di San Giovanni (con varie erbe aromatiche e fiori di stagione), raccogliere la legna secca, preparare la cena, oltre ovviamente a predisporre il cerchio per il secondo sharing pomeridiano.

Tutti intorno nel prato davanti al palo della fondazione siamo una trentina e forse più, molti venuti da parecchio distante, soprattutto ho notato la forte presenza di siciliani. La sera attorno al fuoco sacro danziamo in cerchio e cantiamo al suono del tamburo sciamanico suonato da Nevio e della chitarra suonata da Stefano. Il nostro spirito è indomito..

E qui giunge la corriera che mi porterà a Treia da Macerata, interrompo la narrazione, forse la riprenderò domani, chissà…?

Paolo D’Arpini (25 giugno 2012)


15 giugno 2012

Bioregionalismo ed ecologia profonda all'Incontro Collettivo Ecologista 2012

Un sogno sull'Incontro Collettivo Ecologista del 22, 23 e 24 giugno 2012

 


Il 22, 23 e 24 giugno 2012 ci troviamo ad Aprilia, all’Incontro Collettivo Ecologista.

Quest’anno è una anno speciale, anche se non se ne parla più, e da molti viene ancora indicato come il tempo di un cambiamento epocale. Stanotte ho fatto un sogno. Ho visto che un piccolo gruppo di amici eravamo riuniti per decidere di salvare il mondo. All’inizio eravamo quattro gatti come suol dirsi poi a mano a mano giungevano altre persone di tutte le razze: mediorientali, cinesi, neri, etc. Lo scopo non era tanto quello di trovare soluzioni per evitare ciò che appariva inevitabile bensì di riuscire a mantenere un’intelligenza, un seme, per la continuazione della specie umana.

Infine dovevamo prepararci ad una guerra e il consiglio dell’esperto era: “Per sopravvivere ad una guerra occorre non lasciarsi travolgere dalle emozioni cercando bensì di adempiere a quanto necessario senza preoccuparsi delle conseguenze”. Ero anch’io d’accordo… E non siamo forse oggi in procinto di una guerra globale per la sopravvivenza dell’Umanità? Beh, stamattina mi son chiesto, cosa andiamo a fare ad Aprilia? Cosa possiamo risolvere con le nostre chiacchiere e –in più- cosa potremo fare se siamo io mammeta e tu, i soliti quattro gatti, all’incontro risolutivo per salvare il mondo?

Certamente aveva ragione Tonino Bianconi quando anni fa ad ogni incontro in cui ci si trovava con i soliti “intimi” rammentava a noi tutti: “Quel che conta non è la quantità ma la qualità!”.

E così sia… sarà benvenuta la qualità, ad Aprilia. Anche perché non dobbiamo decidere alcunché ma solo mescolare le energie e le intelligenze. Un po' come si fa durante una meditazione collettiva, ci si siede assieme a si resta in assorbimento.. l’inconscio provvede al resto. L’importante durante questo incontro collettivo ecologista del sosltizio estivo sarà di poter essere in grado di gestirci nelle cose minute: cucinare, mantenere la pulizia, essere in grado di ordinarsi all’interno di un insieme, godere di momenti di gioia e di preoccupazione, stabilire i confini fra l’utile e l’inutile, decidere per noi stessi cosa fare di noi stessi, esprimere arte e poesia, immaginarci un futuro…!

Durante i giorni del solstizio si provvede a mietere il grano ed a stiparlo per l’inverno, a raccogliere i fiori d’iperico per preparare l’olio salvifico che ci curerà i geloni, ad osservare l’abbondanza sapendo che dobbiamo essere pronti alla miseria.

Separatamente pubblicherò le caratteristiche che vengono attribuite a questo periodo nel Libro dei Mutamenti, per ora posso dirvi che questo è il momento in cui l’intelligenza creativa raggiunge il suo culmine, come d’altronde la luce solare.

