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RETE BIOREGIONALE ITALIANA - La pratica del bioreregionalismo e dell'ecologia profonda
 
 
 
 
           
       

La Rete Bioregionale Italiana è ispirata dall'idea di Bioregione: aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che le abitano.
Una bioregione è un insieme di relazioni di cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.

Qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Daniela Spurio - Grafica e fotografa - Impaginatrice dei Quaderni di
Vita Bioregionale - "Viverecongioia Jesi" dhanil@live.it,

Giorgio Vitali, presidente Infoquadri, Referente per il Signoraggio monetario ed aspetti economici correlati. Email.  vitali.giorgio@yahoo.it, - Tel. 393.6542624 

Rita De Angelis ritadeangelis2@alice.it e cell. 3385234247 - ecologia casalinga

Antonella Pedicelli, docente di filosofia, residente a Monterotondo (Sabina Romana)Referente per rapporti con le scuole e interventi formativi di recupero e attenzione verso la cultura bioregionale. Email: hariatmakaurr@gmail.com 

Claudio Martinotti Doria, monferrino, storiografo e ricercatore di storia locale ed economica, saggista, ambientalista libertario e localista. Referente per le Politiche economico ecocompatibili. Email: claudio@gc-colibri.com  tel. 0142487408 - Sito web: http://www.cavalieredimonferrato.it

 Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Avv. Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers,
Via Sirtori, 56, 00149 Roma. Email:
vitmar@tiscali.it - Tel.
348.1317487 - Referente per l'ecologia nei consumi.

Caterina Regazzi
, medico veterinario Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti:
caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Fulvio Di Dio, residente ad Amelia (Terni), funzionario alla Regione
Lazio Assessorato Ambiente
. Email.
fulvio.didio@libero.it - Tel.
329.1244550. Referente per l'ecologia nelle aree urbane.

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: info@viverealtrimenti.com

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete. Referente per l'area comasca, ecovillaggio, ricerca spirituale. Recapito: 031.683431 ore serali.

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  -  blog (cliccare qui sotto): www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto!

Paolo D'Arpini, addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti) e di inviare una email di conferma a:  circolo.vegetariano@libero.it

 

 
 
 
 

 
15 giugno 2014

Obiezione alla bontà degli OGM sostenuta dalla Cattaneo (senatrice a vita nominata da Napolitano)

Loris Asoli di La Terra e il Cielo scrive alla senatrice, a vita, Elena Cattaneo...

 

Cara Senatrice a vita  Elena Cattaneo, mi chiamo Loris Asoli, abito nelle Marche, sono lavoratore presso una cooperativa agricola, che realizza prodotti biologici dal 1980, e sono attivo in varie associazioni che cercano di costruire un mondo migliore rispetto a quello che abbiamo attualmente.

Le scrivo a proposito di questo articolo.
http://www.salmone.org/lettera-agricoltori-a-senatrice-cattaneo/

La prego vivamente di avere pazienza nel leggere questa mia, pur lunga. 
Ieri e oggi le ho dedicato alcune ore del mio tempo per preparare questa lunga lettera e la prego di dedicarmi quel tempo, molto minore, che richiede la sua lettura.

Vediamo il documento di Deborah Piovan e Franco Nulli

"Mentre la quasi totalità dei mangimi acquistati nei Consorzi Agrari deriva da piante geneticamente migliorate, i cosiddetti Ogm, gli agricoltori non possono produrre quegli stessi alimenti che derivano quindi da importazioni extra-comunitarie. 
Ecco spiegato perché chiudono tante aziende agricole italiane in ossequio ad una assurda ideologia progettata da chi fingendo di parlare di qualità, finisce per speculare su questa produzione primaria impedendo che i nostri figli possano trovare un lavoro in Italia. "
Evidente retorica e falsità. Vogliamo veramente credere che le aziende agricole chiudono perché non possono produrre mais OGM al posto del mais convenzionale, che nessuno gli impedisce di produrre e che ha un reddito comparabile? Vogliamo veramente credere che i loro figli devono emigrare all'estero per questo motivo? Allora cosa c'è sotto questa menzogna?
Piuttosto: una politica seria di difesa dei nostri prodotti e del nostro agroalimentare dovrebbe trovare il modo di impedire l'ingresso di mais e soia OGM nel nostro paese e pretenderli non ogm, importati o prodotti che siano. Il parmigiano e il prosciutto di Parma ottenuti da animali nutriti con OGM, presso tanti consumatori perdono ogni attrattiva...per fortuna ancora non lo sa quasi nessuno!
Il più grande venditore italiano al dettaglio, la catena COOP, ho imposto la regola che i suoi prodotti animali provengano da animali nutriti senza OGM; se tutti facessero così, o se lo imponesse lo stato o lo regolassero i disciplinari dei maggiori produttori, il problema sarebbe risolto; se si chiedessero in acquisto solo mais e soia non ogm, i produttori, italiani o esteri che siano, si adeguerebbero subito.

"Sappiamo e lo sanno molto bene per esempio gli agricoltori californiani, che si può fare agricoltura tradizionale o biologica, fianco a fianco con le coltivazioni Ogm, senza alcun danno, anzi con provati vantaggi per chi coltiva ‘biologico’ " 
Evidente falsità anche questa! Si legga per esempio l'allegato dossier scientifico. Negli USA la coltivazione di colza biologica non ogm è stata smessa perché ormai impossibile. C'è un enorme violenza nel voler far passare per libertà, quella di distruggere il modo di coltivare di altri, è la libertà per l'assassino di uccidere! La supposizione di vantaggi per gli agricoltori biologici poi è cosa del tutto ridicola. Si interroghino tutti gli agricoltori biologici di tutto il mondo e sfido a trovarne uno solo che dice che è avvantaggiato dalle colture OGM. Si può dare il minimo di credito a questo tipo di argomentazioni?
La contaminazione è inarrestabile, come documenta questo studio FAO e come attestano centinaia di testimonianze
http://www.greenplanet.net/inchiesta-fao-cresce-la-contaminazione-ogm
Qui si può ulteriormente documentare sulla contaminazione:
http://www.testbiotech.org/sites/default/files/Testbiotech_Transgene_Escape.pdf
In molti casi la contaminazione è stata individuata anche a grande distanza dai campi. In alcuni casi le modificazioni genetiche si sono già trasmesse alle piante naturali!

"ci sembra che per una serie di fatti che stanno accadendo a livello europeo, e dato che è in aumento in Italia il numero di agricoltori che chiedono al mondo politico e al governo di autorizzare e finanziare la ricerca sugli Ogm, e di consentire la coltivazione delle piante autorizzate dall’EFSA"
Come si evince dal dossier è molto più forte la richiesta di liberare l'Italia dagli OGM e soprattutto è molto più alto l'interesse del paese di preservare la propria agricoltura e il proprio agroalimentare di qualità.
Nell’Unione Europea, nonostante la forte azione delle lobbies che producono Ogm, nel 2013 sono rimasti solo cinque, su ventotto, i paesi che coltivano prodotti transgenici (Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania), con appena 148mila ettari di mais transgenico Mon810 piantati nel 2013, la quasi totalità in Spagna (136.962 ettari). Si tratta quindi di fatto di un unico Paese (la Spagna) dove si coltiva un unico prodotto (il mais Mon810). E anche la Spagna, spinta dai suoi cittadini, aprirà presto gli occhi alla realtà degli OGM. Le importazioni sono state imposte con l'inganno, con i diktat del WTO e con la mancanza di informazione ai cittadini, ma sono certo che si tornerà indietro anche dalle importazioni.

Vediamo la sua risposta:

"uso altre specie transgeniche (pesci, topi o tessuti di animali di grossa taglia) per ricerche che mirano a possibili terapie per una malattia devastante come la Corea di Huntington." 
Mi piacerebbe capire che vantaggio ci sarebbe nell'usare animali transgenici per le sue ricerche e che cosa significa, nel suo caso, pesci e topi transgenici.


Elena Cattaneo senatrice

"Non trovo prove che gli OGM siano più dannosi o rischiosi per l’ambiente delle coltivazioni tradizionali o di quelle biologiche."
In genere si trova quello che si cerca! Presso le multinazionali degli OGM certamente non trova prove di danni e rischi. Ma non solo, gratta gratta, dietro le multinazionali degli OGM ci sono le stesse organizzazioni finanziarie che stanno dietro quelle della chimica, dell'energia e via dicendo, che condizionano anche la ricerca e l'informazione. Con il denaro ancora si riesce aoliare tutto, ma arriverà il tempo il cui l'olio sarà solo la coscienza pulita e dove oggi tutto scorre profumatamente, non scorrerà più niente. Dunque per trovare le ricerche giuste, dovrebbe sfuggire tutti i luoghi concatenati che rispondono agli stessi interessi finanziari...e sono molti. La consiglio di cercare dove ci sono coscienze pulite, anche se con mezzi limitati e accusate in tutti i modi, non appena osano dire qualcosa che lede gli interessi costituiti. Oltre al dossier ecco alcuni link che le trovo di fretta (ce ne sono centinaia). La prego di entrare dentro queste pagine web:

1. TRACCE DI PROTEINA INSETTICIDA BT E DI DISERBANTI GLIFOSATO E GLUFOSINATO, DA COLTURE OGM, PRESENTI IN DONNE INCINTE E FETI
Studio canadese documenta per la prima volta la presenza nel corpo umano di
erbicidi e insetticidi, causata dal consumo di Ogm

http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/597/biosicurezza-ogm-tracce-di-erbicidi-e-pesticidi-in-donne-e-feti

2. OGM, ORGANISMI GENETICAMENTE MALFORMATI
Uno studio scientifico ha confermato l’alta tossicità degli alimenti geneticamente modificati o organismi geneticamente modificati

http://laviadiuscita.net/o-g-m-organismi-geneticamente-malformati/

3. OGM E LEUCEMIA: LA TOSSINA BT SOTTO ACCUSA
Uno studio pubblicato sul Journal of Hematology & Thromboembolic Diseases
indica che la tossina ingegnerizzata nei cereali ogm, nota come Bacillus Thurin-
gensis (Bt), può contribuire ad anomalie del sangue, dall’anemia ai tu-
mori ematici maligni come la leucemia.

http://www.ilcambiamento.it/inquinamenti/ogm_e_leucemia.html

4. Mais OGM. In USA un insetto si è evoluto e lo mangia nonostante la tossina bt

http://www.ecoblog.it/post/126573/mais-ogm-nei-campi-usa-un-insetto-si-evoluto-e-ora-se-lo-mangia

5. IL DNA DI ALIMENTI OGM MODIFICA I BATTERI NELLO STOMACO UMANO
Ricercatori britannici hanno dimostrato per la prima volta che materiale
modificato geneticamente e proveniente da prodotti alimentari finisce nei
batteri dell'intestino dell'uomo ponendo seri problemi sanitari.

http://www.koimano.com/articolo.asp?id=34

6. LE PIANTE OGM SONO IN GRADO DI TRASFERIRE IL LORO
DNA OGM AGLI ESSERI UMANI CHE LE MANGIANO
In un nuovo studio pubblicato sulla rivista Public Library of Science (PLoS), i
ricercatori sottolineano che ci sono prove sufficienti che i frammenti di DNA
derivati dal cibo trasportano geni completi che possono entrare nel sistema
circolatorio umano attraverso un meccanismo sconosciuto. (0) Lo studio è basato
sull’analisi di oltre 1000 campioni umani provenienti da quattro studi
indipendenti...

http://www.ecplanet.com/node/4164

7. sul seguente link nove impatti negativi degli OGM:
a. Nuove allergie
b. Resistenza agli antibiotici
c. Più chimica in agricoltura
d. Inquinamento genetico
e. Resistenza agli insetticidi
f. Riduzione della biodiversità
g. Instabilità genetica e perdita dei raccolti
h. Ingegneria genetica e fame nel mondo
i. Sicurezza alimentare

http://www.ambientediritto.it/Dossier/OGM%20Greenpeace.htm#9 .

