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La pratica bioregionale e l'ortica...

L’ortica, la manna dei poveri

 

Parlando del Parco della Valle del Treja non si può ignorare l’aspetto naturalistico della flora e della fauna che lo compongono. In questo contesto voglio menzionare e descrivere un’erba “povera” ma dagli indiscussi usi officinali e dietetici, si tratta dell’ortica. Di questa pianta ne esistono diverse varietà. La più comune è l’ortica Dioica che si trova intorno alle case, fra i ruderi, lungo i sentieri e accanto al corso del fiume soprattutto nei terreni ricchi in nitrati dove ci sono rifiuti in decomposizione. Con l’andare del tempo è andato perso il suo uso medicinale (anche se si ricordano i famosi massaggi con l’ortica per combattere alcune forme di reumatismi) ma è tutt’ora in voga il suo uso alimentare basato sopratutto sulle foglie.

Le foglie dell’ortica vanno raccolte in primavera inoltrata (prima che la pianta cominci a spigare) possibilmente con le mani (per evitarle un impatto traumatico) staccando i germogli freschi e le foglie più tenere. L’ortica è l’erba più ricca di proteine, contiene potassio, ferro, zolfo, forforo e calcio per cui giova a tutti e specialmente agli anemici. Risciacquate le foglie in acqua corrente in modo da togliere una parte del potere urticante. Se intendete consumarla cruda l’ortica va lasciata macerare per alcuni minuti in un intingolo di aceto e sale aggiungendo poi olio e altri condimenti freschi (come ad esempio la cagliata). In questo modo potranno essere assimilate tutte le proteine in essa contenute.L’ortica si può ovviamente consumare anche cotta, sotto forma di frittate, o lessata in poca acqua come si fa per gli spinaci e la bieta. Ottima anche per minestroni e brodi vegetali.

In realtà l’ortica è talmente ricca che si potrebbe vivere solo di questa pianta, come fece il famoso santo tibetano Milarepa ma non volendo arrivare a questo estremo consiglio ai lettori di dedicare maggiore attenzione a questa erba che potrebbe diventare un arricchente prezioso per la nostra dieta. Tra l’altro l’ortica è di libera raccolta nel parco e quindi si può farne uso senza temere di rovinare la vegetazione protetta.

L’ortica infine è una delle piante diaforetiche che hanno cioé loa capacità di far eliminare le tossine attraverso la pelle e la stimolazione della circolazione periferica.

 

Paolo D’arpini

(Ri-abitante del Parco della Valle del Treja – Bioregione Tuscia e Presidente del Circolo Vegetariano di Calcata (VT)

 

Pubblicato il 4/7/2005 alle 12.55 nella rubrica Pratica bioregionale.

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