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RETE BIOREGIONALE ITALIANA - La pratica del bioreregionalismo e dell'ecologia profonda
 
 
 
 
           
       

La Rete Bioregionale Italiana è ispirata dall'idea di Bioregione: aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che le abitano.
Una bioregione è un insieme di relazioni di cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.

Qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Daniela Spurio - Grafica e fotografa - Impaginatrice dei Quaderni di
Vita Bioregionale - "Viverecongioia Jesi" dhanil@live.it,

Giorgio Vitali, presidente Infoquadri, Referente per il Signoraggio monetario ed aspetti economici correlati. Email.  vitali.giorgio@yahoo.it, - Tel. 393.6542624 

Rita De Angelis ritadeangelis2@alice.it e cell. 3385234247 - ecologia casalinga

Antonella Pedicelli, docente di filosofia, residente a Monterotondo (Sabina Romana)Referente per rapporti con le scuole e interventi formativi di recupero e attenzione verso la cultura bioregionale. Email: hariatmakaurr@gmail.com 

Claudio Martinotti Doria, monferrino, storiografo e ricercatore di storia locale ed economica, saggista, ambientalista libertario e localista. Referente per le Politiche economico ecocompatibili. Email: claudio@gc-colibri.com  tel. 0142487408 - Sito web: http://www.cavalieredimonferrato.it

 Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Avv. Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers,
Via Sirtori, 56, 00149 Roma. Email:
vitmar@tiscali.it - Tel.
348.1317487 - Referente per l'ecologia nei consumi.

Caterina Regazzi
, medico veterinario Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti:
caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Fulvio Di Dio, residente ad Amelia (Terni), funzionario alla Regione
Lazio Assessorato Ambiente
. Email.
fulvio.didio@libero.it - Tel.
329.1244550. Referente per l'ecologia nelle aree urbane.

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: info@viverealtrimenti.com

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete. Referente per l'area comasca, ecovillaggio, ricerca spirituale. Recapito: 031.683431 ore serali.

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  -  blog (cliccare qui sotto): www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto!

Paolo D'Arpini, addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti) e di inviare una email di conferma a:  circolo.vegetariano@libero.it

 

 
 
 
 

 
16 marzo 2013

Agricoltura naturale e dieta vegetariana

Agricoltura naturale e dieta vegetariana - Se ne parla a Treia alla Festa dei Precursori 2013

 

Caterina Regazzi, racconta...

Quando ero piccola e trascorrevo le vacanze a Treia (il paese  nativo di mia nonna e di mia madre dove io allora potevo rendermi più o meno conto di come era strutturata l’agricoltura) c’era il contadino che coltivava le sue cose e aveva in più una piccola stalla di una decina di animali da cui traeva il latte, allevava qualche vitello per la carne (i famosi maschietti) ma soprattutto il bestiame era importante per il letame che è comunque sempre e ancora considerato il miglior concime. 
La stalla e il numero degli animali erano proporzionati all’estensione del terreno. inoltre il consumo di carne era moderato. Poi è subentrato un aumento della richiesta di carne e quel tipo di produzione non era più adeguato, da cui la nascita dell’allevamento intensivo. Adesso, quando mi ritrovo a parlare anche con colleghi con cui dico che tutta questa carne che viene prodotta non è necessaria (anche se noi italiani siamo forti importatori, quasi mi si mettono a ridere in faccia perché l’idea che chi vive in campagna possa allevare “bene” e per bene intendo con la tutela reale del benessere dell’animale finché vive (alcuni animali per sé e qualcosa da vendere), sembra impossibile da realizzare. 
Ovvio, se tutti continuiamo ad andare al supermercato a comprare carne tutti i giorni è vero, ma se moderiamo questo consumo, visto che i nutrienti che la carne ci da ce li possono dare tanti altri alimenti……. forse fra qualche decennio, quello che io penso potrebbe essere ragionevolmente realizzabile….”
Caterina Regazzi

…………..

