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RETE BIOREGIONALE ITALIANA - La pratica del bioreregionalismo e dell'ecologia profonda
 
 
 
 
           
       

La Rete Bioregionale Italiana è ispirata dall'idea di Bioregione: aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che le abitano.
Una bioregione è un insieme di relazioni di cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.

Qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Daniela Spurio - Grafica e fotografa - Impaginatrice dei Quaderni di
Vita Bioregionale - "Viverecongioia Jesi" dhanil@live.it,

Giorgio Vitali, presidente Infoquadri, Referente per il Signoraggio monetario ed aspetti economici correlati. Email.  vitali.giorgio@yahoo.it, - Tel. 393.6542624 

Rita De Angelis ritadeangelis2@alice.it e cell. 3385234247 - ecologia casalinga

Antonella Pedicelli, docente di filosofia, residente a Monterotondo (Sabina Romana)Referente per rapporti con le scuole e interventi formativi di recupero e attenzione verso la cultura bioregionale. Email: hariatmakaurr@gmail.com 

Claudio Martinotti Doria, monferrino, storiografo e ricercatore di storia locale ed economica, saggista, ambientalista libertario e localista. Referente per le Politiche economico ecocompatibili. Email: claudio@gc-colibri.com  tel. 0142487408 - Sito web: http://www.cavalieredimonferrato.it

 Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Avv. Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers,
Via Sirtori, 56, 00149 Roma. Email:
vitmar@tiscali.it - Tel.
348.1317487 - Referente per l'ecologia nei consumi.

Caterina Regazzi
, medico veterinario Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti:
caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Fulvio Di Dio, residente ad Amelia (Terni), funzionario alla Regione
Lazio Assessorato Ambiente
. Email.
fulvio.didio@libero.it - Tel.
329.1244550. Referente per l'ecologia nelle aree urbane.

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: info@viverealtrimenti.com

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete. Referente per l'area comasca, ecovillaggio, ricerca spirituale. Recapito: 031.683431 ore serali.

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  -  blog (cliccare qui sotto): www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto!

Paolo D'Arpini, addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti) e di inviare una email di conferma a:  circolo.vegetariano@libero.it

 

 
 
 
 

 
28 novembre 2012

Scie chimiche avvistate a San Severino Marche

Scie Chimiche a San Severino Marche... malattie strane ed il cielo striato osservato da Lucilla Pavoni




Caro Paolo D'Arpini, incoraggiata dalla risposta che hai dato a Roberto Giovannini (http://saul-arpino.blogspot.it/2012/11/il-giornaletto-di-saul-del-28-novembre.html ) ripropongo il problema scie chimiche, di cui forse avevo parlato in un tempo in cui pochissimi avevano notato cosa succede sopra alle nostre teste.

Ci hanno rubato anche il cielo, e lo stanno usando per modificare il clima, causando nubifragi e terremoti, e per farci ammalare rendendoci zombie con malattie come l'Alzheimer.

Io vivo in una zona di montagna, dove l'aria è pulita e dove, fino a pochi anni fa, di solito la gente moriva semplicemente perché era stanca di vivere (per vecchiaia). Forti fino all'ultimo giorno, potevi incontrare vecchi di novant'anni, arzilli e lucidi, che ancora zappavano la terra.

Da due o tre anni a questa parte, prima in maniera subdola e poco appariscente, e adesso in maniera sfacciata e plateale, succede che in uno spazio aereo, dove normalmente possono passare un paio di aerei li linea in una giornata, il cielo è letteralmente invaso e disegnato da decine e decine di scie che si intersecano tra loro, fino a formare croci, losanghe, griglie, che s'allargano sempre più e permangono ore ed ore sopra alle nostre teste.

In seguito alla loro presenza, dopo un po' senti la pelle come fosse stata nebulizzata ed è a quel punto che generalmente io comincio ad avere attacchi di tachicardia. La testa mi va in confusione e vado in giro per casa senza neppure sapere io cosa vado facendo. Lo scorso anno, quando questo disturbo ha cominciato a condizionare troppo la mia vita, ho cercato risposte dalla medicina ufficiale, ma non ha saputo darmene.

Poi qualcuno mi ha suggerito di sottopormi "all'analisi del capello", che generalmente rivela cose che la medicina ordinaria non riesce a vedere. La risposta che ho ricevuto da Phenix parla di un accumulo anormale di metalli pesanti, come il mercurio, l'alluminio ed altri che non sto ad elencare. Inoltre ho saputo da fonti attendibilissime (gente che lavora in ospedale) che c'è un incremento impressionante, quasi a livello d'epidemia, dell'Alzheimer.

Non desidero allarmare nessuno, ed ogn'uno può fare l'uso che vuole di queste informazioni, ma questo è quanto. Dimenticavo di dire che, dopo il passaggio degli aerei, un cielo azzurro e senza una nuvola, dopo un po', diventa cupo di nuvole pesanti, strane, cattive e spesso comincia a piovere .