Paolo D'Arpini
Rete Bioregionale Italiana
http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/?r=28856

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Programma:

Incontro Collettivo Ecologista Solstizio estivo 2012 – Tematiche: Ecologia profonda, Bioregionalismo, Biospiritualità, Alimentazione naturale, Cure naturali, Rapporto uomo natura animali, Ecologia sociale, Economia partecipativa, Solidarietà con il Tutto, Biopolitica, Risparmio energetico, Gestione ecologica delle risorse, etc.

Venerdì 22 giugno 2012: Campo del Vetiver, Via Savuto 38, Aprilia

Dalle h. 14.00 – Arrivo, sistemazione alloggi ed accoglienza. Benvenuto agli ospiti con degustazione dei prodotti del territorio e approccio al territorio “Aprilia comune rurale – Città della Terra”. Segue escursione al mare con rievocazione narrativa di Carna.
h. 18.30 – Ritorno al Campo, preparazione della cena e riordino.
h. 20.00 – Pasto conviviale e riordino della sala.
h. 22.00 – Osservazione ad occhio nudo del cielo stellato con riconoscimento astri (a cura di Memento Naturae).
h. 23.00 – Sistemazione per la notte.

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Sabato 23 Giugno 2012: Campo del Vetiver, Via Savuto 38, Aprilia

h. 7.30 – Sveglia, toilette personale e colazione
h. 9.30 – Inizio dell’Incontro. Seduti in Cerchio, a rotazione (con il bastone della parola) ognuno interviene con proprie proposte sui temi trattati e con narrazione di esperienze vissute. Tempo di lettura 10 minuti per ciascuno. Al termine ripetizione del giro di interventi per ulteriori approfondimenti.
h. 12.00 – Preparazione del pasto, consumazione e successivo riordino
Dalle h. 14.00 alle 15.00 – Riposo
h. 15.00 – Visita nel bosco circostante con riconoscimento erbe (a cura di Vivere con Gioia)
h.16.30 – Riprende il Cerchio di condivisione pareri e formazione di eventuali gruppi di lavoro, su specifici temi da portare avanti successivamente.
h. 18.30 – Break per tisana e preparazione del pasto.
h. 20.00 – Consumazione della cena e riordino
h. 21.30 – Attività ludiche collegiali. Canti, danze, poesie, espressioni corporee
h. 23.30 -Sistemazione per la notte

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Domenica 24 giugno 2012 – Campo del Vetiver, Via Savuto 38, Aprilia

h. 7.30 – Sveglia, toilette personale e colazione
h. 9.30 – Sessione finale di condivisione in cerchio e affinamento sui progetti
h. 11.30 – Preparazione del pasto, consumazione e sistemazione del luogo, pulizia generale, riordino, etc.
h. 15.30 – Discorso sulle proprietà del cibo, basate sui colori, sapori, forma ed odori (a cura del Circolo vegetariano VV.TT.)
h. 16.00 – Discorso sull’utilizzazione e proprietà del vetiver, la pianta dai mille usi e vantaggi (a cura di Benito Castorina)
h.17.00 – Conclusioni generali, riepilogo degli argomenti trattati e ultimi avvisi ai naviganti.

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Durante la manifestazione verrà distribuita la brochure “Incontro Collettivo Ecologista 2012 – Quaderni di vita bioregionale”

Avvertenza: Non è richiesta una quota di partecipazione ma un’offerta volontaria per l’organizzazione sarà gradita. Ognuno è invitato a contribuire con cibi e bevande (possibilmente biologici vegetariani) e a partecipare alla conduzione generale, vesseille, pulizia, cucina, etc. Sono disponibili una dozzina di posti letto (con sacco a pelo proprio) riservati a donne, bambini ed anziani. Sono inoltre a disposizione due/tre dozzine di posti al coperto (con materassino e sacco a pelo proprio). E’ possibile campeggiare con tenda e camper senza problemi. La struttura che ci ospita dispone di servizi igienici e di cucina ed ha un salone per gli incontri.