8. USA: SEMPRE PIU' DIFFICILE AVERE COLTIVAZIONI BIO NON
CONTAMINATE DA OGM

http://www.aiab.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2589:sta-
ti-uniti-gli-agricoltori-bio-chiedono-leggi-piu-severe&catid=174:ban-7-marzo-
2014&Itemid=163

9. IMPORTARE SOIA OGM O CHIEDERE SOIA NON OGM?
Continua la falsa propaganda sugli OGM...
Secondo qualcuno mancherebbe la soia Non OGM per gli allevamenti
europei... invece, di soia non ogm ce ne è in abbondanza,
come riporta il comunicato seguente:
http://www.proterrafoundation.org/files/A_P_V_PressRelease_2014_02_24.pdf

10. ALTE DOSI DI ERBICIDA ROUNDUP NELLA SOIA GM
I ricercatori della University of the Arctic della Norvegia hanno trovato
alte dosi di erbicida Roundup a base di glifosato, prodotto da Monsanto, nel
70% dei campioni di soia geneticamente modificata analizzati, come affermano
nello studio pubblicato dalla rivista Food Chemistry.
L’indagine ha messo a confronto l’accumulo di pesticidi e diserbanti in 31 cam-
pioni coltivati nello Iowa (Usa), suddividendoli in tre gruppi: soia geneticamen-
te modificata, soia non geneticamente modificata coltivata in modo chimico
convenzionale e quella coltivata con il metodo biologico.

http://www.ilfattoalimentare.it/erbicida-roundup-soia-ogm.html
Se poi si aggiunge che il roundup è responsabile di abortyi e malformazioni il quadro sui benefici della Soia OGM è completo:
http://www.greenme.it/informarsi/agricoltura/5126-roundup-monsanto-%20malformazioni-genetiche

11. Latte materno: trovati residui dell'erbicida Roundup in 3 campioni su 10, negli Stati uniti, e sale la protesta.
http://www.ilfattoalimentare.it/erbicida-roundup-latte-materno-usa.html

12. MILIONI DI AMERICANI AFFETTI DA CELIACHIA E DISTURBI INTESTINALI: OGM SUL BANCO DEGLI IMPUTATI
Uno studio evidenzia un forte legame tra disturbi intestinali (celiachia compresa) che colpiscono 18 milioni di
americani ed il consumo di cibi OGM. Il cibo OGM aumenterebbe il numero di malati di celiachia. A sostenerlo il rapporto
presentato dall’Institute for Responsible Technology (IRT) in accordo con i dati pubblicati dallo US Department of Agriculture, dallo US Environmental Protection Agency e da alcune ricerche internazionali pubblicate su numerose riviste scientifiche.

http://laviadiuscita.net/18-milioni-di-americani-affetti-da-celiachia-e-disturbi-intestinali-cibi-ogm-sul-banco-degli-imputati/

13. L’ONU BOCCIA GLI OGM
A Settembre l'UNCTAD (United Nations Conference on Trade and Development), la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo, ha presentato il rapporto "Wake up before it is too late (Svegliarsi prima che sia troppo tardi).
La pubblicazione (340 pagine in inglese, si scarica gratis suhttp://unctad.org), redatta da una cinquantina di scienziati di tutto il mondo, sostiene che lo sviluppo agricolo è giunto al limite e che è necessario un cambiamento rapido e significativo degli attuali sistemi di produzione basati sulle monocolture, fortemente dipendenti dagli input chimici.
Le soglie di contaminazione del suolo e dell'acqua, dichiara, sono state superate, la biodiversità è a rischio e la crisi è ormai evidente sotto molti aspetti: tra il 2011 e il 2013 i prezzi delle materie prime alimentari sono stati di circa l'80% più alti rispetto a quelli registrati nel periodo 2003-2008; negli ultimi 40 anni l'uso dei fertilizzanti è aumentato di 8 volte, ma i tassi di crescita
della produttività agricola sono diminuiti dal 2% all'1% annuo. Il rapporto ribadisce che la fame nel mondo è un problema con molte sfaccettature, che non può essere risolto solo dai cambiamenti tecnici e dichiara con assoluta chiarezza che gli OGM non costituiscono una soluzione sostenibile, anzi, nei fatti hanno dimostrato di rendere più difficile l'innovazione dal basso, la conservazione in situ e l'accesso ai semi: "Agricoltura industriale è insostenibile e gli adempimenti tecnologici basati sull'ingegneria genetica non sono stati in grado di raggiungere gli importanti obiettivi di sviluppo per il millennio; al contrario hanno introdotto prodotti che limitano l'innovazione a livello delle aziende agricole, la conservazione delle risorse e l'accesso al miglior germoplasma adatto alle condizioni locali".
Piuttosto, sono i modelli agricoli alternativi e agro-ecologici a mostrare "il potenziale di ridurre la povertà, aumentare la sicurezza alimentare e ridurre l'impatto ambientale del settore agricolo, perché aumentano la resilienza degli agroecosistemi, riducono la necessità di imput esterni, aumentano il reddito degli agricoltori e si basano su tecnologie che possono essere comprese,
attuate e ulteriormente sviluppate dai contadini poveri". Il rapporto, poi, mette in fila gli studi da cui risulta come gli OGM abbiano
portato allo sviluppo di erbe infestanti resistenti al diserbo, di cui si devono aumentare dosi e tipi, ma anche allo sviluppo di parassiti secondari che in precedenza non costituivano un problema. Un'analisi impietosa!

http://unctad.org/en/PublicationsLibrary/ditcted2012d3_en.pdf

14. IL MAIS OGM INQUINA I CORSI D’ACQUA E LE FALDE
I corsi d'acqua della Corn Belt del Midwest degli Stati Uniti ricevono proteine
insetticide che provengono da campi adiacenti di colture geneticamente modificate per
effetto del dilavamento dell'acqua piovana e delle pratiche di lavaggio del mais, dei
tutoli e di altri prodotti di scarto della lavorazione di questo cereale. È questo il
risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of
Sciences, a firma di Emma Rosi-Marshall, ecologa del Cary Institute.

http://www.lescienze.it/news/2010/09/28/news/mais_ogm_scarti_e_proteine_finiscono_nei_corsi_d_acqua-554572/

Mi fermo qui per mancanza di tempo, ma ci sarebbero centinaia di studi e indagini e testimonianze seri che si possono trovare sul web, anche limitandosi soltanto alla lingua italiana

"Di certo, hanno già molto ridotto l’uso di insetticidi e l’impatto ambientale dell’agricoltura globale"
Siamo onesti: chi ha ridotto -anzi eliminato- l'uso di insetticidi e l'impatto ambientale è l'agricoltura biologica non gli OGM, che anzi minacciano a morte l'agricoltura biologica, che è il vero futuro per il cibo, per l'ambiente, per l'umanità. Già ci sono insetti che hanno acquisito resistenza al mais BT e lo attaccano. Altri insetti utili invece vengono danneggiati. E non crede che sia pura pazzia cercare di ridurre gli insetticidi mettendoli direttamente dentro la pianta e quindi dentro il cibo? Anche l'uso dei diserbanti è aumentato invece di diminuire perché gli agricoltori, sapendo che la coltura resiste ne danno di più e più volte!

"sono una risposta concreta all’esigenza di sfamare la popolazione mondiale"
Questa è una grande menzogna che si continua a raccontare, con all'origine la propaganda delle multinazionali produttrici, per sviluppare i loro affari. I dati ufficiali dicono che l'agricoltura che nutre il mondo è ancora la piccola agricoltura contadina anche di sussistenza, diversificata, minacciata dal cosiddetto "furto delle terre". Gli Ogm sono solo una questione di potere commerciale e di fatto amplino i disequilibri e la fame. Basta documentarsi un minimo per potermi dare ragione. Del resto il rapporto dell'ONU, di cui sopra, al punto 13, ha messo ben in chiaro questo aspetto.

"Penso che, in Italia, la discussione si sia impantanata, in quanto condizionata da pregiudizi ideologici e interessi di nicchia rispetto ai quali anche la più corretta informazione non riesce a incidere."
Sono del tutto d'accordo con lei, solo che gli interessi di nicchia sono quelli delle multinazionali degli OGM, un'infima minoranza di potenti, che vuol imporre alla maggioranza degli italiani e degli europei ciò che essi non vogliono; perché non fare un referendum per vedere dove sta la nicchia? Naturalmente, quando fa comodo, si può sempre dire che il popolo è ignorante e si fa condizionare da altri ignoranti!

Mi si dice che ci sono lobby e multinazionali interessate a spingere gli OGM.
Già spero proprio che non vorrà aggiungere nulla a quanto è certo oltre ogni minimo ragionevole dubbio.

Però a chiedermi di far sentire la loro voce favorevole sono colleghi scienziati.
Da che cerchia provengono? Che interessi hanno? non dipenderanno anche loro dalle stesse fonti finanziarie che cercano di imporre gli OGM? E tutti gli altri scienziati, di cui tanti ne ho citati anche io in questo scritto?

Mi si dice che gli agricoltori italiani non li vogliono. Eppure ho ricevuto una lettera di oltre 700 di loro (firme a mano) che chiedono di seminare con piante OGM circa 30mila ettari di terreni (più di 50.000 campi da calcio) che sono di loro proprietà. A guidarli Franco Nulli e Deborah Piovan

Quanti di loro avranno sottoscritto veramente coscienti e informati sul significato del loro gesto? A mio parere non più di dieci, attirati da fasulle aspettative di reddito maggiore.
Di contro trova tutti gli agricoltori biologici nettamente contrari e la quasi totalità dei coltivatori convenzionali, come le testimonia anche la posizione della Coldiretti nettamente contraria agli OGM, nonostante tutte le pressioni ricevute e la posizione della CIA, cioè i due più grandi sindacati degli agricoltori. Per i minori penso che sia la stessa cosa.

Espongono, con modi civili, argomenti che trovo ineccepibili sia sul piano dei fatti che su quello dei diritti.

Con una informazione più approfondita, di cui ho cercato di darle traccia, potrà constatare che gli argomenti sono tutt'altro che ineccepibili, così come la pretesa di diritti che nuocciono ad altri e all'interesse generale.

Mi spiegano poi che il 62% di tutto il mais italiano -rigorosamente non OGM- dello scorso anno è vietato al consumo umano per i livelli delle tossine fumonisine (che agli animali comunque non fanno bene)

Il dato del 62% appare subito irrealistico e falsato. Inoltre mi risulta è che le fumonisine non dipendono tanto dal tipo di mais, OGM o non OGM, quanto da molteplici altri fattori, quindi possono riguardare sia colture OGM che non OGM. Non credo che su questo aspetto possano esserci differenze se compariamo la coltivazione del mais OGM con la stessa varietà di mais prima di essere stata sottoposta a mutazione genetica. Da parte mia sono convinto che dipende principalmente dal metodo di coltivazione chimico-industriale e che con la coltivazione biologica, che miri ad un equilibrio nel terreno e nelle pianta non ci sarebbero problemi. Nel 2012 su questo aspetto in Italia c'è stata una criticità, dovuta alle condizioni meteo di forte siccità, e non alla varietà seminata. Inoltre il mais non idoneo non è stato usato per gli animali ma per produrre energia rinnovabile negli impianti di biogas della zona. Anche su questo aspetto "fumonisine-aflatossine" da anni sono state diffuse ad arte degli allarmi, ma non ci sono dati che a parità di condizioni e di terreno mostrino differenze. Piuttosto il fatto vero e critico è che negli USA la tolleranza più bassa ammessa è di 5 volte quella UE, mentre per altri usi diventa anche 15 volte di più e con il TTIP si cercherà di imporre gli stessi limiti.

Molti dei nostri migliori prodotti tipici sono quindi fatti usando mangimi OGM importati.
Vero purtroppo e sarebbe facile evitarlo, come più sopra esposto.

Mi chiedo se non vi siano lobby e interessi commerciali “anche” tra coloro che non vogliono gli OGM.

Lo escluderei categoricamente; crede per esempio che io le sto scrivendo questa lettera per difendere i miei interessi personali? Si sbaglierebbe completamente; sono spinto da pura idealità e volontà di dare un contributo, per il bene collettivo, ad impedire quella che ritengo una probabilissima catastrofe ambientale e di salute, se gli OGM si diffondessero ovunque; i segnali sono già evidenti. L'EFSA non fa altro che approvare gli studi che gli presentano i venditori e spesso all'EFSA c'è il personale proveniente dalle multinazionali degli OGM.

Se qualcosa cambierà (in tempi utili perché una sfida come EXPO2015 - centrato sulla nutrizione - possa giovare al Paese) sarà attraverso un’azione che parta direttamente dall’imprenditoria agricola.
Giusto. Perché allora andare contro la quasi totalità della imprenditoria agricola? E perché per l'Expo non rafforzare la qualità del made in Italy, senza contaminazioni di sorta; la nostra egemonia culturale e produttiva sul cibo è forse stata originata dagli OGM o dalle infinite e biodiverse tradizioni locali che hanno gareggiato nel fornire i migliori prodotti? Può reggere questa tradizione perennemente innovativa se sottosta alle dinamiche dei semi OGM, che sottendono solo la ricerca del potere sui semi e sul cibo?

La scienza ha fatto la sua parte. In sintesi: gli OGM sono sicuri e vantaggiosi per la salute e l’ambiente.
Su questo punto le voglio solo riportare il seguente testo, dello scienziato dr. Brian John, al consigliere scientifico Anne Glover, che è ben chiaro in proposito:

A: Professor Anne Glover, Consigliere Scientifico del Presidente della Commissione Europea, ufficio di José Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea.

DA: Dr. Brian John, 14 Febbraio, 2014

Cara Professoressa Glover,

La sua tesi secondo cui non esiste evidenza scientifica sull'impatto nocivo degli OGM, è una menzogna.

Mi ritengo un membro della comunità scientifica mondiale, con un background di ricerca in tematiche ambientali e una lunga lista di contatti sia nell'accademia scientifica che nel mondo delle organizzazioni non governative (ambiente, salute, diritti dei consumatori). Molti dei miei colleghi sono direttamente coinvolti nella ricerca in materia di OGM ed hanno contribuito a centinaia di articoli sottoposti a revisione paritaria.