Mi è piaciuta molto la descrizione della vita in campagna nelle Marche, fatta da Caterina,  veterinaria ecologista e mia compagna di vita, che ricorda alcuni suoi momenti d’infanzia. Ho anch’io dei ricordi bellissimi molto simili ai suoi di quando da bambino e trascorrevo le vacanze a Falerone (in provincia di Ascoli Piceno) dove abitavano dei parenti di una mia zia acquisita, che lì vivevano proprio come nel paradiso terrestre, infatti il racconto di Caterina mi è sembrato un tuffo nel passato… Ha risvegliato una memoria di vita contadina in condizioni naturali e con un sano rapporto con gli animali. E me ne rendo conto affacciandomi dalla finestra della casa di Treia, in cui ora abito,  mentre osservo compiaciuto le due galline che abbiamo salvato  "liberandole" nell'orto sotto casa.
Paolo D’Arpini
Galline libere nell'orto


Di questo e simili temi se ne parlerà durante la Festa dei Precursori che si tiene a Treia dal 25 al 28 aprile 2013. 
Vedi: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2013/03/treia-preparazione-psicologica-e.html

 
Treia: Festa dei Precursori

Dal 25 al 28 Aprile 2013
Con il patrocinio morale del Comune e della Proloco di Treia

 
Circolo Vegetariano VV.TT.  Via Sacchette, 15/a - Treia (Mc) 

 

 
Programma generale: 

 
25 Aprile 2013  
h. 10.30 - Escursione erboristica guidata da Sonia Baldoni, per  scoprire erbe spontanee commestibili  e curative  e raccogliere petali di rosa.
h. 12.30 - Ritorno nella sede del Circolo  per un pranzo conviviale con le erbe raccolte e con il cibo vegetariano da ognuno portato. Subito dopo, preparazione di fiori di Bach con i petali di rosa.
h. 16.00 - Inaugurazione mostra d'arte in sintonia. Opere di: Nazzareno Vicarelli, Sabrina Franchini, Fulgor Silvi,  Andrea Orazi, Fabio Piangerelli e Daniela Spurio.  
h. 16.30 - Discorso sulle tradizioni contadine locali e sull'uso delle acque. Conduce il prof. Alberto Meriggi 
h. 17.00 - Presentazione del  libro "Riciclaggio della Memoria" (Ediz. Tracce), sul tema del bioregionalismo, ecologia profonda e  spiritualità laica.  Autore: Paolo D'Arpini.  
Introduce Michele Meomartino. Commentano Caterina Regazzi, Antonio D'Andrea, Benito Castorina e Lucilla Pavoni


 
26 Aprile 2013 
h.  17.00 - Assemblea generale dei soci  e simpatizzanti dei Circolo Vegetariano VV.TT. Progetti e proposte per il nuovo anno e rinnovo cariche sociali 


 
27 Aprile 2013 
h.  16.00 - Incontro per illustrare discipline olistiche che possono risultare utili alla qualità della vita.  Conduce Francesca Salvucci  
h. 17.00 - Tavola rotonda: "Marche una bioregione da proteggere. Focus su rigassificatore, elettrodotti, impianti fotovoltaici a terra, etc. Conduce Barbara Archeri 
h. 21.00 - Sessione di canti e mantra con Upahar Anand e accompagnamento di armonium, cembali e tamburelli  


 
28 Aprile 2013  
h. 17.00 - h. 17.00 - Matriarcato in chiave zodiacale. Discorso di Nazzarena Marchegiani

 
h. 17.30 - Performances effimere,  di Fulgor Silvi e Andrea Orazi,  accompagnate da suoni, movimenti ed immagini 
h. 18.30 - Conclusioni, svernissage  e  brindisi finale di buon augurio. 