Informazioni Generali:
Rete Bioregionale Italiana – circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 333.6023090

Informazioni logistiche: info@mementonatura.org – Tel. 333-8902499
Informazioni per la permanenza ed accoglienza: Benito Castorina – bcastorina@gmail.com – Tel. 338.4603719

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Per giungere al luogo dell’incontro:

S. S. Pontina Km 44,300 da Roma – I Giardini del vetiver
Distributore Benzina Q8 Stazione Campo di Carne

Percorso principale:
1. SS Pontina direzione Roma – Aprilia, uscire al km 44,300 circa , poi girare direzione centro commerciale Aprilia2 ? rotonda ? via della Riserva Nuova ? via della Cogna ? via Savuto (m.100 a dx dopo il distributore Q8) ? continuare per via Savuto per circa km 2;
Altri percorsi:
8. per chi viene col treno che Parte da Roma Termini ogni ora, scende alla fermata Campo di Carne (la prima dopo la fermata Aprilia), e può chiamare per il servizio navetta gratuito della Impresa “Latium Vetiver” cell. 338.4603719.


7 giugno 2012

Bioregionalismo e Politica

Bioregionalismo e Politica – Riprendere la costruzione dell’unità europea e l’attuazione bioregionale a livello europeo e mondiale

 
Paolo D'Arpini nel sole di Treia


Proprio in questi giorni stavo parlando con la mia compagna Caterina Regazzi in merito a quelle che sono le mie priorità politiche, sociali ed ambientali per realizzare un mondo migliore. Ancora una volta ho espresso il mio desiderio per l’unione di tutte le genti in un’unica identità umana. Come avrebbe potuto essere l’ONU se non avessero prevalso interessi particolari e veti incrociati sulla sua operatività e consistenza.

L’umanità è una ed anche la Terra è una. In un contesto di consapevolezza universalista un governo mondiale -lungi dal rappresentare interessi economici di potentati finanziari- dovrebbe rappresentare l’interesse di tutto il globo terracqueo, inserendovi non solo gli umani ma anche gli altri viventi. Se vogliamo questa è anche la visione bioregionale, in cui gli ambiti territoriali non sanciscono separazioni ma solo definiscono le variazioni di intensità, di qualità e di presenza vitale e geomorfologica.

Un po’ come avviene per l’organismo umano che è l’insieme inscindibile di tutti i suoi organi, distinguibili nelle reciproche funzioni ma non separabili. Pertanto l’interesse di un organo deve prevedere e integrarsi con l’interesse di tutto l’organismo.

Questo sentire olistico non è solo prerogativa del pensiero bioregionale ma anche la conclusione logica della filosofia non duale. Diceva ad esempio Ramana Maharshi: “Una società è l’organismo; i suoi membri costituenti sono gli arti che svolgono le sue funzioni. Un membro prospera quando è leale nel servizio alla società come un organo ben coordinato funziona nell’organismo. Mentre sta fedelmente servendo la comunità, in pensieri, parole ed opere, un membro di essa dovrebbe promuoverne la causa presso gli altri membri della comunità, rendendoli coscienti ed inducendoli ad essere fedeli alla società, come forma di progresso per quest’ultima.” Ed affermava Nisargadatta Maharaj: “..noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati”

La nostra presenza umana perciò va inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica.

La prima cosa da fare, a livello politico, è il riconoscimento della appartenenza alla “Casa Comune” e questo, se vogliamo, si può anche fare per gradi. Come siamo stati capaci di riconoscere la nostra identità prima nel nucleo familiare e nella comunità tribale, poi nella città e nel popolo ed avanti ancora nella nazione, saremo in grado di riconoscere le comuni radici europee che tutti ci contraddistinguono.

Certamente non per “separare” l’Europea dal resto del mondo, mettendola in competizione con gli altri raggruppamenti etnici e geografici, ma per imparare ad allargare il nostro senso di identità ed appartenenza. Pertanto l’attuazione dell’Unione Europea è, secondo me, un passo necessario per migliorare la nostra visione olistica. I singoli stati debbono fondersi e rinunciare alla loro prerogativa nazionale. Queste deve avvenire in piena giustizia e con il consenso del popolo e non per avvantaggiare uno stato od una struttura economica rispetto ad un’altra. Quindi la base dell’unione non deve essere quella della supremazia politica ed economica di una o più nazioni né deve rappresentare interessi alieni alla comunità (banche, multinazionali, istituti finanziari internazionali, etc.).