Nel 2012 lei ha scritto: "Se guardiamo all'evidenza scientifica sul consumo mondiale di cibi OGM da 15 anni a questa parte, vediamo come non esista nessun impatto negativo sulla salute umana, animale o ambientale." [1] Questa dichiarazione è stata ripetuta (come lei ben sapeva sarebbe successo) da molti individui e organizzazioni interessati alla promozione degli OGM, tuttavia trattasi di una menzogna.

Nel 2013 lei ha scritto: "Non esiste prova scientifica che le tecnologie GM siano più pericolose di qualsiasi tecnologia di coltivazione tradizionale e questo è stato confermato da migliaia di progetti di ricerca. I cibi prodotti tramite tecnologia GM è molto comune in altre parti del mondo, senza che si sia riscontrata prova di danni alle persone che li hanno consumati o all'ambiente in generale." [2] Con tutto il rispetto, questa è la ripetizione della stessa menzogna.

Quali testi legge? E da chi ottiene il suo consiglio scientifico?

Desidero dichiarare pubblicamente che esiste abbondante ed inequivocabile evidenza scientifica, pubblicata dalla letteratura scientifica sottoposta a revisione paritaria e non, che dimostra il danno reale agli organismi viventi del mondo animale e vegetale provocato dalla crescita e dalla consumazione di OGM. Questo materiale scientifico è disponibile e gratuitamente consultabile da ogni scienziato che scelga di esaminarlo e molte delle pubblicazioni più importanti sono state redatte e pubblicate dall'organizzazione GMO free USA. [3] Non rimango molto colpito quando qualcuno nella sua posizione dà ad intendere di essere ignaro dell'esistenza di una così larga mole di evidenza scientifica.

Certamente, esistono altre pubblicazioni, alcune delle quali cercano di mostrare la nocività degli OGM, altre la loro genuinità. Lei si riferisce a "migliaia di progetti di ricerca" e finge che tutte arrivino alle stesse conclusioni. Ciò è ovviamente privo di senso. Soppesare quantità e qualità di studi per o contro uno scopo e sostenere che un set di studi è pubblicato su riviste di maggiore peso, è un esercizio sterile. Il punto è che non esiste unanimità di consenso nella comunità scientifica [4] ed è assurdo rifugiarsi in un dibattito su cosa sia comprovato e cosa non lo sia. Il dato di fatto è che esistono forti elementi che mostrano la nocività degli OGM, grazie a testi sostanziati e confermati da ricerche: negare questi elementi significa sponsorizzare la menzogna.

Adesso, potrebbe cortesemente ritirare la sua dichiarazione del 2012 e accettare che esiste abbondante evidenza scientifica che dimostra gli effetti negativi (sia diretti che indiretti) sugli umani, gli animali e l'ambiente derivanti dalla crescita ed il consumo di prodotti OGM?

Inoltre, esprimerebbe scuse ufficiali a quei membri della comunità della ricerca le cui pubblicazioni (su riviste sottoposte a revisione paritaria che mostrano i pericoli derivanti dagli OGM) lei ha così zelantemente ignorato?

Confido in una sua risposta positiva a riguardo.

Cordialmente,

Dr. Brian John Infotricks

Dimostrazione ne è il caso del ricercatore francese che aveva diffuso dati falsi sulla pericolosità degli OGM e che ha dovuto poi ritirare quel lavoro.

Anche su questo non è bene informata. La verità è che è la rivista ad aver ritrattato su pressione della Monsanto (un suo ex dipendente è nel comitato editoriale della rivista) e non è stato proprio Séralini a ritirare il lavoro. La invito ad aprire questo link per informarsi correttamente:
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0278691512005637
e legga la vera posizione di Séralini, che denuncia la pressione sulla rivista, per esempio qui:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/01/mais-transgenico-rivista-scientifica-ritira-la-pubblicazione-a-seralini/797114/
Documentandosi sullo studio di Séralini potrà appurare che i ratti nutriti con mais geneticamente modificato sono più soggetti a tumori o gravi malattie.

Ecco perché non trovo razionale invocare il “principio di precauzione” per vietare la coltivazione di OGM.

Siamo già oltre il principio di precauzione, che è pur valido, ed entrati nel principio della "sicurezza incontestabile del danno"

Non innovare, quando farlo significa miglior sicurezza, qualità e raccolto (con prove verificabili) significa paralizzare ogni attività di ricerca in qualsiasi campo.

Avrebbe pianamente ragione se fosse vero che gli OGM sono l'innovazione che garantisce sicurezza e qualità, ma a mio parere è esattamente il contrario e la invito ad integrare le sue fonti di informazione.

Come senatrice, ma come cittadina ancora di più, vorrei vedere coinvolte le istituzioni in un’ampia discussione “sui fatti” che possono giustificare il divieto o meno di fare ricerca e coltivare OGM. Al di là di brevetti e multinazionali.

Su questa conclusione sono del tutto d'accordo con lei, purché tutti i fatti si possano indagare veramente e liberamente, e non nel breve termine, perché gli OGM agiscono soprattutto nel lungo temine, anche se i fatti sarebbero già abbondantemente chiari a chi voglia vedere. Si indaghi seriamente sulle conseguenze della alimentazione OGM, nel lungo temine, e senza cavie umane, naturalmente! E si indaghi sulle conseguenze ambientali nel lungo temine. Due argomenti (tutela della salute e dell'ambiente) divenuti tabù purtroppo, rispetto ai quali si sta cercando in tutti i modi di togliere agli stati tutta l'autonomia decisionale, mascherandola da maggiore autonomia. Manipolazione ancora una volta! E tutte le leggi sugli OGM, coerenti alla loro natura, sono state finora una autentica manipolazione (verificata di persona), pilotata da interessi colossali nefasti, in cui si cerca di far apparire un aspetto che può essere accettato e poi se ne realizza un altro contrario con sotterfugi giuridici. Ora come atto finale si cerca di imporci definitivamente gli OGM made in USA con il famoso TTIP.

Nella loro lettera gli agricoltori chiedono “solo” di concorrere, con l’aiuto degli scienziati italiani, a rilanciare il proprio settore e di conseguenza l’economia e l’occupazione di un comparto che rappresenta il futuro della ricerca mondiale.


La Cattaneo mentre cerca prove a favore degli  OGM

Mi domando come possa arrivare a pensare che con gli OGM si possa rilanciare l'agricoltura. Gli OGM molto più probabilmente sarebbero un danno colossale dell'agricoltura italiana, dell'agroalimentare di qualità, del turismo, delle eccellenze italiane. Abbiamo i migliori oli, i migliori vini, le migliori paste e tanto altro, compreso un comparto biologico che vien fatto crescere dalle richieste dei consumatori anche in tempo di crisi. Cosa andiamo cercando dagli OGM? La dipendenza da multinazionali straniere? La ricerca andrebbe finanziata nel settore del biologico, che ne ha un enorme bisogno. Se ci fosse ricerca e formazione tantissimi agricoltori sarebbero pronti a fare il passaggio dal convenzionale al biologico e questo darebbe una spinta colossale all'affermazione ancora più netta dell'agroalimentare italiano, che ora si trova in fase di declino, e anche al turismo.

Questo un mio breve articolo sul sito della cooperativa dove lavoro.

Io credo che tutti dovrebbero poter intuire la pericolosità degli OGM per il futuro dell'umanità.
Allo stesso modo credo che tutti dovrebbero poter capire la pericolosità delle centrali ad energia nucleare.
Tuttavia chi è favorevole all'energia nucleare continua ad esserlo e a proporla, nonostante generi scorie nocive per molte migliaia di anni, nonostante due referendum che l'hanno bocciata e nonostante due enormi catastrofi che sono avvenute. Costoro in fondo dovrebbero sentirsi responsabili, per esempio, per questo:
http://terrarealtime.blogspot.it/2014/06/fukushima-sta-trasformando-il-pacifico.html
http://www.universo7p.it/?p=591#.U5ipNvGTHGM.facebook

I favorevoli all'energia nucleare in genere coincidono con i favorevoli agli OGM. 
A me danno l'impressione che danzano e ballano sul Titanic che si appresta ad affondare e a travolgerci tutti. 

Mi sembrano essere talmente pieni delle loro certezze, del loro successo, del loro potere, dei loro denari, da diventare ciechi all'evidenza. 
Forse frequentano talmente le stesse cerchie dagli stessi interessi e sono informati talmente dalle stesse fonti che divengono come sordi ad ogni argomentazione contraria, ciechi ad ogni fatto (i tumori in continuo aumento ad età sempre più basse, per esempio, non insegnano ancora niente!)

Gradirei una sua risposta e spero che dopo questa mia, che le porta una informazione più fondata sulla verità dei fatti, possa ripensare alla sua posizione.

Grazie e Buona vita 

Loris Asoli

 


17 maggio 2014

Produttori di OGM = terroristi

Russia - Progetto di legge per considerare i produttori di OGM terroristi

 
Un projet de loi qui a été soumis à la Douma (parlement russe) cherche à imposer des peines allant jusqu’à des procédures criminelles à l’encontre des producteurs d’organismes génétiquement modifiés (OGM) dangereux pour la santé ou l’environnement. 

La proposition de législation soumise mercredi amende la loi russe régulant les OGM et quelques autres lois et permettrait une action disciplinaire contres des individus et des entreprises, qui produisent ou distribuent des produits issus de la biotechnologie ainsi que les officiels du gouvernement qui ne les contrôleraient pas correctement. 

Dans le pire des cas, une procédure criminelle pourrait être engagée contre une entreprise impliquée à introduire en Russie des OGM dangereux. Les sponsors de cette loi disent que la punition pour de tels faits devrait être comparable à celle qui est donnée aux terroristes si les perpétrateurs agissent en toute connaissance de cause que leurs mauvaises actions portent atteintes à une tierce partie. 

  


“Quand un acte terroriste est commis, seulement quelques personnes en subissent les conséquences, mais les OGM sont néfastes pour des centaines, des milliers de gens. Les conséquences sont bien pires et la punition devrait être proportionnelle au crime commis”, a dit à RT le co-auteur du projet de loi et membre du comité sur l’Agriculture de la Douma, Kirill Tcherkasov. 
Le code pénal russe permet une punition allant de 15 ans à la prison à vie pour des actes de terrorisme. 

Des méfaits moins graves concernant les OGM seraient punissables d’amendes. Par exemple, le code administratif pourrait prévoir une amende de 20 000 Roubles (environ 450 Euros) pour l’omission de rapporter tout incident sur une pollution de l’environnement par les OGM, ce qui couvrirait aussi la contamination par OGM des autres cultures non-OGM, si la loi passait. 
La Russie a donné le feu vert pour l’importation d’OGM et les semis de graines résultant de la bio-ingénierie, ceci en contre-partie de son accession à l’OMC, mais le gouvernement russe demeure très sceptique sur les OGM. En Avril, le premier ministre Dimitri Medvedev a annoncé que son cabinet allait reporter le commencement de la certification des plantes OGM destinées à être cultivées en Russie à cause du manque d’infrastructure afin de tester leur sûreté. 

Le gouvernement s’oppose également aux importations de nourriture ayant des composants OGM, disant que le pays a suffisamment de terres arables pour pouvoir subvenir à son alimentation régulière. 

Mais cette nouvelle législation,même si elle était adoptée, serait difficile à faire respecter en pratique. Prouver un lien direct entre certains OGM et des problèmes de santé et d’environnement peut s’avérer difficile, considérant que les effets pervers, s’ils se manifestent, peuvent le faire après des années d’exposition pour devenir vraiment apparents. 

Les critiques de cette proposition de loi disent que celle-ci ne suggère aucun amendement concernant la réglementation de la production de textile (NdT: Le coton OGM Bt est un sérieux problème dans le monde…) et l’industrie pharmaceutique, ces deux industries ayant utilisé des produits génétiquement modifiés depuis des années. 


L’industrie pharmaceutique mondiale utilise des OGM de manière bien plus large que ne le fait l’industrie agro-alimentaire et il y a cette question, qui devrait être puni dans ce cas, les producteurs de médicaments qui sont utilisés pour soigner les gens, ou ceux qui veulent les bannir?” a commenté 
Alexandre Korbut,  le vice-président du syndicat russe du grain au journal Izvestia.

(Source:  
http://rt.com/news/159188-russia-gmo-terrorist-bill/

Secondary source: http://www.brujitafr.fr/article-pollution-sante-et-environnement-projet-de-loi-russe-pour-traiter-les-producteurs-d-ogm-nocifs-com-123644034.html)


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24 marzo 2014

La natura trionfa contro gli OGM

Natura versus OGM - Un insetto vince contro la Monsanto

 

Altro motivo per bandire gli OGM: non funzionano !!!

Un insetto ha imparato a mangiare i campi di mais Ogm

 
diabrotica del mais

 

 
Nei campi degli Stati Uniti una bestiolina sta facendo secco (letteralmente) il mais Ogm studiato apposta per resisterle. Ricordate la diabrotica (foto), l’insetto che ha imparato a fare marameo ai campi di mais geneticamente modificato della Monsanto? Ebbene, ora la diabrotica è andata oltre. E’ in grado di mangiare (e danneggiare) anche le varietà di mais Ogm commercializzate da altri colossi dell’agrochimica quali Syngenta e DuPont

Lo certifica 
un articolo pubblicato pochi giorni fa dal Pnas: il bollettino dell’Accademia delle Scienze statunitense, mica il ciclostilato dei centri sociali.