 

 
Per raggiungere il luogo della Festa: 
La sede del Circolo Vegetariano VV.TT. è in Via Sacchette, 15/a, Treia (Macerata).  Parcheggiare sotto le mura in prossimità di Porta Montegrappa (o Montana), lì nei pressi c'è una fontana antica con due cannelle, salire sino alla Porta, subito a sinistra si vede un vecchio pozzo, salire ancora per 10 metri, sulla destra si vedrà un piccolo spiazzo con una porta leggermente sopraelevata su un terrazzino, qui! 

 
Info: circolo.vegetariano@libero.it - Tel. 0733/216293 - 333.6023090  


 
Ingresso del Circolo VV.TT. a  Treia

 


13 gennaio 2012

Piano strategico bioregionale... a lungo termine!

Incontro Collettivo Ecologista 2012... ed il piano strategico bioregionale, per la bonifica dell’ambiente e per il recupero della biodiversità..

 
Benito Castorina in una nicchia ad Aprilia 
 
 
 
 
Care, cari,  ecco qui un bell’intervento di Benito Castorina, responsabile per l’agricoltura naturale e per l'energia pulita della Rete Bioregionale Italiana. Egli ci ospiterà, nel suo podere del vetiver di Aprilia, all’Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo 2012.

Questo sarà un appuntamento estremamente importante per riportare in luce quegli aspetti dell’ecologia profonda, del bioregionalismo del riabitare la terra in modo gentile e solidale, che in questo momento storico sono di assoluta necessità per riportare ordine nella civiltà umana, in condizione di degrado profondo…
Ma intanto leggete il piano strategico elaborato da Benito (P.D’A):


Caro Paolo D’Arpini, sul Giornaletto di Saul mi fa piacere di trovare persone meravigliose che infondono serenità e simpatia, ma incontro anche coloro che non si rendono conto che tirando il fango sugli altri perlomeno si infangano la mano, altri che amano farsi del male come chi si lamenta dei cattivi italiani che nel 2008 hanno boicottato il “20 20 20”, cosa che non è.

Così non sentendomi un cattivo italiano ed essendo uno che apprezza persone come te che da perfetto cronista riporti quanto giunge sul tuo desk citando le fonti, consiglio al simpatico anonimo di eco-news di fare altrettanto per evitare che quanto scrive sia inteso come una sua idea, qualcosa di cui si fa responsabile, che in assenza di riferimenti si basa sul nulla.

Tanto scrivo non per spirito polemico ma per l’amore ed il rispetto che ho per il mio Paese, che già martoriato da situazioni esterne ed interne non abbisogna di critiche che non merita, in quanto in quell’anno (2008), se ricordo bene, il nostro Governo nella persona del Ministro Frattini e forse anche di Scajola, chiedeva di alleggerire quelle richieste per quelle strutture che avrebbero comportato la chiusura di settori industriali strategici o il licenziamento di lavoratori in assenza di una graduale applicazione degli accordi programmati.

Io sono abituato quando non sono d’accordo con una Legge a rispettarla, ma allo stesso tempo mi attivo per modificarla e ce la metto tutta!.

Ringrazio comunque l’anonimo (forse solo per me) perché mi ha spinto a fare due salti sulla rete, così comincio col leggere il file greehouse-gas[1].pdf , che ti allego, caro Paolo, dal titolo: Greenhouse gas reductions in Germany and the UK – Coincidence or policy induced?
Poi mi collego tramite il link: http://unfccc.int/meetings/bangkok_mar_2008/meeting/6318.php che come altri della serie, consente di portarsi sul sito delle Nazioni Unite, poi con le frecce avanti e indietro di accedere ai reports di tutte le conferenze sui cambiamenti climatici tenute negli anni.
Scorro in su e in giù, ripasso anno dopo anno le principali notizie e decisioni, poi torno a leggere il file greehouse-gas[1].pdf dal titolo: Greenhouse gas reductions in Germany and the UK – Coincidence or policy induced?