Il giorno e la notte prima dell'ultimo alluvione in Toscana, gli aerei sono passati in continuazione con una frequenza di dieci, quindici minuti tra uno e l'altro.

Boh, non lo so, ma non mi sembra normale.

Ciao caro Paolino, ti auguro buona giornata e buona vita (sempre aerei permettendo).

Lucilla Pavoni

Lucilla Pavoni, in visita al Circolo VV.TT. di Treia

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Articolo "divertente" collegato:

H.A.A.R.P.: “… le scie chimiche? Nun so’ scie so’ sciemenze.. chiedete ad ‘attivissimo’, son solo nuvolette lunghe lunghe, colorate dalle fate!”

Cari amici, vi sembra normale che il cielo sia “inferriato”, “sbarrato” da scie biancastre che non lasciano filtrare la luce del sole? Gli scienziati sono preoccupati dalla imprevedibilità degli effetti di una tempesta geomagnetica e cosi’, come al solito per inibire il sintomo danneggiano l’intero organismo celeste.

Pensate che le cosiddette “chemtrails o scie di condensazione sarebbero utili a riscaldare l’atmosfera ad alta quota provocandone l’espansione.
Ciò è ufficialmente volto ad analizzare gli esiti dell’espansione da parte dei satelliti in orbita attorno alla Terra, simulando le ripercussioni di un flare o tempesta solare. Il tutto per tentare di prevenire la distruzione dei satelliti stessi.

Credo che nessuno di voi produrrebbe un lutto complicato se fossero neutralizzati i satelliti militari e quelli utili alla geoingegneria, anzi molti farebbero salti di gioia. Non credo alla teoria del complotto, piuttosto sospetto sempre piu’ che l’uomo sia un primate stupido ed incapace di prevedere le conseguenze delle sue scelte.
Tra un po’ ci racconteranno che non solo le scie, piene di metalli neurotossici, sono diffuse per il nostro bene, ma che anche gli impianti H.A.A.R.P. sono la salvezza dell’umanità.

Quegli aerei bianchi che tracciano il cielo di scie indelebili spandono purtroppo veleni nella ionosfera. Il termine HAARP indica l’acronimo di High-frequency Active Auroral Research Project: Programma di Ricerca Aurorale Attivo ad Alta frequenza. E’ un progetto del Dipartimento della Difesa Statunitense (DoD), coordinato dalla Marina e dall’Aviazione e considerato il nucleo del programma “Guerre Stellari” avviato sotto le amministrazioni Reagan%u2013Bush negli anni ‘80.

Secondo le scoperte di Eastlund, il genio della fisica statunitense che possiamo considerare l’Archimede delle scie chimiche, è possibile dirigere la potenza di HAARP verso uno specifico punto della ionosfera che la farebbe riscaldare al punto da innalzarla fisicamente. In questo modo si verrebbe a creare un rigonfiamento altamente riflettente, definito da lui “effetto lente”, in grado di convogliare i raggi sulla terra con effetti devastanti.

La potenza di tali onde sarebbe tale da provocare modificazioni molecolari dell’atmosfera, causando, a seconda delle diverse frequenze: cambiamenti climatici, la possibile disgregazione di processi mentali umani e probabilmente anche effetti sui movimenti tettonici di magnitudine imprecisata.

Nel 2002 l’Italia ha firmato un accordo bilaterale con gli USA sulla ricerca climatica aprendo i propri cieli ad ogni sperimentazione. Nel 2003 il Ministro della difesa, autorizza ufficialmente le forze aeree Usa (USAF) a sorvolare gli spazi aerei dell’Italia.

Lo “Zio Sam” può ora gestire la nostra ionosfera come gli pare. La joint venture si chiama “Cooperazione Italia-Usa su scienza e Tecnologia dei cambiamenti climatici”. Eviva! Evviva! Cantava il grande Renato Carosone: “Tu vuo fa l’americano…”. Le sostanze tossiche adoperate per le operazioni militari di aerosol sono composte da metalli quali l’alluminio e il bario, polimeri, silicati ecc.. L’alluminio, come noto, è una sostanza neurotossica che danneggia sia il sistema nervoso centrale, che i processi omeostatici cellulari. E’ risaputo che l’intossicazione da metalli produce un abbassamento delle difese immunitarie: l’alluminio uccide la flora batterica dei terreni; le piogge prodotte dalle scie chimiche modificano i valori di acidità dei suoli. Purtoppo l’alluminio è tossico non solo per il sistema nervoso, ma anche per tutto l’organismo compresa la tiroide. Forse si devono ringraziare gli esperimenti climatici e le chemtrails per giustificare l’ecatombe della funzione tiroidea di milioni di italiani. Gli esami di laboratorio TSH, ft3, ft4, anticorpi antitireoglobulina, antiperossidasi e soprattutto la vitamina 25OH D3 denunciano che qualcosa di grave sta accadendo contro la nostra salute. Ho detto forse perchè sono uuna persona seria, ma questa è una mia fondata ipotesi. Vi consiglio di verificare la salute della vostra tiroide se soffrite di depressione, astenia, difficoltà di concentrazione, irritabilità, insonnia ecc.