Un passo indietro per capire. I mais Ogm che devono alzare bandiera bianca di fronte all’assalto della diabrotica hanno una cosa in comune. Il loro patrimonio genetico è stato manipolato in laboratorio inserendovi un frammento di patrimonio genetico del 
Bacillus thuringiensis, un batterio in grado di produrre sostanze insetticide. Sono cioè mais Ogm Bt. Esistono vari tipi di mais Ogm Bt, ciascuno dei quali è in grado di produrre una diversa sostanza insetticida.

La diabrotica (
Diabrotica virgifera virgifera) è un insetto presente anche in Italia che depone le uova nel terreno: le piante mangiano le radici del mais. Gli adulti, nella seconda metà dell’estate, ne mangiano le foglie. Già da alcuni anni è nota l’esistenza di ceppi di diabrotica in grado di banchettare su piante di mais Ogm che esprimono tossina insetticida Cry3Bb1, come ad esempio la varietà Mon 863 della Monsanto.

La novità riportata dal Pnas è la scoperta di ceppi di diabrotica resistenti anche ad una diversa tossina insetticida, che viene chiamata mCry3A e che è propria di altri tipi di mais Ogm Bt: 
quil’elenco completo; seguendo il link si nota che soltanto pochi sono stati approvati per la coltivazione e appartengono appunto a Syngenta e DuPont. Non a Monsanto.

Sempre sul Pnas si legge che la resistenza alle due tossine insetticide è presente contemporaneamente negli stessi ceppi di diabrotica. Ossia, sono stati trovati insetti in grado di mangiare sia mais Ogm che produce la tossina Cry3Bb1 sia mais Ogm che produce la tossina mCry3A.

Fin qui le notizie. Le considerazioni? Principalmente una: l’agricoltura che punta sugli Ogm è un’agricoltura di retroguardia. Negli Usa è il modello dominante da una ventina di anni; questo breve lasso di tempo ha consentito alla diabrotica di vincere. Del resto, la diabrotica non aveva scelta: o adattarsi e resistere alle tossine insetticide prodotte dalle piante, o perire.

Si è adattata. Per la cronaca, tradizionalmente la diabrotica viene combattuta con la rotazione delle colture: le uova vengono deposte nel terreno, le larve mangiano le radici del mais e se invece trovano quelle di un’altra pianta muoiono semplicemente di fame. E’ una tecnica in uso da secoli e funziona tuttora.

Prof. Giuseppe Altieri


24 febbraio 2014

La Russia dice no agli OGM

Nikolaj Fedorov: "In Russia sarà vietato l’uso di alimenti geneticamente modificati"

 

 
Distruzione di OGM pericolosi

La Russia si sta mostrando irremovibile nella sua aspirazione a mettere al bando l’uso di organismi geneticamente modificati nella produzione di generi alimentari.

Lo ha dichiarato Nikolaj Fedorov, titolare del Ministero dell’Agricoltura prendendo la parola ad una riunione panrussa degli agricoltori. Le polemiche intorno agli Ogm tra gli scienziati, ambientalisti e produttori infuriano su scala mondiale già da tempo.Attualmente proprio i problemi legati all’uso degli organismi geneticamente modificati stanno impedendo l’aumento della produzione di derrate agricole con tecnologie ecocompatibili.

Sui piatti della bilancia della polemica ci sono due fattori. La carenza di mezzi ed argomenti degli scienziati riguardo glieffetti nocivi del consumo dei prodotti geneticamente modificati. L’altro è rappresentato dalle corporazioni produttive con le loro enormi risorse, fino a quelle politiche. Secondo la maggioranza degli scienziati, per lo studio totale degli effetti negativi degli Ogm sull’uomo e sull’ambiente che lo circonda occorrano ancora 10-20 anni, ma già ora è ben noto quale minaccia alla vita recano i prodotti geneticamente modificati,- dice Irina Ermakova, dottore in scienze biologiche, esperta internazionale di sicurezza ecologica ed alimentare:

Sono tutti pericolosi poiché la tecnologia stessa di produzione rimane imperfetta. In particolare, nella produzione si usano batteri e virus patogeni. Quando gli scienziati iniziano a verificare gli effetti di simili prodotti sulle cavie,si sentono atterriti. Tra tanti altri ci sono innanzitutto malattie oncologiche e obesità.Perciò sarebbe giusto mettere al bando l’uso degli organismi geneticamente modificati determinati nella produzione di generi alimentari, come l’hanno già fatto i paesi europei.

Attualmente la Russia è uno dei maggiori paesi produttori di cereali senza Ogm nel mondo. In questa annata agricola il volume dell’esportazione di cereali può raggiungere il livello di 20 milioni di tonnellate. Ma allargare questa produzione per assicurare alla Russia un vantaggio qualitativo nel mercato mondiale sarà possibile solo dopo che nelle legislazione nazionale saranno inserite delle relative modifiche,- dice Konstantin Lyssenko, caporedattore della rivista “La rassegna agricola” e del quotidiano “Krestianskaya Rus” (La Russia contadina).

Non abbiamo neanche una legislazione la quale definisca cos’è la produzione biologicamente pulita. Potenzialmente la Russia è in grado di fornire prodotti biologicamente puliti a tutto il pianeta poiché da noi è vietato di produrre alimenti geneticamente modificati.

Tuttavia, l’esperto riconosce che il reale stato delle cose non può non preoccupare: praticamente tutta la soia che viene coltivata sul pianeta, risulta geneticamente modificata. Idem per una pannocchia di granoturco su cinque.

A sua volta il governo russo ha proposto di razionalizzare l’uso delle colture geneticamente modificate. Il primo ministro Dmitry Medvedev ha chiesto di accertare se in Russia ci siano seminati del genere. Il successivo passo sarà quello di mettere sotto controllo tutto quanto è stato seminato, importato e prodotto.

Laura Caselli
LOSAI.EU




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2 aprile 2013

Chiesto referendum contro la peste OGM

“OGM, solo il M5S ci può salvare dalla peste, promuovendo un referendum nazionale” Lettera di Giuseppe Altieri, agro-ecologo

 
 

Domanda: Caro Giuseppe Altieri, mi chiamo Caterina, sono la compagna di Paolo D’Arpini, ho letto sul Giornaletto di Saul la storia che sarebbero arrivati in Italia non so quanti sacchi di sementi di granturco OGM da seminare quest’anno, sembrerebbe quasi una bufala, non ho trovato notizie attendibili. Tu ne sai qualcosa?
Grazie e ciao, Caterina Regazzi

……………….

Risposta: Sicuramente girano mais contaminati da OGM… l’anno scorso han trovato campi anche nel Lazio ARSIAL…
Bisogna fermarli con la clausola di salvaguardia e/o una legge nazionale ad Hoc.Ho incontrato 6 parlamentari del Movimento 5 Stelle al Senato, gli ho scritto diversi documenti ed ho incontrato anche il Comando della Forestale per i Controlli

Bisogna che i ragazzi a 5 stelle ci sostengano un gruppo di lavoro tecnico giuridico… gli girano intorno quelli di Mario Capanna (fondazione dei diritti genetici… che furono d’accordo con le tolleranze di Ogm anche nel biologico… …traditori dei benefattori….)
Dobbiamo star vicino agli onorevoli a 5 stelle che hanno buona volontà ma non conoscono bene la materia
Guardate su you tube il convegno che abbiamo fatto a firenze per il M5S “siamo tutti cavie OGM”… c’era anche il signor Fidenato che vuole seminare OGM… dura tre ore….abbiamo detto moltissimo e Fidenato non sapeva come risponderci…

La questione si affronta con un a legge nazionale in quanto la nostra costituzione non è stata delegata sui trattati europei in materia di salute e ambiente… ma io da solo posso far poco già abbiamo fatto tantissimo coi ricorsi ala corte costituzionale ai
tempi e con le battaglie che conduciamo da sempre… qui è una questione di controlli, applicazione del diritto costituzionale e/o europeo (principio di precauzione) e tolleranza zero !!!
Altrimenti non si possono fare controlli (sui semi per fortuna la tolleranza è ancora zero… ma gli ogm si importano in oltre 60 specie diverse contenute in alimenti umani o animali… e contaminano lo stesso l’ambiente… diffondendosi come semi di granaglie, per becchime o mangime… deiezioni di animali che se ne nutrono e trasferimento genico orizzontale dei pezzi di dna modificato, che viaggiano nell’acqua attraverso i batteri ecc… trasferendo resistenza agli antibiotici e modificazioni del dna pericolosissime …

Bisogna fermarli prima che sia tardi… lo è già ma ancora non troppo tardi… E’ ora di bandire gli OGM e fare se necessario anche un referendum, obbligatorio per regolamento comunitario…ma che nessuno ha mai fatto..

Vi mando un pezzo da pubblicare.. lanciate una raccolta fondi per pagare uno-due collaboratori al mio lavoro… altrimenti non ce la facciamo Speriamo ci aiutino Grillo e il M5S.
Ciao, Giuseppe Altieri

………………………….

 

Ai Parlamentari M5S: OGM: sintesi in materia di “coesistenza”, diritto alla tolleranza zero OGM, Applicazione del Principio di Precauzione + Modifica Urgente regolamenti di Camera e Senato !+

Gentile On. Zaccagnini,
pc gruppo Agricoltura Parlamentari M5S
Facendo seguito al nostro incontro e ai colloqui telefonici
Invio, per ora, questa nota di sintesi in vista dell’incontro coi ministri Ambiente e Sanità
e in relazione alla circolare in materia del Ministrero Agricoltura

Rimango a vostra disposizione

Prof. Giuseppe Altieri
———————————

LA COESISTENZA CON GLI OGM E’ UNA CONTRADDIZIONE IN TERMINI, ABROGATA DA DUE SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE

- La prima, su ricorso della regione Marche ha Abrogato il decreto Alemanno (D. L. n. 279/2004) che pretendeva di disciplinare tale presunta coesistenza.
- La seconda ha legittimato le Regioni che si sono dichiarate “Libere da OGM” vietandone la coltivazione, bocciando il ricorso dell’allora Governo Berlusconi contro le regioni stesse.

Quella sulla “coesistenza” è, di fatto, una contraddizione in termini, non regolata da nessuna norma giuridica vincolante.
E non potrebbe essere altrimenti in quanto sono impossibili “norme di Coesistenza” ,dal momento che non ci sarebbe più agricoltura e produzioni libere da OGM in caso di rilascio ambientale di coltivazioni transgeniche, le quali contaminerebbero irreversibilmente (”naturalmente” e non “accidentalmente”), tutte le altre forme di coltivazione. Ciò si può rilevare da quanto è avvenuto nel tempo in altri paesi che hanno aperto alle coltivazioni transgeniche (USA, Canada, Argentina, Brasile).
Esperienza di cui si deve tener conto prima di qualunque decisione in materia di OGM, come previsto dalla Dir. 2001/18 Ce

La cosiddetta coesistenza, meglio definita dal termine di “commistione” è auspicata solo una “raccomandazione” facoltativa della Commissione, pertanto non vincolante, come citato espressamente anche nella sentenza del Consiglio di Stato, che, secondo qualcuno (FUTURAGRA – Movimento Libertario) , intenderebbe autorizzare la semina di OGM in Italia.

Inserisco a tal proposito l’estratto dell’Audizione parlamentare dell’Ass. Asseme, Associazione che ha partecipato ad Adiuvandum ai Ricorsi alla Corte Costituzionale sopracitati, della regione Marche contro il decreto suddetto ed alla Difesa dal ricorso del Governo Berlusconi, contro el regioni dichiaratesi Libere da OGM, presentando memorie.
(Audizione XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati (Roma, 9 dicembre 2004 – ore 15,45)
“NOTAZIONI SUL D. L. n. 279/2004 CHE DISCIPLINA LA COESISTENZA TRA LE OLTIVAZIONI DI OGM CON QUELLE SENZA OGM”,

… (omissis) “Sul contenuto del decreto, si rileva che non appare esatto quanto specificato dall’art. 1, per il quale:
“Il presente decreto (è) in attuazione della Raccomandazione della Commissione 2003/556/CE del 23 luglio 2003”.
Si attua solo ciò che è vincolante, non ciò che è facoltativo. Il punto 1.5 della Raccomandazione, infatti, chiarisce: “I presenti orientamenti, sotto forma di raccomandazioni non vincolanti rivolte agli Stati membri…”
In proposito, aggiungasi che il punto 2.1.2, della medesima Raccomandazione, se attuata, prevede non l’assenza di contaminazione delle aree non OGM, ma una contaminazione di queste aree. Recita il citato punto 2.1.2.
“Le misure di gestione relative alla coesistenza dovranno rispecchiare i migliori risultati scientifici disponibili sulla probabilità e sulle fonti di commistione (e non coesistenza, ndr Altieri) tra colture transgeniche e non transgeniche. È opportuno permettere entrambi i tipi di coltura, garantendo, tuttavia, che i prodotti ottenuti da colture non geneticamente modificate contengano un tenore di OGM inferiore alle soglie legali previste per l’etichettatura e le norme di purezza applicabili ai prodotti alimentari, ai mangimi e alle sementi geneticamente modificati, quali definiti nella normativa comunitaria”. (oissis)….
——-
Insomma, dalla nota dell’Asseme, secondo una raccomandazione non vincolante si pretenderebbe di costringere tutte le altre forme di coltivazione a sopportare delle contaminazioni da OGM.
Ma la tolleranza di OGM per le sementi, al presente, (ad esempio di mais) è zero. Per cui non potremmo più coltivare produzioni sementiere in italia, ne tantomeno le varietà tradizionali protette (varietà da conservazione) protette da un decreto nazionale ad hoc, nel quale si cita espressamente la necessità assoluta di evitare contaminazioni da OGM (tolleranza Zero)
Aggiungasi che per tutte le sementi, e non solo per quelle di mais e soia, la stessa Commissione CE ha chiarito, con decisione del 2 settembre 2003 (GUCE L. 230/34, del 16/09/2003), al punto 55, “la direttiva 2001/18/CE non prevede alcun valore soglia (de minimis) in relazione alla presenza accidentale o tecnicamente inevitabile di OGM non autorizzati nelle sementi. Di conseguenza gli Stati membri non hanno il potere di determinare le quantità di OGM considerate pericolose, né – quindi- di stabilire tali soglie”.

