.
Annunci online

retebioregionale
RETE BIOREGIONALE ITALIANA - La pratica del bioreregionalismo e dell'ecologia profonda
 
 
 
 
           
       

La Rete Bioregionale Italiana è ispirata dall'idea di Bioregione: aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che le abitano.
Una bioregione è un insieme di relazioni di cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.

Qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Daniela Spurio - Grafica e fotografa - Impaginatrice dei Quaderni di
Vita Bioregionale - "Viverecongioia Jesi" dhanil@live.it,

Giorgio Vitali, presidente Infoquadri, Referente per il Signoraggio monetario ed aspetti economici correlati. Email.  vitali.giorgio@yahoo.it, - Tel. 393.6542624 

Rita De Angelis ritadeangelis2@alice.it e cell. 3385234247 - ecologia casalinga

Antonella Pedicelli, docente di filosofia, residente a Monterotondo (Sabina Romana)Referente per rapporti con le scuole e interventi formativi di recupero e attenzione verso la cultura bioregionale. Email: hariatmakaurr@gmail.com 

Claudio Martinotti Doria, monferrino, storiografo e ricercatore di storia locale ed economica, saggista, ambientalista libertario e localista. Referente per le Politiche economico ecocompatibili. Email: claudio@gc-colibri.com  tel. 0142487408 - Sito web: http://www.cavalieredimonferrato.it

 Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Avv. Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers,
Via Sirtori, 56, 00149 Roma. Email:
vitmar@tiscali.it - Tel.
348.1317487 - Referente per l'ecologia nei consumi.

Caterina Regazzi
, medico veterinario Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti:
caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Fulvio Di Dio, residente ad Amelia (Terni), funzionario alla Regione
Lazio Assessorato Ambiente
. Email.
fulvio.didio@libero.it - Tel.
329.1244550. Referente per l'ecologia nelle aree urbane.

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: info@viverealtrimenti.com

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete. Referente per l'area comasca, ecovillaggio, ricerca spirituale. Recapito: 031.683431 ore serali.

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  -  blog (cliccare qui sotto): www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto!

Paolo D'Arpini, addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti) e di inviare una email di conferma a:  circolo.vegetariano@libero.it

 

 
 
 
 

 
27 settembre 2011

Bioregionalismo e continuazione della specie umana

Italia senza figli... ecco perchè l'Italia regredisce, le donne non prolificano più....

 
Le donne in Italia non fanno più figli. Dal 1995 ad oggi abbiamo la crescita demografica più bassa. Infatti a sostenere il tasso di natalità non è servito neppure il piccolo aumento dei figli da coppie straniere o miste che attualmente stanno raggiungendo nel nostro paese il totale circa del 20%.


Il primato spetta alla Lombardia, dove risulta straniero un bimbo su quattro. Nel 2010 si sono registrati quindi circa 15 mila nati in meno rispetto al 2009. Soltanto 561.944 bambini anno visto la luce di questo nuovo mondo. A certificarlo il rapporto dell’Istat sulla natività in Italia relativa al biennio 2009/2010. Fa eccezione la Sardegna. Anche se il calo di natalità colpisce in modo uniforme tutto il Paese, Anche il Nord. Che sino al 2008 aveva registrato nuove nascite, con la sola eccezione di Trento e della Sardegna.

Nei due anni appena citati, le donne con residenza in Italia hanno avuto una media di 1,41 figlia a testa: 1,31 per le cittadine italiane, e 2,23 per quelle straniere. Istat ci ricorda che ha determinare tutto questo, è la crisi economica che allontana le donne sempre più dalla maternità, incrementando al contrario il fenomeno della posticipazione della maternità stessa. Le Donne hanno in media 31 anni alla nascita del primo figlio, un anno e mezzo in più rispetto alla media del 1995. Valore che arriva quasi ai 32 anni per le madri di cittadinanza italiana. Inoltre in Italia un neonato su cinque ha genitori non sposati.

Sempre con il rapporto del 1995 si arrivava in tutto all’8%. Ma come spesso si pensa non saranno questa volta gli emigrati a salvarci. Sino ad oggi gli immigrati hanno evitato all’Italia il tracollo demografico, ma tutto questo non potrà durare per sempre. Ce lo spiega Maria Immacolata Macioti, docente di Sociologia alla Sapienza di Roma. Cosa sta realmente accadendo?