Non troverete una grande accoglienza da parte della medicina ufficiale. Sembra che qualcosa occulti un diritto di consapevolezza della gente ed ogni giorno devo veramente combattere per avere questi esami utilissimi e spesso canzonati. Sono diventato da venticinque anni uno studioso della tiroide per obbligo di cura dei miei pazienti.

L’ipnosi regressiva riesce molto meglio se il nostro carburatore tiroideo e la vitamina D sono equilibrati. La connessione con l’Uno, la riUnificazione non devono esserci preclusi da chi gioca alla guerra. Occorrerebbe al più presto chiedere allo zio Sam di non utilizzare il cielo e l’anima degli altri per i suoi preoccupanti e paranoici giochi di potere.

Buona Vita

Angelo Bona


15 luglio 2012

L'ecologia profonda del possibile...

San Severino Marche - Lucilla Pavoni, decespugli?atori all'opera e l'ecologia profonda del possibile...

 


Cari Amici,
vi chiedo scusa per la latitanza di questi ultimi giorni,ma mi capita a volte,di chiudere fuori il mondo dalla mia vita, per ritrovarmi, ricaricarmi e continuare il cammino.


Viviamo in un mondo duro, dove non è sempre facile reggere i ritmi e le emozioni. Siamo continuamente sollecitati da eventi, notizie, paure per un domani che sembra sempre più incerto.

E allora, è bene fermarsi ogni tanto, non con la presunzione di risolvere qualcosa, semplicemente per ritrovare la giusta "centratura"e ricostruire i nostri mondi interiori.

Si muove attorno a noi tutto un mondo che solo apparentemente abbiamo assimilato, ne vediamo solo i vantaggi ma trascuriamo i danni che provoca alla nostra parte più intima.
Oggi sono stata testimone dell'ennesimo scempio che perpretiamo ai danni della nostra Madre Terra e degli sforzi che lei fa per adeguarsi ai nostri continui insulti. Andando in macchina mi sono trovata davanti ad uno di quei "terrificanti" decespugliatori che i Comuni utilizzano per tenere a bada le siepi che crescono lungo le strade. Avanzava con insensibile determinazione e con la sua sega rotante in pochi istanti polverizzava un microcosmo perfetto, lasciandosi dietro la desolazione di rami scorticati, di nidi distrutti e un tappeto di fiori e foglie divelte senza neppure vederne la bellezza.

Una volta erano adibiti gli "stradini" a questo lavoro e lo fascevano con scienza e coscienza, perchè conoscevano bene il valore di un albero o di un filo d'erba. In un metro di siepe ci puoi trovare di tutto, eè un concentrato della potenzialità che ti offre quella terra, e ti dice se e' franosa, argillosa, calcarea, e ti suggerisce come trattarla per non dover poi intervenire con pale e ruspe alla prima pioggia.

Spero di non avervi rattristato con questa riflessione un po' amara, l'intento è solamente quello di sensibilizzare una parte di noi che ormai trova scontata e normale anche la cosa piu' assurda. E' un invito a vivere con più consapevolezza in questo meraviglioso mondo che ci è stato affidato. Ho idea che gli stessi Enti preposti alla conservazione della Natura siano poi gli stessi che ordinano ,o permettono queste soluzioni, apparentemente più veloci ed economiche. Io non lo so a chi rivolgersi, speriamo che qualcuno ce lo dica.

Lucilla Pavoni
Rete Bioregionale Italiana

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Commenti:


Sonia Ognibene: "Li ho visti anch'io e ho notato quella massa di rami e fronde sulla strada quasi fosse un campo di battaglia, ma non avevo riflettuto sulle conseguenze (i nidi, le creature che ci vivono). Grazie per avermi aiutata a riflettere. Con chi se ne può parlare?"


Cinzia Asia Mandelli:  "Non abbiamo ancora capito che siamo noi a doverci piegare alla natura e non viceversa.....essì che la natura stessa ci sta avvisando..."