DIRITTO A PRODURRE ALIMENTI E PRODOTTI LIBERI DA OGM (tolleranza zero)
Inoltre, sussiste il diritto precedente di coloro che vogliono continuare, come da sempre a coltivare e produrre alimenti 100% liberi da OGM e non solo sementi, etichettandole come prodotti senza impiego di OGM (o 100% liberi da OGM), quale etichetta volontaria ad corretta informazione del consumatore (ai sensi del Codice dei Consumatori e Utenti).
Ciò dal momento che a livello europeo si è stabilita la tolleranza di OGM fino a 0,9% (9 grammi per kg di ingrediente… un’enormità) addirittura nei prodotti biologici (vedasi mio articolo “Il Cavillo di troia”), senza necessità di etichettatura, quale livello massimo consentito nell’UE.
Ma l’italia, in base al principio di sussidiarietà, può stabilire un livello di sicurezza sanitaria e di informazione del consumatore superiore a quello europeo, anche per evitare contaminazioni ambientali accidentali (importazioni si granaglie per mangimi sotto forma di semi vivi, trasferimento genico orizzontale di residui del dna transgenico attraverso le feci e i batteri intestinali e del terreno, ecc), imponendo la tolleranza zero e l’etichettatura in base alla presenza / assenza.

A tal proposito è utile citare la sentenza di un tribunale nazionale che ha assolto la ditta Paluani (quella del team di calcio Chievo Verona) presidente signor Campedelli,, la quale, dopo il decreto di Pecoraro Scanio che legittimava la presenza di ogm in Italia senza necessità di etichettatura fino allo 0,9%, etichettò tutti i suoi prodotti come Liberi da OGM (”non contiene ingrdienti geneticamente modificati”, o “prodotto con ingrdienti Non modificati geneticamente”), che fu denunciata dalla Associazione Dolciari italiana e mi pare dalla Nestlè e dalla Monsanto, ..
In tal modo si è legittimata l’etichetta OGM free al 100%, che oggi troviamo in molte confezioni alimentari (da non confondere con etichette ambigue su cui bisognerebbe fare chiarezza, tipo NO OGM, che allude alla tolleranza 0,9% di OGM, ingannando il consumatore…)

La tutela della libertà di iniziativa economica è regolata dall’Art 41 della Costituzione, che prevede il rispetto delle libertà reciproche ovvero di chi non vuol mettere in commercio prodotti contaminati da OGM, libertà violata dalle coltivazioni di OGM e dalle presenze nascoste attraverso soglie di tolleranza, che non rispettano i critori di indirizzo dell’Art. 41 della Costituzione Italiana, per il cui rispetto lo Stato deve legiferare

PERTANTO E’ OPPORTUNO CHE NELLA CIRCOLARE MINISTERIALE CHE RIBADISCE IL DIVIETO DI SEMINARE OGM IN ITALIA NON SI FACCIA ALCUN RIFERIMENTO A NECESSARIE NORME DI FANTOMATICA COESISTENZA

Si può “raccomandare” forse un posto di lavoro, non certo di inquinare irreversibilmente il territorio agricolo di una nazione, facendola rinunciare alla propria agricoltura e biodiversità tradizionale e alla sicurezza e sovranità alimentare.

Inoltre, l’autorizzazione alla semina del Mais Mon 810 è stata revocata dalla Francia, paese che l’aveva autorizzato alla coltivazione, ed è inoltre scaduta a livello europeo (seppur mai autorizzata con procedure decisionali chiare, ma attraverso meccanismi subdoli) e ad oggi non rinnovata.
Germania e Francia hanno fatto un brusco dietrofront sugli OGM, di fronte all’evidenza dei pericoli per la salute e l’ambiente accertati dalle ricerche indipendenti pubblicate in questi anni.
E In ogni caso non è certo un tribunale italiano o europeo, l’organo preposto all’Autorizzazione alla semina di OGM in Italia, così come in Europa, ne tantomeno l’EFSA, che da solo pareri “scientifici”, ad oggi basandosi esclusivamente sui dati forniti dalle Multinazionali degli OGM, mentre la Dir. 2001/18 chiede che vengano effettuati studi e ricerche indipendenti..

Barroso è stato chiaro qualche tempo fa… sugli OGM in Europa vige la politica di …”Ponzio Pilato”… ed ognuno fa quello che vuole, applicando (ai sensi della normativa europea) la Clausola di Salvaguardia Nazionale, in caso di accertati rischi e pericoli per la salute e l’ambiente, con conseguenti divieti di coltivazione ed importazione di OGM.
O, meglio, imponendo il diritto costituzionale nazionale in materia sanitaria e ambientale, scavalcando il Diritto Europeo

E’ bene rammentare che nessun stato membro europeo, con l’adesione all’Unione ha rinunciato ai propri diritti inviolabili alla salute e all’ambiente integro, Costituzionalmente tutelati dalle singole nazioni, potendo in ogni caso applicare in tali materie delle norme più restrittive e garantiste, rispetto alle indicazioni Comunitarie. Le quali, purtuttavia, dovrebbero riferirsi all’applicazione rigorosa del “Principio di Precauzione”, inserito nel trattato europeo, ovvero dell’esclusione di ogni rischio per la salute e l’ambiente su ogni nuova tecnologia proposta per il commercio: con la Certezza della Innocuità.
Principio giuridico troppo spesso scavalcato da procedure troppo permissive, non solo in materia di OGM, ma anche, ad esempio, di Pesticidi, senza tenere conto del criterio di “comparazione”, ovvero dell’inutilità di tali tecnologie, facilmente sostituibili con quelle Ecologiche.

APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE

In applicazione del principio di precauzione, lo stato Italiano può vietare gli OGM in quanto non c’è la CERTEZZA DI INNOCUITA’.
In tal senso è necessario predisporre una proposta di legge che chiarisca alla UE la sovranità nazionale italiana in materia di tutela ambientale e della salute umana ed animale ai sensi degli Art 9 e 32, della costituzione italiana e degli art. 41 e 44.
Ciò anche in applicazione del principio di sussidiarietà del trattato europeo.
O, se volete, anche migliorando il recepimento nazionale della Dir 2001/18 CE, cosa richiesta dal Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza e tutela della Biodiversità dalle contaminazioni da OGM.
Nella clausola di salvaguardia o Legge Nazionale che Bandisca gli OGM è necessario inoltre far riferimento al Diritto precedente di chi coltiva varietà esenti da contaminazioni di OGM, che devono essere tutelate in quanto il cosiddetto diritto a seminare OGM non può violare quello precedente di chi non vuole essere contaminato da OGM (cosa impossibile nel caso di semine di ogm).
Contaminazioni che possono avvenire anche grazie all’importazione di granella per mangimi e non solo di mais, ma anche di Soia, Colza, ecc…

FERMARE GLI OGM CON LE ARMI DL DIRITTO COSTITUZIONALE
Non essendo la materia ambientale e sanitaria delegata ai trattati internazionali, se non per i criteri minimi di sicurezza, stabiliti in ambito comunitario europeo, l’Italia dovrebbe preparare una Legge Nazionale che preveda il Bando di tutte le importazioni di OGM, con tolleranza zero e test di presenza assenza, a tutela della salute umana ed animale, dell’Ambiente e delle Coltivazioni Agricole, sottoponendola stessa legge e tutta la materia in tema di OGM, come previsto anche dalla Dir. 2001/18, a consultazione popolare preliminare attraverso referendum (vedasi allegato).
Mantenendo intanto il divieto di Coltivazione di OGM, come dato di fatto precedente a cui non si può rinunciare per sempre senza il consenso popolare.

Il regolamento dell’EFSA dovrà, come richiesto dal Parlamento UE, essere revisionato con l’inserimento obbligatorio dei pareri scientifici indipendenti.
Sui pericoli accertati per la salute degli OGM, leggiamo il libro di Arpad Pusztat: “La sicurezza degli OGM” – Edilibri MIlano. E, in attesa delle confutazioni scientifiche alle ricerche citate nel testo, è necessario vietare ogni importazione di OGM in Italia e, se possibile, in Europa, con la Clausola di salvaguardia, o meglio con Norme nazionali in applicazione degli articoli 9, 32, 44 e 41 della Costituzione, non delegati ai trattati internazionali in materia di ambiente e salute..

Modifica urgente del regolamento di camera e Senato
NB !!
L’Avvocatura dell’Associazione Sementieri Mediterranei (Asseme) mi segnala inoltre come primo atto urgente per il Movimento 5 Stelle, la necessità di modificare il regolamento di camera e senato, il quale attribuisce solo al presidente il potere di stabilire cosa va messo all’ordine del giorno per le votazioni…

E’ probabilmente prorio per questo che da almeno 10 anni aspettiamo che sia portata all’ordine del giorno la proposta di legge istitutiva della consultazione popolare in materia di OGM, inviata dal sottoscritto con precedente mail.

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Abbiamo bisogno di creare un gruppo di consulenza sull’Agricoltura, OGM , Pesticidi e Alimentazione biologica, organizzato con una segreteria di supporto e una news letter informativa per tutti gli attivisti e Onorevoli del Movimento 5 Stelle, con il gruppo di legali e costituzionalisti di fiducia, collaborando in primis con le associazioni di assoluta garanzia, Asseme (Ass. Sementieri Mediterranei), che hanno sostenuto i ricosi alla corte costituzionale contro gli OGM,tutti vinti, e le vertenze giuridiche, tecniche, normative e istituzionali all’interno degli organi competenti (Stato e Regioni, Commisisone Europea e Parlamento UE) .Tra queste citiamo anche l’Ass. SUM – Stati Uniti del Mondo, di Maglie Lecce, che supporta da anni la battalgia dei contadini indiani contro gli OGM ed ha finanziato i nostri principali simposi mondiali in tema di OGM (2003 e 2010) e l’Accademia di esperti di nostra fiducia. che ha coinvolto Dario Fo come uomo immagine che ha sottoscritto la Carte di Montebelluna per bandire definitivamente gli OGM dall”ITALIA

Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo
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Studio AGERNOVA – Servizi Avanzati per l’Agroecologia e la Ricerca
ACCADEMIA MEDITERRANEA PER L’AGROECOLOGIA E LA VITA (AMA la Vita)
Loc. Viepri Centro 15, 06056 Massa Martana (PG)
tel 075-8947433, Cell 347-4259872


15 marzo 2013

La scienza lo ammette: Gli OGM rendono meno

Rese inferiori per le coltivazioni OGM. La conferma della scienza

 

Vi pare  questa agricoltura sana.. allora!?

 

 
A parere della Biotechnology Industry Organization e di numerosi sostenitori degli OGM, essi rappresenterebbero una vera e propria arma di salvezza per l'umanità, permettendo diaumentare le rese dei raccolti agricoli. 

Invece secondo un nuovo documento, finanziato da parte del US Department of Agriculture ed a cura dei ricercatori della University of Wisconsin, sostenere che le coltivazioni OGM permettano sempre e comunque una resa maggiore dei raccolti non rappresenti un'affermazione veritiera.

I ricercatori si sono occupati di analizzare i dati che comparano le rese dei capi coltivati con diverse varietà di mais, tra cui vi era mais geneticamente modificato (compreso il mais OGM della varietà RoundUp Ready diMonsanto), tra il 1990 ed il 2010. Gran parte delle rese relative al mais OGM sono state dichiarate inferiori rispetto alle varietà di mais non geneticamente modificate. I ricercatori si sono detti sorpresi di non aver riscontrato significativi miglioramenti delle rese grazie all'impiego di OGM.