Anche gli immigrati si stanno adattando al nostro standard di vita, rinunciando a formare famiglie numerose, ed all’idea dei figli come risorsa umana e non come peso per la famiglia. Cosa pensano le coppie in Italia? Sono entrate nel vortice di una politica di sfiducia e scoraggiamento nella natalità , anche a causa del cattolicesimo che non vuole riconoscere le nuove famiglie.

A tutto questo si aggiunge la crisi, le difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro. E quindi ci si chiede: come se fa a mettere al mondo i figli non avendo certezze nel futuro? Forse le donne, future madri hanno ragione....



Rita De Angelis


29 giugno 2011

bioregionalismo e vita di città

Stress da vita cittadina, la causa è la mancanza di verde e di socialità umana

 


E’ opinione ormai diffusa nel tempo che la vita frenetica e movimentata di una grande città come New York o Tokyo, è certamente più stressante di quella condotta in una tranquilla cittadina di campagna tra le ridenti colline del paesaggio campestre italiano.

Gli studiosi in Germania dell’Istituto “Douglas Mental Health University Istitute,” insieme al” Central Istitute of Mental Health di Mannheim” hanno scoperto attraverso uno studio pubblicato su Nature, il perché a livello biologico, nascere, crescere in una grande città o metropoli ci porta ad essere esposti a maggiori rischi di ansia, collegati anche a disturbi comportamentali e dell’umore. Sale quali al 39% il pericolo di disturbi dell’umore per chi vive in città rispetto a chi cresce invece in campagna.

Si arriva a toccare poi quasi il 50% se si parla di disturbi del comportamento quali la schizofrenia. Lo studio è stato portato avanti dagli esperti, esaminando e prendendo a campione l’attività celebrale di alcuni volontari sani provenienti da aree urbane e rurali. Per mezzo della risonanza magnetica ed uno studio, portato avanti in maniera specifica, è emerso che la vita della città viene associata a reazioni maggiori rispetto a quella parte del cervello, amigdala, quella che gestisce le emozioni, una fra tutte anche la paura, che viene specificatamente sollecitata e coinvolta nella regolamentazione dell’umore.

Quindi contro lo stress della vita quotidiana, in vista anche delle vacanze estive, niente di meglio che rilassarsi in mezzo al verde in compagnia di buoni amici, buona tavola, e perché no anche di una buona lettura, di sicuro né guadagnerà il nostro fisico, ma anche il nostro umore, sarà certamente possibile riposare e perche no, per citare la canzone di Lucio Battisti, essere allegri e sorridere alla vita.

Rita De Angelis
Rete Bioregionale Italiana


17 giugno 2011

Indice Quaderni di Vita Bioregionale - Solstizio estivo 2011

Indice Quaderni di Vita Bioregionale - Solstizio estivo 2011

 

 

QUADERNI DI VITA BIOREGIONALE - Edizione del Solstizio Estivo 2011 - Presentati a Ospitaletto di Marano il 18 e 19 giugno 2011


La redazione e l'impaginazione è stata curata da Rita De Angelis, la stampa è sttaa effettuata  a cura di Caterina Regazzi. Si ringraziano tutti gli autori che hanno voluto contribuire all'uscita di questo numero dei Quaderni.

Chi desiderase ricevere una copia dei Quaderni in formato cartaceo scriva a Paolo D'Arpini, Via Mazzini, 27 - Treia (Macerata),  Inviare euro 5 in busta chiusa - Email.
circolo.vegetariano@libero.it

Chi volesse invece riceverli in formato PDF, ne faccia richiesta a Caterina Regazzi -  Invio gratuito
Email:
caterinareg@gmail.com

Indice di questa edizione:

Carta degli intenti                                                                              pag.1

Lista dei Referenti tematici                                                               pag.2

Rita De Angelis         Presentazione                                                  pag.3

Paolo D'Arpini   Ecologia sociale e la  prostituzione                          pag.3

Lucilla Pavoni            Vita in campagna                                              pag.5

Hari Atma          Poesia                                                                       pag.5