A questo punto vado sul sito WWW.Pv-magazine.com e trovo un’articolo del 9 agosto 2011, di John Stevens, Presidente della Luvata Appleton LLC, (http://www.pv-magazine.com/opinion-analysis/blogdetails/beitrag/why-wont-the-us-live-up-to-its-pv-potential_100003843/), il quale scrive, che l’industria del fotovoltaico negli anni 90 era dominata dai giapponesi e che poi si era spostata in Europa, in particolare in Germania, ed ammira quanto abbiano saputo giocare bene i mercati in Europa col discorso degli incentivi e il fotovoltaico sui tetti e gli piacerebbe se gli americani che poi sono quelli che hanno ceduto i brevetti sfornati dal MIT alle grosse industrie americale quali la First Solar, Inc. (FSLR), la Opel Solar, Inc. (Opel), ecc.e in Europa inizialmente ai tedeschi, seguissero la stessa strada….

A questo punto mi sovviene che il Governo Tedesco con l’emanazione della legge sulla energia rinnovabile, [( Erneuerbare-Energien-Gesets, (EEG)], entrata in vigore nel 2000 determinò per i tedeschi un risveglio delle forze, la scintilla iniziale di quel colossale sviluppo dell’industria per l’energia rinnovabile, che portò in seguito gli italiani a diventare i venditori dei prodotti tedeschi, sull’eco monotona di queste parole… mi addormento.

Mi addormento e sogno di essere a colloquio con Stevens il quale è convinto e nutre la speranza che gli americani capiscano che adottando sistemi come gli incentivi a favore di chi installa i pannelli fotovoltaici sui tetti e/o altri mezzi di persuasione, potrebbe verificarsi un’esplosione dell’industria del fotovoltaico e un recupero di immagine degli USA, colpevole di alimentare col carbone il 50% delle centrali elettriche, si potrebbe replicare il lancio incredibile verificatosi in Germania.
A questo punto gli dico che non capisco e lui si mette a ridere e si meraviglia perché non ho ancora capito che gli inglesi d’accordo con gli americani ed i tedeschi avevano fatto un piano strategico per risollevare le loro economie in crisi. Il piano consiste nello sfruttare il “perbenismo” di paesi come il Portogallo, l’Irlanda, la Grecia e la Spagna e la smania di protagonismo dell’Italia, come strumenti di persuasione per condurre una campagna di risanamento ambientale che partendo dall’Europa grazie all’effetto domino contamini tutto il mondo per la realizzazione degli obiettivi del protocollo di Kyoto: nasce così il piano industriale che poi diventerà l’obiettivo europeo espresso con la terna numerica 20 20 20.

La fretta e la globalizzazione sono i catalizzatori dell’operazione, l’una perché, guarda caso sul mercato ci sono pronti i pannelli solari, che non richiedono fatica e producono vantaggi economici a chi li commercia ma molto di più a chi li produce (la potente industria fotovoltaica tedesca formata da giganti come Ferrostaal, Stadtwerke Trier (SWT), Jung & Willenbacher (JUWI) , Siemens, ecc. l’altra spinge le piccole e medie imprese dei Paesi, che poi verranno unificati sotto l’acronimo PIGS, ad internazionalizzarsi e quindi indebitarsi e per poi fallire per aver seguito gli indirizzi dell’UE e dare così spazio alle multinazionali, alle multiproprietà, alle multi…portando danari ai mercati inglesi, americani e tedeschi alla corte dei quali si accodano da perfetti cortigiani i francesi per raccattare qualche briciola e fanno il gioco della Germania ridendo insieme e chiamando porci (pigs) i paesi di cui compreranno con pochi spiccioli siti archeologici, opere d’arte, ecc. tranne la democrazia perché gli è stata tolta da tempo.

A questo punto mi sveglio e sono felice di trovarmi in mezzo al mio vetiver e dal momento che non sono complottista mi faccio una risata per coprire la brutta sensazione provata. Appunto provata.

Non si può parlare di pace sin quando non ci saranno pari opportunità per i Popoli e non si potrà parlare di democrazia sin quando non ci saranno pari opportunità per le persone.