Isidoro Carancini: "...il mondo cambia continuamente e la cultura dell'Ambiente trova sempre meno spazio nell'organizzazione moderna dei nostri comuni ; gli stradini, i giardinieri egli operai in genere hanno lasciato posto a strutture burocratiche che pesano notevolmente, ad ogni livello, sull'economia generale del Paese con effetti disastrosi a livello locale. Che cosa dobbiamo aspettarci ancora? Solo Associazioni di volontariato possono contribuire a favore della Natura e non solo; ci sarà bisogno sempre più di loro anche per la cura dei nostri centri storici, sempre meno curati,ma che hanno lo stesso valore affettivo, legato alla nostra cultura e alla nosra storia"


Caterina Regazzi: "Cara Lucilla, le tue considerazioni sono molto vere, ed in sintonia con l'ecologia profonda, certo che ormai siamo abituati a tante di quelle cose che già notare certi scempi è una grande dote. Purtroppo il nostro sistema di vita ruota attorno all'economia e pensare di ritornare allo stradino che conosceva il territorio e quindi poteva tagliare con cura e rispettare le specie erbacee e animali ospitate lungo i fossi, lungo i cigli delle strade e nelle siepi è quanto meno anacronistico. Già è molto che non vengano dato direttamente un diserbante che con ancora meno spesa e fatica rende tutto più "pulito", inquinando però le falde e seccando definitivamente specie erbacee utili all'equilibrio naturale e tu ne sia qualcosa! La natura viene continuamente sfruttata e vilipesa, pensa alle mietitrebbie che "ripuliscono" i campi di grano, distruggendo nidi di uccelli, pensa alle autostrade che stanno mangiando sempre più territorio, per il nostro gusto di viaggiare (me compresa) e di acquistare merci che provengono da centinaia o migliaia di chilometri. Dovremmo continuamente pensare alle conseguenze delle nostre scelte, ma, anche se ne siamo consapevoli, non sempre siamo disposti a rinunciare a certe comodità"


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permalink | inviato da retebioregionale il 15/7/2012 alle 22:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

3 maggio 2012

Esperienza di vita bioregionale ... in solitudine!

La solitudine estrema come luogo d'incontro.. con se stessi - L'esperienza magica di Lucilla Pavoni

 
Neve



"La solitudine è la realtà assoluta.." (Osho)

 



Caro Paolo, ...........lo sapevo che la Vita, prima o poi, mi avrebbe presentato il conto, e chiesto di verificare l'onestà  e la coerenza delle mie scelte.

Temevo un po' questo momento, e rimandavo sempre un bilancio troppo impegnativo e non ancora ben definito. Da sempre avevo cercato il luogo perfetto dove trascorrere la seconda parte della mia Vita, e l'avevo trovato in questa zona di montagna, sopra San Severino,  dove vivo ormai da qualche anno.


In realtà, la mia,  è stata forse forse più una fuga che una scelta. Scappavo da un sistema che non corrispondeva più ai miei bisogni, e con estrema leggerezza m'ero lasciata tutto alle spalle, con la stessa incoscienza (che alcuni chiamano Fede), di Abramo quando partì per il deserto.
Il momento della grande verifica è arrivato con l'eccezionale nevicata di quest'inverno, che mi ha imprigionata su quel cucuzzolo che avevo scelto quando i campi erano verdi, gli alberi fioriti, gli uccellini svolazzanti.

 

Naturalmente, scegliendo questo posto, avevo messo in conto la fatica di tirare fuori cibo dalla terra, gli inverni difficili, neve e freddo, difficoltà di spostamenti e comunicazione, giornate di ozio forzato, di mancanza di rapporti umani, insomma, avevo cercato di prepararmi psicologicamente e materialmente, per quanto possibile, ad ogni evenienza, non considerandola un problema ma uno stile di Vita.

In realtà è così che l'ho vissuta in questi ultimi anni, ma non avevo tenuto conto che a volte anche la Natura sconvolge le sue leggi e che in zone temperate come le nostre, a tradimento, può scaricarci addosso tonnellate di neve.

La sera del primo febbraio, me n'ero andata a letto proprio contenta. La televisione aveva accennato a probabili nevicate, e l'idea di rimanermene rintanata per un paio di giorni, non mi dispiaceva affatto. "Finalmente una vacanza giustificata" avevo pensato. In campagna c'è sempre da fare, se si ha voglia di fare. A febbraio poi, ricominciano le potature, le fascine per il prossimo inverno, le semine al coperto ed altro ancora. Mi sembrava che l'inverno fosse passato troppo in fretta e sentivo di non aver recuperato del tutto le mie forze."Ben venga un po' di neve -m'ero detta-  ed avrò ancora qualche giorno di vacanza", e con quest'idea in testa me n'ero andata a letto.

La mattina dopo, fu l'assoluta mancanza di suoni a svegliarmi. Un silenzio così non l'avevo mai sentito, e poi quell'aria frizzantina che filtrava dalle finestre chiuse, e un chiarore particolare, m'avevano fatto la spia.

"Mi sa che stavolta ci hanno azzeccato" fu il mio primo pensiero e con la gioia nel cuore e con gli occhi e il cervello non ancora a "fuoco", corsi alla porta. "Oddio, e cos'è?"  Un muro di neve soda, compatta,cattiva mi stava davanti. All'orizzonte solo la cima degli alberi piu' alti, il resto inghiottito, scomparso fagocitato.