Franco Farina            Il Manifesto "Arte per un mondo nuovo"           pag.6

Rita De Angelis    Bioregionalismo e ecologia al Governo?               pag.7

Paolo D'Arpini     Bioregionalismo e sua attuazione pratica               pag.8

Rita De Angelis    Battaglia ambientalista ecoshopper                      pag.9

Guido Arne Petrangeli  Pasta biologica                                            pag.10

Daniele Bricchi         Le medicine alternative                                   pag.12


Rita De Angelis        Essere curati con le mani                               pag.13

Paolo D'Arpini          Quando a pagare sono gli animali                   pag.14

Caterina Regazzi    Pace interiore è la causa                                 pag.16

Stefano Panzarasa   Pranzo vegetarian-vegano con Gianni Rodari  pag.17


30 maggio 2011

Bioregionalismo e cambiamenti climatici

 Crisi della biodiversità e grande caldo...
 


Cambiamenti climatici in corso

Italia fuori luogo: sull’orlo di una crisi tropicale già a Maggio.
Si è già capito da diversi anni che la biodiversità è in crisi. Non solo l’Italia ormai va verso la trasformazione di un paese tropicale con anomalie termiche che sono oramai presenti da più di 18 anni, ma nel 2009 ha superato 1,20 gradi in più rispetto alla media stagionale.

Un’escursione termica che mette a dura prova la biodiversità, favorendo il diffondersi di grandi infezioni. Si va leggermente in positivo per quello che riguarda gli incendi e l’inquinamento, per esempio quello industriale, ma i Comuni devono ancora combattere nella maggior parte dei casi col problema frane e dissesto del territorio.

L’annuario dei dati ambientali presentato nel 2010 segnala così la vulnerabilità climatica nel nostro paese: vale a dire che il caldo mette a rischio le riserve glaciali alpine, in sostanza la disponibilità dell’acqua. Nei mari sempre di più prolificano le specie di peschi di origine tropicale. Perdendo in questo modo l’habitat e la biodiversità si diffondono più infezioni, aumento di zanzare morte dei pipistrelli. Si trasmettono maggiormente malattie batteriche e vitali per l’essere umano, gli animali e le colture.

La situazione dell’aria sembra migliorare infatti dal 1990 al 2009 nell’aria è stato emesso meno zolfo, ossidi di azoto ed ammoniaca. Nelle grandi città restano elevate le polveri sottili, mentre per le città industriali sono in calo i cosiddetti gas serra, ma siamo ancora lontani dagli obiettivi fissati da Protocollo che ha fissato Kyoto.

Aumentano però i boschi e diminuiscono gli incendi. Ma rimane sempre precaria la situazione per i Comuni che sono sempre di più soggetti a rischio frane, vedi gli alluvioni a cui l’Italia è soggetta proprio a causa del passaggio al clima tropicale. In un anno si hanno così in media circa 24 giorni in più di caldo rispetto alla media climatologica, e si stima che nel 2009 circa il 40% in più di ettari andati in fumo a causa degli incendi, sono stati maggiormente in Sardegna.

Il nostro pianeta in sintesi sta diventando ogni giorno più vulnerabile a causa delle modiche che l’uomo ha apportato sul nostro suolo e territorio anche in maniera indiscriminata e senza controllo. Possiamo ancora salvare la nostra terra anche per le generazione future, basta fermarsi, riflettere ed avere forse la voglia e la volontà di condurre una vita un po’ meno consumistica e più salutare. Non surriscaldiamo maggiormente tutta la terra. E’ da questa che abbiamo il nutrimento per vivere.

Rita De Angelis


26 maggio 2011

Bioregionalismo e 17° incontro della Rete Bioregionale Italiana - 2011

 

Presentazione del prossimo incontro della Rete Bioregionale Italiana: 18 e 19 giugno 2011 - Ospitaletto di Marano (Modena)


La scelta del momento d'incontro  è voluta, sia per motivi ambientali, visto che l'assemblea si svolgerà all'aperto ed è bene sperare nel bel tempo,  sia per motivi archetipali.. visto che questa stagione è considerata la più proficua dell'anno (corrisponde al momento del raccolto).