Per questo è importante che -ad esempio- l’emissione dei valori monetari di interscambio comunitario sia direttamente gestita dal governo comunitario e non dalle banche private come avviene oggi con la BCE.

C’è poi l’altro aspetto della valorizzazione e salvaguardia delle culture e delle peculiarità specifiche delle comunità locali, le caratteristiche di queste comunità non possono essere rappresentate da “regioni politiche disomogenee” bensì dovranno essere ristrutturate in ambiti bioregionali omogenei. Queste bioregioni dovranno presentare evidenti affinità di cultura e di forme economiche, per quel che riguarda l’uomo, ed altrettanto dicasi per gli aspetti naturalistici, geomorfologici, botanici, climatici, etc.

Le grandi città tanto per cominciare debbono essere amministrate, con le loro aree metropolitane, in bioregioni a se stanti, per una corretta gestione autonoma dello svolgimento dei suoi servizi, approvvigionamenti, etc. in modo da non far degradare -come oggi avviene- il contesto generale del territorio circostante, dovuto anche alla diversità di incidenza della rappresentatività percentuale della popolazione e del suo “peso” elettorale. Lo vediamo bene con quel che succede -ad esempio- nella Regione Lazio, sovente succube degli interessi devianti e fagocitanti di Roma: su 6 milioni di abitanti 5 di essi vivono nella città e relativa banlieu.

Nel riordino amministrativo a carattere bioregionale bisogna inoltre privilegiare le piccole comunità ed il mantenimento dei rispettivi habitat e delle culture tradizionali.

Attuando il bioregionalismo su ampia scala l’Europa non sarà più un accrocco disomogeneo di stati bensì l’unione di piccole comunità omogenee ed autonome (negli ordinamenti amministrativi interni) che condividono, nel mantenimento delle diversità culturali, una comune identità ed un comune interesse di sviluppo sociale e spirituale. Parlo di interesse spirituale e non religioso, in quanto le religioni stesse sono elementi separativi che contrappongono l’uomo all’uomo e l’uomo alla natura.

In questa prospettiva sento di voler condividere il documento presentato dal Movimento per la società di giustizia e per la speranza di Arrigo Colombo che scrive: “Cari amici, il Movimento ha preparato questo documento per la ripresa e il rafforzamento dell’Unione Europea; per il quale chiede il vostro aiuto nell’invio e nella diffusione. Il documento può sempre essere fatto proprio o anche modificato”

Paolo D’Arpini
Rete Bioregionale Italiana

Via Mazzini, 27 - Treia (Macerata)


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Testo menzionato:
“Pres. François Hollande, webmestre@www.elisee.fr
Cancelliera Angela Merkel, internetpost@bundeskanzlerin.de
Pres. Mario Monti, centromessaggi@governo.it
Reprendre la construction de l’unité européenne La plus grave erreur qu’on ait commise a été l’abandon de la construction de l’unité politique de l’Europe. C’est arrivé après le non au référendum de la France et de la Hollande ;un fait tellement étrange car il s’agissait de deux seules nations de l’Union ; et car l’objet du référendum, la Constitution Européenne, n’était pas connu par le peuple qui a voté ; il s’agissait plutôt de l’opinion de certains partis politiques ou de certains courants dans les partis. On a cherché à raccommoder les choses par le traité de Lisbonne, mais personne n’y a cru: l’individualisme et le chauvinisme de certains états avait prévalu sur le grand processus historique de l’unification. Maintenant la crise économique a montré avec évidence tous les inconvénients d’une Europe divisée, où les états individuels – l’Allemagne par exemple – imposent leur politique ; où l’on parle avec une facilité folle de la sortie de l’Union d’un ou de plusieurs états, de la fin de l’euro pour retourner à la monnaie nationale. Il est évident qu’il y a un esprit destructeur qui veut anéantir la grande entreprise de construction de l’Union Européenne, 500 cents millions d’habitant, une puissance économique et culturelle incomparable, un esprit de solidarité et de paix, un exemple pour l’humanité entière. On doit reprendre avec force la réalisation d’un état fédéral. C’est-à-dire :une charte constitutionnelle ; un parlement qui a le pouvoir de législation et de décret ;un gouvernement véritable ; une politique économique unitaire dans un esprit de solidarité, de soutien du travail, de rédemption de la pauvreté, sur la base du principe de dignité et du droit de la personne humaine, de chaque personne; où l’on pourra développer peu à peu la socialisation de l’entreprise et la redistribution de la richesse ;une véritable politique de paix, avec l’abandon de l’armement nucléaire par la France et la Grande Bretagne, l’abandon de la vente des armes, l’abolition progressive de tout armement et le refus absolu de toute guerre. C’est une politique dans laquelle l’Europe doit traiter et convaincre, elle doit porter à la paix oecuménique l’humanité entière.