La prima reazione fu quella di tornarmene dentro a cercare un contatto con le cose di sempre, famigliari, rassicuranti. "Tranquilla Lulli, va tutto bene" continuavo a ripetermi mentre il cuore andava a mille. Nella stufa c'era ancora un po' di brace della notte precedente e subito ripartì quando la riempii di legna che per cautela avevo tirato in casa.

Fuori, i vecchi pali della luce s'erano arresi e lasciavano pendere fili ormai inutili, ma le vecchie tubature dell'acqua avevano resistito e la stufa andava "alla grande". Fu dopo il primo caffè che cominciai a riordinare un po' le idee. In fondo, di cosa dovevo aver paura? La dispensa era piena. Tutta l'estate avevo lavorato come una formichina, avevo raccolto, trasformato, conservato tutto quanto era possibile conservare. Avevo sacchetti di riso, fagioli, ceci, farina. Avevo il lievito per il pane, il sale, l'olio, i fiammiferi, l'acqua, la legna, le candele di cui faccio sempre incetta perchè ho paura del buio.

Dal veloce inventario risultò che avevo non solo il necessario ma anche il superfluo per resistere a lungo.

Conclusi che ciò che stavo vivendo come fatto eccezionale per i nostri nonni era stata la normalita'. D'inverno si chiudevano in casa e aspettavano che tornasse il Sole. E così ho fatto anch'io. Ho cercato di approfittare di questo regalo del Cielo per ricostruire i miei mondi interiori, ho messo un rallenty nella mia vita, ho lasciato che il tempo si dilatasse. Con calma ho ucciso la fretta ed ho adeguato i miei ritmi a quelli della natura. Ho ritrovato il tempo per ricordare quello che diceva sempre mia nonna: "Una giornata è lunga se la vivi bene. Ci sono otto ore per lavorare, otto per riposare, otto per divertirsi".

Peccato che non ci siano più nonne sagge a ricordarci queste verità e lasciamo che tutto e tutti ci rubino la Vita.

Dodici giorni è durato l'isolamento, ma mai come in questa condizione sono stata così felice. Ho verificato sul campo che posso vivere anche senza tante cose che a volte mi sembrano importantissime e che -in fondo- l'unica cosa che veramente mi serve è il prossimo respiro.

Lucilla Pavoni



 

Mia rispostina: “Carissima Lucilla... Ti ringrazio di questa bellissima testimonianza di vita bioregionale.  Abbiamo pubblicato sui Quaderni di Vita Bioregionale 2012  il programma per il 31 ottobre, Samhain, che faremo lì da te a San Severino Marche. (Paolo D'Arpini)
 
 

Lucilla Pavoni in visita al Circolo vegetariano VV.TT. di Treia


20 settembre 2011

Bioregionalismo e cerimonie stagionali

31 ottobre 2011 – Samahin a San Severino Marche – Il Ciclo della Vita della Vigilia d’Ognissanti (Halloween)

Com’è nella tradizione pluriennale del Circolo Vegetariano VV.TT. anche quest’anno verrà celebrato il momento che nell’antichità segnava la fine dell’anno, e che sancisce una nuova tappa nel Ciclo della Vita.

In questo periodo dal 31 ottobre ai primi di novembre anche nella tradizione cristiana si ricordano i santi ed i morti e questo segna il collegamento fra il vecchio mondo pagano e quello nuovo conseguente all’avvento del Cristo.

La festa di Samahin è particolarmente sentita nella cultura anglosassone, infatti è una ricorrenza di origine celtica in cui si dice che in questo periodo “si apre una finestra fra la vita e la morte, fra la morte e la rinascita”. L’evento era conosciuto nell’antichità remota ed anche nel medio evo, poi in un periodo successivo fu volgarizzata nella mascherata di Halloween, orgia consumista e finto carnevale. La vera tradizione afferma che siccome quella notte gli spiriti tornano sulla terra occorre ingraziarseli con alcune offerte che venivano lasciate sui bordi del camino, allora gli spiriti benevolmente potevano cedere un loro dono o messaggio. Se invece non trovavano alcuna offerta allora si vendicavano apparendo terrifici ai vivi. In parte la tradizione è rimasta con il famoso “dolcetto o scherzetto” di Halloween.

Comunque la cosa principale da farsi durante la giornata di Samahin, e soprattutto la sera, è quella di compiere dei riti nella natura, in particolare si apparecchiano in una radura due cerchi composti con gli ultimi fiori in modo che tutti i colori della natura siano rappresentati. A turno i partecipanti si posizionano all’interno di un cerchio, in cui si attirano i pensieri positivi verso i defunti, poi si passa all’altro dove si rinuncia a tutti i pensieri negativi nei loro confronti. In questo modo si pacifica il mondo dell’aldilà con l’aldiqua.