L'incontro si tiene il 18 e 19 giugno,   i romani antichi consideravano questi due giorni"comiziali" quindi perfettamente idonei ad incontrarsi per discutere di cose sociali, in particolare il 19 giugno si teneva la Festa di Minerva all'Aventino, nel tempio più antico a lei consacrato che venne costruito da artigiani di origine etrusca allorchè ne introdussero il culto in età regia.  Questa celebrazione dedicata a Minerva è sempre stata considerata nella cultura romana il fulcro della intelligenza umana dedita all'arte, alla cura, all'abilità manuale ed all'insegnamento. Era la festa degli artigiani ed artisti, dei medici e dei maestri, i quali riuniti nelle rispettive corporazioni, offrivano sacrifici alla Dea e banchettavano convivialmente... e noi faremo altrettanto!

Siamo anche nel periodo dell'anno sacro a Mercurio (Gemelli) e sappiamo che le sue caratteristiche sono la curiosità e la provocazione. C’è una storia indiana che può rappresentare questo modello, con una prova di saggezza.  Tanto tempo fa alcuni preti vollero mettere alla prova la realizzazione dell’Uno professata da Janaka, un re che viveva l’unitarietà di tutte le cose.  Essi  inviarono alla sua reggia un gruppo composto da un  bramino (casta sacerdotale), un intoccabile, una vacca, un elefante ed un cane. Quando il gruppo giunse davanti al re,  egli inviò il bramino nel posto dove sedevano gli altri sacerdoti,  l’intoccabile in mezzo agli altri intoccabili, la vacca fu mandata nella stalla, l’elefante nella rimessa degli elefanti ed il cane nel branco reale dei cani e diede istruzioni affinché di ognuno venisse presa cura nel modo dovuto. Allora i  preti lo interrogarono e gli chiesero come mai aveva separato quegli esseri: “perché li hai separati individualmente, non sono tutti la stessa cosa per te?”.  Janaka rispose “sì tutti sono Uno, ma l’auto soddisfazione cambia  secondo la natura dell’individuo. Ad ognuno di essi deve esser dato secondo la propria natura individuale e le proprie esigenze”.

Così vediamo che questo è il momento del passaggio, dell’attraversamento della frontiera, dall’inconscio collettivo al pragmatismo personale,  si percepisce il tempo sulla base della  condizione spazio temporale vissuta. Questo significa che in questo momento spontaneamente il nostro organismo si predispone ad affrontare e rispondere adeguatamente  alle condizioni che si manifestano intorno a noi. Certo, si potrebbe dire,  è sempre così in ogni periodo dell’anno, ma al solstizio estivo subentra una speciale “apertura”, il caldo e la maturazione dei frutti ci aiutano, recuperiamo il gap dell’autodifesa dal freddo e ritroviamo lo spontaneo aggiustamento alle condizioni a noi congeniali, l’uomo è  nato all’equatore…

Questo è il primo incontro della Rete Bioregionale in cui finalmente si potrà affrontare, a viso aperto, l'argomento dell'alimentazione umana in chiave bioregionale ed è particolarmente importante che vi partecipino tutti i simpatizzanti, esponenti e referenti della Rete.  Durante la due giorni di Ospitaletto verrà presentato il nuovo numero di Quaderni di Vita Bioregionale che -grazie all'opera di Rita De Angelis e di Caterina Regazzi- riprende dopo un anno di assenza la pubblicazione... Il tema trattato è: Bioregionalismo ed Ecologia Sociale. Inoltre verranno presentate  altre pubblicazioni sul tema della spiritualità naturale e dell'ecologia profonda.


Per avere tutte le delucidazioni su come raggiungere il luogo dell'incontro e sulle sistemazioni:
caterina.regazzi@alice.it ; Cell. 333.6023090
marco.lapelosa@alice.it ; Tel. 059/794369

Informazioni generali e tematiche:
Paolo D'Arpini:
circolo.vegetariano@libero.it - 0733/216293



Pensiero edificante: “Nulla di valore viene completato nell’arco di
una vita, perciò dobbiamo rivolgerci alla speranza. Nulla di vero,
buono e bello acquista un senso nell’immediato contesto storico,
perciò dobbiamo rivolgerci alla fiducia. Nulla da noi iniziato, per
quanto abili e capaci, può essere  completato in solitudine, perciò
dobbiamo rivolgerci all’amore ed alla collaborazione” (R.Niebhur)


28 febbraio 2011

Bioregionalismo ed ecologia domestica

 

Quando l'ecosistema entra fra le mura domestiche... Combattere l'inquinamento con le piante in casa




Anche in casa tira aria brutta e malsana... ma le piante ci vengono in aiuto!