Prof. Arrigo Colombo Arrigo Colombo, Centro interdipartimentale di ricerca sull’utopia, Università di Lecce, Via Monte S.Michele 49, 73100 Lecce, tel/fax 0832-314160E-mail arribo@libero.it/ Pag web http://digilander.libero.it/ColomboUtopia

(testo italiano)
Riprendere la costruzione dell’unità europea Il più grave errore è stato qui l’abbandono della costruzione dell’unità politica europea; che è giunto dopo il no di Francia e Olanda nel referendum sulla proposta costituzionale: un fatto talmente strano in quanto si trattava di due soli stati dell’Unione: e anche perché l’oggetto del referendum, la Costituzione Europea, non era conosciuto dal popolo che ha votato; si trattava piuttosto dell’opinione di certi partiti politici o di certe correnti di partito. Si è cercato di riaccomodare le cose col trattato di Lisbona, ma nessuno ci ha creduto: l’individualismo e lo sciovinismo di certi stati era in realtà prevalso sul grande processo storico dell’unificazione. Ora la crisi economica ha mostrato con evidenza tutti gli inconvenienti di un’Europa divisa, dove i singoli strati – la Germania ad esempio – impongono la loro politica; dove si parla con una folle facilità della possibile uscita dall’Unione di uno o più stati, della fine dell’euro per tornare per tornare alla moneta nazionale. È evidente che qui uno spirito distruttore vuole annientare la grande impresa di costruzione dell’Unione Europea, 500 milioni di abitanti, una potenza economica e culturale incomparabile, uno spirito di solidarietà e di pace, un esempio per l’umanità intera. Dev’essere ripresa con forza la realizzazione di uno stato federale, ciò è a dire:una carta costituzionale;un parlamento che ha il potere della legge e del decreto; un vero governo;una politica economica unitaria in uno spirito di solidarietà, di sostegno del lavoro, di redenzione della povertà; sulla base del principio di dignità e diritto della persona umana, di ogni persona; dove a poco a poco si potrà sviluppare la socializzazione dell’impresa e la ridistribuzione della ricchezza;una vera politica di pace, con l’abbandono dell’arma nucleare da parte di Francia e Gran Bretagna, l’abbandono di ogni vendita delle armi, l’abbandono progressivo di ogni armamento e il rifiuto totale della guerra. Una politica in cui l’Europa deve trattare a convincere, deve portare alla pace ecumenica l’umanità intera”

………………….