In particolare, nel caso del mais Monsanto denominato "Smart Stax", che è stato modificato attraverso l'inserimento di geni in grado di interagire reciprocamente, le rese effettive dei raccolti sarebbero state giudicate come ostacolate negativamente proprio a causa degli interventi di manipolazione genetica effettuati su di esso. 
Le manipolazioni genetiche hanno condotto ad effetti negativi sulle coltivazioni, il più evidente dei quali è costituito da una riduzione delle rese.
Il documento espone dati e prove scientifiche relativi a come le manipolazioni genetiche siano in grado di provocare cambiamenti tali nel corso della crescita di una pianta da renderle meno produttiva, proprio per via dell'avvenuta manipolazione del relativo genoma.

Inoltre, secondo un articolo pubblicato tra le pagine della rivista Nature lo scorso anno, riguardante il confronto tra le rese di coltivazioni OGM e da agricoltura biologica, i terreni coltivati secondo metodi biologici hanno dimostrato di possedere una maggiore capacità di assorbire e trattenere acqua ed hanno potuto garantire rese maggiori per quanto concerne i raccolti, sia in condizioni di siccità che di precipitazioni eccessive.

Secondo gli studi condotti dai ricercatori della Wisconsin University, le rese per ettaro delle coltivazioni OGM sarebbero inferiori alle rese dei terreni coltivati impiegando sementi non geneticamente modificate. La riduzione delle rese sarebbe strettamente legata all'atto della manipolazione genetica stessa.

Nel 2009 la Union of Concerned Scientist aveva pubblicato un documento dalle conclusioni simili, ma lo studio della University of Wisconsin si aggiudica al momento il riconoscimento del tentativo più rigoroso di confrontare le rese delle coltivazioni OGM e non OGM. 

Se gli OGM non possono garantire le rese sperate e sbandierate dalle multinazionali delle sementi e dai loro sostenitori nel mondo scientifico, e non solo, come risolvere il problema della necessità di avere a disposizione risorse alimentari sufficienti per una popolazione mondiale in crescita?

 Si potrebbe iniziare, ad esempio, da una ridistribuzione maggiormente equa delle stesse e da une vara e propria campagna internazionale contro gli sprechi alimentari.

Marta Albè


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18 settembre 2012

Bioregionalismo - Salviamo l'agricoltura contadina

Bioregionalismo - Salviamo l'agricoltura contadina dalle rapaci mani delle multinazionali del cibo

 
Nutrire con amore - Collage di Vincenzo Toccaceli
 
 
La Ue e con lei le lobbies dell'agribusiness contro l'agricoltura contadina.

Non se ne può più, ogni mese, quasi  ogni settimana, ogni giorno? Hanno cominciato condannando l'associazione francese e internazionale Kokopelli nella vertenza che l'aveva vista contrapposta lla ditta sementiera Baumaux, la corte costituzionale ha deciso che non è possibile la commercializzazione delle sementi non iscritte nel catalogo ufficiale delle varietà.
 
Poi hanno continuato con l'imposizione ai governi del mais Ogm, quindi, il governo Monti, in Italia ha dato addosso all'agricoltura a km zero... cos'altro aspettiamo? Che ci vietino di fare l'orto e che sia obbligatorio mangiare l'insalata del supermercato?
 
Leggo tante prese di posizione, di informazione nei siti "alternativi" ce n'è anche troppa, si susseguono le parole e i buoni propositi, a me pare che una riflessione seria, approfondita , foriera quindi di una risposta il più possibile forte e condivisa non sia ll'orizzonte.
 
Sui temi della sovranità alimentare, dei beni davvero comuni che sono quelli inalienabili come l'acqua, il cibo non è possibile limitarsi a mettere un "mi piace" su Fbook.
 
Davvero occorre che tutta una pluralità di soggetti si mobiliti.
Primo: a Bruxelles esiste una rete di lobbisti che lavora incessantemente solamente per questo: fare gli interessi delle grosse corporation e ostacolare, impedire in ogni modo qualunque rinascita, qualunque risorgimento di un mondo contadino autonomo, libero, centrato su propri valori e su proprie pratiche di sostenibilità e il più distante possibile dal mercato globalizzato, fuori dalla mercificazione plastificata e , invece, molto prossimo a pratiche di baratto, di autoaiuto e condivisione di cose e di saperi.
 
E' ovvio che se ci scambiamo le sementi e che queste siano buone sementi riproducibili, esenti da qualunque brevetto, tutto ciò alle corporation non può che nuocere.
 
Ora siamo una nicchia ma chi può dirlo? La crisi spinge tanta nuova gente all'orto, se non altro per risparmiare e, sappiamo benissimo, che per gli strateghi del mercato anche uno spostamento del virgola qualcosa, nei grandi numeri, significa perdita elevate per chi comanda il vapore dell'agribusiness, oggi.
 
Si dicono liberisti in tutto, vogliono privatizzare scuola, sanità, pensioni e... vogliono guardare nel mio orto?
 
Sono dei falsi liberisti e dei pessimi liberali, i governi asserviti a queste lobbyes, incluso il nostro, cianciano di "preservazione e difesa della biodiversità": chiacchiere, nei fatti sono solamente chiacchiere che nascondono, ed i fatti lo dimostrano, la loro totale soggiacenza ad interessi altri, molto forti.
 
Facile obiettare che si può continuare a far finta di niente, che si può continuare a riprodurre la propria semente come si è sempre fatto e che difficilmente si vedranno i marescialli bussare all'uscio del nostro orto. Questo è un ragionamento miope, se coltivi mais lo devi sapere che i pollini Ogm volano e possono contaminarti il tuo granoturco a 2 km di distanza  e, attestato nella Valle del Rodano, anche a 4.
 
Come fai a difenderti dall'inquinamento dei campi Ogm dei tuoi vicini?
 
Non puoi certo alzare reti di 10 metri e non tutti hanno la fortuna che io di vivere in una valle dove il mais non lo coltivano che in pochi e non hanno interesse all'Ogm solamente perchè su superfici troppo limitate e dunque non redditizie.
 
Ci vuole una levata di scudi collettiva, occorre una riflessione comune per una risposta forte che sia : primo, disobbedienza civile , chiara e manifesta, noi non ci stiamo e dichiariamo pubblicamente, tramite i giornali locali, noi in Vallassina l'abbiamo fatto sul nostro quotidiano più letto, che continueremo a coltivare le antiche varietà e ce ne infischieremo di ciò che dice la Ue. Nell'ambito delle associazioni di cui facciamo parte, la Rete Semi Rurali, Civiltà Contadina ne fa parte, la Rete Bioregionale, in tutti i forum e le occasioni possibili, anche rimbeccando e rinfacciando il politico della nostra zona in parlamento: tu cosa fai per contrastare queste schifezze?
 
Cosa fanno gli eletti a tutti i livelli per salvaguardare la biodiversità locale che è poi, sommandole, la biodiversità italiana ed europea?
In Francia si continua con il movimento dei liberi falciatori di Ogm, ero a Valence a fine agosto ed erano in prima pagnia sul Dauphinè Libèrè, in azione contro mais Ogm nella zona del Rodano. Qui si dorme? La contaminazione da Ogm è inquinamento, ciò che provoca è noto e sono noti anche gli studi indipendenti, oltre che quelli commissionati dalle stesse corporation e che valgono per buone per i politici dell'Unione Europea.
 
Lobbisti, multinazionali, governanti a destra e sinistra assortiti, questi fanno bene il loro sporco lavoro, vicendevolmente alimentando il loro business, siamo noi, galassia ecologista, libertaria, persone e reti non eterodirette, siamo noi che leviamo o non leviamo neanche flebile una risposta.
 
Direi che è il casi di alzare la voce e che in Italia abbiamo un patrimonio troppo grande, immenso di biodiversità, di piccola agricoltura locale ancora debordante di buoni sapori, di buone pratiche da difendere e salvaguardare con le unghie con i denti. Non aspettiamo il nostro Josè Bovè, siamo tutti Josè Bovè! Per chi  lo avesse dimenticato era  il contadino francese che entrandovi dentro con un trattore  devastò un Mc Donalds e poi, con la sua Confèdèration Paysanne ha dato l'avvio alla distruzione dei campi coltivati ad Ogm, attualmente è deputato europeo per Europe Ecologie.

Teodoro Margarita, salvatore di semi. 
Rete Bioregionale Italiana 


9 settembre 2012

Caporetto italiana sugli OGM

8 settembre 2012 - Sconfittà l'Italia sul fronte OGM

 



ITALIA sconfitta sulla questione OGM : la Corte di Giustizia Europea ha pronunciato una sentenza in cui avverte l'Italia che NON può più bloccare gli OGM , e in particolare, il MAIS MON 810.


Venerdì, 7 settembre 2012, sul quotidiano "IL PICCOLO" di TRIESTE, a pagina 12 è stata riportata la notizia che, a Bruxelles , la Corte di Giustizia Europea ha pronunciato una sentenza in cui avverte l'Italia che NON può bloccare gli OGM e, in concreto, la cultura del MAIS MON 810, di cui è ben nota la grave tossicità come riportato da un recente lavoro francese del 2009 (Spiroux de Vendomois: A comparison of the effects of three GM Corn varieties on Mammalian Health, International Journal of Biological Sciences, 5, pp: 706-726, 2009

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=34180
http://www.informasalus.it/it/articoli/tossicita-mais-mon-810.php

Questo lavoro, pubblicato nel 2009, ha dimostrato la tossicità renale di ben tre varietà di Mais transgenico OGM (NK 603, MON 810, MON 863), il primo dei quali (NK 603) resistente al Glifosato, e quindi contenente al suo interno tracce di questo pesticida, e gli altri due (MON 810 e MON 863 contenenti al loro interno la tossina del Bacillus thuringensis.

Tratto dal libro "Come affrontare il Diabete", Editoriale Programma:


OGM: Il Glifosato e le tossine da Bacillus thuringensis

Attualmente le piante OGM sono caratterizzate in larghissima parte dalla possibilità di resistere a concentrazioni molto alte di un particolare diserbante, il Glifosato, che impregnandosi nella pianta la protegge dagli insetti, senza ucciderla, a differenza delle piante infestanti vicine che risultano incapaci di resistere a tale veleno.

La seconda caratteristica delle piante OGM è quella di produrre esse stesse un particolare valeno, quello da Bacillus thuringiensis, capace anch’esso di uccidere gli insetti, ma in maniera diversa dal Glifosato.

In passato sono già stati prodotti interessanti Studi scientifici internazionali indipendenti in merito alla possibile intossicazione cronica nella catena alimentare da parte di cibi OGM, a causa di queste sostanze erbicide come il Glifosato o insetticide come il Bacillus touringiensis: in entrambi i casi con conseguente possibile incremento, nella specie umana, di Cancri, Aborti spontanei, Mutazioni genetiche sulla discendenza, Sindromi da Immunodeficienze acquisite, malattie degenerative. Da questi lavori, si è anche ritenuto che il danno poteva essere già evidenziabile a piccole dosi sugli organi emuntori di detossificazione, come il fegato e, soprattutto, i Reni.

Ad esempio, già nel 2003 fu dimostrato che il Mais OGM provocava lesioni alla cavità orale di pecore e di ruminanti. Questo Studio (VEDI ALLEGATO DUGGAN Duggan 159-166, 2003), dimostrò che il consumo di OGM danneggiava la parete della cavità orale ed era associato con le morti inspiegabili di animali da esperimento, in particolare di pecore e ruminanti.

Il Glifosato

Utilizzato nel trattamento di orti, campi agricoli e parchi in tutto il mondo, il Glifosato è da tanto tempo uno degli erbicidi più venduti.

Fin dal 1983 fu dimostrato, nei ratti, che il Glifosato arrecava gravi danni all’intestino e al fegato (Hietanen 103-112, 1983) e dieci anni dopo, sempre nei ratti, venne dimostrato che causava malformazioni ossee nei nascituri (Dallegrave 45-52, 1993).

Nel 1997, uno Studio condotto nell’Ontario, Canada, su una famiglia di contadini, dimostrò che il Glifosato e il 2,4 D ad esso associato, determinavano nascite premature e aborti prematuri (VEDI ALLEGATO SAVITZ Savitz 1025-1036, 1997).

Ma fin dal 2002, sostanze chimiche adiuvanti impiegate nei prodotti a base di Glifosato per le piante OGM, rese resistenti a questi erbicidi, avevano già dimostrato di rendere le pareti cellulari più permeabili all’azione tossica del Glifosato (Haefs , pp: 326-331, 2002).

Su questa strada, 3 anni dopo, il Glifosato dimostrò di essere tossico per le cellule umane della placenta a concentrazioni molto più basse di quelle usate in agricoltura, agendo come distruttore degli enzimi endocrini umani di conversione degli ormoni maschili in quelli femminili (vedi ALLEGATO RICHARD Richard, pp: 716-720, 2005)

Due anni più tardi, nel 2007, Benachour dimostrò che il Glifosato danneggiava le cellule embrionali umane e placentari a concentrazioni inferiori a quelle rintracciabili nei residui alimentari delle coltivazioni OGM, trattate con questo erbicida (Benachour 53, pp: 126-133, 2007).