Ed a proposito di inquinamento, si scopre che è meglio respirare in mezzo al traffico che tra le mura domestiche. L’ente statunitense di protezione ambientale, L’enviromemtal Protection Agency, a tal proposito non ha dubbi. Dalla sua recente ricerca sul grado di vivibilità degli ambienti, ci conferma che l’inquinamento domestico, può essere 5 volte maggiore rispetto a quello esterno. Le cause vanno ricercate nei cosiddetti Cov, ovvero composti organici volatili che si trovano nei prodotti di pulizia della casa, degli uffici ed in tutti i luoghi dove si svolge la vita quotidiana.

Sono presenti in detersivi, disinfettanti, solventi, ma anche nelle pitture, vernici, smalti, candele profumate ed anche bastoncini d’incenso.

Per finire anche nei vestiti che vengono lavati a secco in tintoria. Possono essere fonte di inquinamento, anche impianti di riscaldamento, condizionatori d’aria, quando non sono istallati in modo corretto e non revisionati, stufe a legna, caminetti, e per finire non poteva mancare il fumo di sigaretta. Inquinano anche batteri, funghi e muffe che si formano il luoghi con troppa umidità. Si crea così la sindrome dell’edificio malsano, il problema della salute nei luoghi chiusi che non va assolutamente sottovalutata.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha sottolineato con forza questo fenomeno di inquinamento indoor, questa sindrome di edificio malsano, che non indica una malattia in particolare, con una specifica causa precisa, ma può affligere chi soggiorna e lavora in spazi chiusi. Oggi più che mai le persone trascorrono in media l’80 per cento del loro tempo in ambienti domestici, di lavoro, uffici centri commerciali mezzi di trasporto. Quindi ancora di più un’atmosfera malata, ha effetti dannosi sul benessere dell’intero organismo. Mal di testa, stanchezza, insonnia, ma anche allergie agli occhi, mal di gola, e patologie respiratorie, dall’asma all’enfisema, sino al raggiungimento di malattie croniche polmonari.

L’istituto superiore di Sanità ci raccomanda sempre di arieggiare la casa, limitare uso di deodoranti d’ambiente e chimici, no agli spray mangia polvere che contengono formaldeide, meglio panni in microfibra. E per finire ricorre anche alla natura, con le piante che assorbono gas inquinanti, tra lui le azalee, le dreacene, le gerbere ed i filodendri. Ancora una volta è sempre la natura che ci viene in aiuto, quindi è d’obbligo salvaguardarla.

Rita De Angelis


13 febbraio 2011

Bioregionalismo e sacralità del gatto

 



"Il miglior amico del filosofo..? Il gatto!" (Saul Arpino)

La festa nazionale del gatto! 17 Febbraio.

Il 17 febbraio è il giorno che è stato dedicato ad uno dei più adorabili animali, ma autonomo per eccellenza il gatto.

L’indiscusso animale da compagnia, già dal 1990 viene festeggiato in questa ricorrenza. Si è scelto come ricorrenza in questo giorno in virtù di alcune considerazioni e motivazioni tra le quali:

1. Febbraio è il mese in cui si celebra come segno zodiacale l’Acquario, il segno dell’intuito, della libertà e dell’anticonformismo....
Il segno dell’intuito, della libertà e dell’anticonformismo? Tutte caratteristiche riconducibili al gatto.
2. Nel nord dell’Europa il 17 Febbraio viene considerato un giorno
Beneagurante vuol dire “vivere la vita sette volte” come i gatti.
3. Se si scrive 17 in numeri romani, XVII, l’anagramma si ottiene “VIXI” che come parola latina vuol dire “ ho vissuto”, e proprio il gatto con le sue 7 vite può di certo dire di averle vissute.

In tutta Italia, da molti anni ci sono sempre più mostre e manifestazioni
dedicate a questi felini che crescono di anno in anno, per manifestare l’amore che molte persone nutrono per il gatto.