Di questo e simili temi se ne parlerà durante l’incontro collettivo ecologista del Solstizio Estivo, che si tiene ad Aprilia (Latina) dal 22 al 24 giugno 2012. Vedi anche: http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=incontro+collettivo+ecologista+programma



5 giugno 2012

Aam Terra Nuova: "Bioregionalismo, ecologia profonda, spiritualità della natura all'Incontro Collettivo Ecologista 2012"

AAM TERRA NUOVA e nuovo articolo sull'Incontro Collettivo Ecologista di Aprilia - Dal 22 al 24 giugno 2012

 

 



Reprimenda di Massimo Andellini, dell'ass. Unione Vegetariana Animalista: “CARISSIMO PAOLO, BIOREGIONALISMO... BIOREGIONALISMO, MA POI SUL GIORNALETTO DI SAUL CI SALUTI CON UNA "DICITURA" IN LINGUA ALBIONICA..”

Mia rispostina: “Eh, caro Massimo.. hai ragione. Nisargadatta, l'autore delle frasi che spesso inserisco, parlava solo in Marathi (la lingua del Maharastra) ma il testo mi giunge in inglese. Anche altri mi hanno chiesto di tradurle in italiano, delle volte l'ho fatto.. ma non sempre... (per questioni di tempo).

Ma questa te la traduco:

"There is no place for effort in reality. It is selfishness, due to a self-identification with the body, that is the main problem and the cause of all other problems. And selfishness cannot be removed by effort, only by clear insight into its causes and effects. Effort is a sign of conflict between incompatible desires. They should be seen as they are - then only they dissolve..." (Nisargadatta Maharaj)

Traduzione: “In realtà non c'è spazio per lo sforzo. E' l'egotismo, dovuto all'identificazione con il corpo, il problema principale e la causa di ogni altro problema. E l'egotismo non può essere rimosso con lo sforzo, solo con la chiara visione delle sue cause ed effetti. Lo sforzo è il segno di un conflitto fra desideri incompatibili. Questi debbono essere visti per quello che sono e solo allora svaniscono..”

Ah, a proposito di bioregionalismo.. AAM Terra Nuova ci ha dedicato una bella pagina sull'incontro di Aprilia del Solstizio Estivo e sulla nascita della Rete Bioregionale Italiana:
http://www.aamterranuova.it/Incontri/Incontro-Collettivo-Ecologista

Ti aspetto ad Aprilia dal 22 al 24 giugno 2012, durante l'incontro verrà presentato il nuovo numero di Quaderni di Vita Bioregionale 2012 - Ringrazio per l'impaginazione Daniela Spurio e tutti gli autori degli articoli.


Per l'aiuto dato nell'organizzazione dell'incontro in particolare ringrazio: Riccardo Oliva e Benito Castorina.

Cari saluti, Paolo D'Arpini
circolo.vegetariano@libero.it



Programma del prossimo Incontro Collettivo Ecologista del Solstizio Estivo ad Aprilia (Latina):

http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/post/2718386.html   

 

 


24 maggio 2012

Anteprima sui Quaderni di Vita Bioregionale del Solstizio Estivo 2012

Anteprima sui Quaderni di Vita Bioregionale 2012 - Presentazione all'incontro Collettivo Ecologista dal 22 al 24 giugno 2012 (Aprilia)

 

 

Anteprima di Paolo D'Arpini sui temi dei Quaderni di Vita Bioregionale 2012


La spiritualità della natura, o biospiritualità, è uno degli aspetti portanti della nuova consapevolezza ecologista profonda e bioregionale. Ma occore dire che la sacralità del creato è un aspetto riconosciuto anche in varie fedi religiose, persino nella fede cristiana, soprattutto nel misticismo (sia in quello primitivo che in quello francescano) in cui prevale la consuetudine di ritirarsi in grotte, boschi e deserti in stretta comunione con gli elementi naturali e con il mondo animale. E questi argomenti sono ampiamente trattati nel nuovo numero dei Quaderni di Vita Bioregionale - Solstizio Estivo 2012.

Ma nei Quaderni si parla anche della visione pagana dell'ecologia e della spiritualità, di cui alcuni aspetti che erano presenti persino nella religione ebraica, sia pur talvolta condannati come ad esempio l’adorazione della vacca sacra durante la traversata del Sinai, oppure riconosciuti e facenti parte della tradizione come avvenne presso la setta degli Esseni che vivevano in strettissima simbiosi con la natura e con i suoi aspetti magici, avendo sviluppato anche la capacità di trarre il loro nutrimento dal deserto, un grande miracolo questo considerando che erano persino vegetariani….