Più o meno in buona fede si manifesta per la pace e per la democrazia e ci si lava la coscienza mandando qualche spicciolo ai bimbi che muoiono di fame… uno … due… tre… le ONG, con la loro missione di raccolta di fondi, nel migliore dei casi, fanno la stessa funzione del prete che confessa e toglie i peccati.

Occorre un piano strategico a lungo termine, una presa di coscienza dello stato del pianeta e sulle condizioni dei suoi abitanti, comunque a tempo da determinare come si è fatto per la bonifica dell’ambiente e per il recupero della biodiversità, per superare l’attuale ipocrisia, per superare tutte le disuguaglianze, per inserire nel piano ogni essere ed ogni organismo vivente, nessuno escluso, trovando nell’unità, l’uscita, il successo.

Vogliamoci bene, un abbraccio, Benito Castorina

…………….

Di questo argomento se ne parlerà durante l’Incontro Collettivo Ecologista, previsto ad Aprilia (Latina) dal 22 al 24 giugno 2012 - Info: circolo.vegetariano@libero.it


27 novembre 2010

Bioregionalismo e agricoltura biologica

 
"Non con gli OGM ma con l'agricoltura naturale si salva il mondo..." (Saul Arpino)

La Fame e la Sete... dei mercanti - Quando la paglia vale più del grano e 1 miliardo di persone soffre la fame....

Una marea di fesserie vengono buttate in pasto ai mass media, seppur partendo da dati reali sulle crisi di produttività dei terreni agricoli e sugli sconvolgimenti climatici, che desertificano le terre, insieme agli OGM, alla chimica dei Pesticidi e dei Disseccanti che distruggono l'Humus, la Biodiversità e la salute degli Agricoltori e dei Consumatori

Si vuol preparare la gente alla fame e alla sete... quella dei mercanti che monopolizzano i mercati agricoli, mentre i prezzi pagati agli agricoltori hanno raggiunto oggi il minimo storico (giugno 2010) con la paglia (12 €/q.le) che vale più del grano (11,5 €/q.le)... mai successo nella storia umana!!!

Come è possibile tutto ciò?

Oggi alleviamo a livello mondiale circa 10 miliardi di bovini equivalenti che mangiano almeno come 30 miliardi di persone in fabbriche di animali piene di medicinali ed ormoni li nutriamo con Mais, Soia e altri prodotti e sottoprodotti agricoli e industriali che consumano più petrolio dell'energia solare fissata attraverso la fotosintesi dalle coltivazioni, Monocolture che distruggono la Biodiversità e la fertilità futura degli stessi terreni.

In tal modo accumuliamo nelle carni moltissimi residui chimici, soprattutto Pesticidi
...mentre 1 miliardo di esseri umani soffrono la fame nera. Tutto ciò al fine di ridurre al massimo i costi di produzione, facendo pagare la Natura e la schiavitù degli operai agricoli e contadini, sottoposti alle regola del "Libero mercato"... solo per le Multinazionali, ovviamente...


E' proprio il caso di dire ..."c'è troppo cibo per poter mangiare tutti".
L'eccedenza in ogni settore crea crisi dei mercati e crollo dei prezzi alla produzione e tutto vantaggio degli speculatori che controllano i mercati internazionali, mettendo a rischio le sicurezze alimentari di tutti i paesi. Oltre 200.000 contadini si sono suicidati in Idia per aver perso le terre a causa dei debiti contratti con le Banche o gli strozzini locali.

In Italia almeno 800.000 ditte agricole hanno chiuso negli ultimi 10 anni, con un indotto di almeno 3 milioni di posti di lavoro persi. E la maggior parte degli agricoltori lavora oggi per ...pagare il Mutuo alla Banca.