E’ giusto quindi dedicare una giornata a questi felini, pensando di proteggerli visto che spesso questo animale subisce maltrattamenti ed
ingiustizie da parte dell’uomo stesso.

Nell’antichità il gatto, al tempo degli Antichi Egizi, era considerato una divinità, Infatti adoravano Bastet, dea della vita,sessualità e fertilità, con il corpo umano, ma con la testa di gatto. Gli egizi erano così rispettosi di questo felino, che nel caso in cui si verificava la morte naturale di un gatto, gli abitanti della casa si radevano le sopraciglia in segno di lutto, e organizzavano un rito funebre.

In onore della ricorrenza ormai nota di questa giornata, Giornata Nazionale del gatto, si svolge a Milano la mostra Gatti di Carta, proponendo al pubblico una carrellata tra le più importanti rappresentazioni grafiche e non solo, del felino più amato dall’uomo. A partire dal Novecento con Gustav Doré, sino a cartoni animati fumetti, francobolli e manifesti cinematografici. Gatti famosi come Gatto Silvestro, Felix, Tom, e Garfield che hanno fatto sognare intere generazioni di bambini ed adulti, con le loro storie, un gattile divertente e originale ma aimè riprodotto in carta.

Rita De Angelis


24 gennaio 2011

Quaderni di Vita Bioregionale: "Bioregionalismo ed ecologia sociale"

 



Quaderni di Vita Bioregionale - Progetto per il numero del solstizio estivo 2011 su:
“Bioregionalismo ed Ecologia Sociale”


Presentazione del progetto grafico ed editoriale:
Nell’edizione di questo nuovo numero di Quaderni di Vita Bioregionale, sul tema “bioregionalismo ed ecologia sociale” mi cimenterò per la prima volta come redattrice e impaginatrice grafica. Spero di essere all’altezza della situazione come principiante, anche se avrò con me il supporto di Paolo D’Arpini e Stefano Panzarasa che hanno già curato in passato la stesura dei Quaderni di Vita Bioregionale.
 
Abbiamo deciso di dedicare questa nuova edizione dei Quaderni al bioregionalismo ed all'ecologia sociale, argomento che comprendo un po' tutto l'ambito degli interessi bioregionali, dalla pratica sul campo 
all'educazione ambientale, etc. Con ciò si darà la possibilità a tutti di intervenire con poesie, scritti ed articoli propri, e tutto ciò che sarà utile per promuovere ed approfondire questi argomenti. Nascerà quindi un mosaico dove collocare i vari pezzi, simile ad un enorme puzzle di ecologia, con il quale si tenterà di indicare un approccio verso la vita, l'ambiente e la società in senso più profondo dell’attuale. Ricordando le nostre origini e le esperienze delle precedenti generazioni di contadini, artigiani ed allo stesso tempo indicando una via ecologica per il mantenimento della nostra società contemporanea.
 
Non mancheranno indicazioni ed esempi di percorsi di vita semplice in modo da trarne insegnamento per uscire fuori dai meccanismi di una esistenza frenetica e consumista.

Ognuno potrà rivelare i “propri sogni nel cassetto” e progetti concreti, lanciando un pensiero al cielo ed alle stelle, insomma allo sconosciuto e misterioso universo, con il naso rivolto all’insù ed i piedi per terra e nel cuore una preghiera divinatoria, con la speranza che l'armonia tra uomo natura ed animali diventi realizzabile. Per ottenere questo risultato ognuno, nel suo piccolo,  contribuirà certamente a realizzarla e se è vero che la cultura è il cibo dell’anima, cominciamo a nutrirla iniziando a scrivere ed a leggere e… buona avventura bioregionale ed ecologica a tutti!
Rita De Angelis

Il materiale deve essere fatto pervenire entro la fine di maggio 2011.
Per invio materiale telematico: ritadeangelis2@alice.it
Per invio materiale cartaceo: Rita De Angelis
Via Stefano Longanesi, 14 - 00146 Roma

Oppure spedire a: Paolo D'Arpini, Via Mazzini, 27
62010 Treia (Macerata) – Tel. 0733/216233

Il nuovo numero di Quaderni di Vita Bioregionale verrà presentato durante il prossimo incontro della Rete Bioregionale Italiana che si terrà a Ospitaletto di Marano (Modena) nei giorni 18 e 19 giugno 2011 - Per informazioni sull'incontro: Cell. 333.6023090- circolo.vegetariano@libero.it

.............