Un recente lavoro di Benachour del 2009 ha poi dimostrato che quattro diverse formulazioni di Glifosato usate in agricoltura causano comunque la morte delle cellule umane entro 24 ore (VEDI ALLEGATO BENACHOUR Benachour 22, pp: 97-105, 2009).

Secondo un altro lavoro, quello di Gasnier del 2009, le quantità di Glifosato necessarie per arrecare gravi squilibri endocrini sono almeno 800 volte inferiori alle quantità dell’erbicida ancora rintracciabili nelle piante OGM trattate con questo erbicida e poi impiegate per alimentare gli animali (VEDI ALLEGATO GASNIER Gasnier pp: 184-191, 2009).

Prove sperimentali su cellule embrionali hanno così dimostrato di arrecare gravi danni al DNA, con sua rottura e interferendo successivamente con i suoi meccanismi di riparazione (VEDI ALLEGATI MARC Marc 245-249, 2004 ; 2007 ; Marc: 326-331, 2002; Marc 436-442, 2004). (VEDI ALLEGATO BELLE Belle 317-327).

Tutto ciò ha pesanti conseguenze poiché incrementa il rischio di cancri, essendo questi dovuti a rottura del DNA non riparato in maniera corretta (Manas 834-837, 2009 ; Manas 37-41, 2009.

Uno Studio epidemiologico di 5 anni fa, affermò che il Glifosato sembrava associato ad una maggior incidenza di Mieloma Multiplo, un tumore maligno a bassissima percentuale di guarigione con le attuali terapie (De Roos 113, pp: 49-54, 2005).

Tre diversi studi condotti in Svezia nel 1999, nel 2002 e nel 2008 hanno associato l’utilizzo del Glifosato all’insorgenza dei linfomi NON-Hodgkin, anch’essi tumori maligni a medio-bassa percentuale di guarigione con le attuali terapie (VEDI ALLEGATO HARDELL Hardell 15 marzo 1999, vol. 85, No. 6 ) ; Hardell pp: 1043-1049, 2002 ) ; Eriksson 123, pp: 1657-1663, 2008).

Nel 2010, è stato infine dimostrato che il Glifosato è causa di cancro cutaneo (George J.: Studies on glyphosate-induced carcinogenicity in mouse skin. Aproteomic approach, Journal of Proteomics , 73, pp: 951-964, 2010 http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S187439190900390X ), e che provoca malformazioni negli embrioni (VEDI ALLEGATO PAGANELLI Paganelli. Res. Toxicol., August 9, 2010).


Le tossine da Bacillus thuringensis

In merito al Bacillus thuringiensis, diversi altri lavori scientifici, soprattutto francesi, avevano già evidenziato la sua patogenicità in animali da esperimento e su linee cellulari umane di linfociti normali: nel 1978 un lavoro francese (Laurent 127-130, 1978 Rev. Can. Biol. 1978 Jun; 37(2): 127-130) evidenziò danni da parte del Bacillus thuringiensis a livello delle cellule renali per dosaggi di 0,1 mg di tossina per millilitro, e un po’ di più per cellule umane diploidi ed eteroploidi (circa 1 mg di tossina per milliltro); in quel lavoro fu anche dimostrato che non era possibile proteggere le cellule da questa tossina in alcun modo.

Nel 1998, iniezioni sottocutanee di Bacillus thuringiensis, in topi a bassa capacità immunitaria, determinarono gravi infezioni polmonari (Fares NH: Fine structural changes in the ileum of mice fed on delta-endoxin-treated potatoes and transgenic potatoes, Nat.Toxins, 6 pp: 219-33, 1998 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10441029 ), e l’esperimento venne ripetuto con sospensioni intranasali delle stesse spore di Bacillus thuringiensis (VEDI ALLEGATO HERNANDEZ Hernandez 2138-2139 ; Hernandez FEMS Immunol. Med. Microbiol. 43-47), con eguale risultato sugli animali, che morirono.

Nel 2000, si dimostrò che questa tossina di Bacillus thuringiensis agiva anche sugli stessi linfociti umani normali, tradizionalmente le cellule umane più sensibili in assoluto a veleni tossici introdotti nell’organismo umano (Kim H: In vitro cytotoxicity of non-Cyt inclusion proteins of a Bacillus thuringiensis isolate against human cells, including cancer cells, J.Appl.Microbiol. 89 pp: 16-23, 2000 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10945774 ).

Tutti questi lavori potrebbero quindi significare un diretto effetto depletorio del Bacillus thuringiensis sulla linea linfocitaria, vale a dire un gravissimo indizio di possibile azione inibente sulle difese immunitarie, poiché potrebbe indurre squilibri immunitari, con insorgenza di allergie o intolleranza alimentare, oppure di indurre malattie di tipo auto-immune e, probabilmente, anche tumori.


Infine, visti questi precedenti lavori, gli effetti sui linfociti sani, sulle cellule dell’intestino e dei reni, una particolare attenzione dovrebbe essere rivolta anche al rischio teratogeno su feti o embrioni umani nel caso di donne gravide.

Scarica tutti gli allegati in un file .zip

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Gli OGM sono ANCHE causa di DIABETE, legato alla " American Obesity"

E’ interessante a questo punto riportare che, nonostante diversi lavori scientifici indipendenti stiano dimostrando sempre più la pericolosità dei cibi OGM, la Commissione Europea abbia comunque dato il via libera definitivo a vari tipi di Mais OGM: Bt11xGa21, 1507x59122, 59122x1507xNk603, Mon88017xMon810 e Mon89034xNk603.

E’ di particolare rilevanza a questo punto soffermarci su una delicata questione: mentre nulla si sta facendo per migliorare le qualità organo-lettiche dei cibi, accettando contaminazioni sempre più alte di pesticidi, o addirittura permettendo l’immissione in commercio di cibi geneticamente modificati, con tutti i rischi per la nostra salute, la stessa Unione Europea, nel settembre 2010, ha dichiarato un deficit di bilancio nella ricerca sul Diabete Mellito…

L’Alliance for European Diabetes Research (EuRaDiA) ha reso infatti noti i risultati di uno Studio presentato a Stoccolma dall’European Association for the Study of Diabetes (EASD), dove si afferma che in tutti i 25 paesi che compongono l’Unione, si hanno da 30 a 50 milioni di malati di Diabete Mellito, e si spendono oltre 50 miliardi di Euro ogni anno per curare non solo la malattia stessa, ma anche le sue complicanze, quali soprattutto le malattie cardio-vascolari, come l’Infarto miocardico acuto, l’Arresto cardiaco, l’Ictus cerebrale, l’Insufficienza Renale Cronica, la Cecità da Diabete Mellito, e le altre cronicizzazioni secondarie, discusse nel libro "Come Affrontare il Diabete", Editoriale Programma.

vedi anche :
ROMA: gli OGM e i Grassi Idrogenati sono la causa del Diabete, dovuto alla "American Obesity"

Roma, 3 luglio 2012. Alla presenza dell'OSSERVATORIO SANITA’ e SALUTE dell'Italia, con il Patrocinio del Senato della Repubblica Italiana, del Ministero della Salute Italiana, del Consiglio Regionale del Lazio, del Comune di Roma, della Provincia di Roma, si è svolta la cerimonia di premiazione dei DIECI finalisti autori di libri di Medicina risultati particolarmente interessanti e come tali premiati in tale serata, sotto le telecamere della Prima Rete Nazionale Italiana.

Il luogo della Cerimonia è stato la Terrazza Caffarelli, sul Campidoglio, a Roma.

Il tale sede, durante la presentazione di uno dei concorrenti,il dott. Nacci di Trieste, si è data particolarmente importanza ad un vecchio lavoro condotto da scienziati americani negli anni '80 che avevano già intuito una possibile correlazione fra il Diabete Mellito di Secondo Tipo (legato all'obesità) e un possibile danno di parete cellulare, infarcite da sostanze grasse non-naturali.

Il dott. Nacci , nel suo libro "Come affrontare il Diabete", ha collegato questa grande scoperta americana degli anni '80 ad un lontano lavoro, pure americano, del 1933, del dott. MOSENTHAL, che già forniva le bassissime percentuali di Diabete in America negli anni Venti del XX secolo.

La prima osservazione del dott. Nacci è stata quella di considerare i Grassi Idrogenati (GRASSI ARTIFICIALI, non-naturali, inventati nel 1912) come possibile causa del Diabete di Secondo Tipo, essendo tale malattia praticamente sconosciuta negli anni Venti del XX secolo, per poi essersi attestata sul 6-10% della popolazione americana fra gli anni '50 e gli anni '80, in concomitanza alla diffusione dei Grassi Idrogenati nella catena alimentare americana dopo la Seconda Guerra Mondiale, con il corrispettivo incremento della popolazione americana in SOVRAPPESO, oscillante fra il 20% e il 30% dell'intera popolazione americana.

La seconda osservazione del dott. Nacci è stata quella di correlare l'introduzione nella catena alimentare degli Organismi Geneticamente Modificati (Genetically Modified Organisms ) con l'improvvisa comparsa, dopo gli anni 90, della cosiddetta "American Obesity" che ha determinato l'improvviso salto della percentuale di popolazione americana in sovrappeso dal precedente 20-30% (1950-1988) al 70% circa degli anni 1990-2010, con una analoga salita vertiginosa dello stesso Diabete di Secondo Tipo (legato all'obesità). PER MAGGIORI DETTAGLI , sugli OGM e il Diabete VEDI : http://www.procaduceo.org/dottnacci/cause-diabete.htm

Conclusione :
Quale semplice medico, mi trovo quindi costretto a rammentare a TUTTI che gli OGM sono una gravissima minaccia per la salute di TUTTI NOI, come del resto già esposto in OTTO Punti al CONVEGNO S.A.N.A. di BOLOGNA, del 13 settembre 2008, e di cui sono scaricabili gratuitamente gli ATTI di tale DICHIARAZIONE, in :

ITALIANO : http://www.erbeofficinali.org/dati/nacci/studi/Convegno_SANA_130908.pdf

INGLESE : http://www.erbeofficinali.org/dati/nacci/studi/SANA_Conference_091308.pdf

TEDESCO: http://www.erbeofficinali.org/dati/nacci/studi/Die_GVO-Bedrohung_Genetisch_Veranderte_Organismen.pdf

SPAGNOLO :
http://www.erbeofficinali.org/dati/nacci/studi/La_amenaza_de_los_Organismos_Modificados_Geneticamente[1].pdf

Sito SORGENTE : http://www.erbeofficinali.org/dati/nacci/index.php


Dott. Giuseppe Nacci
Medico-Chirurgo

Specialista in Medicina Nucleare
Trieste, ITALY


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22 agosto 2012

Bioregionalismo e conservazione delle sementi originarie

Teodoro Margarita: “Il seme della vita… ed il seme della discordia” – Seed savers i nuovi banditi dal sistema

L’agricoltura, attività primaria, fonte basilare per l’approvigionamento alimentare dell’uomo, si fonda su alcuni elementi imprescinbili: la disponibilità di terra, l’abbondanza d’acqua, la conoscenza di buone tecniche agronomiche.

Veniamo all’ultima di queste condizioni, la conoscenza. Da tempo immemorabile, da quando il primo uomo o donna ha posto a dimora un seme ed ha appreso a curarlo, allevarlo, seguirlo fino ad ottenere la pianta voluta, le sementi sono sempre state riproducibili, esse sono state selezionate in base alle esigenze umane e, per fare un esempio, la vite che conosciamo noi, non è certamente la stessa che allignava, suo areale originario, sui monti del Caucaso ove si ritiene essa abbia suscitato l’interesse degli uomini per la prima volta.

E’ una semplice legge naturale quella della selezione, prendete, anche oggi, nel duemila, qualunque seme di infestante, per esempio il comunissimo amaranto, cominciate ad isolarne i semi, coltivatelo nell’orto, liberatelo dalle altre consorelle, non ci vorranno molte generazioni e vedrete che questo amaranto arriverà a produrre chicchi più grossi, diventerà sempre più imponente, certamente perderà quella rusticità che aveva l’amaranto selvatico che aveva quello preso in campagna, spontaneo.

Bene, applicate questo semplice meccanismo su vasta scala, prendete in considerazione popolazioni di contadini in ogni parte del mondo, distanti tra loro, operanti in ambienti alquanto differenti: tutto ciò nel corso di decine di migliaia di anni ha prodotto la biodiversità rurale.
Per semplificare: esistevano qualcosa come 12.000 varietà di riso e crescevano ed alimentavano popolazioni dalle sabbie desertiche alle ricche ed irrigue pianure asiatiche, ovvero esistevano varietà di riso asciutto, dai colori, fogge, dimensioni le più incredibilmente diverse.

Certo, se ci si reca in un negozio di prodotti macrobiotici o biologici si possono trovare rissi a chicco nero, rosso, con un pò di fortuna anche il cossiddetto “selvatico” ma dovete immaginare un’abbondanza infinitamente maggiore.