Basterebbe puntare alla sovranità alimentare autosufficiente dei singoli popoli
attraverso l'Agroecologia e le Produzioni Biologiche Tradizionali Bioregionali,
organizzate con filiere corte o dirette, dai produttori ai consumatori
"Mangiacomeparli"... è proprio il caso di dire. E ne abbiamo fatto anche un marchio a garanzia dei consumatori, 100% Italiano, 100% OGM Free, secondo le norme di legge, 100% Biologico

Agroecologia dello Sviluppo Rurale e Distrazione di Risorse Agroambientali Europee
Dobbiamo liberare l'agricoltura dall'Industria chimica dei Pesticidi e della trasformazione agro-alimentare... e, soprattutto, dal Commercio speculativo. Tutto questo prevedono le normative Europee da almeno 15 anni, dal Reg. CE 2078 del 1992. E l'Europa ha stanziato 200 miliardi di € !! per lo Sviluppo Rurale Agroecologico, dal 2007 al 2013.

In Italia oggi abbiamo ancora oltre 17 miliardi di € da spendere per le finanziarie agricole, i Piani di Sviluppo Rurale Regionali (PSR). Soldi che rischiano di tornare a Bruxelles, per mancanza di volontà di riconversione biologica dell'Agricoltura da parte delle regioni, condizionate dalla miopia dei cosiddetti Sindacati Agricoli (Coldiretti, Confagricoltura, CIA), che "concertano" la Politica agricola delle regioni. Tanto che il governo pensa ad un Piano Nazionale di Sviluppo Rurale, scavalcando le Regioni stesse.

Esiste l'obbligo di destinazione di almeno il 40% dei bilanci regionali dei PSR per i cosiddetti Pagamenti Agroambientali (con priorità ed obbligatorietà fino al 65% in caso di domande di impegno degli agricoltori ed allevatori biologici a coltivare per almeno 5 anni produzioni biologiche). Ciò a compensare tutti i mancati redditi, i maggiori costi + il 20% per la transazione all'Agricoltura Biologica o per la Sostituzione reale dei Pesticidi. E non per fittizie presunte riduzioni degli inputs chimici denominate Agricoltura Integrata, censurate come non controllabili ne verificabili dalla Corte dei Conti UE (nota 3/2005), attraverso la quale si stanno sperperando enormi risorse per sostenere invece i redditi degli agricoltori che acquistano Pesticidi, seguendo disciplinari che prevedono un numero di trattamenti chimici molto superiore alla normale pratica dei coltivatori.

In tal modo il mercato dei Pesticidi è continuamente cresciuto in Italia, superando il 30% di tutte le vendite europee e le nostre acque sono per lo più inquinate da residui chimici oltre i limiti di legge (Agrisole 21-27 maggio 2010 e dati ARPA), residui che continuano ad accumularsi da decenni, finche non saremo più in grado di sopportarli fisicamente, per i fenomeni di Bioaccumulo.

I tumori e il cancro aumentano in maniera impressionante, cosi come la spesa per la malattia, che oggi ha superato l'80% dei bilanci regionali (e la chiamano sanità
I nostri bambini e le nostre cellule riproduttive sono i più soggetti ai danni da Pesticidi e disseccanti arancione (le cui cosiddette soglie di (in) "tolleranza" son tarate su un corpo di 60 kg e non sulla popolazione infantile), che distruggono inoltre il paesaggio italiano e la biodiversità funzionale (organismi utili all'agricoltura) e naturale, creando dissesti idrogeologici per mancanza di copertura invernale e primaverile dei suoli, perdita di Humus e, pertanto, della capacità di ritenzione idrica; e quando piove l'acqua si porta giù la terra nei fiumi, sulla case della gente, sui treni e nelle strade, provocando ulteriori e immensi danni economici, non solo all'agricoltura (Come le cronache continuano a dimostrare).

Attraverso i progetto "Polline sicuro", guidato dalle Multinazionali del Glifosate, si sono irrorate di disseccante tutte le strade del Bel Paese, mettendo a rischio la salute dei cittadini che passeggiano coi bambini o viaggiano in macchina. I residui di tale prodotto sono rilevabili in tutte le acque sensibili analizzate, alla faccia della presunta biodegradabilità ed innocuità.