Quest’anno la cerimonia verrà compiuta dalla sciamana erborista di Vivere con Gioia, Sonia Baldoni, in località Ugliano, in quel di San Severino Marche. Più tardi ci recheremo nella casa accogliente, lì vicina, della scrittrice Lucilla Pavoni, dove desineremo con il cibo vegetariano da ognuno portato.

Paolo D’Arpini

Programma del 31 ottobre 2011:

h. 17.00 – Appuntamento da Lucilla e partenza per la passeggiata.
h. 18.00 – Cerimonia in radura con Sonia Baldoni
h. 20.00 – Accensione del fuoco e desinare conviviale
h. 22.00 – Riordino della casa e dei luoghi

Per informazioni logistiche e per confermare la presenza:

Paolo – 0733/216293
Lucilla – 338.7073857
Sonia – 333.7843462
circolo.vegetariano@libero.it

……

Ecco come raggiungere il luogo dell’appuntamento:

Da San Severino Marche seguire la strada per Apiro/Cingoli.

Superare Cesolo e Marciano, arrivati al bivio per Apiro/Cingoli prendere la direzione per Apiro.

Superare le frazioni Palazzata e Corsciano sino all’indicazione per Ugliano, dopo circa 700 metri sulla destra imboccare stradina in terra battuta seguendo la freccia che indica la casa di Lucilla.

La manifestazione è gratuita un’offerta volontaria per il mantenimento dei luoghi e di chi ci accompagna sarà gradita.


23 gennaio 2011

Bioregionalismo.. e la terra che sta bassa...

 

Lucilla Pavoni... e la terra che sta bassa... - Lettera Bioregionale



(Nella foto, al centro in piedi, Lucilla Pavoni nella sua casa di San Severino Marche, al pranzo del 30 ottobre 2010 durante l'incontro rifondativo della Rete Bioregionale Italiana)

Caro Paolo e cari amici della Rete Bioregionale, non desidero dare a chi mi legge, un'idea soltanto bucolica della vita in campagna.

Chi l'ha provata sa che che è soprattutto fatica e sacrificio, e come dice il vecchio contadino che mi abita accanto: "la terra, cocca mia, sta bassa", lui esprime così la difficoltà di tirare fuori quello che c'è sotto, e mette in guardia chi non è disposto a chinare la schiena. Però, la vita in campagna non è soltanto questo, da un ritmo alla vita, che nessuna altra condizione può dare. Ci sono momenti e priorità da rispettare, e quando è tempo di semina, non puoi dire lo farò quando avrò voglia. Se la Terra è pronta a ricevere, e la Luna e il Cosmo tutto, sono allineati nella giusta maniera, anche tu, quel giorno, devi essere pronto, pena uno scarso raccolto o peggio ancora un'inutile fatica. Lo stesso vale per la raccolta dell'uva e dell'oliva, per il taglio della legna, per la fienagione, per la panificazione, per la cura quotidiana degli animali e via dicendo.

Sono infiniti i lavori che ogni giorno, in ogni stagione, si è chiamati a svolgere, e se li fai con amore ti gratificano altrimenti ti sfiniscono. Io li faccio con amore e mi ritorna amore. Stasera la mia casa ne è piena. Protetta da mure robuste che mi isolano da una nevicata eccezionale, il fuoco acceso, i miei tre cani e la gatta "spaparanzati" sul divano, la camomilla raccolta questa estate, il tempo dilatato... Niente fretta, niente angoscia, assenza di desideri, pace.... E' tempo questo, per ricostruire i Mondi Interiori, dissipati in mesi di lavoro. E' tempo di semina per nuovi progetti e buoni sentimenti. Buona notte amico mio, ti giunga un po' della mia gioia

Lucilla Pavoni

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Altri articoli su e di Lucilla Pavoni:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=lucilla+pavoni


6 novembre 2010

“Accoglienza e rispetto, ecco le chiavi per la convivenza ecologica bioregionale”

Lucilla Pavoni, la figlia del sarto, si presenta...

 

Carissimi, mi unisco a voi con la timidezza della neofita, presentata dal carissimo amico Paolo D'Arpini, con la speranza di essere accolta con la benevolenza e la pazienza che si riserva a chi ancora non conosciamo, ma che desideriamo conoscere.


Di me posso dirvi che non sono una persona importante, se valutata secondo i metodi correnti, non ho cariche importanti né titoli accademici da esibire, lo sono però per i miei amici, perché sanno che su di me possono sempre contare.


Parlarvi della mia vita passata sarebbe poco interessante, per tanti anni é stata molto "borghese" e, valutandola con la mia comprensione attuale, direi molto infarcita di perbenismo e convenzioni. Un casuale incontro, otto anni fa, con Felice Colaci, fa riemergere antichi ricordi di fanciullezza in cui ero entrata in contatto con il mondo contadino di cinquant'anni fa. Un mondo che avevo conosciuto solo marginalmente, ma che aveva lasciato profonde tracce nella mia Anima.