Il rispetto e l’adorazione della natura è uno degli stimoli da sempre presenti nell’uomo, tra l’altro questo sentimento panteista è alla base dell’exursus evolutivo della specie.

Ciò mi fa ricordare di una storiella, che amo spesso raccontare, sull’origine della specie umana. Ormai è certo che ci fu una “prima donna”, un’Eva primordiale. L’analisi del patrimonio genetico femminile presente nelle ossa lo dimostra inequivocabilmente… Mi sono così immaginato una donna, la prima donna, che avendo raggiunto l’auto-consapevolezza (la caratteristica più evidente dell’intelligenza) ed avendo a disposizione solo “scimmie” (tali erano i maschi a quel tempo) dovette compiere una opera di selezione certosina per decidere con chi accoppiarsi in modo da poter avere le migliori chance di trasmissione genetica di quell’aspetto evolutivo. E così avvenne conseguentemente nelle generazioni successive ed è in questo modo che pian piano dalla cernita nell’accoppiamento sono divenute rilevanti qualità come: la sensibilità verso l’habitat, l’empatia, la pazienza, la capacità di adattamento e di gentilezza del maschio verso la prole e la comunità, etc. etc. Pregi che hanno portato la specie verso la condizione “intelligente” che conosciamo (o conosceremmo se nel frattempo non fosse subentrata una spinta involutiva).

Purtroppo in questo momento storico, in seguito all’astrazione dal contesto vitale e alla manifestazione della spiritualità in senso religioso metafisico (proiettata ad un aldilà ed ad uno spirito separato dalla materia) molto di quel rispetto (e considerazione) verso la natura e l’ambiente e la comunità è andato scemando, sino al punto che si predilige la virtualizzazione invece della sacralità vissuta nel quotidiano. Ed in questo buona parte della responsabilità è da addebitarsi ai credo monoteisti ed alla nuova fede del consumismo materialista. Ma quello che era stato scacciato dalla porta ora rientra dalla finestra, infatti la scienza sta riscoprendo i miti, le leggende e le divinità della natura descrivendole in forma di “archetipi”.

All’inizio della civilizzazione umana, nel periodo paleolitico e neolitico matristico, la sacralità era incarnata massimamente in chiave femminea, poi con il riconoscimento della funzione maschile nella procreazione tale sacralità assunse forme miste maschili e femminili, successivamente con i monoteismi patriarcali fu il maschile che divenne preponderante. Ora è tempo di riportare queste energie al loro giusto posto e su un totale piano paritario. Anche se già in una antica civiltà, quella Vedica, questa parità era stata indicata, come nel caso della denominazione(maschile) “Surya” che sta ad indicare l’identità del sole in quanto ente, che viene completato dall’aspetto femminile “Savitri” che è la capacità irradiativa dell’energia solare. E noi sappiamo che fra il fuoco e la capacità di ardere sua propria non vi è alcuna differenza.

Il filone biospirituale sta riacquistando forza anche nella moderna teologia cattolica, soprattutto attraverso la spinta di Teilhard De Chardin e Thomas Berry, quest'ultimo - considerato quasi un eretico dal vaticano- si è spinto ad affermare che la "passione del Cristo" in questa era è rappresentata da Madre Terra violentata ed offesa da uno sfruttamento denza limiti. (Su Berry e sull'era ecozoica è inserita nei Quaderni un'accurata analisi).

Insomma i Quaderni di Vita Bioregionale di quest'anno sono molto centrati sull'aspetto bio-spirituale (o della spiritualità laica) e non mancheranno di stupire i lettori. I quaderni vengono presentati in cartaceo, sotto forma di brochure, durante l'Incontro Collettivo Ecologista del Solstizio Estivo, che si tiene ad Aprilia dal 22 al 24 giugno 2012 ed in formato PDF a chi ne farà richiesta.