Postilla:
E' stato formato un nuovo Gruppo di Facebook sul tema del Bioregionalismo ed Ecologia Profonda, il gruppo è stato creato per chi vuole liberamente partecipare al discorso di come attuare l'idea bioregionale nella nostra società, senza dover rifuggire dai modi espressivi del vivere corrente. Non è necessario cioè scappare in montagna a vivere bucolicamente allevando pecore o cercando tuberi, si può risiedere ecologicamente all'interno della società, purché le nostre scelte sui consumi, sull'alimentazione e sugli stili di vita corrispondano ad una sostenibilità ambientale e soddisfino la domanda “è questo che sto facendo in sintonia con l'insieme dei viventi e della natura?”. Ognuno degli aderenti potrà fare le sue riflessioni e dare le sue risposte.. siete tutti invitati a partecipare al discorso...

Per iscriversi:
http://www.facebook.com/?ref=home#!/home.php?sk=group_196354403713283

.................

Altri articoli sulla Rete Bioregionale Italiana:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=rete+bioregionale+italiana


6 dicembre 2010

Bioregionalismo e vegetazione...

Alberi selvatici ed alberi addomesticati... e la storia dell'agrifoglio e de “yerba Mate”



Vi scrivo per parlare di alberi in questo periodo natalizio, dove a furia di festeggiare si prendono abeti veri che vengono tolti da territorio e trapiantati nelle città...

Ciò è causa di malattie, vedi ad esempio nella Danimarca dove gli alberi hanno subito ritmi di crescita e caduta delle foglie.

Si hanno cortecce spaccate e tronchi da cui escono strani liquami. Secondo una ricerca condotta dall’università danese di Wageningen, all’origine della malattia che da alcuni mesi ha colpito i frassini della Danimarca Orientale, vi sarebbero le radiazioni derivanti dalle frequenze radio delle reti warelless, (senza fili), in particolare Wifi.

Secondo gli studiosi infatti, la presenza di radiazioni e di campi elettromagnetici, ha contribuito in maniera rilevante a far ammalare le piante, non soltanto i frassini della città olandese, ma anche alcune piantagioni di granoturco, e circa il 70% della flora olandese, nelle area raggiunte da tecnologie Wifi.

Questo studio che terminerà a febbraio 2011 e verrà pubblicato nel mondo, non trova d’accordo altri scienziati i quali affermano che i danni alle cortecce potrebbero essere stati provocati semplicemente dall’inquinamento dell’aria, derivante dallo smog, dalle piogge acide e dal surriscaldamento globale della terra.

Ma danni a parte proviamo a salvaguardare il nostro pianeta, cominciando per primi a non abbattere le foreste e gli alberi dal loro territorio, salviamo il polmone “verde” che Dio ci ha donato, ricordando che le piante sono la nostra principale fonte di vita, insieme a l’aria e l’acqua, e senza di esse tra qualche decennio non potremmo più vivere sulla terra, e per questo ritorniamo a coltivare la terra salvaguardando il nostro organismo e l'agricoltura.


Ed ora una bella storia

Alberi & dintorni. La storia dell’agrifoglio, la sua bevanda il Mate.

Ornare la casa con ramoscelli di agrifoglio, è una tra le principali tradizioni natalizie che si ricordano nei tempi. Un tempo si credeva che le foglie così pungenti avessero il potere di scacciare gli spiriti maligni. Fa sempre piacere in casa tenere un ramo di agrifoglio. E’ una pianta sempreverde, augura una vita perenne e le sue bacche rosse, stanno a significare un senso di gioia e calore. Per questo l’agrifoglio ben si sposa con la nascita di Gesù ed il Natale. L’agrifoglio quindi ha una sua storia. I Romani per esempio, usavano regalarlo agli sposi novelli in segno di augurio.