Improvvisamente la realtà in cui vivevo diventò insignificante, effimera, vuota. Comincia così la mia ricerca di un posto dove vivere in semplicità per colmare quei vuoti che diventano sempre più marcati. Non é stato un cammino semplice, ostacolato da un marito che non condivideva assolutamente le mie scelte e che quasi stentava a riconoscermi in queste mie nuove esigenze. Decido così d'intraprendere da sola questo nuovo viaggio, pieno di incognite e di paure.


Devo dire che l'Universo mi ha sostenuta in maniera incredibile e in pochi anni ho realizzato una realtà, che osavo appena sperare. Da otto anni ormai vivo in campagna con mio marito che nel frattempo si é anche lui convinto della bontà della mia scelta. Coltivo l'orto, allevo qualche animale da cortile e fra un po' arriverà anche la capra. Appena posso me ne vado in giro a cercare erbe selvatiche, funghi, asparagi, frutta. La mia dispensa é sempre piena di ogni ben di Dio e, ogni volta che vi entro, penso con immensa tristezza a chi va ancora a farsi rubare la vita nelle fabbriche, e in altre realtà lavorative, per ottenere una parte di quello che la terra gratuitamente e abbondantemente ci dona.


Mi sento perfettamente integrata in un tessuto sociale, ricco ancora di valori e di saggezza. I vecchi del posto, una volta sollecitati a ricordare, sono stati prodighi di informazioni e di consigli. La Terra che abito é bella e generosa, l'aria e l'acqua pulite, i silenzi assoluti, i cibi genuini, gli amici fidati. Ogni giorno ringrazio per tutti questi doni, che volentieri condivido con chi viene a trovarmi.


Il 30 e 31 ottobre di quest'anno sono stati giorni bellissimi, in occasione dell'incontro annuale della Rete Bioregionale Italiana la casa si é riempita di persone, anch'esse desiderose di entrare sempre più profondamente nel progetto di ritrovare la propria integrità, attraverso il ritorno ad una vita più vera ed umana, stanchi di un consumismo selvaggio che li ha depredati delle cose veramente importanti. Gente che ha fatto anche cinquecento km, attirati dal desiderio di trasformare un sogno in realtà. Persone di ogni età ed estrazione sociale, accomunate dallo stesso sentire, dalla stessa esigenza di dare un senso alla loro vita. Ognuno ha raccontato la sua storia, con la semplicità che si usa solo con i veri amici.


Si é creato l'incanto che si ritrova solo dopo essersi tanto cercati. Io e molti altri presenti, abbiamo testimoniato con le nostre esperienze che niente é impossibile, quando vogliamo veramente qualcosa con onestà e sincerità. Il coraggio viene strada facendo, giorno dopo giorno, e la certezza di essere nel giusto é il motore che muove ogni cosa. Fra "cacche" di gallina e ruzzoloni dalle senalte, ho trovato anche il tempo di scrivere un libro, "La figlia del sarto", che é il recupero della memoria di un mondo quasi scomparso, filtrato attraverso i ricordi di una bambina di cinque anni, di cinquant'anni fa. Sarà presentato a Treia, l'8 Dicembre 2010 (http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=8+dicembre+lucilla+pavoni)

....che Dio me la mandi buona! Ecco, cari amici, questa sono io a grandi linee, aspetto fiduciosa di conoscere meglio anche voi, se vi farà piacere....

Con grande affetto.


Lucilla Pavoni - lucillapavoni@libero.it

Referente della Rete Bioregionale Italiana per i rapporti solidali fra esseri umani




4 novembre 2010

Comunicazioni sul nuovo organigramma della Rete Bioregionale Italiana e nominativi di alcuni dei nuovi referenti tematici – 4 novembre 2010

 

Comunicazioni sul nuovo organigramma della Rete Bioregionale Italiana e nominativi di alcuni dei nuovi referenti tematici – 4 novembre 2010


Dopo le dimissioni di Giuseppe Moretti da coordinatore nazionale si é tenuto fra i vecchi membri e nuovi aderenti un incontro "rifondativo" della Rete Bioregionale Italiana, il 30 e 31 ottobre 2010 a San Severino Marche.