E i coformulanti presenti nel disseccante, sono ancora più tossici del disseccante stesso, oltre che segretati per "brevetto industriale"... ... un buon modo per liberarsi di scorie industriali, guadagnadoci, in una catena di conflitti di interesse.... AgropetrochimicofarmaceuticoGM, in cui le Multinazionali provocano il cancro... ed offrono le loro cure chemioterapiche. Roba da inchiesta per le Procure della Repubblica. In Francia sono partite multe salate ed in Argentina il prodotto è stato vietato dai tribunali.

Rinunciare alla "carne industriale" per salvare l'Uomo. Dobbiamo ridurre di almeno il 70% gli animali allevati al mondo. In Italia, invece di allevare 10 milioni di Unita Bovine Adulte equivalenti (UBA), ne basterebbero 3 milioni. Rimarrebbero a disposizione degli italiani ancora ben 500 grammi di carne procapite alla settimana (o qualcosa in pù in equivalenza nutrizionale, sotto forma di latte o formaggi).

Più un pò di pesce fresco pescato dai mari che ci circondano per migliaia di km (con un pò di bioaccumulo di residui chimici di tutti i tipi, che purtroppo attraverso i fiumi finiscono tutti a mare). Se proprio non vogliamo diventare vegetariani!

Non entrate nei Supermercati, signori miei... e state bene attenti a ciò che acquistate Migliorerà la salute... del pianeta, vostra e degli agricoltori... soprattutto quella dei vostri figli.

Torniamo alla Tradizione Agroecologica e all'Artigianato dei nostri Maestri dei campi e del Vino, del Grano e del Pane a un giusto prezzo.

La Madre Terra ha risorse abbondanti per tutti i propri figli... ma non potrà mai sfamare l'avidità dei pochi che non la rispettano, in nome del DIO denaro e del potere... di far del male agli altri

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Allegato:
PIANO DI RICONVERSIONE BIOLOGICA DELL'AGRICOLTURA ITALIANA (Evitando distrazione di fondi verso una fittizia Agricoltura Integrata, concorrenziale all'Agricoltura Biologica)

- Seminativi avvicendati, Cereali e leguminose da granella: 3.000.000 Ha x 400 €/ha in media di pagamento agroambientale = 1,2 Miliadi di € (il pagamento, insufficiente, oggi previsto dalle Regioni è di circa 200 €/ha)
- Mais 800.000 ha x 600 €/ha = 0,48 miliardi di €
- Olivi: 1.000.000 ha x 500 €/ha = 0,5 Miliardi di €
- Vigneti: 700.000 € x 700 €/ha = 0,5 miliardi di €
- Frutteti: 400.000 ha x 1.500 € /ha = 0,6 miliardi di €
- Orticoltura: 200.000 ha x 2.500 €/ha = 0,5 miliardi di €
- Prati avvicendati, Pascoli e Prati Pascoli 3.500.000 di ha x 100 € ha = 0,35 miliardi di €

avanzano anche fondi per il Tabacco Biologico: 40.000 ha x 5.000 €/ha

Totale di spesa prevista: 4 miliardi di € all'anno

Potremmo aggiungere 400 € per unita bovina adulta allevata in biologico (corrispondente a 3 maiali, 7 pecore, 100 galline, ecc) x 3.000.000 di UBA = 1,2 miliardi di €
per liberare la zootecnia italiana dalla necessità di importare mangimi contaminati da OGM

Abbiamo ancora a disposizione oltre 17 miliradi di € da spendere, con priorità fino al 70% per i Pagamenti Agroambientali all'Agricoltura Biologica (circa 12 miliardi di € disponibili) nel periodo 2010-2013

Possiamo riconvertire quasi tutta l'Italia al Biologico. Oggi, non domani.

Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo
Docente Ordinario di Fitopatologia, Entomologia, Agricoltura Biologica



 

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