Quando ci fu l’invasione della Britannia, accolsero il fatto con grande stupore, nell’apprendere che l’agrifoglio era considerato una pianta sacra. I sacerdoti Druidi, credevano che la pianta proteggesse dai disagi dell’inverno, e che se si scagliava un grosso ramo della pianta contro una belva nell’intento di attaccare l’uomo, questa divenisse mansueta. Quando Cristoforo Colombo andò alla scoperta dell’America, vede che gli indiani durante le battaglie la portavano come distintivo di coraggio, e davanti alle loro capanne ne piantavano arbusti per allontanare gli spiriti maligni. Le bacche rosse inoltre, sono il cibo preferito dei pettirossi.

La leggenda dice che il pettirosso, beccò le spine della corona di Gesù sulla croce. Cercò così di alleviarne le sofferenze ed in cambio, ebbe per questo il petto piumato rosso, dal colore del sangue divino.

In tempi moderni attuali, il Mate la bevanda più diffusa dell’America meridionale, viene preparata con foglie di agrifoglio. Ha grandi proprietà stimolanti, contenendo una quantità elevata di caffeina, molto superiore a quella del caffè. Si beve anche tra i giovani per socializzare non ricorrendo a droghe, ma solo ed esclusivamente come utilizzo di bevanda erboristica e naturale.

Seguendo lo stesso procedimento del tè, la yerba Mate viene essiccata, tagliata e sminuzzata. Per tradizione questa infusione si beve calda ed in compagnia.

Rita De Angelis


28 novembre 2010

Bioregionalismo, alimentazione e riciclaggio....

 

Rita De Angelis: "Progetto tecnologico ecologista realizzato già in Alto Adige per riciclare la buccia della mela per produrre carta e non inquinare..."

Essere buoni ed ecologici con la nostra terra: con le mele si può!

Nel nostro paese essere ecologici sembra attualmente quasi una “moda”, mettere in mostra tutto il nostro estro e la creatività per cercare soluzioni non inquinanti ed alternative, alle nostre esigenze di vita, visto che cominciamo ad essere in molti sulla terra, le esigenze si moltiplicano la “mondezza” pure, (vedi Napoli e dintorni).

Ma si può cominciare per davvero pensando per esempio alla carta, che può essere riciclata, derivante dagli scarti della lavorazione industriale delle mele. Un progetto venuto in mente già dal 2004 all’ingegnere altoatesino Alberto Volcan, e con il sostegno della provincia di Bolzano. Da diversi anni l’ingegnere si dedica allo studio di soluzioni innovative ed efficaci, quindi son solo per fare “tendenza”, per lo smaltimento ecosostenibile dei rifiuti, e per limitare l’impatto dell’uomo e delle attività dell’industria sull’ambiente, ottenendo brillanti risultati e riconoscimenti nel suo campo.

Il suo progetto partito già dal 2004 denominato “Cartamela”, prevede un procedimento di essiccazione per gli scarti di mela, sottoposti a disidratazione, raffreddamento e macinazione, in modo da bloccare il decadimento e la fermentazione, mentre rimane inalterato il contenuto sia degli zuccheri che della cellulosa, elementi indispensabili per la produzione della carta. Da questo processo si ottiene un composto, una farina bianca, che al suo interno contiene circa il 65% del totale di cellulosa, elemento indispensabile per la produzione di ogni materiale di origine cartacea.

Una scoperta veramente innovativa che ha il pregio di contribuire notevolmente ad abbattere il costo effettivo dello smaltimento dei rifiuti, cosa di cui oggi si parla sempre di più. Gli scarti della mela infatti sono classificati tra i “rifiuti speciali” una smaltimento differenziato che ha costi molto elevati. Cartamela è quindi un progetto che ha riscosso notevole successo nella patria indiscussa della mela, visto che l’Alto Adige è uno dei maggiori paesi produttori in Europa di mele.

Utilizziamo quindi i nostri prodotti italiani usufruendone nella rete italiana, tuteliamo l’ambiente e potenziando anche una vera e propria industria basata sul riciclo, si può da vita ad uno sviluppo sostenibile del territorio, creando anche nuovi posti di lavoro per i giovani.

Rita De Angelis - ritadeangelis2@alice.it



 

Ultime cose
Il mio profilo



me l'avete letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

   
sfoglia     agosto        ottobre