L'assise dei partecipanti per evitare di ricadere in forme accentratrici, ha deciso di cambiare la struttura della Rete eliminando la figura del coordinatore nazionale e dei coordinatori locali, ci saranno solo referenti tematici sugli argomenti che interessano per l'approfondimento del discorso ecologico... rispettando così anche le enunciazioni della Carta degli intenti della Rete (con riferimento alla “forma decentrata”).

http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/2006/02/06/manifesto_della_rete_bioregion.html

Qui aggiungo solo due parole sul significato di bioregionalismo, che é la stessa cosa dell'ecologia profonda od ecosofia descritta da Arne Naess, insomma é il vivere consapevoli di appartenere inscindibilmente all'insieme vitale, l'organismo macro del vivente e del materico. Le bioregioni, dal piccolo ecosistema agli agglomerati galattici, sono come gli organi funzionali del corpo.... (vedi l'esempio classico fatto da Menenio Agrippa...). In fondo il bioregionalismo non é altro che un nome “inventato” per definire la forma più antica di riconoscimento del far parte di un Tutto unito. Il termine é nuovo ma il significato é eterno!

Continuano ad arrivare commenti e proposte di collaborazione dopo l'incontro di San Severino. La prima letterina ricevuta é stata quella di Antonella Pedicelli, che dice: “Ciao Paolo, felice serata, ho letto con piacere il racconto della prima giornata relativa all'incontro di San Severino Marche (http://saul-arpino.blogspot.com/2010/10/il-giornaletto-di-saul-del-31-ottobre.html ); si sente in esso la tua viva partecipazione e una vibrante emozione, credimi, mi sono sentita anche io pienamente avvolta da quelle sensazioni di appagamento che si respirano nelle tue parole! Semplicemente: "è bello"!

In questi giorni successivi all'incontro bioregionale si sta cercando di rimettere in piedi l'organizzazione, già alcuni ecologisti riconosciuti hanno dato la disponibilità ad occuparsi di specifici argomenti ed alla fine pare che il gruppo portante si stia costituendo. Comunque cerchiamo di capire i movimenti in corso leggendo un'altra letterina giunta da Caterina: “Felice del Seminasogni mi ha fatto uno squillo e io l'ho richiamato. Dice che è stato tutto il giorno in giro senza cellulare. Gli ho chiesto se gli fa piacere mettere qualcosa sul sito, tipo poesie, o gli annunci dei mercatini, o inviti a passeggiate.... Credo che ti spedirà i volantini dei mercatini, quando ci saranno (diceva che ne fanno circa uno al mese). Gli ho detto che gli avrei spedito il resoconto dell'incontro e che cosa ci avevamo messo e che sarebbe stato carino metterci la poesia che aveva letto lui stesso quel giorno e ha detto che me la spedisce così la mettiamo sul sito, su qualche sito. Per le passeggiate credo che gli farebbe piacere che si mettesse nome, indirizzo e recapito per accordi di volta in volta, con chi vuole, a piccoli gruppi”.

Pertanto nel prossimo futuro proporremo sul blog della Rete e su altri siti, di tanto in tanto, alcuni interventi e proposte dei referenti tematici e dei simpatizzanti della Rete con annunci vari e proposte di attività ecologiste, di rapporti interpersonali e fra comunità, racconti di spiritualità naturale, etc.

Nel frattempo abbiamo ricevuto anche la comunicazione di Roberto Schellino, coordinatore nazionale della campagna per l'agricoltura contadina, in risposta alla nostra comunicazione sul nuovo referente della Rete Bioregionale per quel settore: “Grazie Paolo, contatterò telefonicamente Benito Castorina nel più breve tempo che mi è possibile..” Ed anche la mail di Sonia Baldoni, che accetta di occuparsi di cure naturali ed erboristiche: “Certamente che metto a disposizione della Rete Bioregionale le mie conoscenze, l'ho già messo in PRATICA con i FATTI dall'incontro che abbiamo fatto assieme, i miei estremi li hai... mi fido di più di ciò che scrivi tu, è la tua specialità!”

Allora riporto qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Caterina Regazzi, medico veterinario USL specializzato in allevamento e alimentazione animale. Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti: caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: manuel_olivares_71@yahoo.it

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambintale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto nel mucchio!

Paolo D'Arpini,   addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Ah, rammento ai lettori che per aderire alla Rete é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti), vedi sopra, e di inviare una email di conferma allo scrivente.

 

Resoconto dell'incontro di San Severino Marche:

http://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=resoconto%20incontro%20bioregionale%20san%20severino%20marche%2030%2031%20ottobre%202010

...............

Adesione dell'ultim'ora:

CI SONO ANCH'IO....

Carissimi,
ci sono anch'io, Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete.
Per l'area comasca contate su di me, già che stanno nascendo realtà interessanti di cui darò conto. un ecovillaggio in Val d'Intelvi, per esempio, una realtà di ricerca spirituale tra Como e Lecco ed altre cose che il sottoscritto collega e  tiene insieme.
Recapito: 031 683431 ore serali.
Un buon rinascimento alla Rete Bioregionale Italiana.
thermidore@yahoo.com

...........

Mia rispostina:
Ti abbracciamo con profondo rispetto ed affetto... per salvare assieme  i semi della antica conoscenza....



 

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