Agli inizi del Novecento, i ricercatori dell’Istituto Vavilov, San Pietroburgo, poi Leningrado, istituto intitolato giustamente a quell’insigne botanico che aveva percorso i continenti alla ricerca, raccolta e catalogazione di tutto il germoplasma esistente, e fino alla dissoluzione dell’Urss, hanno custodito, sopravvivendo persino all’assedio nazista, i ricercatori si lasciarono morire di fame pur di non intaccare quella meraviglia accumulata nelle loro celle, migliaia e migliaia di varietà di verse di ogni tipo di orticola, cereale, di ogni pianta utile per l’umanità, avevano accumulato una quantità di germoplasma imponente.

Questa biodiversità era dovuta ad una molteplicità di fattori, dal clima, alle tecniche colturali, alle tradizioni delle tante popolazioni di agricoltori presenti sul pianeta.

Come mai, oggigiorno, in tutto il pianeta, sempre per attenerci al riso, di varietà non ne esistono che poche centinaia e pure esse a rischio di estinzione?

E’ stata, principalmente, colpa della cossidetta “rivoluzione verde” ovvero dell’introduzione massiccia, in ogni angolo del globo, ovunque possibile, di una meccanizzazione totale, i trattori, le trebbiatrici, dappertutto o quasi hanno sostituito i buoi, i cavalli, gli asini.

L’introduzione massiccia di fertlizzanti chimici, l’agricoltura è passata in poche decine d’anni da attività di sussistenza o al più di scambio su piccola o media scala ad attività industriale. I sostenitori di questa modernizzazione, mentendo spudoratamente, sostengono che tutto questo abbia migliorato e aumentato le speranze di vita dell’umanità: certamente, di quella parte che quegli strumenti produceva e rivendeva.

Consiglio un libro molto interessante, almeno uno “Olocausti tardo vittoriani” e si leggerà, tra le altre cose, che il PIL di Calcutta, agli inizi del Settecento era superiore a quello di Londra.

Ovvero, l’imposizione della tecnologia occidentale, della agronomia europea in tutto il mondo ha provocato la distruzione, l’erosione dei suoli, l’impoverimento in consistenti parti del mondo. E questo è avvenuto, prima che vi ponessero rimedio, negli stessi paesi che questo sconvolgimento avevano causato ed esportato.

Negli anni ‘20, nelle pianure sconfinate dell’ovest americano, già terreno di pascolo per milioni di bisonti, sterminati al pari dei nativi americani, grazie all’adozione della coltura in linea di cereali a pedita d’occhio, le rese celebri dai romanzi di John Steinbeck, “dust bowls” le tempeste di sabbia che erosero milioni di ettari rendendoli aridi e desertificando aree di stati interi, i contadini americani, specie i piccoli conobbero fame e disperazione. Gli Americani cambiarono sistema di coltura, capirono che se la prateria era un habitat equilibrato, le graminacee, nutrimento per i bisonti, sradicate per far posto alla monocultura cerealicola, dovevano quantomeno praticare un sistema di rotazione per non impoverire il terreno e ripetere , alla prima tempesta, i disastri suddetti.

Renè Dumont, agronomo francese ha parlato nelle sue opere di questi ed altri sconvolgimenti soprattutto egli si è dedicato ai paesi francofoni, dall’Indocina all’Africa equatoriale: ovunque la “rivoluzione verde” ha prodotto sconquassi similari.

Il resto del mondo, politicamente soggetto, a quale dei due blocchi, capitalista o comunista non ha fatto nessuna differenza, è stato, ed è in parte ancora, solamente luogo di produzione massiccia di fibre, legname, cereali destinati all’alimntazione, all’industria del primo mondo.

E’ conosciuta abbastanza la distruzione totale delle foreste equatoriali per far posto alla monocultura della palma da olio in diverse aree del mondo, Indonesia, in primis.

E già qui saremmo ad un passo dal baratro: paesi che non hanno avuto autonomia politica hanno subito grazie a classi dirigenti comprate e corrotte un tanto al chilo, il depauperamento totale di pari passo con la perdita di ogni libertà anche della propria biodiversità originaria.
Non è finita qui, con la nascita delle biotecnologie, con la scoperta degli OGM, il quadro diventa fosco, il futuro alimentare dell’umanità, già precario, minaccia di saltare completamente.

Multinazionali come Syngenta, Novartis, Monsanto hanno cominciato a brevettare ed esportare in ogni parte del mondo, trovando resistenze di qualche peso in Europa, sementi che di quel processo di selezione naturale di cui parlavamo all’inizio, non hanno più nulla a che vedere: laddove per passare dall’uva del Caucaso ci abbiamo impiegato millenni, questi, in camice bianco, in pochi giorni, agendo sul Dna, combinando segmenti di organismi viventi anche diversi tra loro, per esempio, DNA del merluzzo nelle fragole e così bioingegnerizzando, manipolano tutto il manipolabile e sono arrivati a determinare in un campo pericoloso come il vivente quello che si fa con le automobili, per poterne vendere di più, hanno ideato l’obsolescenza programmata, ovvero, dopo un certo numero di anni queste, tac! si scassano e tocca comprarne un’altra.

Pazienza, uno può pure andare a piedi, questa tecnica applicata grazie alle possibiltà della bioingegneria alle semnti ha portato per dirne una, all’invenzione di cotone, di riso contenenti un gene, il famigerato “Terminator” che sterilizza il seme rendendolo irriproducibile.
Ecco, come si può leggere in Monoculture della mente, Vandana Shiva, che decine di migliaia di contadini indiani, stato del Karnataka, arrivano a suicidarsi in massa: la carestia, il mncato arrivo del monsone non avevano permesso a questi contadini in possesso di questi semi OGM il riacquisto della semente per l’annata successiva, per evitare che i debiti ricadano sui figli, il capofamiglia si toglie la vita… o passa alla guerriglia naxalita assaltando e distruggendo depositi Monsanto.
Il quadro, ancorchè parziale ma credo possa dare le dimensione planetarie della facenda, è questo.

Consideriamo che si è agito sul seme, fonte primaria di vita, culla stessa di ogni essere vivente senza nessuna cautela, prevedendo solamente il guadagno immediato, studiando a tavolino, seguendo le leggi della domanda e dell’offerta come per qualsiasi altro bene strategico, il petrolio o il carbone: meno ce n’è più costa, maggiore sarà il valore aggiunto.

Ora, piccoli Davide contro Golia, ma il paragone non regge, Davide aveva molte più possibilità e Golia non controllava, come queste multinazionali, governi interi, catene editoriali al completo, come i “seedsavers” salvatori di semi, sono in lotta per preservare, ricercare, riprodurre quanto più possibile ed in ogni parte del mondo la biodiversità agricola originaria.

Impresa improba, nonostante i seedsavers negli Usa, pur divisi in due distinte associazioni, siano circa 50.000, in Europa molto meno, ciò che è stato salvato è nulla rispetto a quanto si è estinto per sempre, eppure… Eppure, è faccenda di questi ultimi tempi, una sentenza della Corte costituzionale europea, organismo UE, ha dato torto ad una associazione francese Kokopelli in causa da molti anni con una ditta sementiera, la Baumax Sas,

L’associazione Kokopelli attiva nella salvaguardia della biodiversità in vari paesi del mondo organizzando corsi di autoriproduzione delle sementi, di pratiche agricole sostenibili, che destina molta parte della vendita di queste sementi rare a queste attività non profit ed alla fornitura gratuita di semi a contadini in varie parti del pianeta, si è vista condannata per frode commerciale sarà costretta a pagare e non è la prima volta che accade migliaia e migliaia di euro di ammenda, sempre che la reiterazione del reato non porti il suo presidente, Dominic Guillet direttamente nelle patrie galere per qualche annetto.

Davide contro Golia era, in confronto, uno scontro alla pari. L’implicazione di questa sentenza che sanziona la non commerciabilità di sementi non inscritte nel catalogo nazionale prevede che solamente le grosse ditte sementiere, e, dietro di loro, le multinazionali, potranno vendere sementi, tutto il lavoro di recupero della memoria storica, gli studi di etnobotanica, le infinite sfumature di colori, profumi e sapori della biodiversità originaria sono destinati alla sparizione.

I seedsavers saranno condannati al piccolo scambio, tutt’ora legale tra di loro: completamente ininfluente rispetto al mercato nelle mani dei manipolatori. In pratica si potrà ancora scambiare la semenza del grano Carusieddu del Cilento ma se un contadino me ne chiede qualche quintale io non posso venderglielo, è semplicemente pazzesco, cedere ad un amico una bustina di semi di pomodoro gigante di Lecco è ben altra cosa dal procurare mais “scaiola” per seminarne ettari, nessuno è così ricco da poterlo fare.

Questa sentenza mette fine alla biodiversità, certificando che solamente chi è in grado, pagando, di registrare le proprie sementi nel catalogo ufficiaile, potrà commercializzarle. Inoltre una varietà per essere inscritta in questo catalogo abbisogna di tante di quelle scartoffie e pratiche che , ad oggi, nessuna associazione di seedsavers è in grado di fare. gli enti pubblici, con poche eccezioni, latitano.

L’istituto Vavilov di San Pietroburgo è alla sfascio e da tanto. Restano, baluardi della bioversità, le banche del seme costruite alle isole Svalbard dalle stesse multinazionali che hanno rapinato e dilapidato germoplasma in tutto il mondo.

Come per l’acqua, bene primario insostibuile per l’umanità, così il seme deve restare bene comune, libero e riproducibile, esso deve essere libero da brevetti, occorre lottare e sancire l’intangibilità del vivente.

Diversamente saremo ancora più schiavi di quanto già non lo siamo: se è possibile vivere senza un Cd o senza un film, sui quali pesano i diritti degli autori, non è pensabile che sui semi s’impongano diritti e copyright della stessa natura, ciò equivale a condannare alla fame miliardi di persone.

Questo mio intervento, non oggettivo, io sono un seedsaver, un custode dei semi antichi, socio di Civiltà Contadina da oltre 10 anni e amico personale di Dominic Guillet, presidente di Kokopelli, intende continuare il dibattito, ho cercato di chiarire, di spiegare cose che semplici non sono, mi scuserete eventuali imprecisioni.

Teodoro Margarita


28 luglio 2012

Coldiretti: NO agli OGM

Coldiretti e la Chiesa dicono no agli OGM

 
Gli alberi non volano


Mario Toso: “..gli Ogm rendono i contadini dipendenti delle multinazionali”

”Le monocolture Ogm non solo contribuiscono a diminuire la biodiversita’, ma possono rendere i contadini che le praticano dipendenti dalle multinazionali”. E’ quanto ha sottolineato Monsignor Mario Toso, segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, al convegno organizzato dalla Coldiretti su ”Rigenerazione culturale e rigenerazione dell’agricoltura: ruolo della dottrina sociale della Chiesa”.

”L’introduzione di una nuova tecnica agricola, ha sottolineato Toso, non deve in nessun modo rendere maggiormente difficile, dipendente e vulnerabile la vita dei più poveri”.

Questa dichiarazione di Mons. Toso, dichiara il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, è per noi motivo di grande soddisfazione e soprattutto sostiene e ribadisce ciò che noi promuoviamo da anni: gli ogm non sono una questione ideologica, come qualcuno ci attribuisce. Siamo assolutamente convinti che il valore del made in Italy sia dato dalla distintività e dalla identità delle singole produzioni. Noi non riusciremo mai a competere con le estensioni dei paesi americani o di altri continenti, e non possiamo nemmeno permettere che l’omologazione distrugga il patrimonio che il nostro mondo agricolo ha costruito negli anni”.
“Molto spesso, prosegue Bisi, si sottolinea che gli Ogm sono resistenti alla siccità e ai parassiti, ma nessuno considera che ci sono varietà di semi che resistono da migliaia di anni”.

“E’ recente, continua il leader di Coldiretti Piacenza, la lettera scritta da 200 tra scienziati e agricoltori e indirizzate alle massime cariche dello Stato (Presidente della Repubblica e del Consiglio) e riportata da testate nazionali in cui si chiede che sia possibile coltivare piante Ogm. Tra i 200 firmatari della lettera ci sono nomi noti e rappresentanti di enti e istituzioni. Evidentemente non hanno tenuto conto del fatto che la quasi totalità degli italiani è contraria e l’ha espresso in più occasioni”

“Vorrei ribadire, riprende Bisi, così come ha sottolineato chiaramente Monsignor Toso, che da tempo la Coldiretti, alla luce del principio della creazione, nonché dei principi di precauzione e di responsabilità, ma in particolare anche del principio della destinazione universale dei beni, ha optato per una scelta chiaramente contraria alle produzioni transgeniche. Questo, però, non e’ significato opposizione assoluta ad ogni uso delle tecnologie progredite e nemmeno preclusione alla ricerca e alla sperimentazione. Ne’ e’ significato un disinteresse per questo tema complesso. Anzi in un contesto di legislazioni plurali rispetto alle produzioni transgeniche, a fronte dei problemi concreti delle imprese, che finiscono per utilizzare prodotti contenenti percentuali di elementi transgenici, la Coldiretti si e’ fatta promotrice a livello legislativo di politiche di trasparenza dei processi produttivi e di certificazione della storia, della qualità’ e dell’origine dei prodotti agroalimentari, agricoli ed ittici, a tutela del diritto all’informazione e alla scelta consapevole del consumatore”.

(Fonte: La Libertà)


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