Paolo D’Arpini


Programma dell'Incontro qui:
http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/post/2718386.html



"The objective universe has structure, is orderly and beautiful. Nobody can deny it. But structure and pattern, imply constraint and compulsion. My world is absolutely free; everything in it is self-determined. Therefore I keep on saying that all happens by itself. There is order in my world too, but it is not imposed from outside. It comes spontaneously and immediately, because of its timelessness. Perfection is not in the future. It is *now*" (Nisargadatta Maharaj)


18 maggio 2012

La vera attuazione del bioregionalismo

La vera attuazione bioregionale e dell’ecologia profonda si realizza qui ed ora .. in questa stessa società!

 

"Caminante, no hay camino, se hace camino al andar.." (Antonio Machado - Nulla dies sine linea)
 
 

 
Farfallina alla ricerca del  Fiore di Vita - Dipinto di Franco Farina

 
 


L’ecologia del profondo non ipotizza il ritorno al primitivismo bensì individua nelle attuali condizioni della società avanzata l’occasione di un riequilibrio.
 

La continuità della nostra società, in quanto specie, richiede una chiave evolutiva, una visione globale, per mezzo della quale aprire la nostra mente alla consapevolezza di condividere con l’intera assemblea dei viventi e dei non viventi l’esperienza vita. Questa visione è l’ecologia del profondo, la scienza dell’inscindibilità della vita.
 

Ne consegue che l’economia umana può e deve tener conto dell’ecologia per avviare un progresso tecnologico che non si contrapponga alla vita e che sia in sintonia con i processi vitali del pianeta. La scienza e la tecnologia in ogni campo di applicazione dovranno rispondere alla domanda: “E’ ciò ecologicamente compatibile?” I macchinari, le fonti energetiche, lo smaltimento dei sottoprodotti, dovranno essere realizzati in termini di sostenibilità ecologica. Verrà avviato un rapido processo di riconversione e riqualificazione industriale ed agricola che già di per se stesso sarà in grado di sostenere l’economia. Infatti la sola riconversione favorirà il superamento dell’attuale stato di enpasse impartendo grande input allo sviluppo economico e sociale. Una grande rivoluzione umana comprendente il nostro far pace con la vita “globale” del pianeta.
 

Dopo  secoli di incertezze possiamo dichiarare concluso quell’intermezzo temporale chiamato “antropocentrismo”, supportato dalle ideologie e dalle religioni. Chiudiamo così il momento storico della cosidetta "civilizzazione umana" per approdare ad un’alba di genuini valori universali ed ecologici basati sul reciproco rispetto delle forme esistenti, chiamata anche Nuova Era Ecozoica. 

Ciò avviene  attraverso l’acquisizione di un antico/nuovo modo di pensare che fa riferimento alla basilare legge della vita. Ovvero: vivi e lascia vivere.
 

La possibilità che il presente sistema di civilizzazione consumista porti  alla caduta di ogni valore vitale è sempre più evidente osservando l’arretratezza con cui i nostri governanti ed amministratori affrontano le problematiche sociali ed ambientali.
 

La chiave evolutiva da noi proposta sta nel cambio radicale di visione, passando dal criterio di “interesse economico od ideologico" (ormai superato dalla situazione) ad una coscienza di compresenza e compartecipazione del contesto vitale, una coscienza priva di ipocrisia e furbizia, tesa all’approfondimento dei valori della vita (nella società e nell’habitat).
 

Questa visione è alternativa al vecchio sistema superficiale che tien conto solo dell’apparire e del consumo. Oggi, in alternativa,  possiamo tranquillamente entrare nel mondo “dell’appartenenza e condivisione”.
 

La consapevolezza di essere parte integrante del tutto è l’unica strada per uscire dal vortice di una  rovinosa barbarie.
 
 
 
 


Paolo D’Arpini, referente della Rete Bioregionale Italiana
 

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Di questo e simili temi se ne parlerà durante l'Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo, che si tiene ad Aprilia dal 22 al 24 giugno 2012. Programma:  http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/post/2718386.html


 
 
 



 

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